Slot: il Consiglio di Stato sollecita il Tar Lazio su ricorso Codacons contro sala giochi

30 settembre 2015 – 18:53

http://www.agimeg.it/?p=74535

ConsigliodiStato

“In considerazione della complessità della fattispecie in esame l’esigenza cautelare di parte appellante appare adeguatamente tutelabile con una la decisione di merito adottata in tempi brevi”. E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato pronunciandosi sul ricorso presentato dal Codacons contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Gia’ Aams), Ministero dell’Interno, Questura di Roma, Commissariato di Polizia – Ufficio Sezionale Aurelio, Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Antidroga, Babylon Slot Srl per la riforma dell’ ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO – concernente rilascio licenze ed autorizzazioni per l’apertura sala giochi. lp/AGIMEG

Bando Lotto. Baretta audito in Comm. Finanze: “Il Governo terrà conto della sentenza del CdS”

30 settembre 2015 – 09:41

http://www.pressgiochi.it/bando-lotto-baretta-audito-in-comm-finanze-il-governo-terra-conto-della-sentenza-del-cds/11258

Bando Lotto. Baretta audito in Comm. Finanze: “Il Governo terrà conto della sentenza del CdS”

Si terrà la prossima settimana l’audizione in Commissione finanze della Camera del Sottosegretario all’Economia con delega ai giochi Pier Paolo Baretta. Tema di discussione il bando di gara che dovrebbe portare al rinnovo della concessione del gioco del Lotto e, in particolare, Baretta dovrà chiarire come il Governo intende procedere relativamente al parere espresso ad inizio agosto dal Consiglio di Stato secondo il quale andrebbero profondamente rivisti i requisiti di partecipazione che lasciano spazio a pochi contendenti. Sicuramente in occasione dell’audizione ci sarà spazio anche per discutere dei possibili interventi di carattere fiscale previsti in sede di legge di stabilità sul gioco.

Intervistato dalla nostra testata sulla questione, il Sottosegretario oggi ha dichiarato: “Tutte le volte che ci sono delle sentenze o della magistratura o della Corte o del Consiglio di Stato il Governo ne tiene conto. Terremo conto delle osservazioni che sono state fatte. Quanto ci è stato detto dalla Corte merita di essere considerato, ne terremo conto e di conseguenza decideremo”.

“I dubbi sollevati dal Consiglio di Stato – ha recentemente dichiarato Pietro Laffranco, Conservatori e Riformisti – sono più che legittimi e frutto di un lavoro scrupoloso e oculato che merita considerazione e attenzione: i rilievi necessitano di spiegazioni chiare da parte dell’Esecutivo. Il bando di gara per la concessione del Lotto è una cosa seria, non una regalia da concedere in base a criteri francamente poco difendibili. Mi auguro che il Governo, attraverso il sottosegretario, chiarisca il prima possibile ogni punto contestato”.

PressGiochi

Gambling Commission: ‘Come prevenire il crimine nel gioco d’azzardo?’

 Creato Mercoledì, 30 Settembre 2015 12:07

Fino al 30 dicembre si possono inviare proposte di modifiche normative per prevenire la criminalità legata al gioco d’azzardo

“I progressi nella tecnologia e cambiamenti nelle preferenze dei consumatori pongono nuove sfide per tenere il crimine fuori dal gioco d’azzardo, ma possono anche offrire nuove soluzioni ai problemi”. Così la Gambling Commission del Regno Unito annuncia la decisione di aprire una consultazione diretta a operatori del gioco e opinione pubblica per lanciare proposte di modifica alle normative volte a prevenire la criminalità legata al gioco d’azzardo.

CONFRONTO SU USO VALUTA DIGITALE – La consultazione propone una serie di modifiche specifiche alle condizioni di licenza in base all’esperienza, per esempio richiedendo a tutti gli operatori di valutare il rischio che la loro attività possa essere utilizzata per il riciclaggio di denaro. Invita inoltre tutti i soggetti coinvolti a un dibattito pubblico informato su altre questioni emergenti, come l’uso di valute digitali nel gioco d’azzardo.
FINO AL 30 DICEMBRE – “Questa consultazione offre l’opportunità a tutti di dire la loro su una serie di questioni critiche. Ci aspettiamo che i licenziatari vorranno condividere la loro esperienza e le buone pratiche, al fine di contribuire a mantenere il gioco libero dal crimine”, dichiara ancora la Gambling Commission. Questa consultazione arriva quasi dieci anni dopo l’introduzione del Gambling Act del 2005, e si avvale della testimonianza e dell’esperienza accumulata dalla Commissione e dall’industria del gioco in questi anni. Per partecipare alla consultazione c’è tempo fino al 30 dicembre 2015.

Scommesse, Tar Lazio: Aams può pretendere pagamento quote prelievo e minimi garantiti ad Agenzia che non abbia formalmente ottenuto trasferimento titolarità della concessione

30 h2015 – 15:55

30 settembre 2015 – 15:55

tar

I Monopoli possono pretendere il pagamento di quote di prelievo e minimi garantiti pregressi a un’Agenzia che non abbia mai formalmente ottenuto il trasferimento di titolarità della concessione. E’ quanto ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Roma – Sezione Seconda, che ha rigettato il ricorso presentato dalla Società Agenzia delle Scommesse Srl contro i Monopoli di Stato per ottenere l’accertamento del trasferimento della concessione n. 1478 per le scommesse ippiche in favore di un altro soggetto e per l’effetto dichiarare che nessun credito puo’ essere vantato dal Ministero nei confronti della società ricorrente e di manlevare l’Agenzia delle Scommesse da ogni conseguenza di carattere economico relativa alla concessione n. 1478. Nel marzo 2003 la società ricorrente aveva chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze di essere autorizzata a cedere la titolarità della concessione n. 1478 per l’esercizio di scommesse sportive al totalizzatore nazionale e a quota fissa del Comune di Gioia Tauro a favore del Sig. Seminara Maurizio, titolare della ‘Agenzia di Scommesse Sportive’. “Precisa parte ricorrente – si legge nella sentenza – di aver stipulato con il Sig. Maurizio Seminara, in data 15 ottobre 2002, un preliminare di vendita di ramo di azienda avente ad oggetto la concessione n. 1478, con conseguente immissione dello stesso nell’esercizio della relativa attività e subentro in via di fatto nei rapporti con l’Amministrazione liquidando le somme dovute. In data 28 marzo 2007 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiesto alla società ricorrente il pagamento di € 115.127,57 per l’omesso versamento delle quote di prelievo riferite all’anno 2006 e all’integrazione dei minimi garantiti per gli anni 2005 e 2006 relativi alla concessione n. 1478. (…) Ne conseguirebbe, sostiene parte ricorrente, che il proprio rapporto concessorio deve intendersi esaurito alla data di stipula del preliminare del gennaio 2003, con instaurazione di un rapporto diretto tra l’Amministrazione e il Sig. Seminara. L’Amministrazione non avrebbe potuto, pertanto, chiedere il pagamento delle somme riferite alle quote di prelievo per l’anno 2006 e all’integrazione dei minimi garantiti per gli anni 2005 e 2006 relativi alla concessione n. 1478 alla società ricorrente, in quanto tutte riferibili alla gestione del Sig. Seminara. (…) Con il ricorso in esame la società ricorrente (…) chiede l’accertamento dell’avvenuto trasferimento della concessione pur in assenza di un atto di assenso al trasferimento da parte dell’Amministrazione, con ogni conseguenza in ordine alla imputazione del debito di € 115.127,57 per l’omesso versamento delle quote di prelievo riferite all’anno 2006 e all’integrazione dei minimi garantiti per gli anni 2005 e 2006, richiesto alla società ricorrente ed in relazione al quale è stata escussa la propria garante”. Il ricorso tuttavia, per il Tar “non merita accoglimento. E’, difatti, irrilevante, nei confronti dell’Amministrazione ed in assenza di un esplicito atto di assenso in ordine alla cessione della concessione, che il Sig. Seminara sia subentrato in via di fatto nella gestione della concessione e nei rapporti con l’Amministrazione liquidando le somme dovute, non potendo tale circostanza incidere sulla titolarità della concessione. Legittimamente, quindi, l’Amministrazione ha ritenuto la società ricorrente debitrice delle somme dovute in forza della concessione n. 1478 a titolo di quote di prelievo per l’anno 2006 e all’integrazione dei minimi garantiti per gli anni 2005 e 2006, pur se riferite al periodo in cui la gestione della concessione è stata esercitata dal Sig. Seminara, e ciò in quanto non è mai formalmente intervenuto il trasferimento di titolarità della concessione”. lp/AGIMEG

Scommesse, Cifone (Acogi): ‘Nuova sanatoria Ctd, ennesimo errore’

http://www.gioconews.it/scommesse/66-generale/45744-scommesse-cifone-acogi-nuova-sanatoria-ctd-ennesimo-errore

Il possibile slittamento del bando scommesse 2016 e la probabile proroga della sanatoria per il Ctd è un errore secondo il presidente Acogi, Ugo Cifone.

“La notizia di un’eventuale nuova sanatoria, nel 2016, finalizzata a prorogare le concessioni delle scommesse sportive e a inglobare nel sistema concessorio nuovi soggetti, senza effettuare una vera e propria gara, ha provocato numerose reazioni da parte degli operatori del gioco, ognuno dei quali ha voluto esprimersi su una eventualità che, proprio perché proposta dai Monopoli di Stato, potrebbe non essere tanto remota”. Lo sottolinea il presidente dell’Acogi, Ugo Cifone, commentando la possibilità dello slittamento del bando di gara 2016 per le scommesse.

“Dopo i numerosi richiami da parte della Corte di Giustizia Europea, di mettere ordine al settore in maniera inattaccabile e definitiva, lo Stato italiano – sottolinea Cifone – pensa ad una nuova ‘sanatoria’ invece di fare una vera gara. Ritengo sia assurdo”. Secondo Cifone “Quello che doveva essere l’anno 2016, un anno risolutivo in chiave di riordino della materia a garanzia della certezza del diritto rischia, ancora una volta, di rivelarsi una necessaria occasione di incasso e non certo per gli operatori del settore.
La soluzione proposta al Mef laddove, accolta e concretizzata, darebbe spazio non solo a nuovi profili discriminatori, ma soprattutto incrementerebbe l’attuale confusione e instabilità lavorativa. Se l’aderire alla prima legge di Stabilità può considerarsi controproducente in termini ‘economici’ e lavorativi, l’eventuale proroga a titolo oneroso potrebbe avere insanabili ripercussioni”.

Giochi, Barbanti (Gruppo Misto): “Il Governo ha già gli strumenti legislativi per risolvere il contrasto con gli Enti locali”

30 settembre 2015 – 15:05

http://www.agimeg.it/?p=74525

camera 1

L’argomento dei giochi torna sul tavolo della Commissione Finanze alla Camera attraverso la risoluzione presentata dall’onorevole Sebastiano Barbanti del Gruppo Misto che riguarda l’attuazione della normativa relativa alla pianificazione dei punti di raccolta di gioco per contrastare i fenomeni di dipendenza. La risoluzione è stata messa in calendario anche se la discussione è prevista per la prossima settimana, quando il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, sarà presente in Commissione per un’audizione. Di fatto, l’argomento giochi torna di attualità alla Camera. “La risoluzione è già stata incardinata  – ha detto Barbanti ad Agimeg a margine della riunione in Commissione – ma aspettiamo l’audizione di Baretta. Punto centrale sarà la risoluzione della questione del contrasto tra Enti locali e governo in materia di giochi: il Governo ha già gli strumenti legislativi per risolvere il problema”. cz/AGIMEG

Giochi, Baretta: “Probabilmente la Stabilità conterrà le misure fiscali sui giochi”

30 settembre 2015 – 11:57

http://www.agimeg.it/?p=74509

Baretta

“E’ probabile che le misure fiscali sul gioco d’azzardo rientrino in legge di Stabilità”. E’ quanto ha detto Pier Paolo Baretta, il sottosegretario all’Economia, a margine della presentazione del III rapporto Italia sulla cooperazione. “Personalmente,  penso che sarebbe opportuno che i punti fiscali della delega che avevamo predisposto entrassero in legge di Stabilità” ha aggiunto ancora. “Ci stiamo lavorando, per me è opportuno che si affronti il problema della tassazione sul margine e le questioni correlate, ci stiamo pensando”. lp/AGIMEG

**********************************

http://www.gioconews.it/politica-generale/45746-baretta-stabilita-allo-studio-misure-su-tassazione-serve-azione-complessiva

Baretta: ‘Stabilità, allo studio misure su tassazione, serve azione complessiva’

Decaduta la delega fiscale, il settore del gioco si interroga sul suo futuro. Per il sottosegretario Pier Paolo Baretta “occorre un’azione e non spezzettata”.

Non solo il ribadire con forza che la seconda tranche della tassa da 500 milioni di euro imposta agli operatori slot e Vlt dalla legge di Stabilità 2015 va pagata. Nell’intervista alla rivista Gioco News, di cui oggi proponiamo un ulteriore estratto e che sarà pubblicata integralmente sul numero di ottobre in questi giorni in distribuzione, il sottosegretario all’economia con delega al gioco, Pier Paolo Baretta, guarda anche a quelli che saranno i contenuti della prossima legge di Stabilità, per quanto riguarda il gioco. Sembra scontato che, decaduta la delega, sarà la prima occasione normativa utile per rimettere mano al settore del gioco?

“Questa è una delle ipotesi al vaglio – conferma Baretta – anche se non è previsto che questa tipologia di legge possa affrontare la parte ordinamentale, ma stiamo valutando che cosa, per quanto riguarda il gioco, possiamo inserire. La riflessione riguarda soprattutto la tassazione sul margine, e ritengo che sarebbe importante prevederla in quella sede, ma si tratta di un tema ancora oggetto di valutazione”. Il premier Renzi ha anticipato che nella Legge di Stabilità, che varrà qualcosa come 27 miliardi di euro, sarà compresa anche la cosiddetta ‘digital tax’ e che andrà a coprire quel ‘vuoto’ di tassazione che si è generato per aziende che “come Apple e Google – ha spiegato – hanno un sistema per il quale non pagano le tasse nei luoghi dove fanno business”. Cosa devono aspettarsi in proposito gli operatori di gioco? “Questa misura non li interessa nello specifico e non è questione che stiamo affrontando con il settore ma fa parte di una valutazione più ampia”.
Al di là del contenuti che potranno essere inseriti nella Legga di Stabilità 2016, l’articolo 14 sul gioco della legge delega al governo in materia fiscale conteneva, appunto, un’ampia ‘delega’ per riordinare il settore e nelle varie bozze di decreto legislativo che avrebbe dovuto attuarle si parlava appunto anche di temi come la tutela dei minori, la riorganizzazione dell’offerta di gioco sul territorio, la pubblicità. Come si potrà e vorrà procedere ora?
“Ritengo che in materia di gioco sia sbagliato procedere a pezzi. Sotto questo profilo ritengo che sia corretto l’impianto del disegno di legge presentato, in Senato, da Franco Mirabelli, in quanto affronta complessivamente la materia. Per esempio, io sono a favore del divieto assoluto di pubblicità del gioco, tant’è che questa previsione figurava anche nella bozza di decreto legislativo attuativo dell’articolo 14 della legge delega, ma ritengo sbagliato fare solo questo se invece non si interviene su altri temi altrettanto importanti e che sono a esso legati, tipo la tutela dei minori”.
Il settore degli apparecchi di puro intrattenimento attende misure volte a garantire una svolta normativa che permetta al settore di innovarsi e andare avanti. Il governo come pensa di agire in tal senso?
“Avviando un confronto con questa parte del settore, ora ci stiamo occupando della Legge di Stabilità, ma è nostra intenzione affrontare, contemporaneamente, anche tale questione”.
Questa estate ha fatto molto discutere il parere del Consiglio di Stato sul nuovo bando per la concessione del lotto, previsto assieme alle entrate derivanti dalla Stabilità 2015, che ha fatto emergere delle criticità, in attesa della cui soluzione c’è stato un rallentamento dell’iter, cosa ne pensa al riguardo?
“Siamo al lavoro per dare una rapida risposta alle problematiche che sono emerse”.
Quanto invece al bando per le scommesse, che dovrebbe essere emanato entro il mese di giugno del prossimo anno, sarà rispettata questa scadenza o, come da più parti si ventila, le attuali concessioni saranno prorogate di altri tre anni?
“Ora è prematuro parlare di ciò e fare ipotesi su quanto accadrà e sugli intendimenti che saranno presi al riguardo”.

Scommesse: Obiettivo 2016 la prossima settimana presenterà ricorso al Consiglio di Stato per ottenere l’autorizzazione alla raccolta anche in assenza di concessione, sul modello dei ctd

30 settembre 2015 – 12:17

http://www.agimeg.it/?p=74511

Obiettivo2016

Si arricchisce di una nuova puntata la vicenda che vede contrapposti da una parte Obiettivo 2016 e dell’altra l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli. A quanto appreso da Agimeg, all’inizio della prossima settimana Obiettivo 2016 intenterà di fronte al Consiglio di Stato il ricorso in appello per ottenere l’autorizzazione alla raccolta di scommesse pur in assenza di concessione. Obiettivo 2016 porterà di fronte ai giudici di Palazzo Spada una consistente e nuova serie di documenti dove, a detta della società, ci sono le prove di come l’Amministrazione fosse bene a conoscenza del doppio binario (uno formato dai concessioni autorizzati, l’altro dai cosiddetti “transfrontalieri” cioè aziende che operavano senza concessione italiana) che penalizzava gli operatori regolari, senza però per questo procedere con iniziative dedicate a risolvere in maniera definitiva il problema.

In primo grado, di fronte al Tar Lazio, Obiettivo 2016 impugnò dapprima il silenzio rifiuto da parte dei Monopoli sulla richiesta a operare con lo schema dei Ctd, e quindi la nota – arrivata quando il procedimento di avviava verso le fasi conclusive – con cui Piazza Mastai negava una simile autorizzazione (sostanzialmente limitandosi a illustrare la normativa vigente). Il Tar respinse il ricorso, puntualizzando però che – dopo il bando Monti del 2012, e la sentenza della Corte di Giustizia del gennaio scorso che ne aveva riconosciuto la legittimità – si era “effettivamente” raggiunte “l’effetto di porre termine allo ius singulare degli operatori di altri Stati membri, che – come già evidenziato – costituisce il presupposto della reverse discrimination denunciata dalla società ricorrente”.  Obiettivo 2016 in sostanza con il ricorso denunciava che l’A.D.M. esercitasse i suoi poteri di vigilanza solo sui concessionari e non nei confronti degli operatori transfrontalieri. Ma, obiettava ancora il Tar , dopo la sentenza della CGE, dal momento che è “venuto meno lo «sdoppiamento» della disciplina del mercato dei giochi, risulta senz’altro condivisibile la tesi sostenuta” dall’Amministrazione, “secondo la quale, allo stato, «lo svolgimento dell’attività mediante il “modello CTD” è anch’esso soggetto all’obbligo della concessione e dell’autorizzazione» e, quindi, l’A.D.M. deve esercitare i suoi poteri di vigilanza nei confronti di tutti i soggetti che esercitino, con qualsiasi modalità, l’attività di raccolta di giochi e scommesse sul territorio dello Stato italiano, ivi compresi i gestori dei CTD”

Nonostante il Tar non avesse accolto le sue tesi, Maurizio Ughi, promotore del ricorso, fece notare come la pronuncia: “Carica l’Amministrazione di una serie di responsabilità maggiori di quelle che mi aspettassi” riferendosi al passaggio appunto in cui si imponeva ai Monopoli di vigilare anche sull’attività svolta dai transfrontalieri. “In pratica, dopo la sentenza della Corte di Giustizia, sono venute meno le presunte discriminazioni e i Ctd non dovrebbero più esistere. Di conseguenza, l’Amministrazione ha il compito di arrivare a un unico regime, garantendo l’accesso al mercato a tutti gli operatori con le stesse regole”. Insomma la faccenda sembrava concludersi lì ed invece gli ultimi sviluppi hanno riacceso la questione che finirà, come detto sotto una nuova veste arricchita di documenti, nelle aule del Consiglio di Stato per poi, a seconda della decisione che assumeranno i giudici nazionali, arrivare fino alle CGE. es/AGIMEG

Scommesse: Bando 2016 e l’ipotesi proroga, quanto vale per lo Stato e quanto costa al settore

http://www.gioconews.it/scommesse/49-normativa1/45742-scommesse-bando-2016-e-l-ipotesi-proroga-quanto-vale-per-lo-stato-e-quanto-costa-al-settore

 Creato Mercoledì, 30 Settembre 2015 11:34

Il governo pensa a una proroga della gara sulle nuove concessioni betting: ecco quanto costa e cosa ne pensano gli operatori

Con l’avvicinarsi della scadenza delle concessioni per l’attività di raccolta scommesse in Italia che prevede l’emanazione di un nuovo bando di gara entro il prossimo anno, inizia a farsi largo l’ipotesi di uno slittamento della procedura, attraverso una proroga degli attuali titoli abilitativi per gli operatori oggi in attività. Un’ipotesi sempre più concreta che, come GiocoNews.it ha rivelato in anteprima nei giorni scorsi, comincia a prendere piede in ambiente politico e istituzionale, e per varie ragioni. Al punto che, nel documento inviato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al Mef (una relazione tecnica di 8 pagine in cui si propongono e illustrano una serie di misure di cui tenere conto in luce della prossima Legge di Stabilità per il 2016, per recuperare nuove entrate dai giochi), vengono fatti i conti rispetto ai due possibili scenari: da un lato, quello che accadrebbe in caso di emanazione di un bando di gara durante il 2016 e, dall’altro, nel caso in cui si volesse effettivamente puntare a uno slittamento dei termini, ma a titolo oneroso. Visto che la logica dietro a ogni decisione deve essere inevitabilmente di carattere erariale.

La decisione spetta ora al governo (e, come spiegato più avanti, dovrà essere presa entro metà ottobre), ma all’indomani delle prime indiscrezioni trapelate sul bando e sulla possibile proroga, arrivano inevitabilmente le reazioni degli addetti ai lavori.

LA SITUAZIONE ATTUALE E IL FUTURO BANDO  – Come noto, a giugno del 2016 scadranno tutte le concessioni in materia di scommesse: sportive, ippiche e non sportive, che si articolano su circa 15mila punti di gioco tra negozi, agenzie e ‘corner’ (cioè punti vendita collocati in esercizi che svolgono prevalentemente altre attività, come esercizi pubblici e tabaccherie). A tale numero rappresentativo della rete legale deve essere sommato quelli dei punti di gioco ‘emersi’ pari a 2.196 punti assimilabili a quelli regolari della rete di vendita.
La precedente gara del 2012 per l’assegnazione dei duemila diritti prevedeva una base d’asta minima di 11mila euro per una concessione di durata inferiore a 4 anni: considerato che le nuove concessioni dovrebbero essere di durata novennale, la base d’asta potrebbe essere fissata, per i negozi/agenzia, almeno ad euro 30mila, e alla metà per i corner. L’importo potrebbe essere poi maggiorato nel caso in cui la somma da pagare per l’aggiudicazione potesse essere rateizzata. Sulla base di questo le previsioni di entrate dalla gara potrebbero essere di 450milioni una tantum per il 2016 (tenendo conto di 30mila euro versati per i 15mila negozi) a cui si aggiungono  altri 105 milioni di euro dai corner (considerando 15mila euro per 7mila diritti). Per un totale di 555 milioni da incassare durante il prossimo anno. Se invece si tiene conto dell’ipotesi di pagamento rateizzato, considerando un interesse del 25 per cento, gli importi a base d’asta aumenterebbero a 40mila euri per i negozi e a 20mila per i corner, per un incasso totale che, in quel caso, arriverebbe 150 milioni in più per il 2016 e altri 56 milioni per il 2017 dai negozi e altri 35 milioni in più dai corner nel 2016 e altri 13 milioni durante gli anni successivi.
 
L’IPOTESI  PROROGA – Occorre però considerare la posizione dei soggetti che offrono scommesse senza concessione che contano almeno 4/5000 punti di offerta di gioco. Alla luce di questo, la gara da indire nel 2016 potrebbe riguardare circa 22mila diritti di gioco, considerando la possibilità di accogliere  nel circuito legale anche gli altri 5mila punti che avrebbero così la possibilità di partecipare alla gara.
L’ipotesi, dunque, sarebbe quella di optare per una “proroga a titolo oneroso” – cioè facendo pagare ad ogni operatore una quota per il mantenimento dei propri diritti fino alla prossima procedura di selezione – ma naturalmente previa “interlocuzione con gli organi comunitari” per ottenere il necessario nulla osta dal regolatore comunitario. Una soluzione che potrebbe essere presa in considerazione per una serie di ragioni: in primis, per dare alle autorità politiche più tempo per il confronto con gli enti locali, salvaguardando nel contempo gli interessi dei concessionari alla prosecuzione delle attività, considerando che alcune leggi regionali limitative del gioco legale trovano applicazione a partire dalle nuove concessioni. Inoltre servirebbe a risolvere la questione del gioco illegale in materia di raccolta scommesse tramite Ctd, mediante una riapertura della regolarizzazione fiscale. Infine una proroga permetterebbe di allineare la scadenza della pluri-concessioni (apparecchi, scommesse, bingo e gioco a distanza), per una più coerente normazione del comparto oltre a reperire risorse per il bilancio dello Stato o degli Enti locali.
I CONTI SULLA PROROGA – In particolare, potrebbe ipotizzarsi una proroga onerosa che potrebbe attirare anche quegli operatori che non hanno ritenuto di aderire alla sanatoria prevista dalla Legge di Stabilità per il 2015, in quanto verrebbe agganciata a un prolungamento automatica della scadenza delle concessioni. Il costo potrebbe essere stabilito in un importo forfetario, commisurato al costo che hanno mediamente sopportato coloro che si sono già regolarizzati. Il valore della proroga potrebbe essere così stimato: considerando i 14mila punti di gioco regolare già attivit di cui: 6mila negozi, 8mila corner e ipotizzando un corrispettivo annuale per ogni punto vendita di 5mila euro per i negozi e di 3mila euro per i corner, si avrebbero 54 milioni annui dalla proroga dei soggetti regolari (30 milioni dai negozi e 24 dai corner) mentre la riapertura della procedura di regolarizzazione potrebbe portare altri 44milioni di euro nel 2016, ipotizzando il pagamento di 22mila euro per altri 2000 punti vendita.
LE PREOCCUOPAZIONE DEL LEGISLATORE – Il mercato delle scommesse è caratterizzato dalla presenza, accanto ad oltre 7000 punti di vendita, che costituiscono rete dei concessionari di Stato (di cui oltre 2000 di recente regolarizzazione), di una consistente rete di raccolta del gioco gestita da operatori privi di concessione statale (circa 5000, operanti sul territorio dello Stato mediante Centri di Trasmissione dati ‘Ctd’). Tali Ctd esercitano, di fatto, una forte concorrenza nei riguardi dei concessionari statali, tanto più efficace se solo si considera che i Ctd non sono collegati al totalizzatore nazionale dell’Agenzia dogane e Monopoli, gestite da Sogei, dove tutte le singole scommesse vengono registrate, memorizzate e conservate; non versano imposte all’erario sulla raccolta, non sono tenuti a sopportare oneri di concessione; possono offrire ai giocatori, giacché svincolati dal rispetto di regole predeterminate al riguardo, un palinsesto di gioco molto più ampio e variegato; offrono la possibilità di effettuare giochi online che, invece, sono vietati per i punti vendita di scommesse fisiche della rete legale; hanno costi di gestione dei singoli punti di raccolta irrisori se confrontati con quelli tipici di un negozio di gioco appartenente alla rete istituzionale dei concessionari di Stato; non hanno alcun onere, specie economico, conseguente alla attività di controllo e di sanzione tipica della amministrazione competente, a differenza di quanto invece accade nei riguardi di un concessionario di Stato. Tali operatori hanno avviato un ampio contenzioso nelle sedi giudiziarie per vedere riconosciuto il diritto alla raccolta del gioco anche senza la previa acquisizione di una concessione statale.
Il contenzioso in essere non si è ancora concluso e si è in attesa dell’ennesima pronuncia del giudice comunitario che dovrebbe intervenire nei primi mesi dell’anno 2016 da pubblica udienza in Corte di Giustizia Europea che si è celebrata il 17 settembre 2015. Sino ad allora la situazione descritta permane incerta, a danno della rete legale del gioco.
 
CAMBIO ANCHE NELLA TASSAZIONE – Ma non è tutto. Con l’occasione della nuova gara – o, in alternativa, della proroga, e comunque all’interno della Legge di Stabilità per il 2016 – si potrebbe anche passare alla tassazione sul margine anche nel settore del betting, con gli stessi benefici che si avrebbero per tutti gli altri segmenti del gioco e, in particolare, per gli apparecchi da intrattenimento. Con l’ipotesi, tuttavia, di introdurre un limite massimo di aliquota, che potrà essere determinato da un apposito decreto ministeriale.
LE REAZIONI – Nonostante le ragioni che potrebbero portare il legislatore a optare per una proroga delle attuali concessioni per il betting, la rete del gioco legale è piuttosto divisa rispetto a un intervento di questo tipo. In particolare c’è chi trova la soluzione prospettata problematica per la salute del mercato poiché, nonostante si vuole tenere conto della salvaguardia dei concessionari attuali, non solo i grandi operatori che già operano senza concessione continueranno ad operare sino alla prossima gara, ma il rischio è che altri operatori non regolarizzati o di nuova costituzione potranno seguire la scia. Anche in virtù del fatto che, secondo indiscrezioni provenienti da Strasburgo, la prossima sentenza della Corte Ue non si prospetterebbe favorevole per lo Stato italiano, almeno in parte. Il rischio, dunque, è quella di arrivare alla prossima gara con un mercato sempre più falsato con una incidenza ancora maggiore delle reti irregolari o abusive.
PAROLA AGLI OPERATORI – Il possibile slittamento del Bando scommesse 2016 non piace affatto a Maurizio Ughi, patron di Obiettivo 2016, il quale sottolinea: “Sono profondamente in disaccordo, perché la gara, al di là della scadenza di legge per non incorrere nella sanzione della Commissione Ue, serve anche per fare chiarezza nel settore delle scommesse, ribadendo il fatto che debba esserci un’unica rete di raccolta, o di tipo concessorio o autorizzatorio. Il fatto che, invece, ci sia una doppia rete, si capisce bene che non può andare bene. La Delega fiscale doveva ribadire il monopolio statale sul settore, che oggi a mio avviso è perso, sia per il fatto che i regolamenti comunali continuano a interferire sul settore, che per il fatto che i Ctd proseguono a operare in Italia senza concessione. Il codice unico dei giochi serviva affinché lo Stato si appropriasse nuovamente di tale monopolio, mettendo tutti gli operatori sotto un’unica giurisdizione. La legge Delega serviva anche per arrivare al bando 2016 in maniera unitaria e sensata. Lo stato sa bene che i Ctd hanno vantaggi in più rispetto ai concessionari di stato e questo va risolto. Questo settore se ben regolarizzato e tutelato può generare risorse ancora maggiori delle attuali”. E Ughi non sottovaluta il fatto che se il bando di gara non si dovesse fare “c’è non solo la possibilità, ma direi la certezza, che ci saranno azioni legali da parte di chi si sentirà impossibilitato a entrare nel mercato italiano. Qualora, però, si arrivasse a una proroga di concessione, almeno si dovrebbe dare al punto vendita sul territorio la possibilità di migrare da un concessionario a un altro, per scegliere il più vantaggioso sulla base delle regole di mercato”.
I centri sanati trarrebbero un beneficio da tale slittamento, dato che la sanatoria in origine aveva la durata di anno, e quindi fino al bando 2016. Cosa ne pensa?  “Da quello che si sente dire, anche la proroga è onerosa, anche se forse meno onerosa di una partecipazione a una nuova gara. Comunque ci potrebbe essere un ampliamento della sanatoria. Lo Stato in questi anni ha diminuito il valore di tante aziende concessionarie e questo ha prodotto anche delle fusioni per ritornare al valore precedente. Il cambiamento in corso d’opera delle regole di concessione che gli operatori hanno dovuto subire non ha portato di certo al benessere delle aziende concessionarie. Mentre per le società transfrontaliere si è generato nuovo valore con la sanatoria, perché sono state autorizzare e quindi sono diventate appetibili per altre società”, conclude.
OPERATORI ‘SANATI’ FAVOREVOLI – Non tutti però sono contrari alla logica di una proroga. Ma sotto opportune condizioni. Come spiega a GiocoNews.it il direttore commerciale di Planetwin365, Giuseppe Tavarelli, “Si tratta di un problema da affrontare sotto vari aspetti. Intanto SKS365 è favorevole alla riapertura dei termini per una sanatoria che consenta di contribuire alla regolarizzazione del mercato. Ma riteniamo anche come una sanatoria debba essere supportata da altre azioni per consentire l’emersione di quella parte di mercato ancora attiva senza autorizzazioni. Un’eventuale riapertura dei termini deve essere basata su alcune certezze, a cominciare dai rapporti con le istituzioni, le tempistiche necessarie, le procedure. Ma anche, e in questo ci aspettiamo un segnale da AdM, per quel che riguarda gli strumenti più attivi di contrasto, come la liberalizzazione del mercato. Per quel che riguarda la proroga dei termini, stante alcuni situazioni di incertezza a livello giuridico, questa potrebbe rappresentare una concreta soluzione ponte prima della definitiva riorganizzazione del settore”.
“Da quanto abbiamo potuto apprendere, il documento di AdM riporta la possibilità soltanto per i singoli centri di regolarizzare la propria posizione tramite una sanatoria per emersione, non citando eventuali operatori interessati. Per quanto riguarda l’onerosità della proroga, ci appare evidente come una proroga gratuita avrebbe comportando una serie di aspri e interminabili contenziosi con l’Unione Europea”.
La sanatoria dello scorso anno, intanto, come ha cambiato l’attuale offerta di gioco in Italia e quali ricadute ha avuto su di voi? “E’ francamente presto per poter analizzare i primi dati e avere un quadro completo di carattere economico e commerciale. Attualmente stiamo collaborando intensamente con Pianeta Scommesse per l’attivazione di un prodotto realmente innovativo per il mercato italiano, prodotto realizzato per la nostra attività landbased ma che potrebbe vivere ulteriori importanti sviluppi nell’online. E a breve, proprio per quanto riguarda la rete fisica, forniremo una prima dimostrazione della bontà del lavoro svolto. A SKS365 è stato infatti sempre riconosciuto un carattere di innovazione. Carattere che vogliamo portare anche in Italia per il bene dell’intero
mercato. E in tal senso ci auguriamo che il nostro operato vada di pari passo con la contestuale
liberalizzazione del palinsesto AdM”.
I TEMPI DELLA DECISIONE – Se la proroga dovrà essere inserita nella prossime Legge di Stabilità il governo dovrà deciderlo entro il prossimo 15 ottobre. I Paesi dell’Area Euro, infatti, inviano alla Commissione Europea, entro il 15 ottobre di ciascun anno, un Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) che contiene i propri progetti di bilancio (per l’Italia quindi le implicazioni economico-finanziarie della Legge di Stabilità e della Legge di Bilancio) e l’aggiornamento delle stime indicate nel precedente Programma di Stabilità (PdS). Il documento tiene conto delle revisioni dei dati di consuntivo apportate dall’Istat, spiega la motivazione di eventuali differenze rispetto alle stime del PdS presentato nel mese di aprile, illustra i provvedimenti della manovra di finanza pubblica proposta dal Governo per il conseguimento degli obiettivi programmatici e l’impatto sui conti pubblici e sulla crescita economica.

Lodi, approvato il nuovo regolamento su sale giochi e agenzie di scommesse

30 settembre 2015 – 09:56

http://www.jamma.it/politica/lodi-approvato-il-nuovo-regolamento-su-sale-giochi-e-agenzie-di-scommesse-69805

salagiochiob

(Jamma) – Approvato il nuovo Regolamento comunale per le sale giochi e l’installazione di apparecchi da gioco. Il provvedimento (che in consiglio comunale ha ottenuto 21 voti favorevoli, con 4 voti contrari e 3 astensioni) integra ed estende le disposizioni introdotte dalla legge regionale 8/2013 sul rispetto delle distanze minime delle nuove sale giochi da determinati siti sensibili, stabilendo inoltre i requisiti indispensabili da soddisfare per la corretta presentazione delle dichiarazioni di inizio attività (SCIA), subordinata a particolari prescrizioni urbanistiche (tra le quali l’impossibilità di monetizzare la dotazione di parcheggi a uso pubblico, l’obbligo di elaborare una valutazione del traffico indotto e dell’impatto sulla viabilità esistente, l’applicazione delle norme in materia di superamento delle barriere architettoniche e di impatto acustico).

Vengono inoltre stabiliti il divieto di insediamento di tali attività al piano terra di edifici residenziali (ovvero qualora ai piani superiori sia prevista la destinazione abitativa) ed orari di attività specifici. L’obiettivo del regolamento è quello di assicurare idonei livelli di servizio da rendere all’utenza, di salvaguardare il rispetto della sicurezza e della quiete pubblica e di ridurre l’esposizione al rischio del fenomeno delle ludopatie per le categorie maggiormente vulnerabili ed in particolari per i minorenni.

L’adozione di questo nuovo strumento fa seguito all’impegno intrapreso dall’amministrazione comunale con l’adesione al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, deliberata dalla giunta lo scorso febbraio, al fine di contenere la diffusione incontrollata del fenomeno del gioco, la cui entità è progressivamente aumentata negli ultimi anni in tutta Italia, con significativi riflessi anche a livello locale, determinando conseguenze negative sia di ordine sociale che di ordine sanitario, come testimoniato anche dai dati dei casi trattati dal servizio dipendenze dell’Azienda Sanitaria, che stanno facendo registrare un considerevole incremento delle dipendenze da gioco. Per quanto riguarda la collocazione di nuove sale da gioco e agenzie per la raccolta di scommesse e l’installazione di nuovi apparecchi in esercizi già in attività, dovrà essere rispettato il limite di 500 metri di distanza da: istituti scolastici pubblici e privati di ogni ordine e grado; istituti religiosi, chiese, oratori e luoghi di culto in genere; impianti sportivi; strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario e sociosanitario; strutture ricettive per categorie protette; luoghi di aggregazioni giovanile o accoglienza; pubblici uffici, sedi di caserme o sedi istituzionali delle Forze dell’Ordine; edifici vincolati da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici; ospedali e sedi di servizi sanitari, sedi operative di associazioni di volontariato; istituti bancari giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati e altri spazi verdi pubblici attrezzati; “Compro Oro” o simili.

La distanza è misurata sul percorso pedonale più breve che collega i rispettivi punti di accesso. Per evitare che la disponibilità immediata di denaro contante costituisca incentivo al gioco, all’interno del locale non potranno essere presenti sportelli bancari, postali o bancomat e non potranno essere aperte sale nel raggio di 500 metri da sportelli bancari, postali o bancomat, né agenzie di prestiti di pegno o attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, argento od oggetti preziosi. Nel caso in cui tali attività fossero presenti in immobili locati o concessi dal Comune, non si procederà al rinnovo del contratto alla prima scadenza di legge. Con successiva ordinanza del sindaco, verranno prossimamente definiti gli orari consentiti.