Giochi, giovedì 17 nuova Conferenza Unificata. Intesa governo-enti locali su riordino settore si avvicina

Come anticipato da Agimeg, è stata convocata per giovedì 17 una seduta straordinaria delle Conferenze delle Regioni, Unificata e Stato-Regioni. All’ordine del giorno figura al punto 1 l’intesa tra governo, Regioni ed enti locali concernenti le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico. La scorsa settimana il governo ha presentato alle Regioni un nuovo documento con una serie di proposte per mettere finalmente mano al tanto atteso riordino del settore. Il sottosegretario Baretta ha parlato di “una riforma tanto attesa, quanto necessaria”, da raggiungere “a stretto giro”. La riunione di giovedì dovrebbe infatti essere conclusiva. dar/AGIMEG

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Giochi, M5S: Ricorsi lobby solo intimidazioni. Comuni no-slot non abbiano paura

Mantero: per Consiglio di Stato diritto salute prevalente su impresa

12,50 7 minuti fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
AGF LUDOPATIA Pr (1)

Roma, 12:50 – 7 minuti fa (AGV NEWS)

“I Comuni no-slot non abbiano paura, i ricorsi delle varie lobby sono intimidatori e hanno il solo scopo di spaventare sindaci che vogliano intraprendere anche loro la via virtuosa contro azzardopoli”. È quanto afferma il deputato M5S Matteo Mantero, membro della commissione Affari sociali di Montecitorio. “Il Consiglio di Stato – ricorda Mantero – nelle varie sentenze che hanno dato ragione ai sindaci no-slot, ha dichiarato che è preponderante il dovere di tutelare la salute dei suoi concittadini rispetto al diritto d’impresa”. “Il gioco d’azzardo – afferma ancora l’esponente M5S – provoca una perdita certificata per lo Stato e l’economia sana pari 3.8 miliardi annui di mancata iva sui consumi. Persone che gettano i loro risparmi nel ‘buco nero’ dell’azzardo , perdendo ogni anno al netto 576 euro, che potrebbero essere spesi nell’economia reale del commercio. Se poi a questo sommiamo i danni sociali causati dall’azzardopatia, la forbice per lo Stato è nettamente in perdita. Utilizzando i parametri dello studio dell’Università di Neuchatel per l’Italia parliamo di danni sociali-sanitari pari a 5-6 miliardi l’anno calcolando costi per divorzi, mancati giorni di lavoro, fallimenti economici, assistenza socio-sanitaria”, conclude.

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Catania, Polizia ‘segnala’ locali con slot accese fuori orario

Controlli a tappeto della Polizia fra le slot e le Vlt installate a Catania, molte quelle accese oltre l’orario prestabilito.

 

Oltre agli apparecchi da gioco non a norma, sempre più spesso i controlli della Polizia svelano il mancato rispetto dei limiti orari di accensione imposti dalle licenze di esercizio. Succede a Catania, dove la Squadra di Polizia Amministrativa della Divisione di polizia Amministrativa della Questura ha rilevato diverse infrazioni di questo tipo in sale gioco, bar e chioschi.
Per questo motivo è scatttata la denuncia all’Autorità giudiziarie per i titolari di due sale bingo e anche per quello di un chiosco, che aveva anche installato giochi sprovvisti di titolo autorizzatorio.
Stessa sorte, infine, per il titolare di una sala Vlt, che aveva mantenuto attivi gli apparecchi elettronici di intrattenimento oltre l’orario consentito in licenza.

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Riordino giochi, Ughi (Obiettivo 2016): “Luci e ombre nella proposta del Governo, taglio slot più efficace con tassa su ciascun apparecchio”

Maurizio-Ughi-Obiettivo-2016

11 novembre 2016
ROMA – La proposta del Governo per il riordino del settore giochi “ha luci e ombre, tra i punti positivi ritengo ci sia la classificazione delle sale e il coinvolgimento dei Comuni nel contrasto al gioco illegale, trovo più confusionarie alcune indicazioni come ad esempio l’introduzione delle slot da remoto o le proposte per la riduzione del parco macchine”. E’ quanto dice ad Agipronews Maurizio Ughi, Amministratore Unico di Obiettivo 2016, commentando il documento presentato ieri durante la Conferenza Stato-Regioni. “Le macchine da remoto – spiega Ughi – possono essere uno strumento utile ad avere un maggior controllo, con la possibilità di bloccare le puntate che vadano oltre gli eventuali limiti orari per il gioco, a patto che però non diventino un mezzo per accorciare la filiera a favore dei grossi concessionari, cancellando le competenze e la professionalità necessarie per soddisfare le esigenze del territorio”.
Altro punto da chiarire, secondo Ughi, è relativo alla riduzione del parco macchine: “Per come è presentata la misura mi sembra sia più ‘estetica’, si cerca più il consenso e non una reale soluzione. Per ridurre in maniera efficace la presenza delle slot nei locali generalisti, da subito, basterebbe introdurre una tassa a forfait sul numero delle macchine in bar e tabaccherie: gli esercenti eliminerebbero automaticamente quelle meno produttive e utili a dare solo un ‘colpo d’occhio’. La classificazione delle sale ritengo invece che sia una misura necessaria, ma dovrebbe serivre a innalzare la qualità di tutti i punti che offrono gioco: non credo che nel contrasto alla ludopatia lo Stato possa permettersi di avere locali con un controllo doveroso e altri in cui i giocatori, in particolari quelli con problemi, vengono lasciati liberi di rovinarsi”. Tra le misure più efficaci, secondo Ughi, il coinvolgimento dei Comuni e delle forze di polizia locali nella lotta all’illegalità: “Una volta trovato l’accordo tra Stato ed enti territoriali – conclude – sarà possibile dare il via alle gare: da lì in poi sarà chiaro quali operatori sono autorizzati e quali non lo sono: i Comuni, anche a fronte di risorse dirette dalle sanzioni, potranno intervenire direttamente per bloccare chi è fuori legge”.

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Sts, esposto alla Corte dei Conti: ‘Limiti slot, danno erariale’

Il sindacato dei tabaccai Sts presenta un esposto in Corte dei Conti contro le limitazioni alle slot per danno erariale.

 

Con un esposto depositato alla Corte dei Conti della Lombardia il sindacato dei Totoricevitori sportivi accusa i Comuni che hanno emanato regolamentazioni limitative sull’esercizio dei giochi di aver generato un danno erariale per importi pari a 2,5 miliardi di euro. In particolare, secondo la tesi dei tabaccai, tali restrizioni avrebbero provocato una diminuzione delle entrare derivanti dalla tassazione del gioco legale in virtù della quale i sindaci, secondo i tabaccai, dovrebbero risponderne con i loro patrimoni personali.

Il primo ad essere colpito dall’esposto sarebbe quindi il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che a giugno ha approvato un’ordinanza “per contrastare fenomeni patologici connessi al gioco compulsivo”. Il danno causato dalle nuove disposizioni – le quali, come noto, impongono limiti all’esercizio dei locali con slot machine, che devono trovarsi a 500 metri di distanza da chiese, scuole e ospedali e chiudere dalle 7,30 alle 9,30, dalle 12,30 alle 14 e dalle 19 alle 21 – sarebbe di 7,6 milioni di euro l’anno nel solo comune di Bergamo.

 

Il caso però è destinato ad espandersi ulteriormente, tenendo conto dei molti Comuni che hanno adottato soluzioni simili. Basti pensare alla recente dichiarazione della neo-sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha annunciato una vera e propria guerra alle slot nella Capitale. Il punto rivendicato dal sindacato dei tabaccai – come del resto dall’intera filiera, fin dall’origine della cosiddetta ‘Questione territoriale’ – è la riserva di Stato che è ad oggi vigente sul comparto del gioco in virtù della quale risulta competenza statale la regolamentazione di questa attività che non dovrebbe quindi essere trattata a livello comunale. Mentre i primi cittadini, dal canto loro, rivendicano da sempre il diritto di regolare l’ordine pubblico e la salute pubblica.
Il tema del ‘danno erariale’, tuttavia, era già emerso nelle scorse settimane, in seguito alla pronuncia del Tar del Friuli dello scorso giugno (la n.334 del 30 giugno 2016) che sulla base di un provvedimento interdittivo riconosciuto illegittimo, aveva ritenuto risarcibile il danno (documentato) lamentato dall’operatore che aveva impugnato la norma locale. Un tema che era stato approfondito dal legale Geronimo Cardia, esperto in materia, in un articolo specifico sul tema pubblicato sul numero di settembre della rivista Gioco News, nel quale veniva evidenziato tale rischio per le amministrazioni comunali, parlando per la prima volta del possibile rischio di danno erariale.

Intanto i tabaccai sono comunque in attesa di conoscere il verdetto del Tar di Bergamo, relativamente alla stessa ordinanza comunale, che avevano impugnato all’indomani della sua emanazione e rispetto alla quale il tribunale dovrà pronunciarsi il prossimi febbraio. L’accusa è la violazione della libertà di iniziativa economica in un settore legale essendo i tabaccai concessionari statali per il gioco legale e autorizzati dalle questure.

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Online, Planzi (Oss. Politecnico di Milano): “Spesa dei giocatori in aumento del 27,4% nel 2016 grazie al traino di casinò e scommesse”

Si è parlato anche di gioco d’azzardo al Salone dei pagamenti che si è tenuto a Milano la scorsa settimana. Il salone, alla sua prima edizione, ha visto anche la partecipazione della Fondazione per l’educazione finanziaria, Feduf, che ha organizzato alcuni eventi rivolti agli studenti sul corretto rapporto con il denaro, reale e digitale ed un incontro, nella giornata di venerdì, dedicato al denaro speso nel gioco on line. Una voce importante per entità e che, soprattutto, viene associata per lo più al gioco patologico. Il convegno, intitolato “Denaro on line, non giocartelo”, è stato aperto da Marco Planzi, tra i curatori del rapporto annuale che gli Osservatori del Politecnico di Milano realizzano ogni anno sul comportamento degli italiani nel gioco on line. E proprio anticipando il rapporto che sarà divulgato la prossima primavera, Planzi ha confermato il trend in crescita della spesa degli italiani sui siti di gioco legali: 575 milioni di euro nei primi mesi di quest’anno. Ovvero, una crescita del 27,4% rispetto ai 451 milioni del 2015. Con una prevalenza della spesa sui giochi da casinò (243 milioni contro 177 milioni nel primo semestre 2015) seguito dalle scommesse (216 milioni contro 155 milioni). Giovanna Zacchi, della Banca popolare dell’Emilia Romagna, Bper, ha parlato, invece, delle iniziative che il suo istituto bancario ha messo in campo per contrastare il gioco patologico. La gestione di un conto corrente, infatti, si modifica in modo netto quando il titolare diventa un giocatore patologico. “Ma ci sono dei grossi limiti alla nostra possibilità d’intervento” ha spiegato la Zacchi “perché le regole della privacy impediscono al direttore di una filiale di informare i familiari. E se prova, invece, a sensibilizzare il cliente, rischia delle reazioni anche aggressive”. Tra le iniziative concrete della banca, comunque, il blocco delle carte di credito sui siti di gioco e un programma educativo che viene svolto nelle scuole per prevenire le patologie da azzardo.Sull’importanza della prevenzione hanno puntato anche Roberto Mollica, della Ats (ex Asl) di Milano, collegato via Skype. Il quale ha spiegato come i meccanismi psicologici del giocatore con propensione alla dipendenza portano alla modificazione del cervello e dei suoi meccanismi biochimici. lp/AGIMEG

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Giochi, Palermo: scoperto nuovo centro scommesse abusivo, denunciata titolare

Giro di vite a Palermo contro il gioco illegale. I Carabinieri della compagnia San Lorenzo hanno organizzato servizi straordinari di controllo del territorio all’interno del quartiere Zen 2 con l’intento di prevenire e reprimere reati di ogni genere. I militari hanno controllato un centro scommesse all’interno del quartiere: la proprietaria, gestiva un centro di raccolta scommesse senza nessuna autorizzazione; per lei è scattata la denuncia per omessa esposizione della tabella dei giochi proibiti ed apertura abusiva di un centro scommesse. I locali e l’attrezzatura custodita all’interno sono stati sequestrati. dar/AGIMEG

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