Scommesse, Sanatoria 2015: la proroga delle concessioni in scadenza potrebbe “aiutare” i punti ancora non allacciati a Sogei

30 giugno 2016 – 18:26

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Mentre si stanno definendo le situazioni dei 2.195 punti che, aderendo alla Sanatoria prevista dalla Stabilità 2015, si sarebbero dovuti allacciare a Sogei entro oggi, prende forma un possibile “salvagente” per chi non ce la farà a rispettare la scadenza odierna. La scadenza per il collegamento dei punti sanati sarebbe dovuto avvenire “entro la scadenza delle concessioni delle scommesse sportive” prevista proprio per il 30 giugno. La dead-line, secondo una interpretazione che sta sollevando molto interesse nel settore, è quella rappresenta dalla scadenza e non dalla data in stessa. Con una nota recente l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha stabilito le regole per la proroga delle concessioni visto che, in mancanza di un accordo tra enti locali e Governo in tema di giochi pubblici (accordo che secondo l’ultima Legge di Stabilità doveva essere trovato entro il 30 aprile scorso), l’ADM non ha potuto indire la gara nei tempi previsti. Questa proroga andrebbe quindi ad incidere anche sui termini per il collegamento dei punti sanati a Sogei. Insomma ai punti che entro oggi non riuscissero ad allacciarsi, potrebbe venire in aiuto questa interpretazione della normativa. Ed a conferma che il 30 giugno non sia una data da dentro o fuori, ci sarebbe anche il disciplinare collegato proprio all’allaccio dei punti. Il disciplinare prevede infatti una sanzione di 50 euro mensili per ogni punto che non sia stato collegato dal 3 marzo scorso. La sanzione, secondo sempre quanto riportato sul disciplinare, ha durata 6 mesi. Quindi in teoria ci sarebbe almeno tempo fino al 2 settembre prossimo, pagando ogni mese la multa suddetta, per collegare i punti. lp/AGIMEG

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Per ora è ancora una interpretazione. Intanto per i virtuali non collegati, le segnalazioni ai Monopoli ritengo che si faranno ugualmente. Poi si vedrà.

 

Gioco online, Gambling Commission: mercati Italia e Spagna cresceranno ancora, casinò games e scommesse sportive in testa

30 giugno 2016 – 16:20

Electronic payment concept

I nuovi prodotti lanciati sul mercato e la tassazione sul gioco hanno aiutato UK, Italia e Spagna ad accrescere i volumi del gioco regolamentato. E’ quanto emerge dall’ultimo rapportoMarket Monitor: secondo i dati della Gambling Commission britannica nel Regno Unito il rendimento lordo del gioco d’azzardo ha raggiunto i 12,6 miliardi di sterline (al cambio 15,2 miliardi di euro) nel periodo di riferimento ottobre 2014-settembre 2015, in crescita rispetto agli 11,2 miliardi del periodo aprile 2014-marzo 2015. Di questi, circa 3,6 miliardi di sterline, pari al 29% della cifra totale, sono arrivati proprio dal gioco online. Secondo lo studio, i mercati regolamentati del gioco online in Italia e in Spagna proseguiranno nel loro percorso di crescita attuale, beneficiando delle dinamica generata con l’introduzione di nuovi giochi online, soprattutto nel settore dei casinò games e delle scommesse sportive. In Italia, a pesare maggiormente sulle performance di raccolta delle scommesse l’operatore Bet365, che è entrato nel mercato a fine 2014 ed è leader di mercato. Il report ricorda come nei primi tre mesi del 2016 le entrate del gioco lordo (GGR) da scommesse sportive sono salite del 41%, mentre i giochi da casinò sono in crescita del 38%. Il trend di crescita suggerisce che il mercato è stato in ripresa fin dalla prima metà del 2015, quando il GGR è salito del 9,5%, a fronte di un tasso di crescita del 16,5% nel secondo semestre, e potrebbe raggiungere il livello GGR complessivo di € 1 miliardo per la fine del 2016. Tuttavia, evidenzia il rapporto, senza grossi eventi di calcio nel 2017 e senza ulteriori modifiche al regime fiscale, o in assenza di altri prodotti da lanciare sul mercato, l’Italia dovrà affrontare sfide più dure a partire dal prossimo anno. In Spagna, l’introduzione di slot sul mercato nella seconda metà del 2015 ha contribuito a un settore che è cresciuto del 26% nel 2015 e  ha continuato a crescere nel primo trimestre 2016, che è aumentato del 32% su base annua, con un aumento trimestrale dell’8 % rispetto all’ultimo trimestre del 2015. Spinto  da un aumento del 46% nella roulette, il settore spagnolo dei casinò online ha visto i ricavi nel primo trimestre salire del 100%. Le scommesse sportive sono in crescita, ma il mercato spagnolo deve ancora maturare, motivo per il quale secondo lo studio il settore online sarà trascinato ancora dai casino’ games. Nel Regno Unito – probabilmente il mercato più maturo in Europa – la UK Gambling Commission evidenzia che per cinque mesi, tra novembre 2014 e marzo 2015, i casinò online valevano circa il 57,5% del totale dei ricavi (una cifra che comprende il poker), mentre le scommesse sportive erano al 32,6%.  Il rapporto infine rivela che i recenti aggiornamenti di trading finanziario arrivati da Gala Coral, 32Red e Paddy Power Betfair sono stati positivi, mentre è più in difficoltà William Hill e preoccupazioni sono state espresse da più parti per quanto riguarda l’impatto delle prossime norme antiriciclaggio annunciate dal Regno Unito sul gioco d’azzardo. cr/AGIMEG

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Scommesse, Sanatoria 2015: scade oggi il termine per il collegamento a Sogei. Goldbet ha completato l’allaccio dei suoi 985 punti. In dirittura di arrivo i 1.000 punti sanati da Sks365 e la rete di Betaland

30 giugno 2016 – 13:15

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Sono stati giorni di fuoco per i concessionari che hanno aderito alla Sanatoria prevista nella Legge di Stabilità del 2015. La dead-line, fissata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per il collegamento a Sogei dei 2.195 sanati è infatti fissata per oggi. A quanto appreso da Agimeg, Goldbet ha completato l’allaccio dei suoi 985 punti già da qualche giorno. Per quanto riguarda Sks365, secondo quanto appreso da Agimeg da fonti dell’azienda, ha terminato le proprie operazioni e sarebbe in fase di completamento il collegamento dei suoi 1.000 punti sanati nel rispetto degli accordi presi. E’ una corsa contro il tempo anche per Betaland che ha 100 punti da sanare e che, secondo quanto dichiarato ad Agimeg da Antonio Ricci, chairman dell’azienda, dovrebbe comunque farcela a rispettare la scadenza di oggi. Bisogna però tenere conto, soprattutto per quanto concerne gli operatori con le rete più vaste, che i numeri precisi delle operazione di allaccio si potranno avere ad inizio della prossima settimana. es/AGIMEG

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C’è d’aspettarsi che i negozi storici AAMS vigileranno se dal primo luglio anche nei ticket delle giocate virtuali ci sarà il codice identificativo SOGEI. In mancanza, penso, scatteranno le denunce ai Monopoli. 

Sanatoria Ctd: il giorno dello switch-off per i centri regolarizzati nel 2015, dentro o fuori dal Totalizzatore

Oggi, 30 giugno 2016, è il termine ultimo previsto dalla normativa per il collegamenti dei centri regolarizzati nel 2015 per l’allaccio al Totalizzatore.

E’ arrivato il momento della resa dei conti per i Centri di trasmissione dati (Ctd) ‘sanati’ nel 2015 con la procedura di regolarizzazione fiscale per emersione prevista dalla Legge di Stabilità per l’anno precedente. La norma, come noto, prevedeva come limite massimo per l’effettivo e definitivo allaccio al Totalizzatore nazionale il 30 giugno 2016 e in vista di questa scadenza si sono svolti i lavori dei bookmaker aderenti alla procedura. A breve, pertanto, si potrà conoscere l’entità definitiva della rete di gioco autorizzata alla raccolta di scommesse con l’ingresso ‘ufficiale’ di tutti i centri. Secondo quanto apprende GiocoNews.it da fonti istituzionali, a poche ore dalla scadenza definitiva, il collegamento è già stato effettuato in un numero superiore all’80 percento dei punti vendita, rispetto al totale di 2196 centri regolarizzati. Ma gli operatori coinvolti (ovvero, i bookmaker Sks365, Goldbet e Betaland) come pure l’Agenzia delle Dogane, anche in seguito a una serie di incontri avvenuti in questi giorni, sono fiduciosi di completare l’allaccio di un numero molto prossimo al totale nei termini previsti.

A BREVE NUOVE SANZIONI – In realtà, il termine del 30 giugno è soltanto il limite massimo per il completamento della procedura, dopo che i bookmaker coinvolti nella procedura di regolarizzazione non erano riusciti a completare l’allaccioentro la prima scadenza fissata dai monopoli che, come noto, era prevista per i primi giorni di marzo. Una mancanza che aveva costretto l’Agenzia delle Dogane e Monopoli ad applicare una multa ai bookmaker per importo complessivo di circa centomila euro, sulla base dei calcoli basati sul numero di punti sanati e non collegati.

 

La Stabilità 2015, introducendo la regolarizzazione fiscale, aveva concesso ai Ctd aderenti il “diritto di gestire la raccolta di scommesse per conto di un concessionario” fino al termine della scadenza delle attuali concessioni. Ovvero, il 30 giugno 2016. Nel disciplinare predisposto dai Monopoli e sottoscritto dalle società aderenti, veniva poi stabilito l’obbligo di provvedere al conseguimento della licenza ex articolo 88 del Tulps necessaria per la raccolta di scommesse e al successivo collegamento al Totalizzatore, entro un anno dalla firma, con il limite ultimo che veniva fissato al 28 febbraio 2016. Da qui la scadenza (non rispettata) dei primi di marzo e le prime sanzioni. Durante gli ultimi mesi, dunque, i soggetti coinvolti nella procedura hanno provveduto all’adeguamento dei sistemi informatici delle proprie sale e del network in generale, al conseguimento delle licenze di polizia oltre al versamento dei contributi previsti dalla stessa legge, intensificando i lavori nelle ultime settimane, specialmente dopo l’arrivo delle prime sanzioni. Ora però, potrebbero arrivare ulteriori sanzioni sulla base dei punti che non risulteranno collegati a partire da domani, valutando addirittura l’eventuale avvio del procedimento di decadenza dalla raccolta.
C’è d’aspettarsi che i negozi storici AAMS vigileranno se dal primo luglio anche nei ticket delle giocate virtuali ci sarà il codice identificativo SOGEI. In mancanza, penso, scatteranno le denunce ai Monopoli. 

Giochi, Grasso (pres. Senato) scrive a Marino (pres. comm. Finanze): “Riprendere esame pdl su riordino settore e ludopatia”

 

30 giugno 2016 – 09:07

MauroMarino

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, con una missiva indirizzata ai presidenti delle commissioni Finanze e Igiene comunica autorizza la ripresa dell’esame delle proposte di legge in tema di riordino del settore del gioco pubblico e della ludopatia. Ne dà notizia lo stesso presidente della VI commissione, Mauro Maria Marino (Pd), riferendo ai colleghi senatori sui contenuti della lettera “in merito alle intese con la Camera dei deputati circa l’esame dei disegni di legge riguardanti la materia del gioco d’azzardo e della ludopatia”. Marino specifica quindi che le commissioni stesse Finanze e Igiene riunite possono “riprendere la trattazione dei disegni di legge di cui è stato avviato l’esame, in quanto questo ha avuto inizio prima nelle commissioni del Senato. Una riserva riguarda le materie già oggetto della trattazione avviata dalla commissione Affari sociali della Camera dei deputati, specificamente concernenti la ludopatia”. Questa ultima questione “deve essere sottoposta all’esame dell’Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite, al fine di definire i successivi passaggi dell’iter, in accordo con il governo”. dar/AGIMEG

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MESSAGGIO PUBBLICITARIO DI TERZI:

In funzione, però, del prossimo bando, i requisiti minimi sono un volume di betting di almeno 15.000,00 euro settimanali e un locale di almeno 120 mq (nel giro di due o tre anni si prevede infatti che toglieranno le SLOT da Bar e Tabaccherie).

Software di gioco illegali e portali esteri: i dettagli dell’operazione a Messina

 

Ecco come agiva l’associazione Giostra nel settore del gioco illegale scoperto a Messina dai Carabinieri.

 

Nelle prime ore odierne la Polizia di Stato di Messina e i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di complessivi 24 esponenti dell’associazione mafiosa denominata Giostra, ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, detenzione illegale di armi, esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, corse clandestine di cavalli e maltrattamento di animali e altro, aggravati dalle modalità mafiose.

 

Il provvedimento in esecuzione è frutto di autonome e convergenti attività investigative condotte sin dal 2012 dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e dal 2013 dai poliziotti della Squadra Mobile che, coordinati dalla Dda di Messina, hanno consentito di comprovare l’esistenza di una ramificata struttura criminale, documentandone gli assetti organizzativi di vertice e i ruoli svolti dai singoli associati, sia nella effettiva gestione di attività imprenditoriali intestate a prestanome, sia nel settore delle scommesse illecite.

In particolare, l’inchiesta ha accertato come il sodalizio mafioso si avvalesse della complicità di un amministratore giudiziario per continuare a gestire di fatto – attraverso propri uomini di fiducia – due imprese già confiscate nel 2012, nonché delle capacità manageriali di un professionista a cui era affidata l’effettiva conduzione di una discoteca e di alcuni stabilimenti balneari, tutti riconducibili alla famiglia anche se intestati a soggetti insospettabili.

“Dalle indagini, inoltre, è emerso come alcuni appartenenti al sodalizio, servendosi di un network di imprese apparentemente legali ma sprovviste dei requisiti prescritti per operare nel mercato dei giochi online, procedessero alla raccolta delle puntate e al pagamento in contanti delle vincite ai clienti, utilizzando server dislocati al di fuori dei confini nazionali. Nel medesimo ambito, l’organizzazione criminale provvedeva a investire nuovamente parte degli introiti nell’acquisto di videopoker, totem e slot machine, che venivano a loro volta modificati mediante l’installazione di software illegali”, affermano gli inquirenti.

Le investigazioni hanno anche fatto luce “sulle modalità con cui la moglie del boss, e altri due affiliati, si adoperavano per garantire il reimpiego dei proventi illeciti derivanti dal gioco d’azzardo e dalle scommesse clandestine, che venivano reinvestiti in alcune attività di ristorazione e di intrattenimento di cui i medesimi erano intestatari”.

Contestualmente, è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di un campo di calcetto, di una società di ristorazione, che gestisce un lido balneare, di un fabbricato adibito a stalla sede di una scuderia, di un’ audi modello ‘Q7’ e delle attrezzature collocate all’interno di 22 sale giochi/centri scommesse ubicati nel capoluogo peloritano, riconducibili agli indagati, del valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.

L’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE – “Dunque, la famiglia mafiosa è stata in grado di diversificare le proprie attività criminali in diversi settori economici, tra i quali risultano la gestione di stabilimenti balneari, rosticcerie ed una vera e propria catena di punti internet per la raccolta e gestione di scommesse online illecite.
Le indagini hanno consentito di portare alla luce una pericolosa e strutturata organizzazione criminale, radicata in quel quartiere ma con forti cointeressenze con altri gruppi criminali della città.
Il boss, nel corso delle indagini, manifestava l’intenzione di acquisire la gestione del lido-piscina insistente in una struttura turistico – balneare di Mortelle, per la stagione estiva 2014, posta in liquidazione coatta. Ottenendo l’appoggio del commissario liquidatore di una società cooperativa di navigazione, in liquidazione coatta amministrativa, proprietaria di due lidi balneari, il boss ha fatto in modo di ottenerla in affidamento, estromettendo altri imprenditori aspiranti nelle procedure di affidamento, turbando lo svolgimento della gara. Ottenuta la concessione, la gestirà tramite la società Tide srl, per la stagione estiva. Giova evidenziare che, allo stato attuale, il commissario liquidatore riveste l’incarico di Vice Presidente della Società di Calcio ACR Messina, dall’agosto del 2015. Di particolare interesse, si evidenzia la figura di un imprenditore locale che ha messo a disposizione dell’associazione mafiosa le proprie attività e risorse economiche, anche al fine di consentire il reimpiego di somme di denaro di provenienza delittuosa, compiendo acquisti di beni per attività gestite dalla consorteria tramite interposta persona, rendendosi disponibile ad assumere il personale segnalato dal clan, ricevendone protezione da pretese estorsive e rapine, intervenendo in suo favore per l’apertura di conti correnti presso istituti di credito, prestandosi ad effettuare liberatorie concernenti assegni rilasciati da uno degli indagati, finanziando le scommesse relative alle corse clandestine dei cavalli, prendendo parte ad incontri nei quali si discuteva di occultamento di armi nella disponibilità del clan, partecipando ad iniziative di natura estorsiva attraverso le quali il clan assumeva il controllo di attività economiche delle quali egli beneficiava.
Inoltre, sul piano probatorio è stato possibile stabilire un diretto rapporto, sinora mai acquisito processualmente, tra l’organizzazione delle corse di cavalli clandestine e la raccolta delle scommesse da parte dell’organizzazione criminale di Giostra.
Invero, i criminali sono altresì ritenuti responsabili di aver organizzato ed effettuato, in concorso tra loro, più corse clandestine di cavalli sulla pubblica via, con relative scommesse illecite, senza la necessaria autorizzazione dell’Autorità, nonché sottoponendo gli equini a fatiche non sopportabili per le loro caratteristiche, con l’aggravante di aver commesso i fatti, in correlazione all’organizzazione ed alla gestione di scommesse clandestine ed avvalendosi del metodo mafioso.
Gli odierni indagati, prendendo contatti con i gruppi sfidanti, stabilendo le modalità delle competizioni nonché i luoghi in cui disputarle ed il denaro da scommettere, promuovevano ed organizzavano competizioni non autorizzate tra animali, e segnatamente corse clandestine di cavalli, potenzialmente idonee a metterne in pericolo l’integrità fisica, a causa della somministrazione incontrollata e per finalità non terapeutiche di trattamenti farmacologici e dell’utilizzo di percorsi impropri (strade pubbliche asfaltate, caratterizzate dalla rigidità della superficie e dall’interferenza con il traffico veicolare), nonché per la contestuale presenza, a ridottissima distanza, di un elevato numero di auto e motoveicoli. Sulla base di indagini è stato possibile accertare l’operatività di questa articolata organizzazione criminale anche nel settore del gioco e delle scommesse, con la gestione di diverse sale giochi, punti internet, circoli ricreativi, ove venivano installate attrezzature per il gioco e le scommesse online, operando su siti con estensione .com, inibiti dall’Aams (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ndr), in assenza di alcuna concessione e autorizzazione. Nel corso delle indagini è emerso un metodo criminale tipicamente mafioso poggiato sulla violenza e sulla crudeltà.
Nelle attività di esecuzione hanno collaborato personale della Squadra Mobile di Cagliari e dei Commissariati distaccati di P.S. di Capo d’Orlando, Patti, Barcellona P.G., Milazzo e Taormina, e del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, nonché militari delle Compagnie Carabinieri di Messina Centro, Messina Sud e del Reparto Operativo di Messina.

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MESSAGGIO PUBBLICITARIO DI TERZI:

In funzione, però, del prossimo bando, i requisiti minimi sono un volume di betting di almeno 15.000,00 euro settimanali e un locale di almeno 120 mq (nel giro di due o tre anni si prevede infatti che toglieranno le SLOT da Bar e Tabaccherie).

Scommesse e Ctd: il Tribunale di Brindisi condanna i titolari di centri irregolari

Con una pronuncia del Tribunale pugliese viene applicata la norma penale nei confronti dei gestori collegati al bookmaker Stanleybet.

 

Otto mesi di reclusione, con pena sospesa e non menzione, e condanna generica al risarcimento del danno nonché alla rifusione delle spese processuali a favore delle parti civili (due società concessionarie di Stato operanti nel campo dei giochi e delle scommesse in tutto il Salento).

 

Questa la sentenza del Tribunale di Brindisi in composizione monocratica, emessa lo scorso 24 giugno, nei confronti di tutti gli imputati in un processo penale per il reato di “esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa” (previsto e punito dall’art. 4, l. 401\89). Gli imputati erano gestori di cosiddetti Ctd, o Centri trasmissione dati appartenenti alla rete del bookmaker anglo-maltese Stanleybet Malta Limited, siti in varie città della provincia di Brindisi.

 

L’ANALISI – Non si conoscono ancora le motivazioni – che verranno depositate entro i prossimi 90 giorni – e non è quindi ancora noto il ragionamento che ha portato il giudice alla decisione di colpevolezza in questione, rendendo impossibili i commenti nel merito della vicenda. Si può invece ragionare sulla portata di una pronuncia di questo tipo: per tale ragione, GiocoNews.it ha chiesto al legale difensore delle parti civili, Stefano Palmisano del Foro di Brindisi, un parere sulla vicenda: “Questo provvedimento, di fatto, fuga i timori – o, a seconda dei punti di vista, gli auspici – di disapplicazione sostanzialmente generalizzata della norma penale in questione che si erano diffusi dopo alcuni arresti giurisprudenziali (sempre di merito: su tutti ord. Trib. Frosinone del 5\5\2016), i quali hanno disposto la non operatività della fattispecie penale in esame, asseritamente in forza del dettame dell’ultima sentenza resa in materia dalla Corte di giustizia UE del 28\1\2016 (caso ‘Laezza)”, spiega il legale. Che aggiunge: “In realtà, quest’ennesimo pronunciamento del Giudice comunitario aveva ampiamente precisato che lo specifico, circoscritto, profilo del ‘Bando Monti’ che veniva sottoposto alla Corte dalla ricorrente non poteva ‘esser analizzato come diretto a mettere in questione, nel suo insieme, il nuovo sistema di concessioni istituito in Italia durante il 2012 nel settore dei giochi di azzardo’. La Corte aveva, quindi, ‘girato’ al giudice del rinvio (ossia, quello italiano) la valutazione finale in ordine all’eventuale disapplicazione del reato nella fattispecie concreta di volta in volta a giudizio”.
Il Tribunale di Brindisi, nel caso che gli è stato sottoposto, ha quindi statuito che non c’erano le condizioni per la disapplicazione. “Per la tutela penale del cruciale bene giuridico a base della norma penale in questione – l’ordine pubblico economico in un ambito nevralgico come quello dei giochi e delle scommesse – è una buona notizia”, secondo Palmisano.