Sanità, Lorenzin (min. Salute): “Finalmente dopo 15 anni aggiornati i Lea. Ludopatia tra le 110 nuove patologie”

“Finalmente dopo 15 anni c’è stato l’aggiornamento dei Lea: un argomento di fondamentale importanza”. E’ quanto afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in audizione in commissione Affari sociali della Camera sull’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, tra cui è incluso il gioco d’azzardo patologico. La copertura è “del tutto coerente con gli 800 milioni di euro previsti dalla legge di Stabilità 2016 – prosegue Lorenzin -, legge che ha segnato un cambio di passo nel Sistema sanitario nazionale, evitando i tagli lineari. Il file rouge che ci ha mosso nell’emanazione del decreto è rendere le prestazioni disponibili su tutto il territorio nazionale”. Il ministro ricorda poi le nuove patologie inserite nei Lea: “sono 110 nuove entità, tra malattie gravi e patologie. Tra queste segnalo il gioco d’azzardo patologico. In Italia ci sono tra i 450mila e i 600 malati rari”, osserva Lorenzin annunciando che “per un nuovo aggiornamento non bisognerà attendere altri 15 anni”. dar/AGIMEG

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Entrate tributarie, nei primi 8 mesi 2016 da giochi il 20,8 percento in più

Crescono le entrate tributarie dai giochi, nei primi 8 mesi dell’anno il segno è positivo del 20,8 percento.

Le entrate totali relative ai giochi fra gennaio e agosto 2016 (che includono varie imposte classificate come entrate erariali sia dirette che indirette) sono risultate pari a 9.428 milioni di euro (più1.622 milioni di euro, ossia il 20,8 percento in più rispetto allo stesso periodo del 2015). È quanto si legge nel bollettino diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Considerando solo le imposte indirette, il gettito delle attività da gioco (lotto, lotterie e delle altre attività di gioco) è di 9.184 milioni di euro (1.578 milioni di euro in più, pari a più 20,7 percento).

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Giochi, Gdf Caltanissetta scopre centro scommesse irregolare

Il titolare è stato denunciato all’autorità giudiziaria

Gdf Auto

Roma, 15:56 – 19 minuti fa (AGV NEWS)

Ha interessato anche il gioco d’azzardo l’operazione della Guardia di Finanza di Caltanissetta finalizzata alla lotta alla contraffazione. Oltre ad aver sequestrato un’autovettura e numerosi capi ed accessori di abbigliamento le fiamme gialle del comando provinciale della città siciliana hanno ispezionato due centri scommesse, di cui uno è risultato non in regola, pertanto il titolare è stato deferito all’autorità giudiziaria per esercizio abusivo di gioco d’azzardo. Sempre nell’ambito dell’operazione della Gdf 20 soggetti sono stati verbalizzati per esercizio commerciale abusivo; sono stati scoperti due esercenti di attività economica privi di licenza e/o autorizzazioni e due attività turistiche (b&b, casa vacanze) non in regola con la normativa di riferimento e con la relativa posizione fiscale; sono stati scoperti anche 2 lavoratori completamente in nero e, infine, sono state 2 le verbalizzazioni in materia di disciplina prezzi per violazioni al codice del consumo.

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Ughi: ‘Bando scommesse, si va verso la metà del 2017’

 

Maurizio Ughi di Obiettivo 2016 interviene sul bando scommesse, auspicando il prima possibile una intesa tra Stato e territori.

 

 

Roma – “Abbiamo quantificato il danno che Obiettivo 2016 ha subito per la mancata partenza del bando di gara sulle scommesse, previsto per quest’anno”. Lo sottolinea a Gioconews.it Maurizio Ughi, numero uno di Obiettivo 2016, dopo il ricorso presentato al Tar Lazio.

“Ormai la linea delineata dal Governo è quella di una riduzione, fino all’eliminazione, delle slot machine da bar e tabacchi, e su questo punto, dopo le dichiarazioni di Renzi, si sta trovando un punto di incontro con gli enti locali. Quindi suppongo che prima di marzo 2017 il bando scommesse non sarà pubblicata e prima della fine di giugno non potrà esserci nessuna aggiudicazione”.

Per quanto riguarda la ricerca di un accordo tra Stato e territori sul gioco, Ughi aggiunge: “Qualora passasse il sì al referendum, le Regioni verrebbero depotenziate e quindi lo Stato avrebbe un controllo maggiore del gioco sul territorio. Quindi ora è il momento di trovare un accordo con gli enti locali e scendere a qualche compromesso. Per questo credo che tra due o tre anni bar e tabacchi potrebbero vedere la scomparsa delle slot machine, che verrebbero concentrate in locali dedicati”.
Ma il superamento delle leggi territoriali, arrivando a una normativa unitaria, è sempre più stringente. Basta guardare il caso di Napoli. “Qui assistiamo a un colossale controsenso, dato che si può giocare nei corner a tutte le ore, mentre è proibito farlo nelle agenzie. Il clima che si è creato intorno al settore delle slot machine, frutto di opinioni spesso discordanti, ha visto l’emersione anche di una serie di errori che potevano essere evitati. Il regolatore aveva l’obbligo di tutelare e coordinare, pretendendo una attività di consulenza nei confronti dei singoli comuni che legiferavano sul gioco. Invece il regolatore non si è imposto”.

Baretta ad Enada. Promette di tagliare il numero delle slot machine, ma intanto ci gioca!!!

5 ottobre 2016 – 12:04
Baretta ad Enada. Promette di tagliare il numero delle slot machine, ma intanto ci gioca!!!

Una visita dell’ultimo minuto quella fatta dal sottosegretario all’Economia con Delega ai Giochi Pier Paolo Baretta che pochi minuti fa si è presentato ad Enada Roma per un giro tra gli stand e i giochi in esposizione.

‘Provare per credere’ come funziona una slot prima di decidere definitivamente il destino della distribuzione degli apparecchi da gioco.

Dopo aver provato una slot e sfidato il campione di calciobalilla Francesco Bonanno, Baretta ha parlato brevemente con i rappresentanti Sapar confermando tuttavia che le intenzioni del Governo in vista del prossimo accordo in sede di Conferenza Unificata e di elaborazione della legge di Bilancio, sono quelle di partire sin da subito – ovvero dal 2017 – con il taglio del 30% degli apparecchi attingendo proprio dal parco macchine presente in bar e tabaccherie, oltre che esercizi secondari.

Si lavorerà poi verso una certificazione dei punti di gioco per migliorare e accrescere la qualità dell’offerta.

Pur continuando a garantire la propria disponibilità alla filiera, il sottosegretario va dritto lungo la linea che sembra aver intrapreso il Governo Renzi, ad un bivio di fronte al Referendum del 4 dicembre.

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Senatori Pd: ‘Sito scommesse non può sponsorizzare nazionale di calcio’

I senatori Pd Franco Mirabelli e Stefano Vaccari attaccano accordo di sponsorizzazione stretto fra Figc e il network di scommesse Intralot.

 

“La Federazione italiana gioco calcio ha diffuso la notizia che Intralot, il network multinazionale di scommesse e giochi online, sarà niente meno che Premium Sponsor delle nostre Nazionali di calcio. Si tratta di un accordo inaccettabile e per questo chiediamo alla Figc di ripensare questa scelta scellerata e di fare dietrofront”. Lo dicono i senatori democratici Franco Mirabelli e Stefano Vaccari, rispettivamente capogruppo del Pd in Commissione Antimafia, nonché primo firmatario del ddl di riordino dei giochi, e responsabile del comitato della stessa commissione sul gioco legale e illegale.

 

“In conferenza stampa il direttore generale della Figc Michele Uva ha motivato la decisione con l’affinità di valori con Intralot, sottolineando l’intenzione di creare un percorso socio-educativo per combattere la ludopatia. Dal nostro punto di vista, è come allearsi con il lupo per educarlo a non mangiare Cappuccetto Rosso. Intralot è una multinazionale di scommesse non solo calcistiche e giochi anche d’azzardo online, ha come obiettivo quello di accrescere il numero dei giocatori e il giro di tutti i giochi che fornisce”, sottolineano i due senatori.

 

“L’associazione di questi marchi con le nostre Nazionali, se pure affiancata in teoria da campagne contro la ludopatia, non è compatibile con la battaglia contro il gioco d’azzardo illegale, il contenimento del gioco d’azzardo legale, il contrasto delle dipendenze che lo Stato persegue. Inoltre la scelta, vista la penetrazione mediatica della nostra nazionale di calcio, è in evidente contraddizione con la proibizione della pubblicità sui giochi in Tv. Le nostre Nazionali di calcio rappresentano valori di tutt’altro tenore e per questo Figc deve al più presto tornare sui propri passi”, concludono Mirabelli e Vaccari.

Il Cnr assicura: ‘Scommesse e lotterie più problematici del poker online’

 

Il poker online non è il gioco preferito dai players problematici, vincono la triste stastistica le scommesse, le lotterie e i gratta&vinci.

Se esistono dei giocatori problematici, specie tra i giovani, la maggioranza non gioca a poker online o altri giochi con le carte ma alle scommesse sportive e a giochi con totalizzatore o addirittura ai Gratta&Vinci o al Lotto istantaneo. Sono i risultati della ricerca Espad comunicati al convegno inaugurale dell’edizione 2016 di Enada Roma , ‘Dalla stabilità all’instabilità del settore giochi’. Si è parlato molto di gioco e giovan grazie a Sabrina Molinaro, responsabile della sezione epidemiologia Istituto fisiologia clinica del Cnr, che ha evidenziato come le ricerche condotte dal Centro sono “indipendenti” e “danno fastidio” ma che “il metodo di ricerca avviato dal 2008 da noi è stato adottato anche dall’Ue nel 2015 per studiare il gioco d’azzardo.

Gli studi condotti sulla popolazione dai 15-74 anni e su quella studentesca, spiega Molinaro, evidenziano che “il mercato è in calo. La maggior parte della popolazione gioca in modo sano. Parliamo dell’80 percento di essa. L’altra parte è più fragile e va studiata, certamente. L’Ipsad verrà rifatto quest’anno grazie a nuovi finanziamenti mentre lo studio Espad lo facciamo ogni anno e cerchiamo di farlo anche in Europa. Sono appena usciti i dati 2015 con nuove domande au gaming e gambling. C’è molta preoccupazione sul gaming. Nel 2014 c’è stato un calo e nel 2015 una ripresa”.
Lo studio Espad, condotto quindi nelle scuole e a livello europeo, sembra sfatare molti falsi miti e indirizza l’emergenza e la prevenzione su altri versanti. Interessante la statistica sul Texas Hold’em online: “Contrariamente a quanto si possa pensare i players problematici non giocano al poker online o altri giochi di carte. Il 34,7% dei maschi e il 22,1% delle femmine sì ma la maggioranza è rappresentata dagli scommettitori che nei maschi arrivano anche al 62,3 %. Ma al 34% troviamo anche le femmine problematiche che giocano al Lotto istantaneo o ai Gratta&Vinci”.
Stesso trend anche tra minorenni e maggiorenni: “Il poker è giocato dal 29,4% dei minorenni e dal 35,9 % dei maggiorenni problematici. Ma nelle scommesse troviamo percentuali che vanno rispettivamente dal 53,5 al 58,3%, fino a quasi il doppio. Sensibile anche il dato del 24% dei problematici minorenni che giocano ai ‘grattini’. Slot e Vlt sono intorno al 14%”. 
Da qui si apre una problematica decisamente ignorata dalla politica e dal regolatore che sembra intenzionato a voler togliere il gioco dalle sale e dai locali pubblici: “I minori giocano molto sugli smartphone e questo aumenta i dubbi sulle ipotesi di chiusura dei locali per ridurre il gioco mentre non si fa nulla sui supporti mobili. Abbiamo capito purtroppo che i giovani sono purtroppo multi tasking nella loro problematicità e questo è un problema che è fin troppo ignorato dal legislatore – prosegue la Molinaro – inutile chiudere locali pubblici se nell’intimità del proprio smartphone si può giocare a qualsiasi cosa senza il minimo controllo”. 
Altra problematica, gli home games: “Anche a casa si gioca tanto online ed è difficile tracciare e controllare. Anche in questo caso la prevalenza è comunque sulle scommesse e sui casinò online e poi viene il poker e altri skill games”. 
E il gioco problematico è anche esso un falso mito in decrescita: “Il lavoro fatto nelle scuole sul gioco problematico è servito tantissimo. I fondi su alcol e droghe sono stati tagliati ma quelli sul gioco sono aumentati. Ovviamente questo ha fatto diminuire il gioco ma sono aumentate le altre dipendenze. È un argomento scomodo ma sta funzionando così”.

Scommesse, stop dell’ADM a B2875: via la rete di 700 punti non sanati o a rischio i 50 regolarizzati

No ad una regolarizzazione a “prezzi modici” e maggiore trasparenza sull’effettiva volontà di entrare nel sistema italiano legale dalla porta principale. Questa in sintesi dovrebbe essere la posizione dell’Amministrazione nei confronti della società Phoenix titolare del marchio di B2875, posizione che, secondo quanto appreso da Agimeg da fonti istituzionali, potrebbe trovare sbocco in un documento che l’ADM dovrebbe inviare alla società nei prossimi giorni. La Phoenix aveva presentato un’istanza per sanare circa 700 punti ma, con la seconda Sanatoria prevista nell’ultima Legge di Stabilità, ne ha regolarizzati solo 50 (alcuni rumors sollevano dubbi anche sul completamento di questo processo “ridotto”). Ricordiamo che la senatrice del PD Maria Spilabotte nel febbraio scorso aveva presentato un ordine del giorno al decreto “Milleproroghe”. L’ordine in oggetto chiedeva al Governo: “l’opportunità, per quegli operatori che abbiano aderito alla sanatoria in maniera rilevante ovvero che abbiano presentato un’istanza di regolarizzazione di almeno 700 centri di una proroga per il perfezionamento delle adesioni delle istanze già presentate, di almeno 60 giorni dalla data prevista dalla normativa (31 gennaio 2016), considerato l’esiguo lasso temporale concesso dal legislatore oggettivamente non sufficiente e di modificare il ‘fee’, con l’esborso per ogni centro sanato della somma di euro 3000 (tremila/00 euro) quale adeguamento proporzionale al ridotto tempo di esercizio (4 mesi) maggiorato del 20%, conformemente alla relazione tecnica dei Monopoli”. Insomma si puntava a regolarizzare i punti con una cifra nettamente inferiore alle precedenti che prevedevano un impegno minimo di 10.000 euro. Già all’epoca molti osservatori avevano puntato il dito contro B2875, che sarebbe stato l’operatore a trarre più vantaggio da questa possibile riapertura della Sanatoria. Il documento preparato dall’ADM non solo conterrebbe uno stop alla richiesta di regolarizzazione successiva alla Sanatoria, ma verrebbe chiesto alla Phoenix di chiarire in maniera netta la sua posizione verso i 700 punti non sanati e dai quali dovrebbero prendere le distanze per poter continuare ad operare nel sistema legale. es/AGIMEG

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Vedi anche l’articolo su AGIPRONEWS: http://www.agipronews.it/attualit%C3%A0-e-politica/Agenzie-estere-Monopoli-Phoenix-Ltd-id.129627

 

Enada Roma: lo sguardo dei Monopoli sulla fiera e sul settore

Il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli  controlla gli apparecchi in mostra negli stand di Enada Roma.

Roma – Non ci sono solo operatori del settore all’interno della fiera Enada di Roma. A girare tra gli stand – nell’unico padiglione espositivo – c’è anche il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che scruta tra le proposte delle singole aziende, evidentemente in cerca di eventuali proposte non conformi alla normativa o comunque border line.

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Un’ispezione probabilmente gradita agli imprenditori che rappresentano il comparto del gioco lecito e che espongono in fiera, anche in momenti di estrema incertezza come quello attuale, e che devono spesso fare i conti con la concorrenza sleale di un’offerta illegale.

Non è affatto un mistero, almeno per chi ha visitato la scorsa edizione di Enada Roma, il proliferare di ‘totem’ per il gioco online, sia pure mascherati in varie forme, ma comunque presenti in fiera, che avevano fatto infuriare una parte degli addetti ai lavori, suscitando varie polemiche. E forse proprio per questo AdM ha pensato bene di toccare con mano il territorio fieristico.

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Giochi, Baretta (sottosegr. Mef) a Rai Radio 1: “Riduzione slot è segnale di partenza per riforma settore. Il controllo degli apparecchi da remoto darà più sicurezza”

“In questo anno di lavoro abbiamo constatato che c’era stato un eccesso di offerta di gioco, soprattutto nel settore delle slot. La constatazione è che gli effetti sono gravi e pesanti, ora il governo ha deciso di cambiare linea e trovare un punto di equilibrio” tra entrate e tutela della salute. “Abbiamo fatto una scelta coraggiosa con la decisione di ridurre di almeno il 30% le macchinette, sto lavorando per accelerare i tempi e anticipare la riduzione delle slot entro il 2017, a cominciare da bar e tabacchi, i più esposti”. Si tratta di “una doppia riduzione, numero macchine e numero di punti di gioco”. E’ quanto afferma il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, intervenendo a Tra poco in edicola su Rai Radio 1. “Alla fine dell’anno scorso c’è stato un accaparramento non di macchine in uso, ma in magazzino per poter fare il ricambio in quanto la legge di Stabilità decide che da quest’anno si possono soltanto sostituire macchine, non aumentare. Quello che conta è che noi abbiamo deciso indipendentemente da questo movimento interno al mercato che dato il numero al 31 luglio 2015 di 380mila circa, riduciamo del 30% e lo faremo entro il 2017 scendendo quindi di 120mila macchine circa: questo è il punto di fondo su cui ci muoviamo”. Sulle modalità di gioco, il sottosegretario spiega che “la tecnologia consente anche di fare un’operazione, come noi pensiamo, di controllo da remoto: cioè tutte le macchine nuove saranno sostituite con macchine da controllo telematico dalla centrale e non saranno più taroccabili”. Baretta sottolinea che “non cambieranno la durata del gioco e soprattutto non ci sarà un aumento della vincita: resteranno le modalità di bassa giocata e bassa vincita, altrimenti diventerebbe un trucco, diventeremo stimolatori della ludopatia mentre il nostro è un approccio contrario”. Baretta ricorda poi che “in questo dibattito si rischia di non fare mai niente: non c’è stato un condono ma c’è un contenzioso: per esempio l’anno scorso abbiamo messo una tassa di 500 milioni, non hanno tutti pagato; ora stiamo perseguendo chi non ha pagato. Il punto vero è che c’è una svolta nella scelta e nella politica del governo rispetto al passato: c’è discontinuità e in questo senso la realizzazione di questo primo step – sono convinto tecnicamente ci sia spazio per un’ulteriore riduzione – inizia da bar e tabacchi, dal punto più sensibile”. Sulla ludopatia “abbiamo stanziato 50 milioni l’anno scorso, distribuiti proprio l’altro ieri in quota parte alle Regioni per avviare un piano; penso ne stanzieremo ancora. Io penso che riducendo l’offerta si riducono possibilità e propensione quindi in qualche modo è una strada, l’avvio di un percorso. Questo segnale di partenza darebbe la sensazione all’opinione pubblica che sta cambiando l’approccio complessivo verso un tema molto delicato”. dar/AGIMEG

Slot, Baretta (sottosegr. Mef) a Rai Radio 1: “La riduzione degli apparecchi va incentivata, non imposta”

“Sono effettivamente circa 90 miliardi il volume complessivo delle giocate nell’intera fascia di gioco che gli italiani mettono in campo ogni anno. Di questi il 75% circa ritorna in vincite, il rimanente 25% è distribuito così: circa il 15% alla filiera, tra concessionari, gestori e baristi e il restante 10% allo Stato”. E’ quanto afferma il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, intervenendo a Tra poco in edicola su Rai Radio 1. In merito alle conseguenze economiche che potrebbero ricadere sui bar a seguito della riduzione degli apparecchi, Baretta osserva che “per i bar poi dovremmo porci il problema (dei guadagni, ndr). Bisogna incentivare la riduzione delle macchinette, non soltanto imporla affinché si realizzi. Il gioco è una delle componenti della vita delle persone; negli ultimi anni ha rischiato di assumere un significato non normale: l’obiettivo di fondo che noi dobbiamo perseguire non è abolire il gioco – peraltro impossibile perché si rischia che venga gestito soprattutto dalla criminalità organizzata -, ma dobbiamo fare uno sforzo educativo che è quello di considerarlo una componente normale e minoritaria della vita delle persone. Per esempio rilanciare i giochi senza vincita è una delle cose che stiamo studiando. Per fare questo il punto di partenza è ridurre l’offerta: sappiamo che non è la soluzione complessiva ma è il passo che comincia a invertire la tendenza. I numeri di riduzione sono numeri che comporteranno una maggiore difficoltà a trovare sparse nel territorio le occasioni di gioco”. dar/AGIMEG

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