Riordino giochi, il 2 agosto un’altra riunione del tavolo tecnico tra Governo ed enti locali

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29 luglio 2016
ROMA – Si terrà martedì 2 agosto la prossima riunione del tavolo tecnico tra Governo ed enti locali sulla redistribuzione del gioco sul territorio, al centro di un’intesa che dovrebbe essere raggiunta in sede di Conferenza Unificata, come previsto dall’ultima legge di stabilità. Il nodo da sciogliere è quello della classificazione delle sale e delle distanze dai luoghi sensibili: per ora, secondo quanto apprende Agipronews, non ci sarebbero modifiche alla proposta del MEF e la soluzione sarebbe demandata al confronto – prima tecnico e poi politico – con gli enti locali. La Conferenza dovrebbe essere convocata il prossimo 3 agosto e, in quella data, il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta auspica di raggiungere un accordo.

Fonte Agipronews

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Gdf Torino: sequestrate slot illegali, sanzioni per 60mila euro

La Gdf di Torino ha sequestrato tre apparecchi da gioco illegali in un bar della zona con sanzioni di 60mila euro.

La Guardia di Finanza di Torino, ha concluso nei giorni scorsi un’attività di contrasto ai fenomeni di illegalità e abusivismo nel settore dei giochi e delle scommesse, nei confronti di un bar caffè piemontese nel quale sono stati rinvenuti apparecchi da divertimento privi delle previste autorizzazioni e non conformi a quanto previsto dalla normativa in materia di pubblica sicurezza.

“La particolarità, se così’ si può definire, a cui si sono trovati davanti i Finanzieri del Gruppo Torino, è stata l’opera ingegnosa degna di un romanzo di Ian Fleming, ideata dal titolare dell’esercizio controllato, situato in un comune della prima cintura torinese”, si legge in una nota della Finanza.
L’uomo, infatti, “aveva creato un apposito locale dove aveva installato gli apparecchi illegali, delimitato da un muro divisorio ben mimetizzato, al cui interno potevano accedere, esclusivamente, clienti ‘fidelizzati’ mediante una porta dotata di un sistema di apertura a distanza, controllato dallo stesso titolare. L’accesso era, inoltre, occultato ad arte mediante il posizionamento di un flipper”.
Le Fiamme Gialle nel corso dell’intervento hanno sequestrato tre slot ed un apparecchio cambia monete e comminato sanzioni amministrative per 60.000 euro, in quanto le vincite venivano erogate in denaro.

Inoltre, i successivi accertamenti svolti, che hanno accertato il mancato collegamento alla rete telematica statale degli apparecchi sequestrati, hanno permesso di constatare un’evasione dell’imposta unica sulle scommesse per oltre 3 milioni di euro.
L’attività della Guardia di Finanza di Torino, che dall’inizio dell’anno ha consentito di sequestrare ai fini della confisca oltre 30 apparecchi da divertimento e intrattenimento nel Comune di Torino e della cintura, rientra nell’efficace azione quotidiana a presidio della sicurezza dei consumatori, tutelandoli a fronte di proposte di gioco illegali, prive di alcuna garanzia, in difesa delle fasce più deboli e dei minori.

Awp, Tar Lombardia: ‘Legge regionale Gap valida per nuove installazioni’

Tar Lombardia legittima diniego licenza Awp per nuove installazioni nel Comune di Palestro secondo norme legge regionale sul Gap.

 

“I ricorrenti non hanno fornito elementi sufficienti a dimostrare che l’installazione di 4 apparecchi Awp, cui si fa riferimento nella comunicazione trasmessa al Comune, non ricade tra le ipotesi di nuova installazione previste dalla normativa regionale in materia di distanze dai luoghi sensibili, né potendo trarsi indicazioni in un senso o nell’altro dal contenuto dei contratti stipulati tra concessionario e gestore degli apparecchi da gioco in questione”.

Per questo motivo il Tar Lombardia ha respinto il ricorso del titolare di un bar-sala giochi contro il Comune di Palestro (Pavia) per aver disposto il diniego della licenza.

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Una sentenza importante a mio avviso anche riguardo al prossimo Bando Scommesse. Se le installazioni sono preesistenti, sono lecite.

Scommesse virtuali: Adm recepisce osservazioni Ue e pubblica decreto

Adm pubblica il decreto ‘Modifiche ed integrazioni al Regolamento disciplinante le scommesse a quota fissa su simulazione di eventi’.

Novità sul fronte scommesse virtuali. I Monopoli di Stato hanno infatti pubblicato il decreto recante ‘Modifiche ed integrazioni al Regolamento disciplinante le scommesse a quota fissa su simulazione di eventi’. “In data 1 luglio 2016 – si legge in una nota – è terminato il periodo di stand still e, pertanto, risulta conclusa la procedura n. 2016/0157/I del 31/03/2016 avviata per l’assolvimento degli obblighi comunitari ai sensi della Direttiva (Ue) 2015/1535 del 9 settembre 2015. Nel corso del richiamato periodo di stand still, sono pervenute osservazioni formulate dalla Commissione ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, della Direttiva, di cui l’Agenzia ha tenuto conto nella stesura definitiva del provvedimento”.
Inoltre Adm pubblica in versione definitiva anche altri documenti: ‘Linee Guida alla verifica delle piattaforme di gioco per le scommesse su eventi simulati – Versione 3.0’; ‘Manuale di collaudo per le scommesse su eventi simulati – Versione 3.0’.
Successivamente all’entrata in vigore del provvedimento in oggetto, sarà possibile presentare richiesta per l’effettuazione dei collaudi delle seguenti nuove funzionalità: Scommessa sistemistica; Annullo delle scommesse; Sistemi di maggiorazione delle vincite.
La richiesta di collaudo potrà riguardare anche una sola funzionalità, fermo restando che al primo collaudo utile sarà richiesta la verifica della funzionalità, in esercizio a partire dall’entrata in vigore del provvedimento in oggetto, denominata Annullo delle scommesse”.

IL PALINSESTO – Il totalizzatore nazionale per la raccolta delle scommesse su eventi virtuali è attivo per l’accettazione del gioco dalle ore 07.00 alle ore 03.00. Ogni concessionario predispone e rende pubblico il programma ufficiale degli eventi virtuali, sportivi e non sportivi, oggetto di scommessa.
Il programma ufficiale è composto da uno o più palinsesti che contengono, ciascuno di essi, eventi virtuali della stessa disciplina.
Per ciascun evento virtuale sono riportati: la disciplina; le tipologie di scommesse accettate. Ogni palinsesto deve avere durata giornaliera, ovvero gli eventi contenuti possono essere aperti solo all’interno della stessa giornata. I palinsesti possono essere condivisi da due o più concessionari.
Il programma ufficiale di cui al comma 2, anche se contiene palinsesti condivisi, non può prevedere più di tremila eventi virtuali giornalieri.

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Scommesse e Ctd: il tribunale di Rimini applica la sentenza Laezza e sequestra

Secondo il tribunale locale, il bookmaker Stanleybet non risulterebbe discriminato dal Bando Monti.

Il tribunale del Riesame di Rimini ha accolto l’appello del pubblico ministero e disposto il sequestro preventivo delle strutture informatiche collocate all’interno di un esercizio commerciale targato Stanleybet. Il Collegio – con un’ordinanza depositata lo scorso 15 luglio – ha di fatto applicato la sentenza della Corte di Giustizia Europea sul ‘caso (del 28 gennaio 2016), evidenziando che la stessa non ha affatto rilevato né il contrasto tra la normativa della cosiddetta ‘Gara Monti’ e i principi europei né asserite discriminazioni ai danni della società Stanleybet.

 

Esaminando la genesi e il reale contenuto della clausola di cui all’art 25 dello schema di convenzione del Bando Monti, il Tribunale osserva che la stessa previsione era stata impiegata nella legge di Stabilità del 2011 e mirava ad evitare che un concessionario decaduto potesse continuare a raccogliere scommesse illecitamente, continuando a sfruttare la struttura che aveva allestito sotto l’egida dei Monopoli.

La clausola ha carattere facoltativo, residuale e non discriminatorio in quanto l’obbligo di cessione in capo ai concessionari si configura soltanto nel caso in cui l’Amministrazione concedente ritenga sussistenti i presupposti per esercitare la facoltà prevista e per il tempo dalla stessa stabilito. La previsione non opera automaticamente e in via necessaria bensì solo in caso di cessazione anticipata e patologica del rapporto contrattuale, indistintamente rispetto a tutti i partecipanti. E’ rispettato il principio di parità di trattamento in quanto anche i concessionari esistenti alla data del nuovo Bando di gara ‘Monti’, erano assoggettati alla medesima previsione normativa in virtù della disposizione della legge di stabilità del 2011.

I PROFILI EUROPEI – Il carattere restrittivo dei principi europei della previsione trova la propria giustificazione nell’interesse preminente di garantire la continuità dl servizio pubblico costituito dalla raccolta di scommesse per conto dello stato. L’obbligo in oggetto, facendo fronte ad una carenza anche improvvisa del servizio pubblico di raccolta delle scommesse, con conseguente riflesso sul presidio di ordine pubblico e sicurezza nella zona territoriale in cui era assicurata la raccolta di gioco in concessione statale, persegue un obiettivo legittimo.

Rispetto al requisito di proporzionalità, nulla consente di concludere che l’obbligo in questione rappresenti un requisito insormontabile per un operatore affidabile che desideri intraprendere l’attività di raccolta delle scommesse. Il Collegio, in particolare, rileva che in assenza di dati sul fatturato della società operante da anni sul mercato, occorre chiedersi se la vera causa della mancata partecipazione di Stanleybet alla gara non risieda in una scelta del tutto economica ed eventualmente opportunistica.
PROFITTI REALIZZATI CON CTD – Tenendo presenti tutti i dati del caso concreto, il suddetto requisito appare rispettato poiché la società è attiva da circa 15 anni sul territorio italiano tramite i propri Ctd ragion per cui è possibile affermare che la stessa ha già tratto profitto dai propri investimenti senza che la clausola in oggetto possa, seppur astrattamente rivestire alcuna apprezzabile incidenza sugli stessi. L’entità dell’arco temporale trascorso dall’inizio dell’esercizio dell’attività da parte della società consente di ritenere ampiamente ammortizzati i beni materiali ed immateriali che costituiscono la rete di gestione e raccolta del gioco, già alla data di avvio della procedura di gara del 2012 e, a maggior ragione, alla data della scadenza naturale delle concessioni assegnate (giugno 2016). Il Tribunale non ha quindi ravvisato i presupposti per la disapplicazione della norma incriminatrice (di cui all’art 4 comma 4 bis legge 401/89).
Adesso si dovrà aspettare l’APPELLO e una eventuale seconda pronuncia della Cassazione, dopo la prima favorevole alla Stanleybet. Vediamola:

Scommesse, Gara Monti: il giudice nazionale del Caso Laezza applica la sentenza della Corte di Giustizia

6 maggio 2016 – 16:49

martellotribunale

(Jamma) – Con un’ordinanza depositata ieri 5 maggio 2016, il Tribunale del Riesame di Frosinone ha pienamente condiviso le ragioni del bookmaker anglo-maltese Stanleybet dando piena applicazione ai principi fissati dalla Corte di Giustizia nella sentenza Laezza (Causa C-374/14) dello scorso gennaio.

 

Il ‘Giudice del rinvio’ consegna alla giurisprudenza sul sistema concessorio un’analisi limpida, imparziale e giuridicamente ineccepibile: la gara ha discriminato ancora una volta la Stanley. La vicenda è nota: la gara Monti, che avrebbe permesso l’attività per soli 3 anni e mezzo, secondo le autorità italiane sarebbe stata ‘rimediale’ delle discriminazioni subite da Stanley nei 12 anni precedenti.

 

La Stanley ha impugnato la normativa di gara e sul contenzioso che è seguito il Consiglio di Stato in sede amministrativa e la Suprema Corte di Cassazione in sede penale unitamente a trenta tribunali italiani hanno proposto domande di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia con quesiti di vario tipo. La causa Laezza in particolare è stata oggetto di rinvio pregiudiziale da parte del Tribunale di Frosinone e concerneva la compatibilità con il diritto dell’Unione della clausola che prevedeva la devoluzione gratuita all’Amministrazione di tutta la rete del concessionario nei casi di decadenza, rinuncia e finanche in caso di semplice scadenza. Il Tribunale nella sua ordinanza di ieri premette che Stanleybet era stata negli anni oggetto di ripetute discriminazioni nell’accesso al mercato delle scommesse in Italia nel 1999 (gara Coni), nel 2006 (gara Bersani) e da ultimo nel 2012 (gara Monti, oggetto del giudizio).

 

Il Tribunale ricorda poi che sull’obbligo di devoluzione gratuita della rete la Corte di Giustizia si era pronunciata nel senso della sua incompatibilità in linea di principio con il diritto dell’Unione, salvo il giudizio finale che spettava al giudice nazionale. Ed è proprio in questa sua qualità (il cosiddetto: ‘giudice a quo’) che il Tribunale espone con ampia motivazione che tale obbligo a) non era stato imposto ai precedenti concessionari delle scommesse, b) non presenta attinenza agli obiettivi di tutela dei consumatori, protezione dei minori, ordine pubblico e prevenzione delle infiltrazioni criminali professati dalla Legge 220/2010 che disponeva la messa a gara delle nuove concessioni, c) non è proporzionato alla finalità di garantire la continuità dell’offerta autorizzata di gioco, d) è distorsivo della concorrenza, e) nella sua intrinseca punitività, era tale da dissuadere gli operatori dal partecipare alla selezione, f) produce una disparità di trattamento tra operatori contraria al principio comunitario di equivalenza, ed in ogni caso g) non persegue in modo ragionevole la finalità di equilibrio tra interessi pubblici e privati che era stata nominalmente proclamata nella stessa Legge 220/2010.

 

Non sorprende che Il Tribunale osservi impietosamente che la riprova della totale irragionevolezza della devoluzione gratuita della rete si rinviene eloquentemente nel tardivo “ravvedimento” del Legislatore, che la ha definitivamente abrogata con la Legge 208/2015 durante la pendenza del giudizio dinanzi alla Corte. L’impossibilità di accedere anche al mercato delle concessioni Monti del 2012 a condizioni eque e non discriminatorie, comporta la piena legittimità della condotta di Stanleybet e dei suoi intermediari (CTD) secondo giurisprudenza europea consolidata e direttamente applicabile anche nei confronti dei funzionari pubblici della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e di ADM.

 

Non si potrebbe chiedere di più. Ancora una volta, balza agli occhi la solitudine dei Giudici penali nel porre rimedio ai danni – spiace dirlo – fatti dal Legislatore e dall’Amministrazione. Ha dichiarato John Whittaker, CEO del Gruppo Stanleybet: “Le nostre battaglie per la legalità del settore dei giochi non sono state vane. La pronuncia del Giudice Italiano, quale giudice del rinvio nel caso Laezza, che fa coerente seguito a quella della Corte di Giustizia, è straordinaria. Una grande vittoria anche per i Concessionari dello Stato: anche loro sono stati discriminati e oggi, mentre la Stanley è ormai vicina al sistema concessorio in preparazione, una nuova fase di collaborazione tra la Stanley, i Concessionari e il Regolatore può essere la chiave per un sistema più avanzato in cui sia possibile creare – dopo tanti problemi – una ‘nuova’ prosperità per il settore.”

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Un mio personalissimo parere:

Come ho detto più volte :

 Ogni scelta che fa un imprenditore equivale una scommessa. In una scommessa si deve valutare la posta in gioco e la probabilità di vincere e di perdere. In base a questi due parametri una scommessa può essere conveniente o meno; e sono sempre valutazioni personali che ogni imprenditore deve fare.

Vedi anche il topic infobetting sulla convenienza delle scommesse:

http://www.infobetting.com/forum/viewtopic.php?f=2&t=54406#p1419748

Inoltre nel caso della scelta di partecipare al BANDO MONTI, la Stanleybet, ma non gli altri book (Bet1128 compresa), era in presenza di una scommessa COMBO di tipo OR (e non COMBO di tipo AND), ovvero l’esito sarebbe stato negativo se si fosse verificato uno qualunque degli eventi paventati nelle memorie difensive riportate nella sentenza della CJEU del 22 Gennaio 2015:https://scommettitore.wordpress.com/sentenza-cjeu-del-22-gennaio-2015-testo-integrale/
“12 Posto che ritengono di essere state escluse da precedenti gare svoltesi nel 1999 e nel 2006, le ricorrenti nel procedimento principale chiedono l’annullamento della nuova gara, deducendone il carattere discriminatorio e contrastante con le sentenze Placanica e a. (EU:C:2007:133) nonché Costa e Cifone (EU:C:2012:80), e sollecitano l’organizzazione di una nuova gara.

13 Le ricorrenti nel procedimento principale criticano, in particolare, l’introduzione di discriminazioni con riferimento alla durata delle nuove concessioni, che sarebbe di 40 mesi e dunque sensibilmente inferiore a quella, compresa fra nove e dodici anni, delle precedenti concessioni, nonché con riferimento al carattere esclusivo dell’attività di commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici ed al divieto di cessione delle concessioni.

14 Esse fanno valere, segnatamente, che tali condizioni restrittive metterebbero in dubbio l’utilità della loro partecipazione alla gara, specialmente in considerazione delle penalità legate alle cause di revoca, di sospensione e di decadenza della concessione, quali l’incameramento della garanzia in caso di decadenza e la cessione, a titolo non oneroso, dell’uso dei beni materiali e immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco, alla scadenza della concessione.

15 Esse sottolineano di correre un notevole rischio di decadenza e di revoca delle concessioni eventualmente acquisite a causa del contenzioso che ha coinvolto i CTD tramite i quali esse operano in Italia. Pertanto, le ricorrenti nel procedimento principale ritengono di essere state poste di fronte all’alternativa tra dover rinunciare ad esercitare la loro attività in Italia oppure esporsi al rischio di incorrere nella decadenza dalle concessioni eventualmente acquisite, con perdita delle garanzie prestate.”

Per la Stanleybet, dunque, quello della cessione della rete a fine concessione (poco chiarezza e mancanza di proporzionalità della norma), non era l’unico motivo che poteva influire sul non partecipare; ma solo una componente della SCELTA (SCOMMESSA combo di tipo OR), e questo i giudici italiani ne dovranno tener conto. Lo stesso non potranno dimostrare, in modo convincente, gli altri book.

Concetti già espressi nel topic infobetting dall’utente “vercingetorige”http://www.infobetting.com/forum/viewtopic.php?f=1&t=56184

Per questo sono fiducioso che la Stanleybet in appello o in cassazione riuscirà a ribaltare la sentenza.

 

Sanatoria scommesse: completato il collegamento di 2.200 punti con Sogei, nel 2015 un miliardo di incassi e 88 milioni di imposte | AgiproNews

via Sanatoria scommesse: completato il collegamento di 2.200 punti con Sogei, nel 2015 un miliardo di incassi e 88 milioni di imposte | AgiproNews

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Interessante la parte finale dell’articolo di AgiproNews:

Un aspetto su cui l’agenzia delle Dogane e dei Monopoli sta invece preparando delle verifiche riguarda il calo di fatturato delle agenzie registrato dopo il collegamento alla Sogei.

Se si tratta di un semplice fattore stagionale o se ci sia invece qualche ulteriore approfondimento da svolgere, si capirà nelle prossime settimane: Il fenomeno è già però all’attenzione degli uffici dei Monopoli.

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Sarebbe la dimostrazione della forte concorrenza sleale che i CTD sanati hanno fatto, in passato, per non aver rispetatto tutte le norme, imposte invece inderogabilmente ai negozi AAMS già collegati alla Sogei.

 

Ludopatia, Naccarato (Pd): Non lasciamo soli i sindaci a contrastare i concessionari

Il deputato dem al VELINO: “L’attuale vuoto legislativo è la situazione ideale per poteri forti. È meglio limitare i punti gioco che intervenire sulla patologia: la prevenzione è sempre meglio della cura”

18,15 14 ore fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
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Roma, 18:15 – 14 ore fa (AGV NEWS)

“Non lasciamo soli i sindaci a contrastare i concessionari”: è l’appello lanciato dal deputato Pd Alessandro Naccarato. In una interrogazione presentata nei giorni scorsi il parlamentare dem ha reso noto il caso di una società concessionaria che ha fatto ricorso al Tar del Veneto contro una ordinanza del comune di Piove di Sacco (Padova) ritenuta troppo restrittiva. Il sindaco della cittadina, infatti, oltre a limiti sulle distanze da scuole e strutture sanitarie ha anche stabilito che sia possibile giocare d’azzardo solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, specificando che negli orari esclusi gli apparecchi devono rimanere spenti ed essere mantenuti non accessibili, e ha imposto di esporre un cartello con l’avvertimento sul rischio di dipendenza. In attesa del pronunciamento del Tribunale amministrativo, Naccarato sottolinea la necessità di aiutare i primi cittadini.

“La situazione attuale in cui non è chiaro chi deve decidere e tutto è demandato alla giustizia amministrativa è la situazione ideale per i poteri forti come quelli dei concessionari, che hanno molta più disponibilità economica di tanti piccoli comuni, per i quali è difficile anche solo pagare un avvocato – afferma l’esponente Pd -. Anche la commissione Antimafia ha espresso la preoccupazione che i comuni, lasciati soli, rischino di soccombere. Quindi, in attesa di un intervento legislativo, occorre dare almeno una copertura in termini di attenzione agli enti locali, una normativa almeno su scala regionale che possa un minimo tutelarli”. Quanto ai rischi della ludopatia, Naccarato non ha dubbi: “Meglio limitare i punti gioco che intervenire sulle patologie: la prevenzione è sempre meglio della curare”.

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