Scommesse, Avv. Parrelli (Sogno di Tolosa): “Concrete modalità di rilascio delle concessioni sono illegittime” Nonostante abbia collezionato una serie ininterrotta di sentenze contrarie, ancora presume. Mah

“Ribadisco che ad oggi, secondo la normativa vigente (art. 1 comma 644 legge di stabilità) non occorre più la licenza di p.s. ex art 88, essendo sufficiente la comunicazione dei propri dati anagrafici ex art 1 comma 644 lett.e Legge di stabilità”. E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg l’avvocato Mariateresa Parrelli a seguito del parere del Consiglio di Stato che respinge il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto dalla società Sogno di Tolosa Ltd contro il Ministero dell’Interno – Questura di Potenza, avverso al diniego d’autorizzazione all’espletamento di intermediazione telematica nel settore della raccolta di scommesse. “Ormai il quadro normativo è mutato con la Legge di Stabilità 2015 e 2016, ad oggi esiste quindi in Italia un doppio binario – ha detto ancora Parrelli – ovvero il sistema concessorio ex bando monti 2012 (che necessità della licenza ex art. 88 tulps), ancorché si tratti ormai di concessioni scadute, a mio avviso prorogate illegittimamente; e il sistema autorizzatorio ex art 1 comma 644 della Legge di Stabilità (che non necessità della licenza ex art. 88 tulps). Si ribadisce che la sanatoria del 2015 e 2016 ha dimostrato che il sistema concessorio non ha più ragione di esistere (ed è quindi illegittimo), visto che, ad esempio, è venuto meno il contingentamento numerico e territoriale (ovvero non c’è più il numero limitato di concessioni /autorizzazioni). In ogni caso, la Corte di Giustizia Europea ha più volte ribadito che, in teoria, il sistema concessorio potrebbe essere lecito, ma in pratica, le concrete modalità di rilascio delle concessioni sono illegittime, perché rendono impossibile la partecipazione a condizioni eque e paritarie agli operatori comunitari”. lp/AGIMEG

 

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Gioco e territori verso la resa dei conti

 

Dopo anni di battaglie legale e forti contrapposizioni, è arrivato il momento della resa dei conti, con il governo che potrebbe chiudere l’ormai degenerata ‘Questione territoriale’.

E’ arrivato il momento del redde rationem. Per il governo e per gli enti locali. Dopo oltre cinque anni di ordinanze e regolamenti, di impugnative e sollecitazioni, la ‘Questione territoriale‘ potrebbe trovare l’attesa soluzione. Non tanto (e non solo) per via dell’interminabile lavoro della Conferenza unificata sul tema, che sembra aver finalmente portato le parti alla definizione di un accordo di massima su cui impostare la prossima manovra finanziaria e, più in generale, la riforma del comparto (sia pure implicita, poiché inclusa in un provvedimento di altro tipo e non oggetto di un provvedimento ad hoc, ma tant’è). Quanto, piuttosto, in ragione del fatto che di fronte al degenerare dell’eterno contenzioso tra la filiera del gioco e gli enti locali, il governo non può più rimanere a guardare.

L’industria ha presentato il conto, quantificando i danni generati dall’introduzione di alcune restrizioni forse eccessive imposte sul territorio da alcuni sindaci. Com’era inevitabile, del resto. E non certo per dare un giudizio morale sull’azione di una amministratore locale e sulle motivazioni che lo possono aver spinto a un’azione di questo tipo, che saranno senz’altro più che valide. Il fatto – come evidenziamo da tempo e come documentato anche nel libro ‘La questione territoriale’, a cura del legale Geronimo Cardia e dedicato proprio a questa materia – è che sul gioco pubblico esiste(rebbe) una riserva di Stato, pensata e voluta proprio per disciplinare il mercato a livello centrale. A garanzia di tutela per tutte le parti interessate, cittadinanza in primis. E’ quindi evidente che una situazione in cui (ci sia permessa la semplificazione) ognuno decide di dire la propria, cambiando le regole di un mercato – peraltro affidato in concessione a degli operatori selezionati – a livello regionale se non addirittura comunale, risulta incompatibile “per definizione” ai dettami del Legislatore. E, forse, anche ai principi costituzionali. Ma è altrettanto vero che nell’esercizio di tale Riserva, lo Stato deve comunque essere in grado di garantire un corretto funzionamento del mercato e il mantenimento di determinati equilibri – tra interesse pubblico ed economico – anche per conto delle autonomie locali. E’ quindi evidente che la situazione in cui siamo arrivati oggi è il frutto di una serie di carenze e di troppe mancanze, a cui hanno fatto seguito diverse degenerazioni. Che adesso non possono più sussistere, com’è evidente ormai a tutti, specie dopo gli ultimi episodi di cronaca e/o di attualità politica. La notizia dell’esposto depositato dal sindacato dei tabaccai presso la Corte dei Conti, nel quale si evidenzia la configurabilità di un possibile danno erariale – in aggiunta e in conseguenza alla recente pronuncia di Bolzano – , rappresenta il punto di non ritorno di un conflitto troppe volte rimandato e oggi non più procrastinabile. Nonostante l’assordante silenzio dell’Esecutivo sulla materia nelle ultime tre legislature, dunque, tocca adesso alla squadra guidata da Matteo Renzi intervenire. Per questo, forse non a caso, il sottosegretario Pier Paolo a Baretta, artefice della mediazione ricercata con gli enti locali, esprime parole confortanti rispetto al raggiungimento dell’obiettivo, che sembra oggi davvero a portata di mano. Anche se la possibile riforma della Costituzione e del Titolo Quinto che riguarda proprio il ruolo degli enti locali, lascia immaginare che difficilmente potrà essere presa una decisione conclusiva prima del Referendum del 4 dicembre. In ogni caso, però, l’avvicinarsi delle visioni dei due interlocutori (Stato ed Enti locali) negli uffici degli Affari Regionali rappresentano comunque un serio passo in avanti e senz’altro una buona notizia. Resta tuttavia la necessità di arrivare a una soluzione in tempi utili (si fa per dire), e comunque non oltre l’anno corrente, in modo da rimettere in sesto il settore a partire dal prossimi anno. Dando seguito ai vari impegni assunti dal Legislatore (primo su tutti: l’emanazione dei bandi di gara per il rinnovo delle concessioni) e alla definizione di un futuro che sia davvero sostenibile e in linea con le esigenze dei territori. Evitando di ricadere tra qualche anno nella stessa situazione. Per ottenere un risultato di questo tipo, però, è necessario che l’annunciata “riforma dei giochi” (o comunque, il riordino), sia davvero degna di tale nome. In grado, quindi, di assecondare le volontà degli amministratori locali in termini di ordine pubblico e tutela della salute, ma anche quelle degli operatori, i quali dovranno essere in grado di continuare a esercitare la loro professione in virtù del rapporto concessorio instaurato con lo Stato. Per questo la soluzione ricercata dal governo dovrà rivelarsi completa oltre che concreta (per esempio non preoccupandosi soltanto di un solo prodotto di gioco, come se fosse l’unico sul mercato), per non correre il rischio di ritrovarsi presto di fronte a un problema simile, e magari con uno scenario ulteriormente compromesso.

Giochi, petizione per chiedere uso obbligatorio tessera sanitaria “Si verrebbe così a creare un’Anagrafe dei giocatori a rischio ludopatie. Italia al primo posto in Ue per perdite al gioco”

15,14 30 minuti fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
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Roma, 15:14 – 30 minuti fa (AGV NEWS)

Una petizione per chiedere l’uso obbligatorio della tessera sanitaria per il gioco d’azzardo legale. È stata lanciata sulla piattaforma Change.org e sarà consegnata al presidente del Consiglio Matteo Renzi, e ai ministri dell’Economia e della Salute Pier Carlo Padoan e Beatrice Lorenzin. “Utilizzando la tessera sanitaria prima di acquistare Gratta e Vinci, imponendone l’uso per abilitare il funzionamento di slot machines e video lottery, acquisendo il Codice fiscale del giocatore prima di ogni puntata al gioco del Lotto e degli altri giochi legali basati su scommesse, – si legge nella petizione – si verrebbe a creare un’Anagrafe dei giocatori a rischio di contrarre ludopatie derivanti dal gioco legale. Raggiunto un certo limite di giocate o una certa esposizione economica del giocatore in un determinato arco di tempo, si potrebbe inibire per un certo periodo la possibilità di continuare a giocare ed inviare una segnalazione ai Servizi sociali o alle strutture di supporto per le dipendenze, chiaramente tutelando la privacy del giocatore. Nella classifica europea delle perdite al gioco – si ricorda -, l’Italia è al primo posto. A livello mondiale è al quarto, ha davanti solo Stati Uniti, Cina e Giappone. L’Italia stampa un quinto dei gratta e vinci di tutto il mondo, ha il record di apparati elettronici da gioco, circa 416mila, a cui si aggiungono 50mila video lottery, ed incassa dal gioco legale almeno 8 miliardi di euro all’anno. Dall’1,5 al 3,8 % della popolazione, quindi almeno 900mila italiani, sono affetti dalla malattia del gioco d’azzardo compulsivo, ma questo dato non tiene conto delle giocate su internet. I soggetti colpiti dal disturbo appartengono alle fasce più deboli della popolazione e dietro ad ogni soggetto sono messe in stress la famiglia e la cerchia degli amici. Numerosi i casi di depressione e i tentativi di suicidio”.

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LINK per firmare la PETIZIONE:

 

 

Pastorino (Sts-Fit): ‘Orari gioco, esposti per danno erariale in altre tre regioni’

Dopo Bergamo, Giorgio Pastorino, presidente del sindacato dei tabaccai Sts-Fit, annuncia la presentazione di altri esposti contro i limiti al gioco in varie regioni.

 
“Che sia un’intimidazione è un’opinione del sindaco. Io potrei dire lo stesso ogni volta che arriva un vigile nella tabaccheria e minaccia di chiudere il locale. Non si tratta di intimidazione ma di un atto dovuto che va ad aggiungersi ai ricorsi fin qui presentati al Tar di Bergamo e in altri comuni. Stiamo presentando esposti-pilota anche in altre regioni, in Toscana, Veneto e Piemonte: vedremo come andrà, poi valuteremo se andare avanti”.

Parola di Giorgio Pastorino, presidente del sindacato dei tabaccai Sts-Fit, che risponde alla presa di posizione del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, dopo l’esposto presentato alla Corte dei Conti per il danno erariale che sarebbe stato causato dall’ordinanza sui giochi.
SINDACI NON POSSONO LIMITARE CONCESSIONE STATALE – “Il concetto è semplice: lo Stato rilascia concessioni e incassa oltre 8 miliardi di euro all’anno dal gioco, che vengono spesi anche per il welfare, per le Regioni ed i Comuni. Noi diciamo che un conto è se il Governo fa una legge che vieta il gioco, che noi dobbiamo assolutamente rispettare, ma non è possibile che sia un sindaco a limitare una concessione statale. Le competenze devono rimanere a livello nazionale, quindi stiamo usando tutti gli strumenti a nostra disposizione per denunciare questo fatto”, puntualizza Pastorino.

 

TABACCAI DISCRIMINATI – “Ricordo che Bergamo rappresenta un caso unico in Italia: in certe fasce orarie il sindaco non ha vietato solo slot ma anche gratta e vinci, 10 e lotto, scommesse sportive, lotterie, fra cui il Premio Louis Braille, il cui ricavato va all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Sono tutti prodotti in maggioranza venduti in tabaccheria, per questo sembra un regolamento ‘anti-tabaccai’, ma lascia lavorare tutto il giorno i bingo, che sono diventati ormai dei piccoli casinò”, commenta il presidente Sts-Fit.
RIORDINO, CERTIFICAZIONE NON SOLO PER LE SALE – Pastorino poi dice la sua anche sulla proposta di riordino dei giochi al centro dell’incontro in Conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali in programma per il 17 novembre in seduta straordinaria. “Credo che la versione fin qui circolata sia troppo eccessiva per essere realistica, noi abbiamo notizie diverse in proposito. Sicuramente si parlerà di tagli alle slot e noi su questo siamo d’accordo, visto che abbiamo proposto persino un taglio superiore. Nei colloqui che abbiamo avuto la certificazione A e B degli esercizi non riguarda solo le sale ma tutte le categorie commerciali: quindi se questa idea viene applicata correttamente, se si da a tutte le attivita la possibilità di accedervi non c’è problema, se invece viene riservata a poche sale si crea un problema enorme. Quanto all’ eliminazione delle slot da bar e tabaccherie non credo sia la soluzione, non servirebbe a nessuno, potrebbe fare piacere a qualche concessionario orientato nella gestione di sale ma ce ne sono tanti che hanno altre attivita. Quindi alla fine scontenterebbe tutti e avrebbe pochissimi benefici, con il rischio di perdere il controllo sul settore. Sicuramente va ridotta la diffusione del gioco, e si deve regolamentarlo meglio, ma non si può tornare indietro di 15 anni, rischiando che la criminalità organizzata rimpiazzi l’offerta legale”.
 
MANTERO “PRIMA LA TUTELA DELLA SALUTE” – Sul tema dell’esposto per danno erariale arriva anche il commento di Matteo Mantero del M5S: “I Comuni no-slot non abbiano paura, i ricorsi delle varie lobby sono intimidatori ed hanno il solo scopo di spaventare sindaci che vogliano intraprendere anche loro la via virtuosa contro azzardopoli. Il Consiglio di Stato nelle varie sentenze che hanno dato ragione ai sindaci no-slot, ha dichiarato che è preponderante il dovere di tutelare la salute dei suoi concittadini rispetto al diritto d’impresa. Una denuncia vergognosa e priva di fondamento, il Consiglio di Stato si è espresso più volte, il dovere dei sindaci di tutelare la salute dei cittadini è preponderante rispetto alla libera impresa. Queste denunce hanno il solo vile scopo di spaventare gli amministratori, ma non li fermeranno“.

Il futuro del gioco tra classe A e classe B. La Beccalossi: “Fiducia in Renzi, ma nel documento del Governo troppi punti oscuri”

14 novembre 2016 – 11:16
Il futuro del gioco tra classe A e classe B. La Beccalossi: “Fiducia in Renzi, ma nel documento del Governo troppi punti oscuri”

La “proposta” del Governo arrivata attraverso Pier Paolo Baretta ha provocato ovviamente immediate reazioni. Secondo lo stesso sottosegretario la “chiusura” dell’accordo è (ancora una volta) imminente, con un prevedibile rimescolamento delle carte della grande partita nazionale sui regolamenti delle slot. Al di là della prevista riduzione (30%) a far discutere è la classificazione dei punti di gioco in classe A e B. Una differenziazione nella quale il concetto di sala dedicata assumerà ancora più importanza, dato che come ha detto più volte proprio Baretta , nonostante la riduzione del numero delle slot si punterà alla “qualità” dei punti gioco e ad un teorico, forse mitico “equilibrio, tra le entrate erariali e la salute dei giocatori”. Una definizione quella di “classe A e B” definita da alcune parti “vaga”, ma che potrebbe aprire scenari molto complessi. Sintomatico è che proprio l’ultimo regolamento cittadino “importante”, quello di Venezia, su indicazione del Tar prenda già spunto da questa distinzione con orari diversificati tra le sale dedicate e gli esercizi commerciali “normali” come bar o tabaccherie. Tutti sintomi già annunciati di una linea Governativa che vuole una riduzione limitata dell’offerta, ma anche “specializzazione” dell’offerta stessa di gioco, con una “sparizione” delle slot da bar e tabaccherie, ma anche una “maggiore tutela” del gioco e dei giocatori in luoghi definiti con accesso controllato in particolare per i minori. Una scelta che non convince, oltre ad alcune associazioni, molti esponenti di “spicco” degli enti locali, tra tutti in prima fila l’assessore Viviana Beccalossi che si è messa alla testa oltre che del “fronte unitario” dei sindaci lombardi, più in generale di un movimento nazionale anti-azzardo che parte proprio dagli enti locali.  L’annullamento dei “vincoli oggi esistenti” in termini di distanze per i luoghi di “classe A” potrebbe essere una controrivoluzione che sconvolgerebbe tutte la diversificazione attualmente esistente tra comune e comune, regione e regione, diversificazione che è arrivata in questo lungo periodo di incertezza normativa dove ogni “feudo” si è mosso secondo esigenze autonome lamentando un’assenza dello Stato Centrale.  “Così rischiamo di creare luoghi di perdizione per i malati di gioco non troppo dissimili dalle ‘stanze del buco’ per i consumatori di eroina-ha tuonato la Beccalossi, Credo alla buona volontà di Renzi – concede Beccalossi -, ma nel documento ci sono ancora troppi punti oscuri”.

Stesso dubbio da parte dei sindaci per gli orari, il Governo spinge per le 10 ore mentre secondo Enzo Bianco presidente dell’Anci “8 ore sono più che sufficienti”.

Questo futuro è già ”quasi” il presente.

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Salerno, Gdf: misura cautelare personale interdittiva nei confronti di funzionario dei Monopoli

Per il rilascio di un patentino per la vendita di generi di monopolio la cifra richiesta oscillava dai 10 ai 15 mila euro

09,42 5 ore fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
Tabacchi

Roma, 09:42 – 5 ore fa (AGV NEWS)

Nella mattinata del 14 novembre 2016, militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Eboli, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno Sost. Proc. Dott. Maurizio Cardea , hanno eseguito una ordinanza applicativa di misura cautelare personale interdittiva per la durata di mesi dieci, emessa dal G.I.P. nei confronti di un funzionario in servizio presso l’Ufficio locale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Salerno, di recente trasferito presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Napoli. Il destinatario del provvedimento è stato per molti anni il Capo del Settore Nuove Istituzioni di Rivendite Ordinane, Speciali e Patentini dei Monopoli di Salerno, ufficio che si occupa delle richieste formulate da operatori economici presenti su tutta la provincia di Salerno per il rilascio di concessioni per la vendita di generi di monopolio. Le indagini – spiega un comunicato stampa – condotte dalla Guardia di Finanza sono scaturite da una denuncia di un operatore del settore tabacchi che, nell’agosto del 2015, segnalò una irregolarità da parte dei Monopoli di Salerno nel rilasciare un “patentino” a favore di un esercizio commerciale di Eboli in assenza di taluni requisiti previsti dalla nuova normativa – D.M. 38 del 21 febbraio 2013 – che disciplina i criteri per il rilascio di concessioni per le rivendite Ordinarie, Speciali e Patentini.

Le attività investigative coordinate dal Sost. Proc.dott. Maurizio Cardea e svolte dalle Fiamme Gialle, hanno consentito di avvalorare le ipotesi di reato contestate al funzionario pubblico, il quale riceveva o si faceva promettere denaro da parte di operatori economici che avanzavano richiesta per ottenere le autorizzazioni previste per la vendita di tabacchi. Le indagini di polizia giudiziaria hanno permesso di appurare che il funzionario dell’AAMS di Salerno si avvaleva di un intermediario di Eboli e uno di Mercato San Severino, entrambi incaricati di avvicinare i commercianti locali ai quali veniva chiesto il denaro per consentire il buon esito delle istanze presentate. Per il rilascio di un patentino, in particolare, la cifra richiesta oscillava dai 10 ai 15 mila euro mentre a coloro che erano già in possesso di patentini, ma scaduti di validità e pertanto non più rinnovabili a mente del predetto D.M. 38/2013, la cifra chiesta era di 5 mila euro.

Le complesse e articolate attività investigative hanno messo in luce l’operato illecito del pubblico ufficiale grazie all’acquisizione di probante documentazione e di importanti testimonianze rese da parte di soggetti vittime dell’indagato. Durante la fase delle indagini preliminari, la polizia giudiziaria, su delega della Procura della Repubblica di Salerno, ha effettuato varie perquisizioni domiciliari e locali. Presso la sede dell’AAMS dì Salerno sono stati sequestrati numerosi fascicoli ancora al vaglio degli inquirenti. Nell’abitazione dell’intermediario ebolitano è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro documentazione utile alle indagini che dimostra il ruolo dello stesso. Sono state raccolte varie deposizioni di operatori economici che hanno confermato le richieste di denaro avanzate dal funzionario dei Monopoli per il tramite del cittadino ebolitano. Il Funzionario dei Monopoli è indagato per i reati di cui agli artt. 319 quater c.p., in concorso con gli intermediari di Eboli e Mercato San Severino, per avere indotto operatori economici al pagamento di somme di denaro per ìl rilascio di patentini per la vendita di generi di monopolio e degli artt. 323 c.p. e 479 c.p. per aver rilasciato illecitamente il rinnovo di patentini scaduti di validità a soggetti già in possesso di analoghe autorizzazioni, attestando falsamente la sussistenza di requisiti non corrispondenti alla reale situazione . Le indagini sono tuttora in corso e si prevedono nuove audizioni da parte del P.M. e della Guardia di Finanza di Eboli degli operatori economici che hanno ricevuto ovvero ottenuto i rinnovi delle autorizzazioni per la vendita di generi di Monopoli. L’odierna indagine comprova la ferma attenzione dell’Autorità Giudiziaria salernitana e della Guardia di Finanza verso il contrasto e la repressione delle forme più gravi dei reati contro la Pubblica Amministrazione.

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Scommesse. Consiglio di Stato su ricorso straordinario : “Necessaria concessione anche per raccolta telematica”

(Jamma) Il Consiglio di Stato, su richiesta del Ministero degli Interni, ha espresso il parere  sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto dalla società Sogno di Tolosa Ltd contro il Ministero dell’Interno – Questura di Potenza, avverso diniego d’autorizzazione all’espletamento d’intermediazione telematica nel settore della raccolta di scommesse.

Con ricorso straordinario, recante anche istanza cautelare, notificato il 16 marzo 2016 (data di spedizione) la società Sogno di Tolosa Ltd (Bookmaker con sede in Malta), il signor Alan Attard (legale rappresentante pro tempore della suddetta società), il signor Arleo Gerardo (in qualità di titolare d’omonima impresa individuale, “sportello virtuale” affiliato alla suddetta società Sogno di Tolosa) hanno impugnato le determinazioni ministeriali di rigetto dell’istanza presentata dal signor Arleo per ottenere il rilascio di autorizzazione di pubblica sicurezza per l’esercizio dell’attività di “intermediazione telematica” nel settore delle scommesse.

La Sezione consultiva condivide, anche ai fini di una definitiva pronuncia sul presente ricorso straordinario, gli assunti resi in sede cautelare dalla Sezione giuridizionale.

In particolare il Consiglio di Stato – Sezione Terza, con ordinanza n. 5565/2014, resa su appello cautelare avverso ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per la Liguria n. 298/2014, ha avuto modo di rilevare, tra l’altro:

– la necessità della previa concessione, rispetto all’autorizzazione di pubblica sicurezza, anche per l’intermediatore della raccolta telematica del gioco, affinché questo sia lecito;

– che il sistema concessorio-autorizzativo imposto dall’ordinamento nazionale non è in contrasto con quello dell’Unione europea, come più volte ha confermato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione.

Di seguito il testo integrale del parere

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 21 settembre 2016

NUMERO AFFARE 01295/2016

OGGETTO:

Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza.

 

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto dalla società Sogno di Tolosa Ltd, dal signor Alan Attard (legale rappresentante pro tempore della suddetta società) e dal signor Arleo Gerardo contro il Ministero dell’Interno – Questura di Potenza, avverso diniego d’autorizzazione all’espletamento d’intermediazione telematica nel settore della raccolta di scommesse.

LA SEZIONE

Vista la relazione con la quale il Ministero dell’interno ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’affare consultivo in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Giancarlo Luttazi.

 

Premesso:

Con ricorso straordinario, recante anche istanza cautelare, notificato il 16 marzo 2016 (data di spedizione) la società Sogno di Tolosa Ltd (Bookmaker con sede in Malta), il signor Alan Attard (legale rappresentante pro tempore della suddetta società), il signor Arleo Gerardo (in qualità di titolare d’omonima impresa individuale, “sportello virtuale” affiliato alla suddetta società Sogno di Tolosa) hanno impugnato le determinazioni ministeriali di rigetto dell’istanza presentata dal signor Arleo per ottenere il rilascio di autorizzazione di pubblica sicurezza per l’esercizio dell’attività di “intermediazione telematica” nel settore delle scommesse.

Segnatamente sono impugnati; 1) il provvedimento della Prefettura di Potenza prot. n. 0049553 del 5 novembre 2015, notificato al signor Arleo il 17 novembre 2015 – che ha respinto il ricorso gerarchico Arleo avverso il provvedimento della Questura di Potenza prot. n.81/15/Cat. 11E/Div. P.A.S.I. del 27 agosto 2015 che aveva a sua volta respinto l’istanza presentata dal signor Arleo in qualità di titolare della omonima impresa individuale per ottenere il rilascio di autorizzazione di pubblica sicurezza per l’esercizio dell’attività di “intermediazione telematica” nel settore delle scommesse; 2) il citato provvedimento questorile di rigetto prot. n.81/15/Cat. 11E/Div. P.A.S.I. del 27 agosto 2015.

Il diniego questorile, confermato dal prefetto nella decisione sul ricorso gerarchico, è stato preceduto da preavviso di rigetto cui il ricorrente Arleo ha fornito controdeduzioni; ed è fondato – richiamando la normativa comunitaria e nazionale (in particolare, con riferimento alla normativa nazionale, gli articoli 88 e 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), pronunce della Corte di giustizia europea, della giustizia amministrativa italiana e le circolari ministeriali in materia – sulle seguenti considerazioni:

1) assenza di documentazione necessaria, nonostante fosse stata richiesta (concessione o autorizzazione governativa al signor Arleo Gerardo e/o alla società Sogno di Tolosa; l’autorizzazione rilasciata dalle autorità maltesi alla società Sogno di Tolosa; generalità dell’amministratore della suddetta società; generalità di entrambi i contraenti dell’accordo intercorso tra la società Sogno di Tolosa e il richiedente signor Arleo Gerardo; tipologie di scommesse oggetto dell’incarico ricevuto; concrete modalità con cui avrebbe dovuto svolgersi il servizio; certificato di agibilità e conformità alla loro destinazione d’uso dei locali indicati dal signor Arleo Gerardo);

2) la licenza per l’esercizio delle scommesse, in base alla normativa vigente, può essere concessa esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di ministeri o di altri enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzazione e gestione delle scommesse; nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione/autorizzazione.

Il ricorso reca sei ordini di censure.

Il Ministero riferente ha espresso l’avviso che il ricorso debba essere respinto.

Considerato:

La ricorrente società Sogno di Tolosa risulta aver proposto avverso provvedimenti analoghi a quelli oggetto del presente ricorso straordinario numerosi altri ricorsi giurisdizionali respinti in sede cautelare, anche in appello, e anche con ordinanze recanti adeguata motivazione sui profili di merito dei relativi ricorsi.

In particolare questo Consiglio di Stato – Sezione Terza, con ordinanza n. 5565/2014, resa su appello cautelare avverso ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per la Liguria n. 298/2014, ha avuto modo di rilevare, tra l’altro:

– la necessità della previa concessione, rispetto all’autorizzazione di pubblica sicurezza, anche per l’intermediatore della raccolta telematica del gioco, affinché questo sia lecito;

– che il sistema concessorio-autorizzativo imposto dall’ordinamento nazionale non è in contrasto con quello dell’Unione europea, come più volte ha confermato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione.

Questa Sezione consultiva condivide, anche ai fini di una definitiva pronuncia sul presente ricorso straordinario, gli assunti resi in sede cautelare dalla Sezione giuridizionale.

Né, con riferimento alle ulteriori censure del presente ricorso, i provvedimenti impugnati, adeguatamente motivati e rispettosi, come sopra esposto, della partecipazione procedimentale degli istanti, risultano viziati da difetto di motivazione, di istruttoria e di garanzie procedimentali.

P.Q.M.

Esprime il parere che il ricorso debba essere respinto.

 

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Giancarlo Luttazi Mario Luigi Torsello

IL SEGRETARIO

Maria Cristina Manuppelli

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