Sisal Group, fatturato in crescita dell’8,4 percento nei primi nove mesi

 

Ecco il resoconto di gestione di Sisal Group per i primi nove mesi del 2015, cresce il fatturato che si attesta a quota 11,1 miliardi di euro.

Nei primi nove mesi del 2015 Sisal Group ha registrato un fatturato pari a 11,1 miliardi di euro, con un incremento dell’8,4% rispetto allo stesso periodo del 2014, principalmente grazie all’andamento dei Pagamenti e Servizi.

Come si legge nel resoconto di gestione al 30 settembre pubblicato, durante questo periodo si segnala la conferma al Gruppo, da parte dell’Agenzia delle Entrate, della piena deducibilità Ires e Irap sull’onere sostenuto nell’esercizio 2013, per complessivi euro 73,5 milioni, relativo alla definizione agevolata del contenzioso slot con la Corte dei Conti. In seguito a questa decisione l’imposta sul reddito è in positivo di 22,9 milioni. I ricavi hanno raggiunto i 557,3 milioni di euro.

 

I GIOCHI – Nello specifico, le scommesse sportive hanno ottenuto 64,8 milioni, gli apparecchi da intrattenimento hanno generato ricavi per 250 milioni, i giochi numerici a totalizzatore 29,7 milioni, il bingo 0,7 milioni e i giochi sportivi a totalizzatore 0,5 milioni. L’utile netto passa infine da 48,3 a 49,2 milioni (+1,9%).

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Sisal: in calo il fatturato di slot e scommesse sportive nei primi nove mesi. Il Superenalotto ancora in flessione

http://www.jamma.it/cronache/sisal-in-calo-il-fatturato-di-slot-e-scommesse-sportive-nei-primi-nove-mesi-il-superenalotto-ancora-in-flessione-73056

30 novembre 2015 – 19:07

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(Jamma) Nei primi nove mesi del 2015 Sisal Group ha registrato un fatturato pari a 11,1 miliardi di euro, con un incremento dell’8,4% rispetto allo stesso periodo del 2014, principalmente grazie all’andamento dei Pagamenti e Servizi.
Non bene infatti il comparto dei giochi, come evidenzia il resoconto di gestione al 30 settembre.
Gli apparecchi da intrattenimento, slot e videlotterie, hanno registrato una revenue pari a 250 milioni di euro, contro i 291,3 milioni dell’anno precedente. La raccolta di gioco è passata dai 3 miliardi di euro del 2014 ( 60% slot e 40% vlt)  ai 2,8 miliardi del 2015 (57% slot e 43% vlt).
Tale risultato è da imputare principalmente alla sensibile riduzione del numero degli apparecchi per la quale il Gruppo ha optato nel gennaio scosro in risposta all’aintroduzione dell’addizionale di 500 milioni di euro con la legge di Stabilità per il 2015.
In calo anche il Superenalotto, 29 milioni contro i 33 dei primi nove mesi del 2014.
Stabili le scommesse virtuali con 22 milioni mentre l’online segna un leggero incremento pari a 3 milioni di euro.
In calo anche il bingo, che non possiamo proprio considerare il core business della concessionaria di gioco, con appena 600mila euro contro il milioni di euro del 2014.
A completare il quadro la flessione registrata nel segmento delle scommesse sportive : 64 milioni contro i 77 del 2014.

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Bordighera (IM), è polemica per l’apertura di una nuova sala scommesse. Sindaco e assessore al Commercio: “Se ci sono i permessi non possiamo fare nulla”

30 novembre 2015 – 16:44

http://www.jamma.it/politica/bordighera-im-e-polemica-per-lapertura-di-una-nuova-sala-scommesse-sindaco-e-assessore-al-commercio-se-ci-sono-i-permessi-non-possiamo-fare-nulla-73042

scommesse taglia

(Jamma) – “Esiste un regolamento, oltretutto molto restrittivo. Va inoltre distinta una sala giochi dotata di slot da una sala scommesse. Conosciamo molto bene il problema del gioco d’azzardo, ma non possiamo andare contro la legge se questa lo permette”. Così il sindaco di Bordighera, in provincia di Imperia, in merito alle recenti polemiche che si sono scatenate, in particolare su Facebook, dopo la nascita di un nuovo punto scommesse in centro.

 

Tra le principali accuse quelle secondo cui l’amministrazione comunale sarebbe troppo permissiva in materia, non adottando un regolamento consono. La nuova agenzia è stata definita come un luogo di istigazione al gioco che alimenta il fenomeno della ludopatia. “E’ inutile anche tentare una battaglia legale, se il privato è infatti dotato di tutte le concessioni e i permessi del caso, vincerebbe al Tar con conseguente spreco di denaro pubblico” ha spiegato il primo cittadino Giacomo Pallanca.

 

Dello stesso avviso l’assessore al Commercio, Fulvio Debenedetti: “Se i proprietari dell’agenzia hanno concessioni e autorizzazioni in regola noi non possiamo impedire ad una attività di aprire. Si tratta di scommesse legali, non diverse da quelle che si possono fare da casa sui siti internet. La legge lo prevede: noi non possiamo farci nulla”.

Giochi. William Hill ‘scivola’ sul bonus del casinò online e il Giuri’ blocca la pubblicità

30 novembre 2015 – 15:48

http://www.jamma.it/online/giochi-william-hill-scivola-sul-bonus-del-casino-online-e-il-giuri-blocca-la-pubblicita-73028

william

(Jamma) Il Giudice dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) boccia la pubblicità di William Hill, noto provider di casinò online, per la pubblicità al sito e in particolar modo per il bonus da 1.000 euro con il quale si promuove il servizi di gioco d’azzardo. Il Comitato di Controllo dello IAP ha infatti ritenuto,  esaminati gli atti e sentite le parti, che la pubblicità diffusa e contestata viola l’art. 28ter del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e quindi ne ha inibito la continuazione.

L’Aer. 28 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale è in vigore dal 6 aprile 2013 e prevede che la comunicazione commerciale relativa ai giochi con vincita in denaro, autorizzati sul territorio italiano, non debba contrastare con l’esigenza di favorire l’affermazione di modelli di comportamento ispirati a misura, correttezza e responsabilità. Ciò a tutela dell’interesse primario degli individui, edin particolare dei minori, ad una vita familiare, sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze di comportamenti di gioco non responsabile, determinati da eccesso o dipendenza.
La comunicazione commerciale relativa a tali giochi non deve:
1.incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato;
2.negare che il gioco possa comportare dei rischi;
3.omettere di esplicitare le modalità e le condizioni per la fruizione degli incentivi e dei bonus;
4.presentare e suggerire che il gioco sia un modo per risolvere problemi finanziari opersonali, o costituisca una fonte di guadagno o di sostentamento alternativa al lavoro,piuttosto che una semplice forma di intrattenimento e di divertimento;
5.indurre a ritenere che l’esperienza, la competenza o l’abilità del giocatore permetta di ridurre o eliminare l’incertezza della vincita o consenta di vincere sistematicamente;
6.rivolgersi o fare riferimento, anche indiretto, ai minori, e rappresentare questi ultimi – o soggetti che appaiano evidentemente tali – intenti al gioco;
7.utilizzare segni, disegni, personaggi e persone, direttamente e primariamente legati ai minori, che possano generare un diretto interesse su di loro;
8.indurre a ritenere che il gioco contribuisca ad accrescere la propria autostima,considerazione sociale e successo interpersonale;
9.rappresentare l’astensione dal gioco come un valore negativo;
10.indurre a confondere la facilità del gioco con la facilità della vincita;
11.fare riferimento a servizi di credito al consumo immediatamente utilizzabili ai fini del gioco.
Nelle scorse settimane, dopo tre anni di applicazione dell’art. 28ter da parte degli organismi di controllo autodisciplinari, e sulla scia delle indicazioni contenute nel Decreto Balduzzi, il Consiglio Direttivo IAP ha ritenuto opportuno dar vita ad una sorta di “testo unico” sulla pubblicità dei giochi al fine di offrire agli operatori un quadro di riferimento più sistematico e stringente, e ai consumatori una maggiore tutela e una maggiore consapevolezza dei loro diritti. Chiunque infatti può segnalare le pubblicità ritenute scorrette agli organismi di controllo IAP, che interverranno con tempestività analizzando le segnalazioni, e emettendo nei casi di non conformità al Codice l’ordine di blocco del messaggio riprovato.

Stabilità 2016: quale coniglio uscirà dal cappello di Renzi?

30 novembre 2015 – 11:52

http://www.jamma.it/adi/stabilita-2016-quale-coniglio-uscira-dal-cappello-di-renzi-73013

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(Jamma) – Sempre in attesa di procedere al riordino del settore, quel riordino annunciato con la Legge Delega, ri-annunciato con la Stabilità e divenuto una “Near Miss” con la bozza di decreto attuativo della Delega, il Premier non nasconde la sua intenzione di fare cassa con il prelievo dai giochi.
Si certo, le slot sul territorio sono troppe ma allo Stato servono risorse, e non solo per curare la salute dei cittadini che eccedono al gioco.
Quindi con il testo definitivo della Legge di Stabilità, sui cui si voterà la fiducia alla Camera dei Deputati nel corso della prossima settimana, sappiamo già da ora che non ci sarà alcun riordino.

Non ci saranno disposizioni che risolvono i conflitti di potere tra amministrazioni locali e amministrazione centrale sulle regole per i giochi.

Non ci saranno provvedimenti per mettere in sicurezza quegli apparecchi che solo il governo e il sottosegretario con delega ai giochi, Pierpaolo Beretta, ritengono non collegati alla rete telematica di controllo e non potranno esserci leggi che impongono il rinnovamento coatto degli apparecchi.
Questo perché non ci sono i tempi per gli eventuali vantaggi che potrebbero conseguire alla introduzione di apparecchi che – in base alle definizioni offerte da Baretta – consentono il gioco da remoto, o meglio identificabili come mini-VLT. Non ci sono i tempi per procedere alla introduzione di un diritto alla installazione e per chiedere in cambio di questo diritto una somma anticipata a titolo di imposta.
Ma non ci sono i tempi nemmeno per procedere ad un abbassamento del payout, salvo la volontà di correre un bel rischio di infrazione europea.
Infatti, nonostante alcuni produttori abbiamo avviato le procedure di omologa per apparecchi al 71%, la riduzione del payout non è del tutto scontata.

In passato, è vero, si è proceduto ad omologare al 74% riducendo di un punto percentuale il payout ma la regola tecnica era stata già notificata con il decreto delle AWP3. Ora, per abbassare il payout, si dovrebbe procedere a notifica o introdurre la riduzione della percentuale di vincita in modo tanto conveniente da sconsigliare agli operatori di avviare formale osservazione alla Commissione Europea.
Allora, quindi, proprio dal cappello di Renzi uscirà la soluzione e nessuno può escludere la tassa sul margine.
Peraltro l’emendamento 48.0.1. firmato da Santini, Broglia, Del Barba, Lai, Lucherini e Sposetti, presentato al Senato sul testo del governo per la Stabilità 2016 prevedeva proprio questo, 60% sulle Newslot e 55% sulle VLT con l’abolizione del canone di concessione. Proveniva da senatori della maggioranza, ma sarà questa la posizione del governo?
Inutile tentare di comprenderlo dalle dichiarazioni di Baretta, nel 2015 purtroppo sono state più le smentite che le conferme circa le sue pubbliche dichiarazioni.

Tutto allora è rimandato al coniglio nel cappello di Renzi.

m.b.

Scommesse: si completa la nuova rete legale con scadenza fiscale per centri sanati

Oggi, lunedì 30 novembre, scade il termine della seconda tranche di pagamenti per i centri di raccolta sanati e si definisce la nuova rete di raccolta.

Ultime ore di attesa prima di conoscere la dimensione della nuova rete legale dei punti di raccolta scommesse. Come noto, è previsto per oggi, lunedì 30 novembre, il termine per il versamento della seconda ed ultima rata dell’imposta unica dovuta dai centri che hanno aderito alla regolarizzazione per emersione fiscale (la cosiddetta ‘sanatoria’ sui Ctd) prevista dalla Legge di Stabilità 2015, che aveva portato alla emersione di circa 2200 punti di raccolta, rispetto ai quasi 7000 centri non regolari stimati dal governo ed ai circa 3500 che si pensava potessero aderire. Ciò significa che a partire da domani si potrà conoscere la dimensione effettiva (e, probabilmente, definitiva) della nuova rete del betting terrestre italiano la quale, tuttavia, si annuncia essere inferiore alle attese.

Come segnalato nei giorni scorsi da GiocoNews.it, nonostante le buone intenzioni avanzate da molti operatori ‘sanati’ e i versamenti della prima rata effettuati da tutti gli interessati alla regolarizzazione, in questi mesi di rodaggio in cui gli stessi centri avrebbero dovuto avviare tutte le pratiche per concretizzare la regolarizzazione seguendo i dettami del disciplinare siglato con l’Amministrazione – tra cui la richiesta di autorizzazione di Pubblica sicurezza fino ad arrivare all’allaccio al Totalizzatore nazionale – ci sono stati alcuni dietro front da parte di alcuni titolari che non avrebbero portato a termine la pratica.

CONTROLLI NEI CENTRI SANATI E NON – Intanto, nei giorni scorsi, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva attivato una serie di controlli ‘straordinari’ sui centri ‘sanati’ in seguito alla numerose segnalazioni provenienti dalla rete di soggetti che continuerebbero a consentire giocate al di fuori dei parametri previsti dalla legge (come minimo importo di giocata o massimo importo di vincita) anche dopo la ‘conversione’ alla legalità. Un disallineamento dovuto proprio al tempo consentito ai nuovi operatori legali per uniformarsi alla disciplina nazionale, e che pertanto non potrà perdurare oltre il 28 febbraio 2016, data entro la quale tutti i centri dovranno essere necessariamente collegati al Totalizzatore. A quel punto, chi sarà fuori dalla rete, dovrà rimanerci, mentre chi sarà collegato non potrà in nessun modo offrire scommesse in maniera diversa da quanto previsto dalla normativa. E se pare evidente come, a partire da marzo 2016, ci si dovrà attendere una massiccia attività di ispezione e controllo nei centri di raccolta da parte dell’Amministrazione, sembra altrettanto scontato come, già a partire da domani, si potrà assistere a una attività dello stesso tipo che potrebbe riguardare, in particolare, proprio quei centri che non sono transitati verso la rete legale.
NOVITA’ IN VISTA – Ecco quindi che si va definendo, sia pure a rilento, la nuova rete di raccolta. Con tutte le difficoltà del caso. La procedura di regolarizzazione, va detto, richiede una serie di passaggi tecnici e burocratici che necessitano di una certe tempistica per arrivare all’allaccio al Totalizzatore. Ma c’è chi sostiene che alcuni operatori se la siano presa comoda, nell’intento, probabilmente, di ritardare il più possibile la transizione, tenendo conto che, allo stato attuale, con il passaggio alla rete legale gli ex Centri trasmissioni dati perderebbero la possibilità di offrire ai propri clienti abituali alcune modalità di scommessa che sono state effettuate fino a quel momento, in maniera border line, a cui dovranno rinunciare. Come noto, infatti, la concorrenza ‘sleale’ operata dai centri di raccolta non autorizzati rispetto alle agenzie non risiede soltanto nei minori oneri a cui sono sottoposti i titolari delle attività e quindi dei diversi margini di ricavo che comportano diverse possibilità di “bancare” le scommesse, ma anche nella diversità di offerta con i primi che riescono ad essere anche più attrattivi riuscendo ad offrire alcune modalità di scommesse ancora precluse sulla rete legale. Basti pensare, per esempio, come nei Ctd si possa puntare già oggi (ricordiamolo, però, in maniera non legale) su un palinsesto complementare anche per le scommesse virtuali mentre questo tipo di giocata non è ancora possibile sulla rete nazionale. Nonostante il decreto di AdM che consentirebbe questo tipo di giocata, secondo quanto apprende GiocoNews.it, sarebbe stato redatto già da qualche mese dai tecnici di Piazza Mastai, ma non ancora pubblicato. Mentre una sua uscita in tempi rapidi consentirebbe di colmare, almeno in parte, questo ulteriore gap di offerta.

Scommesse, ordinanza “storica” per Bet1128. Avvocato Scarano: “Dal Tribunale di Milano primo riconoscimento del contrasto con i principi comunitari con lo schema di convenzione del Bando 2012”

30 novembre 2015 – 13:00

http://www.agimeg.it/?p=78135

bet1128
Non c’è alcuna giustificazione alla clausola della convenzione che impone ai concessionari di cedere gratuitamente la rete ai Monopoli – in caso di revoca, decadenza o scadenza naturale – e questo, insieme al fatto che con il Bando Monti siano state assegnate concessioni di durata ridotta, rischia “di compromettere la convenienza economica della gara, anche se tali requisiti presi singolarmente possono sembrare accettabili”. Con questa motivazione il Tribunale del Riesame di Milano ha disposto il dissequestro di un CTD collegato a Bet1128, ritenendo discriminatorio lo schema di convenzione del bando Monti. La clausola in questione è stata impugnata dai maggiori bookmaker esteri, diverse decine di giudici hanno rimesso la questione alla Corte di Giustizia Europea, la prima sentenza è attesa a inizio 2016. Il Tribunale di Milano, tuttavia, non ha voluto attendere che i giudici comunitari facesso chiarezza e ha immediatamente accolto le tesi di Bet1128. Di seguito riportiamo i passaggi fondamentali del provvedimento: “Il collegio ritenuto il carattere discriminatorio dello schema di convenzione emanato dall’AAMS (relativamente agli artt.3 e 25 sull’obbligo di cessione a titolo non oneroso dell’uso dei beni materiali ed immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta di gioco, all’atto della cessazione dell’attività per scadenza del termine finale della concessione o per effetto di provvedimenti di decadenza o di revoca) condividendo le criticità evidenziate nel ricorso difensivo, nelle ordinanze di remissione innanzi alla CGE inoltrate dalla Corte di Cassazione III sezione penale e dalle memorie inoltrate dalla stessa Commissione Europea, secondo cui l’art.25 dello schema di convenzione impone ai concessionari del 2012 una serie di obblighi dalle prevedibili e consistenti implicazioni economiche, con effetti sul piano della convenienza economica dell’accesso alla gara, i quali costituiscono restrizioni alla libertà di stabilimento ai sensi dell’art.49 TFUE ed alla libertà di prestazione di servizi ai sensi dell’art.56 TFUE.
I termini della questione sottoposta al vaglio del Collegio dalla difesa, evidenziano profili di novità rispetto alle precedenti questioni sottoposte e decise dalla Corte di Giustizia Europea con argomenti condivisi pienamente dal Collegio.
Le disposizioni censurate dal ricorrente in questa sede presentano rilevanti profili di criticità, una disposizione come quella censurata e gli oneri complessivi che la stessa colloca pongono la società estera interessata a partecipare alla gara del 2012- come la Centurionbet- in una posizione di oggettivo svantaggio, creando una ulteriore disparità tra vecchi e nuovi concessionari e conferendo un ulteriore vantaggio agli operatori già attivi, ovvero rendendo eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti degli operatori illegittimamente esclusi.
A ben vedere, ammesso che l’obbligo di cessione contribuisca all’obiettivo di lotta alla criminalità e alle frodi e che la cessione della strumentazione e del know-how sia necessaria al fine di mantenere una continuità dell’attività lecita di raccolta delle scommesse, non si rinvengono ragioni giustificatrici nella imposizione del carattere non oneroso della cessione (in luogo di una cessione con indennità o previsioni di rimborso dei costi di investimento) e di ulteriori aggravi di natura economica in capo alla concessionaria, i quali di fatto anche in considerazione della breve durata delle nuove concessioni (ritenuta di per sé non contrastante con le disposizioni comunitarie) rischiano di compromettere la convenienza economica della gara, anche se tali requisiti presi singolarmente possono sembrare accettabili.
Il ritenuto carettere discriminatorio del bando, così come risultante dallo schema di convenzione emanato dall’AAMS (ora ADM), il contegno tenuto dalla società Centurionbet (che in più occasioni ha tentato di interloquire infruttuosamente con la P.A. e che ha impugnato dinanzi al TAR Lazio l’atto che assume essere stato pregiudizievole manifestando dunque un interesse all’aggiudicazione ed un pregiudizio alla libera concorrenza) il contegno tenuto dal ricorrente, inducono a ragionevolmente dubitare della concreta applicabilità della fattispecie incriminatrice al caso di specie.
Si rende superflua ogni ulteriore valutazione in merito alla valenza della mancata adesione alla procedura di regolarizzazione prevista dalla L.190/2014.” “Sono molto soddisfatto per il risultato ottenuto ma soprattutto per le argomentazioni evidenziate dal Tribunale di Milano” commenta l’avv. Vincenzo Scarano, legale di Bet 1128. “I giudici milanesi per la prima volta anticipano – e a ben vedere come si è visto dopo con le conclusioni dell’Avvocato Generale, arrivate a 24 ore di distanza – la illegittimità degli artt.3 e 25 dello schema di convenzione sul bando 2012 in aperto contrasto con l’applicazione degli artt. 49 e 53 del TFUE. Peraltro si evidenzia a chiare lettere proprio la posizione giuridica peculiare dell’operatore BET 1128, da me assistito, che in più circostanze non solo all’epoca del bando di gara 2012 ma anche e soprattutto in occasione della cd. sanatoria ha reso noti i motivi di criticità della legge manifestando un concreto interesse alla partecipazione sia del bando che della procedura di regolarizzazione. La società è sicuramente diretta alla partecipazione al nuovo bando 2016 (di cui si aspetta l’approvazione con la legge di stabilità), ma questo non toglie che sia stata di fatto esclusa sino ad oggi dall’inserimento nel circuito autorizzato dei giochi in Italia. Viene ancora una volta riconosciuta la linearità di azione della Bet 1128, improntata sul rispetto delle norme comunitarie e nazionali”. gr/AGIMEG

Scommesse. SKS365 su partecipazione di Stanleybet a bando di gara

 

30 novembre 2015 – 11:35

http://www.jamma.it/scommesse/scommesse-sks365-su-partecipazione-bando-di-stanleybet-73010

sks 365 moschitta

(Jamma) “Un anno può essere tanto lungo e complesso da annebbiare i ricordi e anche le migliori intenzioni. E altro non potrebbe essere, visto che a pensar male si fa peccato. Eppure le dichiarazioni di Stanleybet lasciano oggi stupefatti chi, già 12 mesi fa, aveva previsto tutta l’evoluzione del mercato salvo poi essere denigrato su forum e media” E’ quanto si legge in una nota del bookmaker SKS365 Group in merito all’annuncio di Stanleybet circa la possibile partecipazione al bando di gara 2016 per le scommesse.

“Un passo indietro è quindi d’obbligo. Il 2 dicembre del 2014 da Liverpool arrivava tamite il CEO Whittaker un chiaro monito in previsione del bando 2016: “Anno zero? Non credo. I CTD, perfettamente legittimati ad operare, non hanno, contrariamente ai concessionari, nessuna scadenza, quindi continueranno ad operare anche nel 2016 e dopo. Nulla naturalmente impedisce al governo di bandire una nuova gara per ricostituire il sistema Concessorio che sarà appena scaduto. L’equazione che la Stanley o qualsiasi altro operatore ci debba necessariamente partecipare è priva di fondamento. Naturalmente se la gara fosse conveniente e mettesse tutti gli operatori sullo stesso piano noi come Stanley potremo trovare conveniente parteciparvi. Ma mi sembra irrealistico pensare a partecipare ad una gara bandita da autorità che da oltre 15 anni si rifiutano di riconoscere la legittimità dei CTD Stanley”.

Stanleybet insisteva sulla legittimità dei propri centri da riconoscere automaticamente, senza se e senza ma, rafforzati persino dal valore aggiunto di una durata biblica priva di scadenze temporali. Infatti, proseguiva Whittaker, era possibile pensare a una Stanleybet in Italia a patto che “dalla finanziaria 2015 siano stralciati tutti i provvedimenti riguardanti i CTD e siano sostituiti da un unico articolo che dica: ‘1) i CTD di operatori nati prima dell’ultima gara sono legittimi”.

Oggi la sorpresa. Stanley ha abolito il palinsesto di stato, Stanleybet ha concordato le modalità di accesso sul mercato, verrebbe da dire, con tanto di trattativa privata. Stanleybet dice basta ai CTD. Ci raccontano da Liverpool: “Una volta che la Stanley sarà entrata nel sistema attraverso una gara che si preannuncia equa e rispettosa delle leggi dell’Unione,  non ci sarà più alcuna  nessuna giustificazione al mantenimento di una rete parallela”. Ma come, non erano i CTD Stanleybet legittimati per superiore intercessione? Non si parlava di una rete autorizzata senza scadenza? E ora partecipa a un bando? Non era Stanleybet l’operatore tanto discriminato da voler pignorare in passato le riserve auree della Banca d’Italia? E non era Stanleybet ad ever intrapreso azioni risarcitorie nei confronti di funzionari di ADM?

E perchè annunciare una scelta del genere rinunciando ai ricorsi per Cassazione dopo i risultati ottenuti in CGE? Forse per il timore che la Cassazione colpisca ulteriormente certe convinzioni? O forse per il timore che ulteriori CTP, dopo quella di Latina, riconoscano come il versamento dell’imposta unica sia a carico della Stanleybet e non del singolo centro? Oppure per una vittoria non piena alla CGE in materia di cessione della rete visto il pronunciamento del TAR Lazio del 20 febbraio 2013 e del Consiglio di Stato del 25 agosto 2015 in materia di legittimazione? Sentenze che riconoscevano come “non vi è dubbio che le contestate cause di decadenza, previste dallo Schema di Convenzione, possono operare solo nei confronti dell’eventuale affidatario della concessione, senza in alcun modo incidere sulla fase di partecipazione alla selezione e senza poter determinare l’esclusione del concorrente dalla stessa”.

Siamo invece sicuri che da qui a giugno, o comunque al prossimo bando, si cercherà ogni possibile cavillo utile a gridare alla nuova discriminazione. Perchè un conto è lamentarsi, un altro è operare in un sistema concorrenziale” conclude la nota.