Legge di Bilancio, relazione tecnica: “Effetti positivi della Lotteria dello scontrino su gettito erariale dal 2018, ma gli stessi non sono ancora quantificabili”

La lotteria dello scontrino avrà effetti positivi per le casse dello Stato, proprio come avviene in Portogallo dove la misura è in vigore dal 2014, ma al momento è opportuno “prudenzialmente” non stimare alcun effetto finanziario dall’introduzione della misura. E’ quanto si legge nella relazione tecnica che accompagna la legge di Bilancio. Nel capitolo dedicato alle Disposizioni in materia di entrate, all’articolo 67 recante misure antielusive e di contrasto all’evasione si legge infatti che “i commi 6 e 7 prevedono che, a decorrere dal 1* gennaio 2018, che i contribuenti possano partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale, qualora abbiano comunicato il proprio codice fiscale all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delle entrate i dati della singola cessione o prestazione secondo le modalità di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127. Alla predetta lotteria nazionale si associano effetti di stimolo alla compliance e, in definitiva, possibili effetti incrementali di gettito derivanti dalla conseguenze emersione, a seguito dell’introduzione di una lotteria associata all’emissione di scontrini, ricevute e fatture emesse dai titolari di partita IVA quando effettuano una transazione con un consumatore finale, di operazioni sconosciute al fisco, in ragione dei risultati ottenuti dall’Amministrazione Fiscale Portoghese che ha introdotto tale incentivo a partire dal 2014. Dai dati relativi a tale esperienza risulta che, su alcuni specifici settori di attività economica, nel primo anno di applicazione della lotteria, in Portogallo si è osservato un incremento del gettito dichiarato pari al 8,7%. Poiché deve tenersi conto anche dell’incremento legato all’andamento del ciclo economico, per sterilizzare tale componente si è considerata la variazione del PIL del Portogallo espresso in valuta corrente. La variazione 2014 su 2013 di questo aggregato è risultata pari al +1,7%. Pertanto, il beneficio incrementale da considerare si riduce dall’8,7% al 7,0%. Occorre, inoltre, tenere presente che i settori di attività economica considerati dai portoghesi sono stati interessati, oltre che dall’introduzione della lotteria, anche da incentivi legati al rimborso parziale dell’IVA pagata dai consumatori finali. In assenza di ulteriori informazioni si può supporre che metà dell’incremento registrato sia riconducibile alla lotteria e l’altra metà ai rimborsi. Il tasso incrementale, quindi, si deve riduce dal 7,0% al 3,5%. Tutto ciò premesso, per avere un’idea del campo di applicazione delle nuova norma alla realtà italiana, si può ricorrere alle informazioni riportate nel quadro VT della dichiarazione IVA, riferito all’anno di imposta 2013. In questo quadro della dichiarazione i contribuenti indicano l’ammontare delle loro cessioni imponibili effettuate a consumatori finali. Dalla tabella 1 – dove sono illustrati i dati della IVA corrispondete a tale cessioni, disaggregata per settore di attività economica – si ricava che il totale dell’IVA derivante dagli scambi B2C ammonta a 67.955 milioni di euro. Di questi, 14.863 sono dovuti a transazioni effettuate da supermercati ed ipermercati ed è presumibile ipotizzare che l’introduzione della lotteria non porterà alcun beneficio incrementale sul gettito per tali attività, in quanto l’emissione degli scontrini già avviene sempre, per finalità di controllo interno. Dal calcolo dei benefici dovrebbero essere anche esclusi i dati delle utilities, dei trasporti e delle comunicazioni, con valori rispettivamente pari a 4.217 e 5.144, perché anche in questo caso l’eventuale introduzione della lotteria non compererebbe alcun cambiamento nel comportamento dei consumatori. L’esclusione dal calcolo dei benefici non implica automaticamente che tali settori debbano essere esclusi dalla partecipazione alla lotteria. Nel caso della grande distribuzione, ad esempio, occorrerebbe considerare anche lo stimolo concorrenziale, esercitato sugli altri esercenti, che potrebbe essere indotto dalla loro adesione al progetto. Se dal totale si sottraggono gli importi corrispondenti ai settori sopra elencati, allora il totale da considerare nel calcolo si riduce a 43.731 milioni di euro. Se si effettua l’ipotesi, prudenziale, che, nel primo anno di applicazione, al progetto aderisca solo un il 5% del mercato potenziale, il dato di 43.731 milioni si riduce a 2.187 milioni. Se a quest’ultimo dato si applica il tasso di incremento registrato in Portogallo, ovvero il 3,5%, il gettito incrementale atteso si attesterebbe su 77 milioni di euro a decorrere dal 2018. Tuttavia, tenuto conto che, allo stato, non è possibile stimare il numero e l’importo dei premi della prevista lotteria – il cui importo dovrebbe comunque essere considerato ai fini della valutazione dell’effetto finanziario netto derivante dalla misura – dell’unicità dell’esperienza portoghese e, pertanto, della limitata predittività che si può attribuire a tale unico precedente diretto, benché si ritenga che alle disposizioni possano essere ascritti, a decorrere dal 2018, positivi effetti di gettito, prudenzialmente si ritiene opportuno non stimare alcun effetto finanziario dall’introduzione della misura”. dar/AGIMEG

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Cassazione ribadisce: ‘Ctd, no raccolta scommesse senza licenza Tulps’

La Corte di Cassazione ribadisce che i Ctd non possono raccogliere scommesse senza licenza Tulps, e che non possono ottenerla senza aver aderito a sanatoria.

 

“Il ricorrente non ha chiesto l’autorizzazione ex articolo 88 Tulps, e dinanzi al Tribunale ha addotto che la sua mancata richiesta di autorizzazione ‘sarebbe da imputarsi esclusivamente all’assenza di concessione dei Monopoli di Stato in capo alla Stanleybet’; ma, in sintonia con il livello di cognizione sommaria cui deve attestarsi il Tribunale del riesame, l’ordinanza impugnata rileva poi che dalla comunicazione di notizie di reato in atti risulta che non sia in possesso della licenza di PS, per non averla mai richiesta“.
Lo sottolineano i giudici della Corte di Cassazione nel rigettare il ricorso presentato un esercente contro il sequestro preventivo di apparecchiature telematiche disposto dal tribunale di Potenza per l’attività di accettazione e raccolta di scommesse per un operatore estero senza l’autorizzazione di cui all’articolo 88 Tulps.

I giudici infine ricordano che “per quanto concerne la regolarizzazione in forza della legge di stabilità 2015 (I. 190/2014), dalmomento che – come correttamente rilevato dal giudice di merito – il suo articolo 1, comma643, offre sanatoria anche sul presupposto che entro il 31 gennaio 2015 gli interessati abbiano proposto domanda di rilascio di titolo abilitativo ex articolo 88 Tulps – domanda che, invece, risulta essere stata presentata dal ricorrente solo in data 4 settembre 2015 (motivazione dell’ordinanza impugnata, pagina 9) e al comma 644, per chi non aderisce al regime di regolarizzazione di cui al comma 643, stabilisce tra l’altro che rimane ferma l’applicazione dell’articolo 4, comma 4 bis, I. 13 dicembre 1989 n. 401. Ogni prospettazione del ricorrente, dunque, risulta infondata”.

Giochi, Baretta: Distanze non sono riduzione. Pronto a prendere caffè con Garavaglia quando vuole

Il sottosegretario al VELINO: Riduzione 30% macchinette entro 2017 in Legge Bilancio dopo accordo in Conferenza Unificata ma cambierà fisionomia offerta. Criteri per sale classe A e B in decreto ad hoc. In emendamento a Manovra anche slittamento Awp da remoto

Baretta AGF

“Bevo un caffè o un cappuccino volentieri con Garavaglia, quando vuole. Ma la trattativa è con l’associazione dei Comuni e con la Conferenza delle Regioni e non con i singoli. Ciononostante visto il ruolo della Lombardia sono disponibile a un confronto di merito che preceda la prossima Conferenza Unificata”. Il sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi Pierpaolo Baretta al VELINO risponde così a distanza al coordinatore degli assessori finanziari Massimo Garavaglia che alla vigilia dell’ultima riunione della Conferenza unificata, poi rimandata a causa del terremoto, aveva escluso si potesse arrivare a un’intesa fra governo ed enti locali sulla ridistribuzione dell’offerta di gioco limitandosi a dire laconico che “con Baretta ci vedremo solo per prendere un caffè”, aggiungendo che “ove mai ci fosse un incontro e ci saranno proposte saranno valutate, ma a noi al momento non è arrivato nulla”. “Non è vero che non c’è stato alcun confronto – è la replica del sottosegretario -. Confronti ci sono stati”. La prossima data utile per cercare di trovare la quadra sulla riforma del settore è il prossimo 10 novembre anche se si era ipotizzato si potesse convocare anche prima un incontro ad hoc.

“Spero che la convocazione sia il più presto possibile, intanto sono pronto a invitare l’assessore Garavaglia a prendere un caffè e cercherò di favorire un dialogo”, l’importante però – sottolinea Baretta – è “comprendere le reciproche posizioni. Quella del Governo è esplicita, conosciuta ed è una. Si basa sulla riduzione del numero delle macchine e del numero dei punti di gioco”. Ovvero riduzione entro il 2017 del 30 per cento degli apparecchi, la loro totale eliminazione dagli esercizi generalisti secondari, la riduzione in bar e tabacchi, doppia classificazione per le sale – A e B – a cui si aggiunge la volontà di togliere la giocata da 500 euro per le vlt e scendere almeno a 200 euro. “Quando c’è una drastica riduzione degli apparecchi e dei locali è chiaro che la fisionomia del territorio cambia, quindi la discussione sulle distanze va fatta tenendo conto di questa così rilevante minor presenza rispetto a quella attuale”. E puntualizza: “Le distanze non sono una riduzione, ma un allontanamento del gioco, che viene spostato dal centro verso le periferie. Endrizzi confonde la riduzione con le distanze”.

Tornando sulle dichiarazioni del senatore M5S al VELINO Baretta evidenzia che “la ragione per la quale la riduzione del 30% entro il 2017 non è contenuta nella Legge di Bilancio è che vogliamo discuterne in Conferenza. È singolare che si dica che si vuole fare uno scambio quando stiamo lavorando a un accordo completo. Endrizzi vorrebbe che noi riducessimo l’offerta ma senza venire incontro a un ragionamento complessivo. La riduzione del 30% cambia invece la fisionomia del gioco e necessita di un ripensamento delle distanze. Siamo pronti a metterla in legge di Bilancio ma vorremmo che gli enti locali sostenessero questa scelta”. Sempre replicando all’esponente M5S che aveva auspicato che venissero “tolte non solo le slot che non lavorano e che sono inutili, ma anche quelle che sono remunerative per i gestori” Baretta spiega che “iniziamo dai bar e tabacchi. Non guardiamo a quelle più o meno redditizie. Capita chi capita. E poi quali sarebbero quelle che rendono di meno? Endrizzi dice cose inesatte, invece è un argomento tecnico preciso. Il tema vero è che iniziamo un processo di riduzione. Questa sarà fatta sulla base di una programmazione. Bisognerà definire dei criteri precisi, ad esempio partendo dagli esercizi con i minori spazi”.

Ricapitolando, alla prossima riunione della Conferenza Unificata sul tavolo ci sarà la riduzione del 30% delle macchinette entro il 2017; subito via 20 mila apparecchi in circa 7 mila esercizi generalisti secondari, e un taglio in bar e tabacchi dove poi si punta in tempi più lunghi alla totale eliminazione, e la riduzione della giocata nelle vlt.  “Subito dopo l’accordo in conferenza ci sarà un decreto ad hoc in cui saranno individuati i criteri per la classificazione delle sale in A e B. Presenteremo tutta una serie di caratteristiche specifiche e siamo disponibili ad allargarne l’elenco sulla base delle proposte che arriveranno dagli enti locali, tenendo conto della qualità del luogo, dell’efficienza, dei controlli, della formazione del personale. Se non risponderanno a questi criteri resteranno sale di classe B soggette alle restrizioni”. Sull’apertura di nuovi casinò Baretta invece dice: “è un tema che siamo disposti e interessati ad affrontare. Avevamo iniziato a parlarne ma è rimasto tutto fermo”. Infine sullo slittamento del progetto Awp da remoto chiosa: “C’è un leggero ritardo tecnico, bisognerà perderci qualche mese. Credo che la proroga potrà essere contenuta in un emendamento unico alla legge di Stabilità insieme alla riduzione del numero delle macchine e al massimo sarà di un anno”

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Giochi, Mirabelli (Pd): “Accordo governo enti-locali in dirittura d’arrivo. Il proibizionismo favorisce solo l’illegalità”

“Con la Conferenza Stato-Regioni siamo in dirittura d’arrivo. La valutazione presentata dal governo, su cui concordano anche molti altri soggetti, tra cui l’Anci, è che si possa chiudere con un accordo per anticipare al 2017 la riduzione del 30% delle AWP da bar e tabacchi (e gli esercenti non sono contenti di questa iniziativa perché c’è un pezzo di economia che, nel frattempo, si è costruita sulle scelte di Tremonti che ora vanno smontate e, ovviamente, ci sono resistenze); intervenire ulteriormente sulla pubblicità; dare la possibilità ai Comuni di continuare a stabilire distanze e orari delle sale gioco come quelle attuali. Inoltre, ci sarà una distinzione tra le sale gioco come quelle attuali, prive di tutela, e sale gioco qualificate, cioè con personale formato, in grado di capire quando ci sono persone in difficoltà e di fornire loro assistenza, con tecnologie in grado di limitare i danni e di fermare un gioco eccessivo. Sale da gioco specializzate, dunque, denominate Sale di Tipo A”. Lo scrive il senatore Franco Mirabelli (Pd), ricordando che “l’obiettivo di fondo è sempre quello di togliere le macchinette dai locali pubblici come bar o tabaccherie. A mio avviso è una proposta seria, in grado di ridurre l’offerta e la domanda di gioco e di introdurre maggior controllo per cui, prima si riesce a metterla in campo, meglio è. Su tutto ciò, ormai da molte settimane, si verificano resistenze da parte di una sola Regione che è la Lombardia e questo continua a dilazionare i tempi dell’approvazione. A me pare che questo avvenga più per motivi politici che non di merito. Ci saranno sicuramente alcuni dettagli da discutere e da mettere a punto ma la proposta complessiva è positiva. Uno dei punti di possibile discussione riguarda la possibilità o meno per i Comuni di intervenire sulle Sale di tipo A, perché nella proposta governativa questi spazi diventano delle specie di zone franche che rispondono ad altri regolamenti precisi già in grado di garantire controlli e interventi a protezione del giocatore.
A mio avviso, l’ipotesi di Sale A e Sale B è una buona idea e concilia anche con l’interesse prevalente della salute pubblica con altri interessi. Bisogna, infatti, comprendere che non è possibile chiudere tutto, anche perché poi riaprirebbe tutto in modo sommerso e senza controlli né tutele. È vero che il gioco sommerso e illegale esiste ugualmente ma almeno gli si riduce un po’ la platea. Se andasse in porto l’accordo Stato-Regioni, credo che verrebbe immediatamente recepito dalla Legge di Bilancio, in cui al momento non c’è scritto nulla in materia di gioco, a parte la messa a gara del Superenalotto. Se riusciremo mai a fare una legge sul gioco, comunque, una delle cose che proporrò è che venga istituito un organismo terzo che dia i dati sul gioco e sui giocatori patologici. Oggi abbiamo i dati delle giocate e delle vincite ma non abbiamo i dati su quanti sono i soggetti che soffrono di patologie derivanti dal gioco. Le ricerche su questo presentano dati che variano dai 2 milioni di persone alle 15.000 persone, a seconda di chi ha commissionato la ricerca. A mio avviso, quindi, serve un osservatorio permanente su tutto il fenomeno per avere la possibilità di ragionare sui dati, perché sono cifre troppo discordanti tra loro quelle che vengono diffuse dai vari enti coinvolti o interessati”. dar/AGIMEG

Giochi, domani nuova Conferenza Unificata. Intesa governo-enti locali non in odg

Convocata per domani una seduta straordinaria delle Conferenze delle Regioni, Unificata e Stato-Regioni. La riunione, inizialmente prevista per giovedì 27 ottobre, era stata poi sconvocata a causa del terremoto che aveva nuovamente colpito l’Italia centrale. Modificato, però, l’ordine del giorno: non figura infatti tra i punti di discussione l’intesa tra governo, Regioni ed enti locali concernenti le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico. L’incontro di domani servirà a fare il punto sulle misure contenute nella nuova legge di Bilancio. Non è da escludersi che il tema dei giochi venga però inserito in un secondo momento. dar/AGIMEG

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Giochi, Palermo: sequestrato centro scommesse illegale, denunciato il titolare

Prosegue la lotta al gioco illegale a Palermo. Gli agenti della Polizia di Stato hanno sequestrato un centro scommesse – formalmente un Internet point che forniva ricariche di conti di gioco verso siti autorizzati – che forniva scommesse di un bookmaker straniero privo di concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gli agenti della Polizia Amministrativa della Questura di Palermo hanno accertato che l’attività era gestita da un italiano anche in assenza della licenza di pubblica sicurezza. Nei confronti del titolare del centro, che sarà denunciato per esercizio abusivo di raccolta di scommesse, è così scattato il sequestro penale di tutte le postazioni informatiche presenti, nonché dei monitor contenenti i palinsesti. Intanto, l’Autorità giudiziaria ha convalidato il sequestro di due centri scommesse finiti la scorsa settimana nel mirino degli agenti della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Palermo. Il provvedimento ha confermato la legittimità dell’iniziativa cautelare adottata dagli investigatori. dar/AGIMEG

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