Torino: prima multa per slot accese fuori orario da 46mila euro

Dopo l’entrata in vigore dello scorso 10 ottobre dell’ordinanza sindacale del capoluogo piemontese, arriva la prima multa.

Quarantaseimila e cinquecento euro. A tanto ammonta la prima sanzione erogata dalla polizia amministrativa torinese nei confronti di una sala sa gioco cittadina che ha tenuto accese le slot machine oltre gli orari consentiti dalla nuova ordinanza sindacale.

Come noto, la nuova normativa locale vieta l’utilizzo delle slot al di fuori delle fasce orarie predefinitire (14-18 e 20-24).

Durante un’ispezione eseguita la scorsa notte, gli agenti hanno visitato la sala giochi di via Vigliani attorno alle 2.30 del mattino, individuando 31 apparecchi in funzione. Tenendo conto che la norma prevede una sanzione di importo pari a una quota compresa tra i 500 e i 1.500 euro per ciascuna macchina utilizzata, la multa complessiva comminata al locale è risultata essere di 46.500 euro.

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Gara SuperEnalotto, Sts: “Niente canoni sui ricevitori!”

In queste ore potrebbe decidersi il futuro assetto dei giochi numerici a totalizzatore con la definizione della norma che stabilirà i principi per la prossima gara. “Da tempo chiediamo che il prossimo concessionario del gioco non  possa avere la possibilità di ribaltare sui ricevitori i costi della concessione attraverso l’addebito di canoni, così come già peraltro avviene per il gioco del Lotto ed i Gratta e Vinci” ha dichiarato – in una nota – Giorgio Pastorino, Presidente nazionale STS, il Sindacato Totoricevitori Sportivi, aderente alla Federazione Italiana Tabaccai. “I canoni infatti – ha aggiunto Pastorino – erodono sensibilmente i margini fissi dei ricevitori e, nell’assicurare entrate certe e facili al concessionario, non incentivano lo stesso a sviluppare il gioco e la raccolta con conseguente danno per l’erario”. “Siamo pronti comunque ad ogni azione legale ed ad una lotta sindacale – ha concluso Pastorino – per sostenere il Governo e l’Amministrazione dei Monopoli nel respingere ogni pressione tesa a lasciare la possibilità di introdurre nuovamente gli odiati canoni e auspichiamo che Governo e Amministrazione pretendano dal concessionario, qualunque esso sia all’esito della gara, un impegno sul fronte della raccolta”. lp/AGIMEG

Cagliari: 3 anni di reclusione a gestore per mancato versamento Preu

Pesante condanna per peculato da parte del tribunale di Cagliari per un gestore che non aveva versato il Preu.

 

Il giudice del Tribunale ordinario di Cagliaricondanna un gestore alla pena di 3 e mesi 4 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali ed interdizione dai pubblici uffici.
Il Gup ha condannato, inoltre, l’imputato al risarcimento dei danni in favore della parte civile costituita da Admiral Gaming Network, liquidati in 180.000 euro, oltre al pagamento delle spese legali.

Il gestore è reo di essersi appropriato con più azioni esecutive di oltre 269mila euro pari al versamento del Preu che avrebbe dovuto effettuare e di cinquantasei punti d’accesso comprensivi di relativi cavi, connettori e antenne, tutti di proprietà del concessionario.

Oltre a ritenere “pacifico e ampiamente documentato, oltre che non contestato” che il gestore non avesse riversato al concessionario la somma dovuta a titolo di prelievo erariale unico “il giudice osserva che correttamente il Pubblico ministero ha qualificato la condotta ascritta all’imputato in termini di peculato, delitto del quale ricorrono tutti gli elementi costitutivi”. Il gestore infatti “rivestiva la qualifica di incaricato di pubblico servizio (…), trattandosi di soggetto che prestava servizio pubblco anche se non legato a un rapporto di impiego con un ente pubblico”. Inoltre il giudice evidenzia “quanto alla natura del denaro” di cui il gestore si è appropriato, “occorre sottolineare come l’importo delle giocate, almeno nella parte destinata al Preu fosse, automaticamente, di pertinenza dell’amministrazione finanziaria”.

Il giudice del Tribunale ordinario di Cagliari condanna un gestore alla pena di 3 e mesi 4 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali ed interdizione dai pubblici uffici.

Il Gup ha condannato, inoltre, l’imputato al risarcimento dei danni in favore della parte civile costituita da Admiral Gaming Network, liquidati in 180.000 euro, oltre al pagamento delle spese legali.

Il gestore è reo di essersi appropriato con più azioni esecutive di oltre 269mila euro pari al versamento del Preu che avrebbe dovuto effettuare e di cinquantasei punti d’accesso comprensivi di relativi cavi, connettori e antenne, tutti di proprietà del concessionario.

Oltre a ritenere “pacifico e ampiamente documentato, oltre che non contestato” che il gestore non avesse riversato al concessionario la somma dovuta a titolo di prelievo erariale unico “il giudice osserva che correttamente il Pubblico ministero ha qualificato la condotta ascritta all’imputato in termini peculato, delitto del quale ricorrono tutti gli elementi costitutivi”. Il gestore infatti “rivestiva la qualifica di incaricato di pubblico servizio (…), trattandosi di soggetto che prestava servizio pubblco anche se non legato a un rapporto di impiego con un ente pubblico”. Inoltre il giudice evidenzia “quanto alla natura del denaro” di cui il gestore si è appropriato, “occorre sottolineare come l’importo delle giocate, almeno nella parte destinata al Preu fosse, automaticamente, di pertinenza dell’amministrazione finanziaria”.

Il futuro del Betting. La multicanalità: Retail, Mobile, On Line; e la fine dei PVR.

app-sisal

Già in un mio articolo del BLOG del 05 Giugno 2016:

Il futuro del Betting. La multicanalità: Retail, Mobile, On Line.

avevo espresso questa stessa mia convinzione:

“Se dovessi, in qualità di consulente, consigliare a un book su cosa puntare per il futuro, consiglierei la MULTICANALITA’ (RETAIL – MOBILE – ON LINE); in accordo a quello che consigliava Castaldo della Microgame all’ENADA di Rimini 

e che già applica in pieno la SISAL, anche con l’ausilio delle sue APP PRENOATORE e MY SCORE ALLARM

Inoltre, puntare sull’abbinamento di sale scommesse e sale SLOT e VLT, visto che con il prossimo avvento delle AWP da remoto, difficilmente potranno essere inserite in bar e tabaccherie. Un sinergia da non sottovalutare.

Senza considerare che su questa strada i book com, illegali, non potrebbero competere, perchè chi produce le APP per il mobile, per l’ITALIA, le fa solo per le concessioni.it AAMS.”

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Oggi aggiungo che, a questa mia previsione, visti i maggiori futuri controlli e segnalazioni dei PVR che mettono ILLEGALMENTE PC a disposizione della clientela, o fanno addirittura giocate da banco con conti intestati ad amici e parenti, che di PVR ne rimarranno davvero pochi. Quindi è meglio prenderne atto prima possibile.

Potranno rimanere solo i Concessionari che usano l’ON LINE PURO senza PVR.

E, assistiamo, in questi ultimi mesi, al fatto che anche i CTD sanati nel 2015 hanno scelto questa strada.