Gioco, cominciamo dal riordino

 

 

Vincite casinò esteri. Bianconi (Ap): “Attuare disposizioni europee”

29 febbraio 2016 – 10:24
Vincite casinò esteri. Bianconi (Ap): “Attuare disposizioni europee”

Durante l’esame della Legge Europea 2015 che reca interventi sulla tassazione delle vincite realizzate nei casinò esteri, la relatrice della Commissione igiene e sanità Laura Bianconi ha ricordato come l’articolo 5 della legge adegua all’ordinamento dell’Unione europea, in attuazione di una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 22 ottobre 2014, la disciplina italiana sulla tassazione delle vincite corrisposte da case da gioco. “La normativa italiana – spiega – prevede una differenza di trattamento fiscale a seconda che tali vincite siano state ottenute in Italia o in un altro Stato membro: la Corte ha ritenuto tale normativa incompatibile con il principio di libera circolazione dei servizi”.

PressGiochi

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Vincite casinò esteri. Bianconi (Ap): “Attuare disposizioni europee”

Brescia, Polizia sequestra totem in circoli privati: 460mila euro di multa

 

La Questura di Brescia e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sequestrano nove totem in tre circoli privati, multe complessive per 460mila euro.

 

A Brescia continua l’azione delle forze dell’ordine per il contrasto al gioco illegale. Dopo il bar multato per 60mila euro dalla polizia locale per aver installato 4 slot machine in violazione del distanziometro della legge regionale della Lombardia, tocca a tre circoli privati, in cui sono stati sequestrati 9 totem. Comminate sanzioni totali pari a 460mila euro.

In un’operazione congiunta del personale della Questura di Brescia – Squadra Mobile e Divisione PASI e del personale delle Dogane e dei Monopoli di Brescia “all’interno dei circoli sono state rinvenute 9 apparecchiature telematiche tipologia totem/kioski per il gioco online, che operano sotto le mentite spoglie di ‘prestazioni internet’. Quattro dei citati apparati totem/kioski sono stati sottoposti a sequestro penale per violazione dell’articolo 4 della legge n.401/89 che sanziona la raccolta abusiva di gioco e 5 a sequestro amministrativo e quindi conservati presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Brescia in attesa della perizia tecnica da parte di personale della Sogei”, si legge in una nota della Polizia di Stato.

Nel corso dell’intervento “è stato sequestrato denaro contante contenuto all’interno dei totem. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato il sequestro ed ha concesso il nulla osta perché vengano contestate le violazioni amministrative, che porteranno a comminare sanzioni per un valore complessivo di 460mila euro”.

In applicazione della legge 208/2015 (Legge di Stabilità per il 2016) che ha esteso il divieto, già previsto dal cosiddetto Decreto Balduzzi, di installare apparecchiature telematiche per il gioco online all’interno di esercizi commerciali.
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Gioco d’azzardo. Il 3 marzo si riunirà la Conferenza delle Regioni: in odg informativa Maroni su Conferenza nazionale su ludopatia

 

29 febbraio 2016 – 10:30

liguriaregione(Jamma) Il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha convocato una riunione del “Parlamentino” dei governatori per giovedì 3 marzo. Tra i punti all’ordine del giorno, l’informativa del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sulla prima Conferenza nazionale delle Regioni e degli Enti Locali sul contrasto al gioco d’azzardo e sulla proposta di un Manifesto delle Regioni per la lotta alla ludopatia. Nei giorni scorsi il presidente Maroni aveva infatti annunciato che “sarà la prima Conferenza nazionale delle Regioni e degli enti locali sul contrasto al gioco d’azzardo. In quella occasione firmeremo un documento per chiedere al governo di affrontare seriamente e concretamente una delle più gravi piaghe sociali dei nostri giorni, affiancando le Regioni che contrastano e curano la ludopatia. Ho scritto a tutti i presidenti di Regione per condividere un documento e
ricevere da tutti idee e proposte”, aggiungendo che “il 9 marzo, poi, a Milano sottoscriveremo il Manifesto delle Regioni per sostenere l’autonomia regionale in tema di lotta alle ludopatie”. Secondo la legge di Stabilità 2016 il controverso tema della distribuzione delle sale sul territorio deve essere affrontato in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni-enti locali entro il 30 aprile.

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Gioco d’azzardo. Il 3 marzo si riunirà la Conferenza delle Regioni: in odg informativa Maroni su Conferenza nazionale su ludopatia

Giochi, Vaccari (Pd): “Serve una stretta sulle concessioni. Stato collabori con gli enti locali”

 

29 febbraio 2016 – 09:32

stefano_vaccari

Serve una stretta nelle concessioni che riguardano il settore dei giochi. Ad esserne convinto è il nuovo coordinatore del Comitato contro le infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito costituito all’interno della Commissione parlamentare Antimafia, il senatore Stefano Vaccari (Pd): “lo Stato deve tenere a sé il potere concessorio lavorando con i Comuni, che devono anche occuparsi delle patologie legate al gioco, per un sistema di controlli diverso e più efficace. Io credo che una stretta vada data, non solo quantitativa ma anche sui criteri di accesso a questo tipo di attività, migliorando la fase di qualificazione dell’impresa. Finora non ci sono verifiche, come ci sono invece altri settori”. Per Vaccari mancano “criteri selettivi per garantire la legalità fino in fondo delle imprese che esercitano la loro attività professionale in questo ambito. Siccome per gli appalti bisogna qualificare la propria lontananza dal mondo criminale (attraverso certificazioni antimafia, white list ecc.), anche per questo settore credo serva pensare ad una modalità che sia in grado di certificare questo; le verifiche post non portano a granché: le inchieste sono encomiabili, ma quando arrivano il danno è fatto. Bisogna invece rendere le soglie di accesso molto più alte rispetto a quanto non siano adesso”, spiega Vaccari parlando con l’Ansa. In merito all’attività del Comitato contro le infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito, che si propone di produrre una relazione nel giro di pochi mesi, il senatore ritiene “necessario, infatti, un contributo sul tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore del gioco che solo la Commissione antimafia può dare. Le organizzazioni criminali hanno scelto da tempo questo ambito economico per la facilità con la quale era ed è possibile aprire imprese, gestire concessioni, sale da gioco, punti slot, produrre introiti, riciclare denaro in attività illegali e criminali”. dar/AGIMEG

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Giochi, Vaccari (Pd): “Serve una stretta sulle concessioni. Stato collabori con gli enti locali”

Fassina (Sinistra italiana): ‘Giochi in attesa di posizione’- Il pericolo maggiore è rappresentato dall’offerta illegale.

 

Secondo Stefano Fassina (Sinistra Italiana) sinora in Italia si è avuto un atteggiamento contraddittorio sul gioco, ma il pericolo maggiore è rappresentato dall’offerta illegale.

Nel corso degli anni non ha mancato di far sentire la sua voce critica anche all’interno del Pd, che ha definitivamente abbandonato decidendo di dare vita alla nuova formazione ‘Sinistra Italiana’. Ma la sua opposizione alle scelte governative, anche in materia di gioco, non è né ideologica né tantomeno personale: Stefano Fassina argomenta le sue posizioni e si tiene lontano da qualsiasi estremismo, cominciando da un giudizio sulle disposizioni sul gioco contenute nella legge di Stabilità 2016.
“Il governo in materia era partito male. La legge di Stabilità 2016, nella versione uscita da Palazzo Chigi, prevedeva infatti addirittura 22mila punti scommesse: con la scusa di voler legalizzare l’offerta si aveva di fatto un suo allargamento, a fronte di un limite che, a mio avviso, era già stato superato. Solo dopo si è scesi ai 15mila punti che poi sono stati confermati. Comunque bisogna fare delle valutazioni di carattere generale quando si parla di gioco e deciderci, una volta per tutte, se è da considerare una fonte di entrate per lo Stato, quindi da incentivare direttamente o indirettamente, oppure una patologia che va contrastata anche a costo di perdere risorse pubbliche, o di utilizzarle per incentivare diversi comportamenti. Mi spiego meglio: penso alle macchinette che si trovano nei bar. A Roma stiamo lavorando con un’associazione attiva sul territorio per consentire delle agevolazioni fiscali a quei locali che non installeranno delle slot. Insomma, per tornare alla riflessione originaria: il gioco è una fonte di entrate o una patologia? Ritengo che finora in governo si sia mosso in maniera contraddittoria, oscillando tra questi due poli opposti”.

Parliamo di tassazione, con le norme contenute nella legge di Stabilità. A suo modo di vedere, inasprire quella sul gioco legale non può anche favorire quel gioco che invece è illegale?
“Assolutamente sì. Alcune soluzioni fanno perdere gettito ed è indubbio che il gioco illegale è più pericoloso di quello legale e bisogna prestargli grande attenzione. Bisogna quindi insistere sul gioco legale, anche come fonte di entrate, e non scoraggiarlo, altrimenti chi è, e comunque sarà sempre, attratto o addirittura malato di esso, finirà per rivolgersi altrove, con conseguenze peggiori”.
Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo di vietare o comunque limitare la pubblicità del gioco pubblico con vincita in denaro e questo è un altro tema su cui è intervenuta la legge di Stabilità 2016. Che cosa ne pensa in proposito?
“Il tema della pubblicità va considerato in riferimento alla visione che si ha del suo oggetto, quindi il gioco. Se questo presenta degli aspetti patologici trovo giusto che anche la sua pubblicità e la sua regolamentazione vada affrontata di conseguenza”.
Tra gli altri argomenti che riguardano direttamente il gioco c’è quello del cosiddetto conflitto tra lo Stato e i territori, su cui l’attuazione dell’articolo 14 della delega al governo in materia fiscale avrebbe dovuto dare risposta e che ora ne trova una, prima, con le disposizioni contenute nella legge di Stabilità 2016. A suo modo di vedere, quali poteri potrebbero o dovrebbero avere gli enti locali in materia di gioco?
“Si tratta di un problema davvero serio e che spesso è anche connesso a fenomeni di criminalità organizzata. In materia di gioco ritengo che il potere regolatorio più sia lontano dal territorio meglio sia. Penso a un piccolo comune, come può fronteggiare la richieste degli operatori del gioco? è difficile confrontarsi con interessi forti. È preferibile una normativa generale e di carattere nazionale”.
Parliamo di ippica, un settore in grande difficoltà e che chiede interventi di sostegno e di rilancio. A suo modo di vedere, è giusto intervenire, anche in considerazione del suo valore storico e sportivo, oppure bisognerebbe prendere atto della crisi e lasciare che sia il mercato a decidere?
“Penso che sia giusto sostenere l’ippica ma questo può essere fatto anche senza passare per lo strumento del gioco con vincita in denaro a esso collegata. Lo si è fatto per altri settori e sono esempi da seguire”.
Infine, uno sguardo agli scenari futuri. Intenzione del governo è di andare verso una regolamentazione/riduzione dell’offerta di gioco: cosa ne penserebbe, in questo contesto, dell’apertura di nuovi casinò?
“Il gioco è un fenomeno che esiste e che non va affrontato attraverso il proibizionismo. Tuttavia, ritengo anche che non ne vada incentivata la domanda. Stiamo infatti parlando di un’attività che ha rilevanti effetti sotto il profilo dello sviluppo di patologie a essa correlata, specie in questa fase difficile che il nostro paese sta vivendo. Può avere senso aprire casinò, intesi come location di gioco ristrette e controllate, ma questa non può e non deve essere un’opzione generale”.
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