Giochi, Baretta: “Otto ore di apertura al giorno delle sale sono poche, ma un’intesa con gli enti locali è possibile”

“Otto ore di apertura al giorno sono poche, ma quello dei limiti orari e’ un aspetto su cui si può trovare un’intesa con l’obiettivo di raggiungere ‎una disciplina uniforme su tutto il territorio nazionale”. Lo ha detto il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi Pier Paolo Baretta al termine della conferenza unificata, replicando in sostanza alle riserve espresse dai Territori sulla proposta che il Governo ha presentato oggi. “Se ci fosse un quadro nazionale uniforme, il Governo potrebbero anche intervenire  a distanza per spegnere le macchine al di fuori degli orari previsti. Se ogni Comune ha il proprio orario, deve essere lui a quel punto a far rispettare I limit”. E sul taglio delle slot, “I criteri sono ancora da definire, anche se probabilmente la scelta verra’ fatta iniziando a togliere le macchine dai locali più piccoli” gr/AGIMEG

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Giochi, ecco il documento integrale della proposta del Governo per l’intesa con gli Enti Locali

“In coerenza con questa impostazione l’obiettivo che si propone il Governo è regolare la distribuzione dell’offerta di gioco diffusa nel territorio, tenendo conto delle accresciute esigenze sociali”. E’ quanto specificato tra gli obiettivi del Governo nell’elaborazione del documento di intesa con gli Enti Locali. “La proposta del Governo – si legge nel documento – anche dopo i vari incontri con gli Enti locali e tenendo conto delle istanze da loro formulate, si articola come segue:

1) ridurre l’offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti vendita. 

Attraverso:

  • la eliminazione dell’offerta di gioco dai c.d. esercizi generalisti secondari (alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, e altri);
  • la eliminazione progressiva delle AWP nei pubblici esercizi (bar) e nelle rivendite di tabacchi.
  • allo scopo di rendere credibile questi obiettivi proponiamo di anticipare al 31 dicembre 2017 la prevista riduzione di almeno il 30% delle Awp, a partire dai generalisti secondari e dai bar e dai tabacchi.

I punti vendita oggi abilitati alla installazione di AWP (non tutti necessariamente ne detengono attualmente) sono circa 90.000, così suddivisi:

8.000 circa esercizi generalisti secondari; 

69.000 circa tra bar e tabacchi (di cui circa 56.000 bar e oltre 13.000 tabacchi), 

5.000 circa sale giochi (le sale con apparecchi comma 7, ovvero senza vincite in denaro, che possono anche detenere AWP);

3.000 circa sale VLT e Bingo (di cui 2800 circa sale VLT e 200 circa sale Bingo).

5.000 sale scommesse

L’effetto del provvedimento di anticipazione al 2017 della riduzione di AWP, a cominciare dai bar e tabacchi e dai generalisti secondari, comporta, in un anno, la riduzione a 265.000 macchine (il 30% si applica infatti ai 378.000 apparecchi esistenti al 31 luglio 2015). Considerando che attualmente gli apparecchi presenti sul mercato sono 398.000, la riduzione effettiva sará di oltre il 33%. 

Ciò significa togliere dal mercato circa 133.000 mila macchine così suddivise: circa 114.000 AWP da bar e tabacchi (oggi ne sono installate circa 221.000) e 19.000 circa dai generalisti secondari.

Ciò comporta la realistica previsione di riduzione di circa il 30/35% complessivo dei punti vendita tra bar e tabacchi che ospitano Awp e generalisti secondari. 

Successivamente, a seguito della programmata eliminazione degli apparecchi AWP da bar e tabacchi, i punti vendita si ridurranno ulteriormente. Perciò i locali in cui saranno presenti le AWP si concentreranno in 10.000 sale scommesse (come previsto dalla legge di stabilità 2016), più 5.000 sale giochi e 3.000 sale VLT e Bingo, più la quota rimanente di esercizi che disporranno di locali separati.

2) innalzare il livello qualitativo dei punti gioco.

A tal fine introdurre, per i punti gioco che rimangono dopo la riduzione di cui sopra, una certificazione di doppio livello (classe A e classe B) e un rigoroso sistema di controlli.

In questo nuovo contesto vanno considerate valide, in materia di distanze, le decisioni normative adottate finora dagli enti locali, con la eccezione dei punti gioco di tipo A.

Sono ricompresi nella classe A i punti di vendita gioco che rispondano alle seguenti caratteristiche e/o ad altri criteri che verranno condivisi in sede di Conferenza con gli Enti locali:

  • controllo all’ingresso, con documento d’identità e videosorveglianza;
  • eliminazione di immagini eccessive che inducano al gioco;
  • standard di arredo interno e luci, più segnaletica esterna che attesta la certificazione pubblica (modello “T” di tabacchi);
  • rispetto di vincoli architettonici;
  • formazione specifica per gli addetti anche con approccio di contrasto alla ludopatia;
  • rispetto di limiti minimi sui volumi di spazio dedicati al gioco e sui numeri minimi e massimi di apparecchi adibiti al gioco;
  • trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco;
  • obbligo di segnalazione di soggetti patologici ai servizi sociali del comune e divieto di accesso per persone soggette alla ludopatia ed inserite in programma di recupero dalla ludopatia stessa.

i punti gioco che non rispettano le caratteristiche suddette saranno classificati di tipo B e per essi varrebbero i vincoli di distanza imposti dagli enti territoriali e, in aggiunta, si dovrebbero comunque imporre limiti minimi sui volumi considerati necessari e idonei ad offrire gioco pubblico (metrature e numero apparecchi), ivi compresi le aree separate dei corner e il loro arredo/accesso; nonché sulla trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco.

3) definire un sistema di regole in materia di orari e di controlli.

  • Stabilire per tutti i punti gioco, in materia di orari, una apertura minima …X… (10-12) ore, la cui distribuzione nell’arco della giornata va definita in una prospettiva il più omogenea possibile nel territorio nazionale, anche ai fini del futuro monitoraggio telematico del rispetto dei limiti che verranno definiti.
  • Inasprire i controlli contro il gioco illegale, attribuendo competenze specifiche anche agli organi di polizia locale, prevedendo un apposito potere sanzionatorio e l’attribuzione dei relativi proventi ai comuni.

4) accentuare l’azione preventiva e di contrasto alla ludopatia. 

A tal fine:

  • Impegnare il Governo all’apertura di un confronto a livello europeo per favorire una legislazione comunitaria omogenea sulla pubblicità.
  • Prevedere, nelle caratteristiche delle nuove AWP da remoto, interventi tecnologici a salvaguardia del giocatore e di prevenzione e contrasto agli effetti della ludopatia, quali ad esempio:
  • i) strumenti di autolimitazione in termini di tempo e di spesa;
  • ii) messaggi automatici durante il gioco che evidenziano la durata dello stesso;
  • iii) abbassamento degli importi minimi delle giocate;
  • iv) eliminazione della possibilità di effettuare giocate di valore superiore a 200 euro nelle VLT;
  • v) altre misure da concordare con gli Enti locali.
  • Adottare regole e incentivi per la rottamazione delle AWP che vengono dismesse a seguito sia della riduzione prevista di almeno il 30%, sia della sostituzione con la adozione delle AWPR.

5) completare l’intervento normativo e di modernizzazione del settore dei giochi. 

A tal fine, oltre ad applicare tutte le decisioni di cui sopra:

  • predisporre le normative necessarie per il passaggio al sistema del “margine” per il calcolo delle entrate pubbliche;
  • realizzare, in collaborazione col Ministero degli Interni e gli enti locali interessati, una revisione dell’attuale disciplina dei Casinò, finalizzata al risanamento del settore e a una razionale distribuzione nel territorio nazionale, anche allo scopo di aiutare la scelta di ridurre la frammentazione della attuale diffusione territoriale del gioco.
  • completare con il Ministero dell’Agricoltura le modalità di rilancio del settore ippico e della Lega ippica.

La conclusione dei lavori della Conferenza Unificata verrà tradotta in un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, da emanarsi entro il corrente anno”.

Per scaricare il documento integrale, cliccare su: riordino giochi dar/AGIMEG

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Giochi, Decaro (Anci): “Intesa con Governo rinviata, dubbi su numero ore e certificazione sale”. Nella proposta del Governo taglio del 33% delle slot

“Abbiamo rinviato il punto alla prossima Conferenza Unificata”. Lo annuncia il presidente dell’Anci, Enzo Decaro, al termine della riunione odierna, evidenziando quelli che sono ad avviso dei Comuni le criticità della proposta del governo: “Abbiamo chiesto di ridurre il numero di ore di apertura al giorno, da 10-12 a 8, poi appena chiesto di specificare quelli che saranno le caratteristiche delle sale di tipo B. Il punto è stato rinviato, non so se sarà calendarizzato la prossima settimana”.
La proposta che il Governo aveva presentato oggi prevedeva il taglio del 33% delle slot. dar/AGIMEG

Camera. Dl Fiscale, approvati emendamenti su scontrini giocate

10 novembre 2016 – 10:33
Camera. Dl Fiscale, approvati emendamenti su scontrini giocate

Le commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera hanno approvato i tre emendamenti presentati dagli onorevoli Piccone, Latronico, Capelli e Tabacci, praticamente identici, relativi all’art. 4 che nello specifico prevede “Disposizioni recanti misure per il recupero dell’evasione” che chiedono di aggiungere “la conservazione degli scontrini delle giocate dei giochi pubblici autorizzati secondo criteri di semplificazione e attenuazione degli oneri di gestione per gli operatori interessati”.

La Commissione Affari Sociali invece ha respinto l’emendamento di Paola Binetti (Ap) in cui si chiedeva “di includere i dati dei soggetti affetti da tossicodipendenze, alcolismo e ludopatia nel sistema del fascicolo sanitario elettronico, al solo fine di esonerare tali soggetti dal pagamento del ticket sanitario”. La deputata ha infine lamentato “l’assordante silenzio ed il disinteresse del Governo nei confronti del problema delle dipendenze”.

PressGiochi

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Giochi, il Tribunale Civile di Roma respinge ricorso di Stanleybet contro Fanelli per il divieto di installare slot nei punti

Il Tribunale Civile‎ di Roma ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata da StanleyBet nei confronti di Roberto Fanelli, Direttore dei Giochi dei Monopoli di Stato. La vicenda ha origine dalla circolare con cui Fanelli ribadì il divieto di installare slot nei centri trasmissione dati, un provvedimento che – lamentava il bookmaker anglo-maltese – aveva fortemente compresso la redditività dei singoli CTD. Stanley nel corso del procedimento – per dimostrare le discriminazioni subite nell’accesso al mercato italiano – aveva depositato anche la sentenza Laezza con cui la Corte di Giustizia Eur‎opea aveva dichiarato illegittima la clausola sulla cessione gratuita della rete, inserita nell’ultima gara, il bando Monti, per le ‎concessioni delle scommesse. Stanleybet è stata condannata anche al pagamento delle spese. gr/AGIMEG

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Giochi, on. Tabacci (Des-Cd) ad Agimeg: “Il proibizionismo non serve. Con i divieti si rischia di alimentare il gioco illegale”

“Ritengo che il proibizionismo non porti da nessuna parte, soprattutto nel settore del gioco. Serve invece una maggiore educazione rivolta ai giovani e non solo, altrimenti con i divieti si rischia di alimentare solamente il gioco illegale”. E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg l’on. Bruno Tabacci (Des-Cd), in merito alla delibera del sindaco di Roma, Virginia Raggi, che limita fortemente l’offerta di gioco nella capitale. lp/AGIMEG

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Giochi, Boccia (pres. Comm. Bilancio Camera)ad Agimeg: “La Raggi può agire liberamente ma solo finché non ci sarà un accordo a livello nazionale”

“Il sindaco di Roma Virginia Raggi è libera di agire nel settore dei giochi come meglio crede fin quando non si trova un accordo a livello nazionale sul tema. Il fatto è che il settore presenta diversi buchi normativi e lascia autonomia decisionale ai sindaci. Personalmente comunque sono favorevole alla diminuzione dell’offerta di gioco”. E’ quanto dichiarato ad Agimeg Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio alla Camera, sulla delibera della Raggi a Roma. Interpellato sull’introduzione della lotteria degli scontrini, il presidente ha detto che: “questa misura non risolverebbe il problema dell’evasione fiscale”. lp/AGIMEG

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