Orari gioco Cremona, Tar: ‘Associazione gestori non può fare ricorso’

Il Tar Lombardia dichiara inammissibile il ricorso della Sapar contro il regolamento sul gioco del Comune di Cremona.

“L’ente è titolare di legittimazione e interesse solo per proteggere interessi suoi propri, non riducibili come regola a quelli dei singoli, o ad una mera somma degli stessi”. Questo il principio per cui il Tar Lombardia, nella sezione di Brescia, dichiara inammissibile il ricorso presentato da Sapar – Associazione nazionale servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative contro il Comune di Cremona per il suo regolamento delle sale da gioco d’azzardo lecito e per l’installazione di apparecchi da gioco approvato nel marzo 2016.
IL RICORSO – A nulla sono valse le istanze di Sapar, secondo cui “il regolamento, nel suo complesso, sarebbe stato emanato senza basarsi su alcun documento o studio scientifico”, non sarebbe “dimostrata l’utilità” delle prescrizioni che fissano la durata massima consentita di apertura delle sale da gioco di otto ore giornaliere e anzi “le stesse sarebbero addirittura controproducenti e comunque adottate senza far riferimento alla specifica situazione di Cremona”. Inoltre, secondo l’associazione si configurebbe un “eccesso di potere per irragionevolezza della relativa previsione che, a suo dire, consentirebbe contro la legge di installare apparecchi telematici senza vincita in denaro con connessione a Internet, utilizzabili anche come strumenti di gioco da trattenimento”.

 

LA SENTENZA – Secondo i giudici però ” per proporre il ricorso si deve esser titolari di una specifica situazione giuridica soggettiva di vantaggio in ordine a un bene della vita, situazione diversa da quella della generalità dei consociati, ed allegare che dall’accoglimento del ricorso se ne ricaverebbe un’utilità altrettanto specifica”. Da un lato, si legge nella sentenza “non è controverso in fatto quanto risulta ad una semplice lettura del regolamento impugnato: esso riguarda il funzionamento delle macchine da gioco, ovvero, in sintesi estrema, gli orari ed i luoghi in cui si può giocare, e quindi interessa il rapporto fra il cittadino giocatore e l’esercente, di solito il titolare di un bar, il quale gli offre la possibilità di giocare all’interno del proprio esercizio; si disinteressa invece, in linea di principio, delle modalità – che si presumono lecite – con le quali l’esercente stesso si procura gli apparecchi(cfr. doc. 1 ricorrente). Dall’altro lato, è altrettanto incontroverso il carattere della Sapar, la quale raggruppa coloro i quali, sempre in sintesi estrema, non hanno alcun diretto rapporto col pubblico dei giocatori, ma forniscono soltanto i relativi apparecchi agli esercenti, perché al pubblico stesso li mettano a disposizione. In tal senso, quindi né la Sapar in quanto tale, né il singolo associato alla stessa – quand’anche ciò bastasse- ricavano un diretto pregiudizio dal regolamento impugnato. La difesa della Sapar ha sostenuto sul punto (ricorso, p. s.n. ma 20) che il pregiudizio ci sarebbe, e sarebbe rappresentato dalla contrazione del mercato indotta secondo logica da ogni normativa di disfavore. E’ però agevole notare che tale pregiudizio rappresenta proprio uno svantaggio economico di carattere indiretto e generico, della specie che consente solo la più limitata tutela dell’intervento nelle cause proposte da soggetti pienamente legittimati”.

Giochi e antiriciclaggio, Tannoia (Resp. Antiriciclaggio Betpoint): “Utilizzo improprio di conti gioco e puntate anomale segnale di rischio riciclaggio”

dai nostri inviati a Bari – Utilizzo dei conti di gioco a scopo di riciclaggio al centro dell’intervento di Gianluca Tannoia, Responsabile Antiriciclaggio di Betpoint, nel corso del convegno organizzato da Betpoint in collaborazione con l’European School of Banking Management “Nuovi scenari per le società di Giochi e Scommesse”. Sono state illustrate le casistiche di utilizzo improprio dei conti gioco e gli schemi comportamentali degli utenti tali da fa sorgere il sospetto di essere in presenza di riciclaggio di denaro. “I presidi antiriciclaggio e i critical point – ha detto Tannoia – sono rappresentati da un’adeguata verifica della clientela, dall’alimentazione dei conti di gioco, dall’utilizzo del conto di gioco, dall’acquisto della giocata e dal prelievo dal conto. Sulla rete fisica sono rappresentati dall’acquisto della giocata, dalla riscossione della vincita, dall’adeguamento di verifica della clientela e dai pagamenti tracciabili”. Tannoia ha poi portato l’attenzione sulle modalità di invio di segnalazioni delle operazioni sospette. “Per il gioco online, le aree operative danno impulso a una segnalazione ai responsabili dell’Help Desk, che se la ritengono a rischio la girano al Responsabile aziendale Antiriciclaggio che valuta se archiviare la segnalazione o indirizzarla all’Unità di Informazione Finanziaria. Per il gioco fisico la segnalazione arriva dagli operatori di sportello che la girano al responsabile aziendale antiriciclaggio che decide se archiviarla o girarla all’UIF”.

Il riciclaggio passa da un utilizzo improprio dei conti gioco, come “un numero elevato di carte di credito o di debito per ricaricare i conti, il furto di credenziali di accesso ai conti gioco, il traffico illecito di copie fotostatiche di documenti di identità attraverso fenomeni di fishing su carte di credito e frodi informatiche. Ma sono sospette anche le giacenze elevate su un conto gioco inutilizzate per lungo tempo, o l’utilizzo di più conti gioco da parte del medesimo giocatore, così come l’improvviso incremento di puntate in occasione di quote palesemente errate, match fixing o race fixing”. Il responsabili dell’antiriciclaggio di Betpoint porta poi a esempio un caso reale di quote palesemente errate relative a quattro avvenimenti di tennis in palinsesto per il torneo WTA di Lussemburgo. L’errore è consistito nell’inversione materiale delle quote “Segno 1 – Testa a Testa” con “Segno 2 – Testa a Testa”. “Tre utenti – ha detto Tannoia – hanno approfittato dell’errore utilizzando ingenti giacenze (per un totale di circa 39 mila euro) da lungo tempo inutilizzate, di provenienza potenzialmente illecita, ottenendo un effetto moltiplicatore delle giacenze, trasformandole in vincite per circa 440 mila euro”. lp/AGIMEG

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Giochi e antiriciclaggio, workshop Betpoint. Carbone (Gen. GdF Firenze): “Direttiva UE rivolta anche a prestatori di servizi di gioco per vincite o puntate superiori a 2.000 euro”

dai nostri inviati a Bari – La IV direttiva antiriciclaggio al centro dell’intervento del Generale Michele Carbone, Comandante della Regione Toscana Guardia di Finanza, Firenze, nel corso del workshop organizzato da Betpoint in collaborazione con l’European School of Banking Management “Nuovi scenari per le società di Giochi e Scommesse”. “Tra le novità introdotte dalla Direttiva (la 849/2015/CE pubblicata in Gazzetta Ufficiale U.E. il 5 giugno 2015) c’è l’ampliamento dei soggetti obbligati, tra cui rientrano gli operatori di gioco, ma le novità riguardano anche i reati di presupposto riciclaggio, il National Risk Assessment (NBA), Politiche, procedure e controlli interni, Approccio risk-based all’adeguata verifica, Eliminazione procedura di equivalenza per Paesi Terzi (white list), Approccio alla vigilanza in funzione del rischio, Persone politicamente esposte, Registro centrale della titolarità effettiva, Trasferimento di fondi (indicazione beneficiario), Rilevazione dati statistici nazionali, Vigilanza succursali estere di enti finanziari, Armonizzazione e inasprimento sanzioni amministrative e appunto Ampliamento dei soggetti obbligati (gioco d’azzardo, negoziazione di beni tra persone fisiche)”, ha detto il Generale Carbone. In particolare, la IV direttiva introduce ulteriori soggetti obbligati come le persone fisiche nella negoziazione di beni con prestazioni occasionali per contanti pari o superiori a 10.000 euro e i prestatori di servizi di gioco d’azzardo per vincite e/o puntate superiori a 2.000 euro. E’ inoltre sempre obbligatoria l’identificazione del titolare effettivo, e sono state adottate misure ragionevoli, e non più adeguate o commisurate al rischio, per la verifica della loro identità”. Sono inoltre state rafforzate le misure di verifica della clientela: “Tra i fattori di rischio ci sono il rapporto d’affari intrattenuto in circostanze anomale, clienti che sono nelle aree geografiche ad alto rischio, entità giuridiche o istituti giuridici qualificabili come società veicolo di intestazione patrimoniale, società che hanno azionisti fiduciari o azioni al portatore, attività economiche caratterizzate da elevato utilizzo di contante e assetto proprietario della società anomalo o eccessivamente complesso data la natura dell’attività. I fattori di rischio relativi a prodotti, servizi e operazioni o canali di distribuzione”.

Il Generale Carbone ha inoltre affermato che “entro il 26 giugno 2019 la Commissione Ue dovrà presentare una relazione in cui sono effettuate valutazioni tecniche e condizioni di interconnessione dei registri centrali sulla titolarità effettiva. I fiduciari dei trust espressi devono ottenere e mantenere informazioni adeguate, accurate e aggiornate sui titolari effettivi del trust. In particolare, l’identità del costituente, del o dei “trustee”, del guardiano (se esiste), dei beneficiari, delle altre persone fisiche che hanno il controllo sul trust. Istituzione del registro centrale contenente le informazioni, quando il trust genera obblighi fiscali. Le disposizioni relative al registro dei trust sono in linea con quello del titolare effettivo”. In tema di reati collegati al riciclaggio, “tutti i reati, compresi i reati fiscali relativi a imposte dirette e indirette, quali specificati nel diritto nazionale, punibili con una pena privativa della libertà. I soggetti obbligati informano la Unità di Informazione Finanziaria di propria iniziativa quando sanno sospettano o hanno motivo ragionevole di sospettare che i fondi provengono da attività criminose o collegate al finanziamento del terrorismo. Sono oggetto di segnalazione anche le operazioni tentate. Sia le autorità competenti che gli organi di vigilanza deputati al controllo, hanno l’obbligo di informare le FIU qualora, nell’esercizio delle rispettive attività, vengano a conoscenza di rischi di riciclaggio e finanziamento al terrorismo”, ha concluso Carbone. lp/AGIMEG

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Giochi, Tar Bolzano: accolta domanda cautelare su distanziometro, udienza fissata per febbraio 2017 

Il Tar Bolzano accoglie la domanda cautelare di un esercente di una sala giochi contro il distanziometro, a seguito della legge provinciale che stabilisce una distanza minima di 300 metri dai luoghi sensibili. Per il Tar “Il ricorso solleva questioni che necessitano di adeguato approfondimento nella sede propria deputata alla valutazione di merito” in quanto “il pregiudizio lamentato sussiste”. La nota della Provincia sulla decadenza delle autorizzazioni è stata sospesa in attesa dell’udienza pubblica fissata per l’8 febbraio 2017. lp/AGIMEG

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Stabilità un anno dopo. Awp 3 ancora un miraggio, si parla di proroga

11 ottobre 2016 – 12:49

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(Jamma) Con l’arrivo di ottobre si torna a parlare di manovre finanziarie e legge di Stabilità. Entro sabato prossimo infatti il governo dovrebbe varare il testo della manovra per il 2017 e da lì a pochi giorni ( per il 20 ottobre prossimo) l’articolato vero e proprio da mandare alle Camere.  Secondo le prime indiscrezioni il ‘pacchetto giochi’ non dovrebbe contenere misure particolarmente importanti per il settore che si dovrebbero tradurre in una disposizione per il ‘recupero’ della trance dei 500 milioni di imposta aggiuntiva richiesta ai concessionari delle slot e non ancora incassata oltre alle entrate dalla prevista gara per la concessione del Superenalotto.

Nel frattempo risulta ormai scontato uno slittamento dei tempi inizialmente fissati per l’introduzione sul mercato delle slot di ‘terza’ generazione. Una delle misure più importanti della Legge di Stabilità 2016 per il settore dei giochi pubblici era infatti il processo di evoluzione tecnologica delle newslot, che sarebbe dovuto essere definito e disciplinato con specifico decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Come specifica il comma 943 della legge, i nulla osta per questo tipo di apparecchi da intrattenimento e divertimento, noti anche come AWP, “non possono più essere rilasciati dopo il 31 dicembre 2017” e dovranno inoltre “essere dismessi entro il 31 dicembre 2019″. Inoltre, “a partire dal 1º gennaio 2017 possono essere rilasciati solo nulla osta per apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto, prevedendo la riduzione proporzionale, in misura non inferiore al 30 per cento, del numero dei nulla osta di esercizio relativi ad apparecchi attivi alla data del 31 luglio 2015, riferibili a ciascun concessionario”.

La Legge di Stabilità 2016 definiva la tempistica lasciando ad un successivo decreto il modello di business e la tecnologia scelta per per questi apparecchi . Tecnicamente il legislatore punta alla sostituzione delle slot con un apparecchio più sicuro per il giocatore a diversi livelli, collegato in maniera continuativa con il server centrale, che veicoli in tempo reale i dati a Sogei. Ciò significherebbe la sicurezza di giocare collegati con lo Stato e quindi con percentuale di vincita certa, con i tempi di giocata dettati dalla legge ma in una logica ‘più blindata’ rispetto ad una soluzione introdotta ormai un decennio fa.

A poche settimane dal varo della Stabilità, in occasione dell’esame del ‘consueto’ decreto di Milleproroghe (a cui ormai siamo fatalmente abituati), ovvero nel febbraio 2016, ci fu qualche senatore che non mancò di proporre ( con evidente lungimiranza) una proroga anche per questa disposizione. Gli emendamenti non arrivarono al voto dell’Aula e oggi, inevitabilmente, qualcuno dovrà tornarci sopra.

Se c’eravamo lasciati un anno fa con queste intenzioni, così siamo rimasti. Il decreto di regole tecniche al momento non è stato nemmeno abbozzato. Per gennaio ci dovremmo aspettare un provvedimento che faccia slittare la scadenza. Secondo qualcuno i lavori per la messa a punto delle regole per i nuovi sistemi di Vlt procederanno di pari passo con quello delle Awp. Per dirla in parole povere si tratta di aspettare almeno un anno. Nel frattempo produttori, distributori e gestori di apparecchi a vincita dovranno fare i conti con una Babele di regole e regolamenti sul funzionamento di queste macchine da gioco. Almeno fino a quando Stato e Enti locali non decideranno se, e in che modo, si arriverà alla definizione degli interventi per il riordino del sistema.

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Romano: ‘Tessera del giocatore e distanziometro non servono, educazione sì’

Per Silvana Romano, assessore al welfare di Gorizia, il Gap non si ‘cura’ con distanziometro e tessera del giocatore ma con l’educazione dei cittadini.

 
Negli ultimi anni, pressoché quotidianamente, le cronache abbondano di ordinanze e regolamenti che si propongono di contrastare il gioco patologico innanzitutto con limiti orari al funzionamento degli apparecchi o il divieto di installarli nelle vicinanze di ‘luoghi sensibili’, come chiese, scuole ed ospedali. Tutto giusto, ovviamente, perché tutto può servire a scoraggiare i comportamenti compulsivi, che nulla hanno a che vedere con la pratica di un gioco responsabile e scelto solo come occasionale divertimento. Ma nel panorama delle amministrazioni comunali ci sono delle voci ‘controcorrente’, come quella di Silvana Romano, assessore al welfare di Gorizia, che suggerisce un’altra strategia.
“Io stessa – racconta l’assessore a Gioconews.it – quando lavoravo avevo una rivendita di generi di monopolio, quindi anche di Lotto e lotterie, e credo che per scoraggiare questo tipo di dipendenza non servano né distanziometri né tessere del giocatore. Serve solo l’educazione, con campagne di sensibilizzazione nelle scuole ad esempio, e serve l’intervento dello Stato, per normare una volta per tutte la materia. Una volta non era così, c’era il Lotto, la lotteria del 6 gennaio, ora invece c’è un’offerta eccessiva, che andrebbe ridotta. Quindi bisognerebbe smettere di pubblicizzare il gioco in tv”.

 

“Il problema, qui a Gorizia, è la mancanza di una forte struttura economica e industriale, la disgregazione delle famiglie, quindi sarebbe opportuno intervenire su questo”, prosegue Romano. Senza dimenticare che a pochi chilometri da Gorizia c’è il confine con la Slovenia, con i suoi casinò, altro potenziale ‘rischio’ per i giocatori patologici. “La vicinanza di queste case da gioco non aggrava il problema, diciamo che se gli italiani le frequentano ci sono molti sloveni che vengono da noi per giocare a Lotto, quindi il risultato è un sostanziale equilibrio”.

Scommesse, Ginestra (pres. Agisco) ad Agimeg: “Necessaria una maggiore automatizzazione delle agenzie per cercare un rilancio. Almeno 50 mila euro per sperare in un’assegnazione con la nuova gara”

“Da tempo non si parla più di guadagni ma piuttosto di contenimento dei costi per cercare di sopravvivere”. Esordisce così Francesco Ginestra, presidente di Agisco, in una intervista rilasciata ad Agimeg a margine del workshop organizzato da Betpoint in collaborazione con l’European School of Banking Management, dal titolo “Nuovi scenari per le società di Giochi e Scommesse”. “Con gli attuali contratti di gestione orami da anni non si coprono più le spese ed il grido d’allarme, sulla possibile scomparsa di molti negozi e della relativa perdita di posti di lavoro, l’abbiamo lanciato già da tempo. Molti operatori hanno situazioni debitorie che stanno diventando insostenibili e quindi la situazione deve cambiare nel brevissimo periodo perché il tempo sta scadendo”. Ma quale potrebbe essere un punto di svolta? “certamente la gara per l’assegnazione delle nuove concessioni di scommesse. La gara infatti rappresenterà un’occasione per organizzare una ristrutturazione. In particolare il nuovo modello organizzativo delle agenzie non potrà prescindere da una maggiore automatizzazione delle sale. Ad esempio con i ticket automatizzati si potrà ottimizzare il personale, visto che il futuro va più verso il servizio di sala che sulla vendita del gioco. Tra l’altro il pubblico più giovane – sottolinea Ginestra – è molto pratico sull’utilizzo degli strumenti informatici e quindi un servizio più automatizzato sarebbe più efficiente e on comporterebbe nessun problema per l’utente. Ovviamente questa è una delle ultime opportunità che abbiamo per salvaguardare le imprese, visto che per quanto riguarda il resto (dall’affitto, alle utenze, ecc) abbiamo già fatto il possibile per contenere i costi. Le agenzie di una volta, con 8/10 persone impiegate, non sono più sostenibili nell’attuale quadro economico e nello specifico di un mercato polverizzato come è quello delle scommesse”. Allora il ritardo della gara sta pesando in maniera importante sull”economia dei negozi? “Purtroppo si, la gara doveva trovare attuazione già a giugno scorso e le ultime indicazioni su quella che potrà essere la prossima Legge di Stabilità indicano che probabilmente il bando troverà realizzazione la prossima estate, quindi con un anno di ritardo. Questo allungamento dei tempi non fa altro che aumentare i debiti delle aziende, accorciando di fatto il tempo per un loro salvataggio”. Ma che gara si aspetta: “mi aspetto una gara dove ci sarà una grande partecipazione – ha concluso il presidente di Agisco – visto che saranno in molti ad ambire alla possibilità di avere un negozio di scommesse. Questo accadrà perché le newslot che verranno tolte dagli esercizi commerciali dovranno trovare una nuova collocazione e le agenzie di scommesse si prestano a questo tipo di operazione. Ad esempio il titolare di un bar che dovrà togliere le newslot dal locale, avrà tutto l’interesse ad aprire un negozio di scommesse dove ricollocare le macchine che ha dovuto togliere dalla sua attività. Questa situazione porterà quindi ad un aumento della soglia di partecipazione alla gara. Se prima delle dichiarazioni del Governo di voler eliminare le newslot dagli esercizi commerciali si poteva pensare di partecipare alla gara con una offerta di 35.000/40.000 euro, adesso penso che si dovrà fare un’offerta minima di 50.000 per poter sperare nell’aggiudicazione di un punto di gioco”. es/AGIMEG

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Scommesse: Tar Lazio si dichiara incompetente su‎ una serie di ricorsi sull’88 Tulps, ma si tratta di questioni pre sanatoria

La Prima Sezione Ter del Tar Lazio dichiarerà la propria incompetenza su una quarantina di ricorsi intentati da Ctd collegati a SKS365 e Goldbet per il mancato rilascio della licenza di pubblica sicurezza. Si tratta di ricorsi intentati 5 o 6 anni fa, prima quindi che i due operatori aderissero alla sanatoria‎. All’epoca – in virtù di una norma inserita nella Stabilita’ 2011 che puntava a garantire un’omogeneità nelle sentenze amministrative – su tutti i ricorsi in materia di giochi era prevista la competenza esclusiva del Tar Lazio. La norma è stata tuttavia dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. In sostanza, all’epoca i bookmaker intentarono di fronte al giudice laziale dei ricorsi contro i provvedimenti emessi dalle questure di tutta Italia; adesso il Tar Lazio deve dichiarare la propria incompetenza e i ricorsi devono essere riassunti di fronte al giudice competente per regione. Trattandosi di questioni ormai risalenti e superate – appunto con la sanatoria -‎ salvo problematiche specifiche, è improbabile che i ricorsi vengano più riassunti. gr/AGIMEG

Giochi e antiriciclaggio. Salvo (Banca d’Italia): “Anomalie operazioni sospette si applicano ad attività legata a giochi e scommesse sia fisiche che online”

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dai nostri inviati a Bari – “Tra i Soggetti Obbligati a Segnalazioni sospette sono coloro la cui attività è subordinata a specifici presupposti di legge (es. autorizzazioni, iscrizione ad albi, ecc.), nel cui ambito rientra il settore del gaming: gestione case da gioco, offerta giochi, scommesse e pronostici attraverso le reti internet, telematiche e di telecomunicazione, offerta di giochi e scommesse su rete fisica”. E’ quanto evidenzia Giorgio Salvo, già Direttore delle sedi di Bari e Trento di Banca d’Italia, sottolineando come “in base all’art. 41 del d.lgs.231/07, il soggetto destinatario della norma è tenuto a effettuare la segnalazione se sa (conoscenza anche se solo presunta, senza certezza giuridica), se sospetta (semplice sospetto) o se ha motivi ragionevoli per sospettare”. In questo contesto “costituiscono riciclaggio: la conversione o il trasferimento di beni allo scopo di occultare o dissimulare l’origine illecita dei beni medesimi; l’occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, proprietà dei beni che provengono da un’attività criminosa; l’acquisto, la detenzione o l’utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al momento della loro ricezione, che tali beni provengono da un’attività criminosa; l’associazione per commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne l’esecuzione. Le segnalazioni sono trasmesse in via telematica tramite un apposito portale della Banca d’Italia (INFOSTAT-UIF)”. Il Decreto del Ministro dell’Interno del 17 febbraio 2011 contiene gli indicatori di anomalia che si applicano alle attività di cui all’art. 14 del d.lgs 231/07 (che comprendono l’offerta di giochi, scommesse e pronostici attraverso le reti internet, telematiche e di telecomunicazione). lp/AGIMEG

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Giochi e antiriciclaggio, workshop Betpoint. Salvo (Banca d’Italia): “Criticità del gioco online, dai conti riconducibili a un medesimo giocatore al versamento e prelievo di ingenti somme”

dai nostri inviati a Bari – “Dall’analisi della Unità di Informazione Finanziaria emergono anche i profili peculiari del gioco online”, ha rivelato Giorgio Salvo, già Direttore delle sedi di Bari e Trento di Banca d’Italia, nel corso del workshop Betpoint su giochi e antiriciclaggio, “tra cui la pluralità di conti di gioco riconducibili a un medesimo giocatore o a giocatori collegati, apertura e chiusura di conti di gioco con frequenza elevata, movimentazione del conto di gioco da parte di soggetto diverso dal titolare, movimentazione del conto di gioco che per frequenza, volumi e modalità, si discosta in modo significativo dal modello comportamentale abitualmente tenuto dal giocatore, ricariche (specie se di importo rilevante) del conto di gioco non utilizzate (ovvero poco utilizzate) per l’attività di gioco, seguite dal prelievo ovvero dalla chiusura del conto, giocate effettuate da diversi utenti che appaiono riconducibili per tipologia o modalità di esecuzione a un medesimo giocatore, mancato utilizzo di disponibilità presenti nel conto di gioco per un periodo prolungato, richiesta di prelievo delle somme giacenti sul conto di gioco nel lasso di tempo che precede la trasmissione dei documenti necessari per l’apertura del rapporto, prelievo delle somme dal conto di gioco utilizzando un numero cospicuo di carte di pagamento, specie se anonime, ovvero tramite circuiti di trasferimento fondi, ripetute perdite al gioco in favore di un medesimo giocatore, specie se in paesi o territori a rischio. Nei giochi di abilità a più giocatori, ripetuta effettuazione da parte di un giocatore di operazioni di rilancio seguite dall’abbandono della partita. Nell’ambito del gioco online – ha proseguito Salvo – sono state inoltre riscontrate vulnerabilità determinate dalle piattaforme di altri paesi comunitari operanti in libera prestazione di servizi, in quanto i relativi flussi finanziari sfuggono al monitoraggio delle autorità italiane, riscontrati casi in cui tramite siti di scommesse on-line gestiti da società estere operanti in Italia, vengono realizzate condotte elusive parte di clientela nazionale. Ad esempio viene chiesta la restituzione di somme, anche rilevanti, caricate sui conti di gioco tramite strumenti prepagati on-line, e-voucher e simili, dopo l’utilizzo per giocate a basso rischio, col risultato di legittimare la provenienza dei fondi”. lp/AGIMEG

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Giochi e antiriciclaggio, workshop Betpoint: nel 2015 ben 1.466 segnalazioni ricevute da parte di operatori di giochi (+39,2%)

dai nostri inviati a Bari – Giochi e Scommesse al centro della ricerca dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) in tema di antiriciclaggio. Lo scorso anno si sono registrate 1.466 segnalazioni da parte di professionisti e operatori non finanziari (il 91,7% del totale degli operatori non finanziari), con un incremento del 39,2% rispetto ai 1.053 del 2014. E’ quanto emerge dal workshop organizzato da Betpoint in collaborazione con l’European School of Banking Management avente ad oggetto “Nuovi scenari per le società di Giochi e Scommesse” anche alla luce del Rapporto Annuale dell’UIF 2015, con la presenza del Dott. Giorgio Salvo, già Direttore delle sedi di Bari e Trento di Banca d’Italia, e del Generale Michele Carbone, Comandante della Regione Toscana Guardia di Finanza, Firenze.
Dall’ultimo rapporto pubblicato dalla UIF emerge una forte attenzione alle SOS (Segnalazione di Operazioni Sospette) e a tutta la materia dell’Antirici-claggio da parte dello stesso Ufficio per il settore dei Giochi e delle Scommesse in particolare. Questi scenari hanno stimolato la nascita del Seminario che intende fornire una descrizione delle metodiche procedurali eseguite dall’ente per verificare la rispondenza dei soggetti destinatari degli obblighi agli adempimenti previsti dalla normativa nei vari settori della materia: adeguata verifica della clientela, tracciamento delle transazioni, segnalazione delle operazioni sospette. Particolare attenzione è riservata agli aspetti organizzativi e procedurali e alla verifica delle anomalie, con i connessi indicatori, utili per una corretta rilevazione delle operazioni a rischio.
Il quadro normativo si basa sulla ‘’quarta Direttiva antiriciclaggio’’, la Direttiva (UE) 2015/849 approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 20 maggio 2015 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario ai fini di riciclaggio. In attuazione della quarta Direttiva, che riconoscono l’importanza di un approccio sovranazionale, la Commissione europea ha avviato la valutazione dei rischi di riciclaggio, in un’ottica di complementarità rispetto ai ‘’risk assessment ‘’ nazionali condotti dagli Stati membri. L’evoluzione del quadro normativo nazionale ha portato all’innalzamento del limite del contante da 1000 a 3000 euro (legge di stabilità 2016) e il differimento del termine per l’adesione alla Voluntary disclosure dal 30 settembre al 30 novembre 2015. Il sistema sanzionatorio dei reati tributari è stato rivisto secondo criteri di predeterminazione e proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti ed è stata introdotta la depenalizzazione di reati minori con effetti anche sulla disciplina antiriciclaggio. lp/AGIMEG

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Snai. Rischiano il posto 95 dipendenti

11 OTTOBRE 2016 – 10:29
Snai. Rischiano il posto 95 dipendenti

Continuano i problemi occupazionali per Snai, dopo le agitazioni di aprile a causa della prevista “razionalizzazione“ della sede di Porcari, proseguiti a Luglio, anche il tavolo di incontro di ieri (10 ottobre) a Firenze non avrebbe portato ad esiti positivi e l’azienda ha confermato il suo piano di esuberi che coinvolge circa 95 dipendenti. Proprio la sede di Porcari sarebbe la più colpita.

“Ci batteremo perché i lavoratori abbiano le migliori tutele, come contratti solidarietà e cassa integrazione – ha dichiarato Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom – l’azienda ha recepito la posizione sindacale, che è chiara in questa situazione di crisi, ovvero quella di preservare i posti di lavoro e trasformare l’esubero in misure alternative al licenziamento. Misure che sono previste dalle normative per situazioni di crisi aziendali”.

“Sarebbe ingiusto che il prezzo della crisi fosse pagato dai lavoratori- ha proseguito il sindacalista-  vogliamo anche considerare il rilancio dell’azienda attraverso una valorizzazione delle professionalità e delle mansioni che riportino un equilibrio occupazionale, ma anche se nell’ultimo incontro l’azienda non ha fatto un passo indietro, la situazione è considerata ancora aperta. È stato un incontro interlocutorio ci rivedremo il 9 novembre, quando dovrebbe anche essere avvenuta la fusione tra Snai e Cogemat”.

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