Giochi: Malta Gaming Authority, a novembre “un regolamento più efficiente e trasparente”

In: Giochi On line, In Evidenza

31 luglio 2015 – 16:54

http://www.agimeg.it/?p=71543

Malta

La Malta Gaming Authority sta lavorando su un progetto di legge per riorganizzare il settore dei giochi, con il fine di renderlo più efficiente e trasparente. Si tratta di una bozza sulla quale le autorità maltesi stanno lavorando già da tempo, al di là degli ultimi scandali portati alla luce dall’Operazione Gambling, che ha portato all’arresto di 28 persone, alla denuncia di altri 13 e al sequestro di beni per 2 miliardi di euro. Lo ha annunciato il Sottosegretario di Stato alla competitività Jose Herrera.
“Una mela marcia – ha aggiunto – non significa necessariamente che l’intero settore è corrotto. Tutti i settori sono soggetti ad evoluzione, per cui il miglioramento è naturale, ma per come è stata studiata la legge maltese è in grado di affrontare queste situazioni di emergenza”. Joe Cuschieri, presidente della Gaming Authority di Malta, ha aggiunto che “Malta resta una nazione dove la regolamentazione del settore del gioco resta una delle più efficienti e che è stata immediata la reazione delle forze dell’ordine quando sono stati emessi i mandati d’arresto europei”. lp/AGIMEG

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Dopo l’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia del 22 Luglio 2015

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Giochi: a rischio oltre 200.000 posti di lavoro, in pratica una “Fiat” della fortuna

In: Eventi, In Evidenza

31 luglio 2015 – 14:22

http://www.agimeg.it/?p=71522

italia

Si addensano nubi nere sul mercato dei giochi in Italia. A fine giugno c’era stato l’accantonamento  del decreto delega sui giochi presentato dal sottosegretario Pierpaolo Baretta. Il decreto prevedeva interventi molto importanti sul mercato dell’intrattenimento, della tassazione e dei rapporti con gli enti locali ma è stato “cestinato” dal consiglio dei Ministri. In questi giorni si fanno sempre più frequenti richieste, trasversalmente da varie parti politiche, di divieto assoluto della pubblicità sui giochi. Insomma il settore, già alle prese con una riduzione degli introiti, rischia di implodere sotto il peso dell’azione politica e di rilanciare le attività gestite dalla criminalità organizzata. Eliminare qualsiasi forma di pubblicità non permetterebbe più ai cittadini di distinguere il gioco legale da quello illegale. Le città sono, ad esempio, piene di negozi privi di regolare concessione statale dove è possibile scommettere. Se le aziende regolarmente autorizzate non potessero più fare pubblicità, il cittadino avrebbe uno strumento in meno per capire se sta entrando in un negozio autorizzato o se stia commettendo un reato entrando a scommettere in un punto illegale. Secondo gli ultimi dati di Sistema Gioco Italia – Confindustria, il settore dei giochi da lavoro, tra diretto ed indotto, a circa 220.000 persone, in pratica la stessa forza lavoro della Fiat e che l’Erario beneficia di introiti diretti per oltre 8 miliardi di euro all’anno. Da ricordare che la tassazione sulla spesa per il gioco è vicina al 50%, caso praticamente unico nei settori dell’industria italiana. lp/AGIMEG

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Riforma Rai: via libera al Senato, il testo passa alla Camera. Ieri l’ok a un odg sul divieto pubblicità ai giochi

In: Ansa, AnsaP, In Evidenza, Politica, Repubblica

31 luglio 2015 – 12:11

http://www.agimeg.it/?p=71511

senato

Con 142 voti favorevoli e 92 contrari il Senato ha da poco approvato, con modificazioni, la proposta di riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo che ora passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento. Ieri l’Aula di Palazzo Madama aveva dato il via libera a un ordine del giorno della Lega Nord – riformulato dopo il ritiro di alcuni emendamenti dal contenuto identico – che impegna il governo a garantire il divieto assoluto di qualunque forma di comunicazione commerciale e promozionale sui giochi. im/AGIMEG

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Operazione Gambling. Microgame: “Le società del gruppo pienamente operative, siti di People’s estranei ai fatti”

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http://www.agipronews.it/attualit%C3%A0-e-politica/Operazione-Gambling-Microgame-id.120110

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Stato-Regioni: rinvio alla Corte Costituzionale. di Stefano Sbordoni

In: Diritto

http://www.jamma.it/diritto/stato-regioni-rinvio-alla-corte-costituzionale-di-stefano-sbordoni-68112

30 luglio 2015 – 10:40

Aula-tribunale

(Jamma) “Fiat lux avrebbero detto i latini nel leggere l’ordinanza del Tar Puglia-sez. Lecce dello scorso 22 luglio. Finalmente un Tar illuminato – al contrario di quello   lombardo che ribadisce puntualmente la legittimità dell’operato del comune di Milano – ha avuto il coraggio di sostenere che la Legge regionale (in questo caso la Legge n. 43/2013) potrebbe essere viziata in quanto incostituzionale perché in contrasto con il decreto Balduzzi. Si legge, infatti, nel PQM della menzionata ordinanza che il Tar Puglia sez. Lecce, sezione prima “rimette alla Corte Costituzionale la questione di legittimita’ costituzionale dell’art. 7 L.R.43/2013 (………), in relazione all’art.7 c.10 D.L.158/2012, per violazione degli artt.117 c.3,117, secondo comma lettera h)” scrive l’avvocato Stfano Sbordoni.

“L’ordinanza è ben motivata, e lascia intendere che i Giudici (forse per la prima volta?) hanno studiato a fondo la questione. Ciò trova riscontro laddove nell’anticipare – sempre nel testo dell’ordinanza, si intende – l’intenzione di rimettere gli atti alla Corte costituzionale, ammettono essi stessi di conoscere l’orientamento del giudice delle leggi, che nel famoso caso di Bolzano e non solo (Corte Cost., 26 febbraio 2010 n. 72 e 22 giugno 2006 n. 237, nonchè Cons. Stato, Sez. VI, 18 aprile 2007 n. 1772) ritenne sussistere la competenza in capo al governo del Territorio. Nel caso di specie, ritiene invece il giudice a quo (id est Tar Puglia- sez. Lecce) che non vi sia corrispondenza con il caso Bolzano. Ed infatti il Comune di Melendugno con comunicazione del 22.5.2014 rappresentava l’impossibilità di autorizzare l’esercizio dell’attività di raccolta scommesse   di un nuovo locale, stante l’asserito contrasto con l’art. 7 L.R. 43/2013 (legge regionale Puglia); quindi nel corso del mese di settembre adottava l’ordinanza con cui imponeva la sospensione delle attività di raccolta delle scommesse sportive, in quanto i nuovi locali oggetto della richiesta erano ubicati a meno di 500 metri da un istituto scolastico, in violazione appunto dell’art. 7 della L. 43/2013. Le ricorrenti (concessionario e gestore del punto) ricorrevano al Tar Puglia sez. Lecce per richiedere l’annullamento della menzionata ordinanza e di tutti gli atti ad essa connessi. Riguardo il rapporto tra il decreto Balduzzi e la legge regionale viene ben evidenziato dal collegio pugliese che “mentre la disposizione regionale in esame prevede una immediata entrata in vigore del divieto in esame, la norma statale ne differisce l’effettiva entrata in vigore per le nuove concessioni alle pianificazioni da attuarsi in conformità delle medesime disposizioni, in assenza delle quali, non vi sarebbero impedimenti alla collocazione di esercizi in prossimità dei luoghi sensibili.” Ed ancora: il decreto Balduzzi ha come scopo quello di prevedere misure di prevenzione dalla ludopatia proprio al fine di tutelare il diritto della salute, diritto contemplato all’art. 117, comma 3 Cost., che come noto è riservato allo Stato, spettando di contro alla regione di concorrere al completamento delle regole dei principi fondamentali posti dalla Legislazione statale.

Il collegio pugliese ha esattamente individuato il passaggio che garantisce la legittimità del sistema, che poi era lo stesso spirito dell’art. 14 della delega fiscale:   il governo centrale ha il compito di “scrivere” – essendo riservato allo Stato il potere di fissare livelli di tutela uniformi sull’intero territorio nazionale – le norme primarie in materia di gioco pubblico, ed il governo del territorio deve concorrere all’applicazione delle stesse. La Regione Puglia con la legge regionale n. 43/2013 non ha rispettato questo principio, ed infatti ben evidenzia il giudice amministrativo “Nella specie, non si è trattato di fissare limiti più rigorosi di tutela ma si è stabilita la immediata entrata in vigore di misure per le quali la legge nazionale aveva invece disposto la necessità di un procedimento pianificatorio con il coinvolgimento di tutti i soggetti indicati nel citato art. 7 c. 10 del D.L.”. La censura della norma pugliese viene altresì evidenziata sotto altro aspetto, essendo la stessa in contrasto con l’art. 117, comma 2 lett. h della Cost. che attribuisce allo Stato la competenza legislativa in materia di “ordine pubblico e sicurezza”, in quanto la norma regionale menzionata comunque incide sugli esercizi che accettano scommesse, cioè su esercizi soggetti al controllo dell’autorità di P.S. ex art. 88 R.D. 773/1931. Il controllo esercitato dall’Autorità di pubblica sicurezza in ordine al rilascio di concessioni/autorizzazioni ex art.88 è un controllo che investe una pluralità di interessi, tutti diretti al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza, mediante la verifica della sussistenza di una serie di requisiti soggettivi e oggettivi del richiedente la concessione. Ed è la sussistenza di tali requisiti soggettivi e oggettivi che deve essere verificata dall’Amministrazione statale in vista del mantenimento dell’ “ordine pubblico e sicurezza”, ossia nell’ambito dell’attività finalizzata alla prevenzione dei reati e al mantenimento dell’ordine pubblico; non sono certo compiti che spettano alle Regioni e ed ai Comuni.

Un intervento così determinato comporta inevitabili restrizioni agli esercizi commerciali che raccolgono gioco pubblico autorizzato; restrizioni che, in comuni di ridotte dimensioni demografiche e territoriali, incidono notevolmente impedendone di fatto l’esercizio, così intervenendo sulla concessione ex art.88 R.D. 773/1931!”.

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Giochi, Sapar: Baretta disponibile a confronto per soluzioni concrete

Roma, 16:34 – 15 ore fa (AGV NEWS)

C’è stata una nuova riunione con il sottosegretario Pier Paolo Baretta, che ha rinnovato la “disponibilità ad aprire, già a fine agosto, un tavolo di confronto ristretto a poche sigle associative, al fine di trovare soluzioni concrete volte ad uscire dalla stasi di questo periodo. Mi auguro che questa concertazione avvenga in maniera costruttiva, per trovare finalmente una linea comune condivisa dall’intera filiera”. È quanto rende noto il presidente dell’Associazione Sapar (Sezione apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) Raffaele Curcio. “Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di incontrare due firmatari del disegno di legge sul riordino dei giochi – aggiunge Curcio – il senatore Franco Mirabelli e la senatrice Camilla Fabbri. Il senatore del Pd ha spiegato che il loro intento è quello di fare una legge nazionale per realizzare e concretizzare una riserva nazionale, perché le regole base devono essere uguali per tutti. Non possono esserci comuni che decidono di impedire il gioco sul proprio territorio o comuni che realizzano quartieri a luci rosse. Mirabelli ha poi ribadito che certamente agli enti locali non va tolto alcun ruolo, ma è necessario stabilire con le Istituzioni su quali numeri ragionare. Dal canto suo la senatrice Fabbri si è detta disponibile, in accordo con il collega Mirabelli, a ricevere osservazioni sul Ddl e accogliere le istanze del settore, al fine di trovare un accordo condiviso fra le parti”. Curcio ha inoltre sottolineato ancora una volta che “limitare l’offerta di gioco non risolve il problema del gioco d’azzardo patologico, quanto piuttosto sposta l’offerta di gioco verso l’illegalità. Per questo – ha sottolineato – la Sapar sta incontrando i rappresentanti delle amministrazioni locali, per dar loro modo di approfondire la conoscenza del settore e della filiera e quindi instaurare un dialogo costruttivo e proficuo per tutti”.

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Ddl riordino giochi, Mirabelli (Pd): “La discussione parlamentare non sarà breve, ma la riforma ci sarà.

Ippica? Periodo di transizione e sostegno economico statale vanno ripensati”

http://www.jamma.it/politica/ddl-riordino-giochi-mirabelli-pd-la-discussione-parlamentare-non-sara-breve-ma-la-riforma-ci-sara-ippica-periodo-di-transizione-e-sostegno-economico-statale-vanno-ripensati-68110

In: Ippica, Politica, Primopiano

30 luglio 2015 – 10:32

mirabelli franco

(Jamma) – Con un’edizione straordinaria della trasmissione “Dalla parte dei cavalli” è stato intervistato il senatore Franco Mirabelli (Pd), primo firmatario del ddl riguardante “Disposizioni in materia di riordino dei giochi”, che ricalca il decreto giochi stoppato dal governo lo scorso 27 giugno.

“Non ci sono differenze sostanziali tra il ddl e l’articolo 14 della delega fiscale, abbiamo presentato questo progetto per non perdere il lavoro che era stato fatto dal sottosegretario Baretta, e che ci sembrava avesse portato a definire un quadro e una proposta che avevano un loro equilibrio. Il percorso parlamentare consente rispetto al decreto la possibilità di interventi successivi, ci sembrava importante riaffermare, presentando il disegno di legge, la necessità di un riordino complessivo di tutto il settore senza perdere, appunto, il buon lavoro che era stato fatto” ha spiegato Mirabelli.

“Purtroppo non ci saranno tempi più rapidi, perché la discussione parlamentare non sarà breve. Il decreto avrebbe consentito più velocità, ma hanno deciso di non presentarlo, a questo punto partiamo da questo disegno di legge, la parte più positiva è che un ddl consente anche a chi manifestava dubbi o perplessità la possibilità di intervenire durante l’iter parlamentare per garantire un equilibrio maggiore. Abbiamo apportato delle migliorie introducendo il divieto pubblicità del gioco e perfezionando la questione del ruolo tra Comuni, Regioni e normativa statale, che era uno dei nodi da sciogliere. C’era già un orientamento se si fosse presentato il decreto, a questo punto abbiamo fatto un lavoro sulla pubblicità ma anche per chiarire che c’è una parte di competenze che deve essere svolta insieme da Stato, che ha riserva sui giochi, Regioni e Comuni che in questi anni hanno svolto un ruolo di supplenza soprattutto per normare la presenza eccessiva di luoghi di gioco negli esercizi pubblici sui territori, ora devono quindi mantenere un proprio ruolo dentro una convenzione che veda protagonisti tutti per concordare le regole su cui i territori devono insistere. Cio che non è possibile è una legislazione che sia diversa da territorio a territorio” ha proseguito il senatore.

Aveva detto che sarebbe stato molto contento se si fosse chiesta al parlamento una proroga ulteriore della delega per risolvere in tempi rapidi la questione delle competenze. Questa strada è ancora percorribile? “Se il governo è d’accordo, il parlamento è d’accordo la delega può essere prorogata, decideremo a settembre sulla base di quello che ci dirà il governo”. Se cosi fosse, l’iter quanto sarebbe lungo? “I tempi sarebbero tre mesi. Non escludo neanche che alcune questioni dell’ippica vengano estrapolate, stralciate e trattate a parte. Quando arriveremo alla discussione parlamentare sulla questione della Lega Ippica bisogna modificare alcune cose. La transizione così come è adesso è troppo breve, bisogna garantire almeno tre o quattro anni per arrivare a regime e credo che vada ripensata anche la dimensione economica del sostegno statale”.

Uno degli aspetti che ha più colpito il settore è stata la proposta di contributi erariali fino al 31 dicembre 2017, decrescenti: 10 milioni di euro nel 2016 e 5 milioni di euro nel 2017, in seguito l’ippica dovrebbe cavarsela da sola.

“Almeno per 4/5 anni il contributo ci sarà. – ha specificato Mirabelli – Stiamo parlando di un disegno di legge, cose indicative, si è fatta una valutazione probabilmente sbagliata su un tema che non era stato ancora sciolto nel testo del decreto, assicuro che nel momento in cui passeremo alla fase di discussione, sicuramente metteremo mano a questo aspetto, aumenteremo la dotazione finanziaria e garantiremo una transizione che sia congrua con le necessità che ci sono. Tutto questo punto verrà rivisto, per rilanciare il settore bisogna metterlo nella condizione di crescere. Ci dovranno essere scelte con l’intento di far nascere la Lega Ippica con le condizioni migliori per rilanciare un settore che in questi anni ha avuto difficoltà”.

La riforma ci sarà o non ci sarà? “La riforma ci sarà, sarà una parte importante che il mondo dell’ippica vuole. Sistemeremo i limiti che si sono stati segnalati, sui tempi cercheremo a settembre la strada più rapida per fare la riforma. Decideremo l’eventuale stralcio dall’articolo 14 dell’istituzione di Lega Ippica, capiremo se ci sarà la possibilità di rinnovare la delega lo faremo altrimenti cercheremo di accelerare in parlamento il disegno di legge”.

Il comma 650, che consente la riforma delle scommesse, uno dei punti cardine della riforma, andava fatto mesi fa, è praticabile questa strada? “Dentro un riordino complessivo del sistema dei giochi e delle scommesse, continua a essere praticabile. Metterci mano prima ancora che sia approvata la riforma? Non lo so, ci vuole equilibrio tra diverse esigenze, bisogni e interessi. Meglio un riordino complessivo” ha concluso il senatore.

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