Bando scommesse, Baretta (MEF) ad Agimeg: “Mi aspetto una partecipazione importante da parte degli operatori privi di concessione italiana. La gara sarà un’occasione unica per mostrare concretamente la volontà di aderire al nostro sistema”

 

31 marzo 2016 – 15:36

Baretta

“La prossima gara delle scommesse sarà una occasione importante per chi ha davvero deciso di regolarizzare in maniera definitiva la sua posizione all’interno del mercato italiano – spiega ad Agimeg Pier Paolo Baretta, sottosegretario alle Finanze con delega ai giochi – mi aspetto che con questa gara venga una volta per tutte sistemata l’annosa questione degli operatori che lavorano nel nostro paese senza una concessione statale. Chi ancora non ha regolarizzato la sua posizione avrà l’occasione di farlo e la sua partecipazione alla gara sarà da noi interpretato come un segnale positivo, come un atto concreto della volontà di operare in Italia con i canoni della legalità. Ovviamente, vincendo la gara, la regolarizzazione avverrà d’ufficio e quindi – conclude Baretta – questa è davvero una opportunità importante per chi non vuole stare dall’altra parte della barricata, una porta aperta a tutti coloro che hanno scelto l’Italia e le sue leggi per svolgere la propria attività”. dar/AGIMEG

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Operazione ‘Jamm Jamm’, SKS365: ‘Siamo parte lesa nell’inchiesta’

 

SKS365 sottolinea di essere parte lesa nell’inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza di Salerno.

 

In riferimento agli importanti risultati ottenuti dall’operazione ‘Jamm Jamm’, condotta dalla Gdf di Salerno sul territorio locale e più in generale del Sud Italia, SKS365, titolare del brand Planetwin365 attivo sul territorio nazionale in qualità di concessionario Adm, sottolinea in una nota la propria totale estraneità ai fatti riportati e più in generale all’attività illecita perpetrata dagli indagati ai danni dell’azienda e del mercato.

“Come evidenziato dagli inquirenti, personaggi legati alla malavita avrebbero infatti sfruttato la notorietà dei servizi a marchio Planetwin365, per svolgere attività illecite legate alla truffa informatica e alla frode. Attività svolta con il supporto di gestori ed entità inadempienti o illegali, non sanate e quindi non concessionarie Adm capaci però di sfruttare illegalmente il valore del brand Planetwin365”.

SKS365 afferma di essere “evidente parte lesa” e, ricordando di essere “da tempo già attiva nella segnalazione delle attività cosiddette ‘sottobanco’ a favore di operatori non concessionari Adm”, sottolinea che “si attiverà in ogni sede per salvaguardare il proprio buon nome e il corretto operato svolto all’interno delle regole stabilite dal mercato e da Adm, supportando le indagini al fine di tutelare la propria utenza e la correttezza della propria gestione nella corretta applicazione dei dettami aziendali relativi al gioco responsabile”.

Giochi, Garavaglia (Regione Lombardia): “Accordo tra Governo ed Enti Locali non all’ordine del giorno. Per ora tutto fermo a livello interlocutorio”

 

31 marzo 2016 – 12:50

garavaglia
“Non ne abbiamo parlato, forse la prossima settimana. Per ora è tutto fermo a livello interlocutorio”. E’ quanto afferma Massimo Garavaglia, assessore al Bilancio della Regione Lombardia, nonché coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, a margine della seduta odierna, che non ha affrontato il tema del gioco d’azzardo. La scadenza per affrontare la questione, come come stabilito dalla legge di Stabilità, è per il 30 aprile. dar/AGIMEG

Operazione Jamm Jamm, ten. col. Zanetti (GdF) a Agimeg: “Emersa anche la truffa ai giocatori. Indagini in corso per ricostruire la rete”

 

31 marzo 2016 – 13:19

zanetti

Oltre a alimentare un circuito illegale, i giocatori che frequentavano le piattaforme gestite dal clan Contaldo e oscurate oggi  nell’operazione Jamm Jamm venivano anche truffati. “Gli indagati avevano creato un sistema che definivano di robotizzazione” spiega a Agimeg il tenente colonnello Enea Zanetti della Guardia di Finanza che ha coordinato le indagini. “A un tavolo di poker online, a fronte di un dato numero di giocatori reali, ce n’erano anche alcuni virtuali tarati per vincere. Di fatto, i giocatori credevano di vincere all’inizio”, ma alla fine chi vinceva erano i robot. “I giocatori reali ogni tanto vincevano, ma di certo in misura molto ridotta rispetto a quanto avvenga sui siti legali”. Per accedere ai siti di gioco venivano utilizzati dei normali computer, istallati in esercizi “che percepivano delle provvigioni. Al momento abbiamo sequestrato 19 di questi esercizi” spiega ancora Zanetti, “ma stiamo ancora ricostruendo l’intera rete. C’è un’attività di indagine che poteva essere sviluppata solo grazie alle perquisizioni effettuate oggi”. Il giro d’affari “è tra i 2mila e i 10mila euro al giorno, e il sodalizio ha operato in maniera certa dal 2013” aggiunge Zanetti, e questo porta a stimare un volume d’affari complessivo di almeno 2 milioni l’anno. “Bisogna però considerare che soprattutto nei primi mesi veniva fatto un largo uso di denaro contante. Le stime sono state fatte attraverso intercettazioni e ricostruendo il giro d’affari di alcuni esercizi”. Il sodalizio “gestiva le piattaforme in proprio. All’inizio le ha comprate già pronte. Poi ha coinvolto alcuni specialisti che hanno creato altre piattaforme”. gr/AGIMEG

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Scommesse e Ctd: tra centri illeciti con logo Aams e il clone del 10eLotto

Continua il viaggio nel gioco sommerso di GiocoNews.it che scopre nuove forme di illegalità, come il clone del 10eLotto.

 

Continua la protesta degli operatori titolari di concessioni ‘storiche’ per la raccolta di scommesse che chiedono tutela allo Stato. E dall’inchiesta condotta da GiocoNews.it sullo stato della nuova rete di raccolta – intesa come quella costituita dalle Agenzie e Corner titolari di concessione a cui si sono aggiunti i 2196 punti vendita “ex” Ctd  provenienti dalla “sanatoria” del 2015 – e su quella parallela dei centri non autorizzati che continuano ad operare sul territorio, emergono nuovi fenomeni e altre forme di illegalità.

Come, per esempio, l’offerta di un gioco del tutto simile al popolare 10eLotto di Lottomatica – evidentemente illecito – salvo essere offerto sotto altro nome (il più gettonato sembra essere “Keno”) ma che consente vincite addirittura più facili rispetto al gioco di Stato. Spesso addirittura con estrazioni su 80 numeri invece dei 90 previsti dal gioco del Lotto e i suoi derivati, ma sempre con sorteggi ogni 5 minuti come nel gioco da ricevitoria.
IL LOGO AAMS SU CENTRI ILLEGALI – Non solo. Un altro fenomeno denunciato a GiocoNews.it dagli addetti ai lavori è quello dell’utilizzo del logo dei Monopoli di Stato in alcuni Centri di trasmissione dati del tutto irregolari, che non hanno mai aderito alla procedura di regolarizzazione fiscale per emersione prevista dalle ultime due Leggi di Stabilità. Un’iniziativa che, secondo le segnalazioni di alcuni addetti ai lavori, sarebbe utilizzata da qualche operatore (ma per fortuna, una stretta minoranza), e anche da molto prima dell’entrata in vigore della sanatoria. Si tratta quindi di una sorta di specchietto per le allodole che potrebbe attirare l’attenzione di qualche giocatore in più: o, peggio ancora, di un autentico raggiro, in quanto un giocatore mediamente informato potrebbe decidere di entrare in quel centro proprio credendolo regolare, vedendo esposto il marchio dello Stato. Certo, per un utente esperto, farebbe scattare l’allarme la totale assenza di riferimento a un numero di concessione, che viene invece indicata da tutti i concessionari effettivamente autorizzati. Ma chi conosce un minimo il settore sa bene che gli scommettitori non sono necessariamente inclini a verifiche di un certo tipo per quanto riguarda la liceità del soggetto che propone le giocate. E questo non fa altro che aggravare l’abuso di utilizzo del marchio.
 
CTD ILLECITI E ‘SANANDI’ – Dalle verifiche compiute da GiocoNews.it sul territorio, in effetti, è emerso qualche caso di Centri trasmissione dati che oltre a operare indisturbatamente accanto ad agenzie autorizzate (ma questo non fa più notizia), proponevano anche in bella vista il logo dell’Agenzia dei Monopoli. Certo, va detto, nella maggior parte dei casi verificati dalla redazione, si trattava di centri che, secondo quanto appreso nelle scorse settimane, avrebbero aderito alla nuova procedura di regolarizzazione prevista dalla Stabilità per il 2016 avendo quindi avviato l’iter per la messa in regola: sta di fatto però che all’interno di tali centri si continua a scommettere ancora oggi su un circuito non regolare e l’utilizzo del marchio Aams appare quindi quanto meno “avventato”.
I RISCHI PER I TRASGRESSORI – Ma cosa rischia il soggetto che espone in maniera impropria il logo dei Monopoli di Stato? La legge parla chiaro: il logo Aams fa parte del marchio “gioco legale e responsabile” e deve caratterizzare le specifiche filiere controllate da Aams (oggi Agenzia dei Monopoli) per il carattere di legalità che possono vantare. Esiste anche una circolare specifica sul tema, la quale specifica che “L’utilizzo abusivo dei marchi è punito dall’art. 473 cp sulla ‘Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni’.  Chiunque, potendo conoscere dell’esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000. Soggiace alla pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 3.500 a euro 35.000 chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati. I delitti previsti dai commi primo e secondo sono punibili a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale o industriale”.
Il reato è peraltro aggravato ai sensi dell’art 474-ter.: Se, fuori dai casi di cui all’articolo 416, i delitti puniti dagli articoli 473 e 474, primo comma, sono commessi in modo sistematico ovvero attraverso l’allestimento di mezzi e attività organizzate, la pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da 5.000 a 50.000 euro. Si applica la pena della reclusione fino a tre anni e della multa fino a euro 30.000 se si tratta dei delitti puniti dall’articolo 474, secondo comma.

Scommesse. Gdf e Procura di Salerno contro il gioco d’azzardo online. 18 arresti, 64 avvisi di garanzia

 

31 marzo 2016 – 11:13

guardiadifinanza

(Jamma) Su delega della Procura della Repubblica di Salerno –Direzione distrettuale antimafia, nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare(8 in carcere e 10 agli arresti domiciliari), disposte dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Salerno,nei confronti di un sodalizio criminale organizzato con sede operativa nell’agro nocerino sarnese, operante sul territorio nazionale ed in particolare , oltre che in Campania, nelle Regioni Basilicata e Calabria, dedito alla gestione e

all’ amministrazione in generale dei giochi on-line con piattaforme illegali di siti web esteri abusivamente attive in Italia in assenza della prescritta autorizzazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Sono stati emessi 8 ordinanze in carcere, 10 arresti domiciliari,  2 sospensioni dai pubblici uffici, 64 avvisi di garanzia .

L’operazione di polizia è stata eseguita a seguito degli sviluppi di un’indagine coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Salerno –Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno attraverso l’aliquota specializzata del Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata –G.I.C.O..La complessa ed articolata organizzazione criminale è riconducibile alla famiglia dei Contaldo di Pagani (SA) detti “i caccaviello”. Il principale promotore, C. A. classe ’66, unitamente ai suoi fratelli, figli e familiari gestiva diverse piattaforme e canali “on-line” per la raccolta delle scommesse clandestine e del poker su internet, creandone anche di proprie . A tal fine si è giovato di collaborazioni con altre organizzazioni operanti sul territorio nazionale quali quelle riconducibili a due fratelli di Potenza e con soggetti contigui a cosche della ‘Ndrangheta calabrese.

Secondo gli inquirenti per sviluppare e imporre nella provincia di Salerno le proprie piattaforme di gioco si rivolgeva e si associava a personaggi affiliati a clan camorristici del nocerino e della zona della valle dell’Irno, nonché a pluripregiudicati con provata esperienza nel settore dei giochi on-line. I siti di gioco erano alterati in modo da rendere impossibile per il giocatore effettuare vincite apprezzabili.

La rete dei punti gioco nella provincia di Salerno coinvolgeva esercizi commerciali di Pagani, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio e Sant’Egidio del Monte Albino.

Le operazioni hanno interessato anche soggetti residenti a Potenza, Cirò Marina e Favara , nonché uno già detenuto a Frosinone, con la collaborazione dei Nuclei di polizia tributaria della Guardia di finanza di Potenza, Crotone ed Agrigento.

Le proiezioni internazionali dell’organizzazione spaziavano dal Canada al Regno Unito, da Malta al Montenegro.

Per l’attuazione dei fini illeciti dell’organizzazione i Contaldo avrebbero ottenuto supporto da diversi esercenti commerciali che “ospitavano ” le illeciti piattaforme di gioco e di raccolta delle scommesse al fine di renderle fruibili al pubblico agevolando così il proposito delittuoso dell’organizzazione e assicurando cospicui profitti illeciti.

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I Contaldo impiegavano tali profitti, oltre che per continuare ad alimentare il programma delittuoso, anche per investimenti commerciali. In particolare è stato accertata la riconducibilità e la presenza di investimenti illeciti nel disco bar “Jamm Jamm” di San Valentino Torio (SA), oggetto di sequestro da parte del Tribunale di Salerno.

Oltre all’arresto dei principali componenti dell’organizzazione criminale ed ai sequestri dei beni oggetto di reinvestimento e di quelli con i quali venivano perpetrati i reati contestati, sono state eseguite complessivamente 59 perquisizioni finalizzate alla ricerca di ulteriori elementi investigativi a carico degli altri indagati a piede libero.

In totale gli indagati sono 64, dei quali 57 sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di organizzazione e raccolta a distanza del gioco on line mentre altri rispondono di diversi reati scopo:

oltre al l’abusiva attività di organizzazione di gioco online sono contestate ipotesi di estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico, falsità, violenza privata, abusivo esercizio di una professione sanitaria , favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d’ufficio.

Nell’ambito dell’operazione sono state sottoposte a sequestro 23 attività commerciali -tra cui uno studio dentistico abusivo – e beni mobili registrati.

Sono stati anche posti sotto sequestro ed oscurati 11 siti internet illegali, avvalendosi degli specialisti del Nucleo speciale frodi tecnologiche della Guardia di finanza, con sede a Roma.

ELENCO DEI SITI ILLEGALI
1)www4.dgbpoker.com
2)www.pkgambling373.com
3)www.pkwildpoker.net
4)www.betfaktor.com
5)www.planetwin365.com
6)www.new5.betaland.com
7)www.new4.betaland.com
8)www.new2.betaland.com
9)www.new1.betaland.com
10)www.new.betaland.com
11)www.betaland.com
Questo è l’articolo integrale di Jamma, ma forse la parte che ho evidenziato in rosso si riferisce a un’operazione diversa ed indipendente da quella principale. Oppure non sono i siti ufficiali dei noti book, ma dei falsi (ovvero delle imitazioni). Aspettiamo altre notizie più precise.
siti illegali
Dichiarazione della Planet:

Operazione ‘Jamm Jamm’, SKS365: ‘Siamo parte lesa nell’inchiesta’

SKS365 sottolinea di essere parte lesa nell’inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza di Salerno.

 

In riferimento agli importanti risultati ottenuti dall’operazione ‘Jamm Jamm’, condotta dalla Gdf di Salerno sul territorio locale e più in generale del Sud Italia, SKS365, titolare del brand Planetwin365 attivo sul territorio nazionale in qualità di concessionario Adm, sottolinea in una nota la propria totale estraneità ai fatti riportati e più in generale all’attività illecita perpetrata dagli indagati ai danni dell’azienda e del mercato.

“Come evidenziato dagli inquirenti, personaggi legati alla malavita avrebbero infatti sfruttato la notorietà dei servizi a marchio Planetwin365, per svolgere attività illecite legate alla truffa informatica e alla frode. Attività svolta con il supporto di gestori ed entità inadempienti o illegali, non sanate e quindi non concessionarie Adm capaci però di sfruttare illegalmente il valore del brand Planetwin365”.

SKS365 afferma di essere “evidente parte lesa” e, ricordando di essere “da tempo già attiva nella segnalazione delle attività cosiddette ‘sottobanco’ a favore di operatori non concessionari Adm”, sottolinea che “si attiverà in ogni sede per salvaguardare il proprio buon nome e il corretto operato svolto all’interno delle regole stabilite dal mercato e da Adm, supportando le indagini al fine di tutelare la propria utenza e la correttezza della propria gestione nella corretta applicazione dei dettami aziendali relativi al gioco responsabile”.

Scommesse, operazione “Jamm Jamm”. SKS365: “Parte lesa nell’inchiesta”. Betaland: “Estranei alla vicenda”

In: Primo Piano, Scommesse Sportive

31 marzo 2016 – 17:33

Sks_Beta

“Facendo seguito agli importanti risultati ottenuti dall’operazione “Jamm Jamm”, condotta dalla Gdf di Salerno sul territorio locale e più in generale del Sud Italia, SKS365, titolare del brand Planetwin365 attivo sul territorio nazionale in qualità di concessionario Adm, sottolinea la propria totale estraneità ai fatti riportati e più in generale all’attività illecita perpetrata dagli indagati ai danni dell’azienda e del mercato”. E’ quanto comunica la società attraverso una nota. “Come evidenziato dagli inquirenti, personaggi legati alla malavita avrebbero infatti sfruttato la notorietà dei servizi a marchio Planetwin365, per svolgere attività illecite legate alla truffa informatica e alla frode. Attività svolta con il supporto di gestori ed entità inadempienti o illegali, non sanate e quindi non concessionarie Adm capaci però di sfruttare illegalmemte il valore del brand Planetwin365. SKS365, evidente parte lesa, da tempo già attiva nella segnalazione delle attività cosiddette “sottobanco” a favore di operatori non concessionari Adm, si attiverà in ogni sede per salvaguardare il proprio buon nome e il corretto operato svolto all’interno delle regole stabilite dal mercato e da Adm, supportando le indagini al fine di tutelare la propria utenza e la correttezza della propria gestione nella corretta applicazione dei dettami aziendali relativi al gioco responsabile”. lp/AGIMEG

 

Scommesse, Betaland “estranea all’inchiesta di Salerno”

“La società OIA Service Ltd detentrice dei brand Betalandshop, Betaland.it e Betaland.com, al fine di non ingenerare confusione e malintesi che potrebbero arrecare pregiudizio all’immagine aziendale, dichiara di essere assolutamente estranea all’inchiesta di Salerno. I domini che recano al loro interno l’estensione Betaland, erano giustamente già oscurati agli accessi, in quanto privi di licenza. Gli stessi, tuttavia, non hanno nulla a che vedere con la gestione OIA Service nel territorio italiano effettuata in forza di regolare autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Lo comunica la società in una nota. “Per quanto riguarda il sito Betaland.com, il suddetto dominio per volontà dell’azienda, a seguito dell’adesione alla sanatoria a gennaio 2015, erà già inibito ad ogni tipo di accesso e/o profilazione da parte degli indirizzi ip italiani, ma è tuttavia autorizzato a fare raccolta di gioco in altri paesi europei attraverso una regolare licenza rilasciata dall’autorità maltese. Inoltre, nessuno dei soggetti noti coinvolti nell’indagine di Salerno, ha mai svolto alcun tipo di attività per conto di Oia Service”. lp/AGIMEG

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Bolzano: Tar sospende distanziometro, attesa udienza del 19 aprile

 

Con un decreto presidenziale del Tribunale altoatesino viene sospesa la chiusura di una sala da gioco criticando il ‘distanziometro’ previsto dalla legge locale.

Con decreto presidenziale dello scorso 25 marzo il Tar Bolzano ha deciso di sospendere il provvedimento di chiusura di una sala afflitta dall’effetto espulsivo del cosiddetto ‘distanziometro’ imposto dalla normativa territoriale, “ritenuto sussistente il requisito dell’estrema gravità e urgenza richiesto dall’art. 56 c.p.a. per l’adozione di una misura cautelare provvisoria fino alla data dell’udienza in camera di consiglio”.

 

IL PARERE LEGALE – “Non è ancora molto – spiega a GiocoNews.it il legale Alessandra Papa dello studio Cardia e Cardia che ha seguito la vicenda – perché bisogna vedere cosa accadrà all’esito della camera di consiglio del 19 aprile, ma è la prima volta che dal Tar Bolzano giunge un segnale di consapevolezza delle problematiche generate dall’effetto espulsivo che da tempo viene sottoposto all’attenzione”.

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