Giochi, riordino settore in Conferenza Unificata slitta a dopo referendum Nella seduta di domani non è previsto all’ordine del giorno l’incontro tra governo, Regioni ed Enti locali.

Una volta raggiunta l’intesa, questa, secondo le intenzioni dell’esecutivo, si rifletterà sulla legge di Bilancio all’esame del Senato

15,53 5 ore fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
Pier  Paolo  Baretta

Roma, 15:53 – 5 ore fa (AGV NEWS)

Come previsto non avverrà nella seduta di domani l’intesa in Conferenza Unificata tra governo, Regioni ed Enti locali sul riordino del settore dei giochi. Primo e unico punto all’ordine del giorno della seduta straordinaria di domani, giovedì 1 dicembre, a via della Stamperia è infatti il “Ricorso all’indebitamento da parte delle Regioni e degli enti locali, ivi incluse le modalità attuative del potere sostitutivo dello Stato, in caso di inerzia o ritardo da parte delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano”.

L’accordo slitta quindi a dopo il referendum sulla riforma costituzionale e potrebbe essere siglato giovedì 8 o, più probabilmente giovedì 15. Il sottosegretario all’Economia con delega al settore Pier Paolo Baretta ha avanzato da tempo una proposta che prevede tra i suoi punti il taglio del 30% degli apparecchi di gioco da realizzarsi entro il 2017, con l’eliminazione delle slot negli esercizi commerciali secondari e la loro sensibile riduzione in bar e tabacchi, la doppia classificazione – A e B – per le sale e per le vlt la riduzione della giocata da 500 euro che si punta almeno a dimezzare. Una volta raggiunta l’intesa in Conferenza, questa, secondo quanto riferito dall’esecutivo, si rifletterà sulla legge di Bilancio, approvata dalla Camera e a partire dalla prossima settimana al vaglio del Senato, sottoforma di ordini del giorno o emendamenti.

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Bilancio Sisal: nei primi nove mesi del 2016 dai giochi ricavi in crescita a 332 milioni. Dalle slot 238 milioni, nonostante l’aumento del Preu

Crescono i ricavi di Sisal: nel bilancio al 30 settembre 2016 il settore del gaming ha garantito al Gruppo ricavi per 332 milioni di euro, un dato in aumento dell’1% rispetto ai primi nove mesi del 2015. I ricavi complessivi (tra giochi e servizi) sono stati di 557. l settore più forte resta quello delle slot, che hanno garantito ricavi per 238,7 milioni di euro, con una leggera flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dovuta agli effetti della legge Bilancio e in particolare l’aumento del prelievo fiscale. Il volume di gioco è comunque aumentato fino a toccare il valore di 2,9 miliardi (52% slot, 48% vlt). Per quanto riguarda i giochi numerici a totalizzatore, i ricavi arrivano a 43,5 milioni di euro per i primi nove mesi (+13,8 milioni, 46,5%) e in questo caso sono state decisive le nuove regole del Superenalotto (cambiamento del payout, più appetibile per i consumatori), ma ha influito anche il jackpot record che a fine settembre toccava 148 milioni (centrato poi a fine ottobre a quota 163,5 milioni).
Le scommesse virtuali hanno generato ricavi per 21 milioni di euro (flessione del 7,7%), mentre i ricavi dell’online solo saliti del 26% arrivando a un valore complessivo di 31 milioni. Le scommesse ippiche hanno garantito ricavi per 5.9 milioni (flessione del 18,2% rispetto ai 7,2 milioni dei primi nove mesi del 2015). Stabili le scommesse sportive con un bilancio di 65,8 milioni (crescita dell’1,6%). Bene anche il settore dei pagamenti ed altri servizi, per una revenue di 105,4 milioni. lp/AGIMEG

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ADM, Giovanni Kessler, magistrato italiano attivo in politica e sulla scena internazionale, super candidato alla successione di Peleggi.

Una persona competente in un settore delicato.

(Jamma) Sarebbe un fedele renziano il candidato numero uno per la successione di Giuseppe Peleggi, attuale Direttore della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Giovanni Kessler è un magistrato italiano attivo in politica e sulla scena internazionale. Si è occupato in particolare di lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata e transnazionale, con particolare attenzione all’Europa centro-orientale.

Kessler è stato pubblico ministero dal 1985 al 2001, deputato dal 2001 al 2006, Alto Commissario per la lotta alla contraffazione dal 2006 al 2008 e presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento dal 2008 al 2011. Dal 2011 dirige dell’ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF).

Nei mesi scorsi si è parlato molto di Kessler e della decisione della Commissione di togliergli l’immunità parlamentare. Kessler è indagato per delle presunte intercettazioni illegali che avrebbe fatto durante le indagini dell’Olaf sull’influenza delle lobby sulla direttiva tabacco che portarono nel 2012 allo scoppio del cosiddetto Dalligate e alle dimissioni del commissario maltese alla Salute, John Dalli del Ppe.

Se al Referendum dovesse vincere il Sì per Renzi si apre una stagione di interventi di ‘rafforzamento’ della sua posizione attraverso i posti chiave della politica e degli apparati di Governo. Tra cui, ovviamente, la dirigenza della dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, incarico oggi ricoperto da Peleggi ma il cui mandato scadrà il 13 febbraio prossimo.

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Scommesse, Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi Stanley: “Titolari assolti e restituito materiale sequestrato”

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili, per sopravvenuta carenza di interesse due ricorsi di altrettanti titolari di ctd Stanley. Il primo contro l’ordinanza del Tribunale del riesame di Foggia, il secondo contro il Tribunale di Frosinone, con cui è stata rigettata l’istanza di riesame presentata dal ricorrente, in qualità di titolare di una ditta individuale e intermediaria, per l’Italia, della Stanleybet Malta Limited, società di diritto maltese del gruppo Stanley International Betting, confermando il decreto di sequestro probatorio, relativo ad attrezzature informatiche utilizzate per la ricezione e la trasmissione di scommesse sportive o su altri eventi. In particolare, a seguito di un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza presso gli esercizi era emerso che non risultavano in possesso dell’autorizzazione di polizia prevista dall’art. 88 del T.U.L.P.S. La Cassazione ha dichiarato inammissibile, per sopravvenuta carenza di interesse, i ricorsi in quanto nel primo caso “nelle more del presente  procedimento, l’indagato è stato assolto dal Tribunale monocratico di Foggia con la formula perché il fatto non sussiste. Ne consegue che il ricorrente non ha più interesse a coltivare la proposta impugnazione, sicché si impone una pronuncia di inammissibilità del ricorso”, mentre nel secondo “il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Frosinone ha disposto la restituzione di quanto in sequestro all’avente diritto”. lp/AGIMEG

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Giochi: violento attacco di Massimo Enrico Baroni (M5S) contro il PD, MEF e ADM sul regolamento di Roma

“Siete falsi come un #TicketRedemption” per bambini. Meritereste solo un calcio negli#Slot per il disastro che avete permesso a Roma e nelle periferie. Circa 20 giorni fa Virginia Raggi ha dichiarato guerra al settore dell’#Azzardo che sta facendo la fortuna di poche multinazionali e rovinando circa UN MILIONE di famiglie italiane. Come cittadini, indignati, schifati dalle politiche di Matteo Renzi e del suo Governo, tossicodipendente grave di #azzardopatia – così scrive Massimo Enrico Baroni, portavoce del M5S alla Camera, su Facebook -. Il MoVimento 5 Stelle propone una semplice delibera comunale, ribadendo regolamenti già esistenti in altri comuni (alta concentrazione di patrimonio UNESCOnel 1° e 2° municipio, orari e 500 mt dai luoghi sensibili). Lo propone sulla base di delibere che hanno già passato lo “stress-test” di tribunali amministrativi italiani a cui le concessionarie ricorrono con uffici legali potentissimi, innaffiandoli di soldi, per mettere in ginocchio gli Enti Locali che vogliono limitare il fenomeno…. Infine mi tocca leggere le balle di la Repubblica – Roma della consigliera De Biase, incapace persino di enunciare un congiuntivo, e dell’ex consigliere PD, Dario Nenni, bugiardo e trombatissimo candidato presidente PD del Municipio Roma VI, che non è arrivato nemmeno al ballottaggio. La proposta del #PD del periodo Ignazio Marino era una scatola vuota e imbarazzante, che il lavoro congiunto tra me, Mario Podeschi e Daniele Frongia vicesindaco e assessore Sport e Politiche Giovanili di Roma ha riempito durante la seduta di commissione di contenuti, articoli e commi per dissuadere la diffusione di Azzardo così capillare sul territorio romano, mentre il PD ROMA – Partito Democratico di Roma verrà impegnato nel 2015 a ricevere avvisi di garanzia come nel Domino Rally, versione #MAFIACAPITALE. La #MichelaDeBiase pensa che un regolamento comunale per regolare le Sale Giochi sia come uno dei suoi congiuntivi. In realtà la ragazza, di un ignoranza imbarazzante sull’argomento, scoprirebbe che la stessa proposta PD, mai arrivata in commissione capitolina, era una proposta profondamente modificata dal #M5S, in commissione stessa. Il Partito Democratico nazionale ha permesso quest’anno un aumento del raccolto sull’azzardo di 4 Miliardi di Euro unico settore economico in crescita, sulla pelle degli italiani e a beneficio delle Lobby dell’AZZARDO. Infatti lo Stato non ci ha nemmeno guadagnato un’euro in più rispetto all’anno prima, pur facendosi #BISCAZZIERE grazie al poderoso lavoro di Pier Paolo Barettasottosegretario economico con delega ai giochi, che a fine giornata sviene sul divano, come Fracchia la belva umana, sfinito dalla dipendenza dalle Lobby dell’Azzardo. Sapete chi ha bloccato il Partito Democratico di Roma a presentare quella delibera in Assemblea capitolina? Il #PD stesso. I vari senatori Franco Mirabelli del #PD che si facevano scrivere le proposte di legge sull’azzardo da #ItaloVolpe quello che si faceva scrivere i commi ad personam, il “Comma Volpe” una figura inquietante del MEF, dell’Amministrazione Dogane e Monopoli, uomo delle proporoghe a Lotto e Superenalotto, per cui la Corte dei Conti ha stabilito un danno per l’erario dai 70 ai 700 milioni di EURO. Cosa volete che sia? E la De Biase e Nanni parlano di proposte #NoSlot del PD di Roma? Anche quel cesso di proposta a loro disposizione, era comunque stata modificata coi contenuti del #M5S, per questo il PD l’ha insabbiata e non è mai arrivata in discussione in aula capitolina. Il pericolo era che fosse efficace. I vari Marco Causi, Franco Mirabelli Pier Paolo Baretta e #ItaloVolpe l’amico delle Lobby, non ve lo avrebbero mai permesso. Provate con la briscola, magari vi disintossicate, dalle stesse boiate da cui dipendete”. es/AGIMEG

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Inghilterra e Galles: minori a rischio di diventare giocatori problematici

Circa 9mila minori sono a rischio di diventare giocatori problematici in Inghilterra e Galles secondo al Gambling Commission.

 

Genitori e tutori siano vigili. E’ il monito della Commissione di gioco britannica, in seguito alla pubblicazione di un nuovo rapporto che indica che 450.000 bambini giocano d’azzardo in Inghilterra e Galles ogni settimana. Nella relazione della Gambling Commission su giovani e gioco d’azzardo, viene mostrato come siano circa 9.000 minori a poter diventare ponziali giocatori problematici.

 

I risultati indicano che il tasso globale di gioco d’azzardo tra 11 e 15 anni di età è di circa il 16 percento. Questo dato si confronta con il 5 percento di ragazzi tra 11 e 15 anni di età che hanno fumato e l’8 percento che hanno bevuto alcol durante l’ultima settimana, mentre il 6 percento ha assunto droghe nell’ultimo mese.
Tim Miller, direttore esecutivo della Commissione, dichiara: “Abbiamo spesso detto che è forndamentale discutere i rischi del bere, della droga e del fumo con i nostri figli. Tuttavia la nostra ricerca dimostra che i bambini hanno il doppio di probabilità di giocare o fare una di queste cose. Vogliamo rassicurare i genitori che le nostre regole richiedono alle aziende di gioco di prevenire e combattere il gioco d’azzardo minorile e agiamo sulle società in cui i giovani non siano adeguatamente protetti. Ci rendiamo conto che ci sono alcune attività di gioco d’azzardo in cui i giovani sono legalmente autorizzati a partecipare – come l’utilizzo di una gru per vincere un giocattolo, o di scommesse tra amici. Ma vorremmo incoraggiare i genitori a parlare con i propri figli circa i rischi connessi al gioco d’azzardo, in modo che se si sceglie di giocare in età adulta, lo faranno in modo sicuro e responsabile”.

Giochi e Referendum: un intreccio che non promette nulla di buono

E’ veramente strano che, sino ad oggi, quasi nessuno nel nostro settore si sia espresso sul referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre. Che si tratti di una materia ostica e tutta da interpretare in chiave futura, non c’è dubbio. Tant’è vero che nemmeno i tanti autorevoli autori che hanno scritto interi libri sulla riforma Renzi/Boschi si sono lanciati più di tanto (anzi, quasi niente) nel disegnare gli scenari che si apriranno dopo il voto referendario, in un senso ma anche nell’altro (cioè verso il SI). Se non andiamo errati, il solo Francesco Pirrello ha reso pubblica la propria posizione, invitando i gestori a votare NO. Ma ne fa solo una questione politica, per quanto condivisibile, accomunando, come fanno tanti, l’esito negativo delle urne ad una bocciatura senza appello del Premier, il quale per altro sin dall’inizio ci ha messo del suo per …
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30 NOVEMBRE 2016 – 10:38
Giochi e Referendum: un intreccio che non promette nulla di buono

E’ veramente strano che, sino ad oggi, quasi nessuno nel nostro settore si sia espresso sul referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre. Che si tratti di una materia ostica e tutta da interpretare in chiave futura, non c’è dubbio. Tant’è vero che nemmeno i tanti autorevoli autori che hanno scritto interi libri sulla riforma Renzi/Boschi si sono lanciati più di tanto (anzi, quasi niente) nel disegnare gli scenari che si apriranno dopo il voto referendario, in un senso ma anche nell’altro (cioè verso il SI).

 

Se non andiamo errati, il solo Francesco Pirrello ha reso pubblica la propria posizione, invitando i gestori a votare NO. Ma ne fa solo una questione politica, per quanto condivisibile, accomunando, come fanno tanti, l’esito negativo delle urne ad una bocciatura senza appello del Premier, il quale per altro sin dall’inizio ci ha messo del suo per “personalizzare” il referendum, salvo poi accorgersi di aver fatto una bischerata.

Pirrello dice: votiamo tutti NO per mandarlo a casa, per dimostrare che siamo in tanti e tutti uniti, e che possiamo incidere sulle sorti del Paese. Un voto di protesta, insomma, contro una politica governativa che vuole distruggere il comparto slot ed in particolare i gestori di apparecchi. Su questo non sono ammesse repliche.

Ha ragione, ci mancherebbe altro. Perché leggendo la Proposta che il Governo ha fatto alle Regioni per riordinare il settore, l’obiettivo – primo e ultimo – è soprattutto quello di accorciare la filiera, mettendo nelle mani dei concessionari il dominio assoluto del mercato, sempre ovviamente sotto il bastone della Adm e della politica.

 

 

Ciò che riteniamo sia necessario aggiungere a quanto ha detto Pirrello è una riflessione “tecnica” sulla riforma.

In primo luogo, concentrandoci sulla riforma del Titolo V, che è stata voluta per cancellare l’attuale potestà legislativa “concorrente”, per la quale lo Stato è competente a formulare i principi fondamentali della materia e la Regione è competente a varare la normativa di dettaglio; situazione che ha dato luogo al proliferare dei contenziosi innanzi alla Corte Costituzionale.

Obiettivo generalmente condivisibile, ma che è stato di fatto tradito dalle ambizioni “neocentralistiche” del Premier, il quale vorrebbe trasformare le Regioni in scatole vuote o in puri e semplici “passacarte”, ampliando a dismisura le materie su cui lo Stato eserciterebbe una competenza esclusiva.

Facciamo alcuni esempi: disposizioni generali e comuni per la tutela della salute e per le politiche sociali; funzioni fondamentali di Comuni e Città metropolitane; disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale. Come vedete, la manovra di accerchiamento ai poteri locali è talmente stringente da rendere a questi ultimi la vita impossibile nel momento in cui volessero stroncare l’attività di raccolta del gioco pubblico.

Né si può prefigurare che il “Nuovo Senato” – di fatto una sorta di “Camera delle Regioni – possa sfruttare ciò che resta del meccanismo bicameralistico per partecipare all’approvazione delle leggi sulla materia di nostro interesse.

 

 

A questo punto, però, il rischio che il conflitto con le Regioni possa acuirsi è molto più che latente: c’è da attendersi che gli interventi legislativi regionali tornino a invadere la sfera di competenza statale e vadano ad ampliarsi fino a contrapporsi alle suddette disposizioni generali e comuni, magari agendo tramite le rispettive leggi finanziarie o di stabilità che dir si voglia.

 

 

Pertanto, piuttosto che rifugiarsi come al solito sulla disponibilità della Corte Costituzionale a garantire lo spazio normativo statale, il Governo avrà probabilmente la convenienza a rivisitare, se non addirittura a potenziare, lo strumento della Conferenza, ergendolo al rango di “camera di conciliazione”. Il che andrebbe sì in forte contrasto con quanto ha detto la Ministra Boschi, e cioè che le Conferenze dovrebbero perdere peso, se non azzerarsi, proprio in virtù della nuova configurazione del Senato. Ma la “ragion di Stato (o di Renzi)” vien prima di tutto, ci mancherebbe!

 

In definitiva, anche se con la vittoria del SI l’attuale trattativa con la Conferenza Unificata potrebbe finire in uno stato di congelamento a tempo indeterminato, permettendo a detta Proposta di trasformarsi in una vero e proprio disegno di legge a percorso “monocamerale”, non ci sorprenderebbe che la “questione del gioco” diventasse una delle merci di scambio che servono per rabbonire le autonomie locali a fronte della falcidia operata dalla riforma costituzionale.

 

 

Ma allora, ci si domanderà: vinca il SI o vinca il NO, per noi sarà sempre la stessa solfa? Le cose non stanno proprio così. Votare NO comporterà, un vero e proprio sconquasso a Palazzo Chigi, financo ad arrivare alle conseguenze più estreme.

Che poi si possa finire anche peggio non lo si può escludere, in un Paese come l’Italia. Però, come dice Pirrello, un segnale bisogna darlo a chi comanda. E comunque le prospettive, alle condizioni attuali, sono nefaste.

Forse le associazioni avrebbero fatto bene a farsi portavoce di questo fronte contrario, perché solo così avrebbero potuto dimostrare il reale peso, in termini di voti, del comparto della gestione degli apparecchi, con tutti gli annessi e connessi.

Un’altra occasione persa? Questa volta votiamo SI, senza alcun dubbio!

PressGiochi

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Giochi: Consiglio di Stato respinge ricorso contro rigetto rilascio licenza giochi pubblici

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha respinto il ricorso per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar Calabria, Sezione staccata di Reggio Calabria, concernente il rigetto di una istanza di rilascio di una licenza per raccolte del gioco lecito. I giudici “considerato che non emergono elementi che inducano a riformare l’ordinanza impugnata e ad accogliere la domanda cautelare formulata in primo grado, in ragione delle circostanze emerse in sede amministrativa” respingono l’appello cautelare. lp/AGIMEG

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Boccia (Pd): ‘Necessario riordino completo dei giochi’

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Partito Democratico), illustra gli scenari per il gioco dopo il referendum.

 

 

Che impatto avrà il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre sul riordino del gioco pubblico? A provare a rispondere alla domanda più diffusa del momento all’interno del comparto è il presidente
della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Partito Democratico), che per GiocoNews.it analizza i lavori in corso sui giochi, in Conferenza unificata e in Parlamento.

 

“Credo che il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta abbia svolto un lavoro straordinario di mediazione nel tavolo di confronto con gli enti locali, in quanto partiva da una situazione difficile senza avere punti di riferimento certi, avendo a che fare con interlocutori con opinioni diverse e spesso anche divergenti tra loro. Ritengo quindi che il punto a cui siamo giunti oggi nella discussione si possa considerare già un grande passo in avanti“.

 

Ritiene possibile quindi arrivare a un accordo con gli enti locali?
“Sono sicuro che si possa raggiungere un punto di incontro ma essendoci appunto visioni molteplici credoservano un tempo maggiore e un approccio più ampio rispetto a un intervento emergenziale come sembrerebbe realizzarsi oggi. Non è un caso che, nella discussione della legge di Bilancio, non si sia inserito in nessun modo il gioco: perché il Governo in questo momento non sarebbe in grado di far fronte al contraccolpo che si avrebbe immediatamente dopo, in termini di proposte emendative, non essendoci ancora una situazione definita”.
Oggi c’è chi invoca il proibizionismo – sia pure in varie forme – e chi pensa, al contrario, più che altro ai bilanci. Lei cosa pensa del gioco e del piano di riordino delle slot machine?
“Il tema delle slot è sicuramente un ambito di intervento che richiede particolare attenzione ma che necessita di una riforma vera e più ampia rispetto a un intervento estemporaneo, magari invocato soltanto per pulirsi la coscienza di fronte a un problema sociale. Serve quindi un intervento concreto e completo, perché non si tratta soltanto di scrivere nuove regole o nuovi limiti di istallazione, considerando risolto il problema e senza che poi nessuno, magari, faccia in modo che vengano rispettate appunto queste nuove regole. Serve quindi un approccio globale. Personalmente preferisco non essere ipocrita, pensando a tutti i fattori collegati al gioco, ma ritengo anche che le slot machine non siano l’unica materia degna di attenzione. In questi mesi sentiamo parlare soltanto di slot quando sappiamo tutti che i nostri figli giocano online direttamente dai telefonini e ciò potrebbe significare che un intervento sulle sole slot risulti completamente sterile. Per questo bisognerebbe parlare di un riordino generale dei giochi. Altrimenti rischiamo di fare come con le restrizioni sulla pubblicità, invocate a gran voce da alcuni colleghi, che hanno portato a un provvedimento quasi inutile che limita le pubblicità in una fascia oraria magari anche ampia ma su reti che i nostri figli neppure guardano, senza toccare i canali o i mezzi di comunicazione che seguono realmente e di cui dovremmo occuparci e preoccuparci”.
Il risultato del referendum avrà impatto diretto sul riordino dei fiocchi e sui lavori della Conferenza unificata?
“Si tratta di uno scenario difficile da delineare in questo momento. Guardando però alla legge di Bilancio, rispetto alla quale la Camera ha già espresso il proprio parere, in caso di vittoria del ‘no’ si potrebbe ipotizzare che il Senato vada ad approvare il testo trasmesso dalla Camera senza proporre modifiche. Questo perché il presidente della Repubblica potrebbe invitare le Camere a una definizione celere della legge per dare un segnale concreto ai mercati. In caso di vittoria del ‘si’, invece, si dovrebbe assistere a una normale discussione in Senato che potrebbe quindi lasciare spazio a soluzioni emendative dove a quel punto potrebbe essere introdotto anche il tema del gioco. Ma non necessariamente”.

Reggio Emilia: il Tar conferma il divieto all’apertura di una sala Bingo in virtù della variante del Rue

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29 novembre 2016 – 16:47
Reggio Emilia: il Tar conferma il divieto all’apertura di una sala Bingo in virtù della variante del Rue

Lombardia. Beccalossi: “Io, stalker contro la ludopatia”

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna, sezione staccata di Parma, ha respinto il ricorso di una sala Bingo contro il comune di Reggio Emilia che aveva negato alla sala la licenza perche in contrasto con il Regolamento Urbanistico Edilizio.

L’amministrazione – supportata nel giudizio anche dalla comunità onlus “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” – ha preannunciato di non potere approvare il progetto in quanto l’uso U2/9.2 sarebbe stato sostituito da altro uso, in quanto la sala bingo non apparterrebbe più al predetto uso ma rubricato come “ attività ludico-ricreative con problematiche di impatto. Attività ludiche svolte in pubbliche sale da gioco, compresi quegli esercizi dedicati esclusivamente al gioco con apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 T.U.L.P.S. (VLT, slot, sale bingo, sale scommesse)”.

 

Le delibere comunali sopravvenute nel 2013, modificando l’art. 1.61 del RUE, hanno introdotto l’uso B17, rubricato “attività ludico-ricreative con problematiche di impatto” ed hanno escluso la compatibilità dell’uso U2/9.2 del PRG 2001 con dette attività.

Quindi l’insediamento, in parte degli immobili da realizzare nell’area di proprietà, di una sala bingo, una sala slot e una sala scommesse, viene inclusa tra le attività vietate dalla nuova variante del RUE.

 

Come ricorda il Tar- respingendo il ricorso – “l’impatto delle sale bingo, e delle sale giochi in genere, è anche evidente sulla circolazione stradale, ove si impone la previsione di adeguati standard urbanistici (in particolare aree per il parcheggio) e nel caso di specie tale impatto è concretamente evidenziato dal numero di postazioni previste nella sala bingo da costruirsi (500 postazioni).

Ne consegue che l’introduzione di un uso ad hoc per le attività ludico-ricreative di impatto sociale deve farsi risalire alla delibera del 25 marzo 2013, adottata anteriormente alla richiesta variante del preprogetto e del permesso di costruzione con mutamento di destinazione d’uso, che sono state presentate sei mesi dopo (settembre 2013).

Né la ricorrente poteva fare affidamento sulla assunta ricomprensione delle sale giochi (Bingo e VLT) nelle attività ricreative previste dal PRG del 2001, epoca nella quale non vi era ancora la possibilità di aprire sale giochi di questo tipo, posto che l’art. 110 del T.U.L.P., in vigore all’epoca della redazione del Piano, vietava l’installazione di apparecchi e congegni per il gioco d’azzardo nei luoghi pubblici o aperti al pubblico.

 

 

Il Comune con la localizzazione delle attività ludico ricreative di impatto in aree specializzate con determinati standard urbanistici ha anticipato le previsioni di cui all’art. 6, comma 2, della l.r. Emilia Romagna 5/2013 (“Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”), ove ha stabilito che “Al fine di perseguire le finalità di cui all’articolo 1 della presente legge e gli obiettivi di cui all’articolo 2 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20 (Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio), i Comuni possono dettare, nel rispetto delle pianificazioni di cui all’articolo 7, comma 10, del decreto legge n. 158 del 2012, convertito dalla legge n. 189 del 2012, previsioni urbanistico-territoriali in ordine alla localizzazione delle sale da gioco.”.

Il giudice delle leggi a tale riguardo ha chiarito che l’art. 7, comma 10, del d.l. 158/2012, ha ad oggetto la tutela della salute (sotto forma di prevenzione delle ludopatie) e non l’ordine pubblico, quindi rientra nella potestà legislativa concorrente di cui all’art. 117, terzo comma, Cost. (v. C. Cost. 300/2011).

L’art. 6 della l.r. Emilia Romagna 5/2013 consente ai Comuni di dettare criteri per la localizzazione delle sale gioco e, non essendo stati ancora definiti il decreto interministeriale e le conseguenti pianificazioni statali, esiste il potere comunale di disciplinare la materia, tanto più che l’art. 7 prevede la rilocalizzazione dei punti della rete di raccolta, così presupponendo la legittimità delle pianificazioni locali previgenti (cfr. CdS III 579/2016).

Alla luce del quadro normativo richiamato, la nuova disposizione del RUE risulta, da un lato, in linea con le prescrizioni in materia di salute, introdotte dal legislatore nazionale con il Decreto Balduzzi, e dall’altro fa fronte all’impatto che attività quali quelle di cui si tratta hanno sul contesto urbano, la viabilità e l’inquinamento acustico, esercitando i propri poteri di pianificazione e di governo del territorio (v. sent. 300/2011 in merito alla l.p. Bolzano).

In un altro arresto la Corte Costituzionale ha sottolineato che il “potere di limitare la distribuzione sul territorio delle sale da gioco attraverso l’imposizione di distanze minime rispetto ai cosiddetti luoghi sensibili, potrebbe altresì essere ricondotto alla potestà degli enti locali in materia di pianificazione e governo del territorio, rispetto alla quale la Costituzione e la legge ordinaria conferiscono al Comune le relative funzioni” (sent. n. 220/2014), richiamando, a supporto di tale tesi, l’orientamento del Consiglio di Stato, condiviso dal Collegio, secondo il quale l’esercizio del potere di pianificazione non può essere inteso solo come un coordinamento delle potenzialità edificatorie connesse al diritto di proprietà, ma deve essere ricostruito come intervento degli enti esponenziali sul proprio territorio, in funzione dello sviluppo complessivo ed armonico del medesimo, che tenga conto sia delle potenzialità edificatorie dei suoli, sia di valori ambientali e paesaggistici, sia di esigenze di tutela della salute e quindi della vita salubre degli abitanti .

Ne consegue che la mancata fissazione di “parametri di distanza da luoghi sensibili validi per l’intero territorio nazionale”, alla data in cui il Comune di Reggio Emilia ha disciplinato l’uso specifico per le sale da gioco del tipo bingo e VLT, non impedisce l’esercizio dei concorrenti poteri, rivolti alle medesime finalità, delle Regioni e degli Enti locali.

“Per le considerazioni esposte, sembra evidente che l’art. 6 della l.r. Emilia Romagna 5/2013, nel richiedere che le “previsioni urbanistico-territoriali in ordine alla localizzazione delle sale da gioco” siano adottate “nel rispetto delle pianificazioni” statali, non attribuisce a queste ultime il valore di presupposto necessario, ma richiede soltanto che le previsioni dettate nell’esercizio del potere di pianificazione comunale non si pongano in contrasto con le previsioni stabilite a livello nazionale”.

PressGiochi

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