Decreto Bilancio, proroga concessioni: 5 mila euro per un negozio e 3 mila per un corner

Si va sempre più verso la conferma delle indiscrezioni anticipate da Agimeg sulle norme sui giochi contenute nel Decreto Bilancio. Secondo fonti istituzionali sentite da Agimeg, la proroga delle concessioni per le scommesse sportive al 31 dicembre 2018 potrebbe significare un costo agli operatori di 5 mila euro per le agenzie e 3 mila per i corner. In totale quindi, l’operazione costerebbe agli operatori 50 milioni di euro. Sempre più vicina anche l’ipotesi sull’adeguamento delle legge regionali sui giochi, entro aprile del prossimo anno, soprattutto per avviare poi i bandi di gara per il rinnovo delle concessioni delle scommesse e delle sale bingo. rg/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

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Aggiornamento ddl Bilancio: aumento aliquota scommesse sportive al 19% per la rete fisica ed al 23% per l’online

Come anticipato da Agimeg, nell’ultima bozza del ddl Bilancio di un’ora fa la proroga delle concessioni di scommesse e Bingo, i relativi bandi di gara e l’adeguamento delle legge regionali all’intesa Stato-Regioni, non ci sono perché dovrebbero invece essere presentate come emendamento parlamentare successivo. Spunta invece l’aumento dell’imposta unica per le scommesse sportive su rete fisica, che passerebbe dall’attuale 18 al 19% e su raccolta online, che andrebbe dal 22% al 23%. Ecco il testo integrale contenuto nella bozza e la spiegazione della relazione tecnica:

Art. “Disposizioni in materia di sport”

  1. [Modifica dell’articolo 1, comma 945, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante la disciplina dell’imposta unica sulle scommesse sportive] A decorrere dal 1 gennaio 2018, l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, come disciplinata dall’articolo 1, comma 945, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è stabilita nella misura del 19 per cento, se la raccolta avviene su rete fisica, e del 23 per cento, se la raccolta avviene a distanza.

Relazione tecnica

Il secondo comma ha per oggetto l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, che viene innalzata dal 18 al 19 per cento, se la raccolta avviene su rete fisica, e dal 22 al 23 per cento, se la raccolta avviene a distanza. Questa disposizione, senza modificare l’impianto normativo introdotto con la legge di stabilità per il 2016 (articolo 1, comma 945, legge 28 dicembre 2015, n. 208), permetterà di reperire quelle maggiori entrate per l’Erario che serviranno ad alimentare strutturalmente il Fondo Sport e Periferie di cui al comma 9 delle disposizioni in commento.

es/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Eppure, in un commento a un recente topic del FORUM INFOBETTING, avevo detto che dal 1999 ad oggi le imposte sulle scommesse sportive erano man mano diminuite, e mai aumentate. Ora c’è un cambio di linea. :D :D :party: :party:

https://www.infobetting.com/forum/viewtopic.php?f=1&t=60380

 

 

Ddl Bilancio: proroga di un anno delle concessioni di scommesse e Bingo. Bandi di gara per fine 2018 e adeguamento delle leggi regionali

Grandi manovre nel settore dei giochi. Nel ddl Bilancio spuntano interventi importanti. Il primo, tra i più attesi in assoluto dal mercato, è quello della proroga onerosa di un anno delle concessioni per le scommesse e per le sale Bingo. I bandi di gara, che andranno ricifrati, sarebbero previsti entro la fine del 2018. Entro aprile 2018 invece, i governatori delle regioni dovranno adeguare le leggi regionali, in tema di gioco, all’intesa con lo Stato. lp/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Scommesse, Garrisi (Stanleybet) ad Agimeg: “Lo Stato non può permettersi un bando che non tenga conto della disputa Stato-Regioni e della posizione di Stanleybet”

“Capisco e condivido la posizione dei Monopoli di Stato sul bando scommesse ovvero, come dichiarato dal dott. Diamare, che è un bene che il bando non sia stato ancora emanato, perché le leggi regionali lo avrebbero reso inutile. Lo Stato italiano infatti non può permettersi un bando che non sia stato ben testato in relazione a tre fattori: la disputa tra Stato e Regioni, a chi il bando sia rivolto e cosa succede con Stanleybet”.  E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg Giovanni Garrisi, Executive Chairman di Stanleybet, a margine di Enada Roma. “Personalmente non credo che la disputa conclusa con un accordo a tutti i costi possa considerarsi un buon accordo. Appare sin troppo evidente che le elezioni sono alle porte e che quindi è stata una scelta politica quella di cavalcare la lotta al gioco. Un discorso diverso e puntuale potrà essere fatto con un nuovo Governo ‘legittimo’. Ritengo che nessun sistema futuro, quando verrà emanato il bando, potrà però considerarsi legittimo se non comprenderà al suo interno un accordo con la Stanley”, ha concluso Garrisi. cr/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Legittimità ed eventuali discriminazioni del prossimo bando scommesse, in relazione ai problemi di ORDINE PUBBLICO.

Da un topic infobetting

In un topic precedente, in questa sezione del forum, era stato riportato un articolo a firma dell’Avv. Sbordoni, sui timori di possibili impugnazioni, nelle varie sedi giudiziarie, del prossimo bando scommesse RETAIL (da banco):
viewtopic.php?f=1&t=60390Secondo il mio parere, molto si giocherà sui problemi connessi all’ordine pubblico

Già nella sentenza della Corte di Giustizia Europea del 22 Gennaio 2015, in cui si legittimava il bando Monti, veniva richiamato, agli articoli 47 e seguenti:
https://www.agimeg.it/scommessesportive … a-sentenza

47 Occorre tuttavia valutare se una simile restrizione possa essere ammessa a titolo di misure derogatorie, per ragioni di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica, espressamente previste dagli articoli 51 TFUE e 52 TFUE, applicabili anche in materia di libera prestazione di servizi ai sensi dell’articolo 62 TFUE, o se essa possa essere giustificata, conformemente alla giurisprudenza della Corte, da motivi imperativi di interesse generale (sentenza Digibet e Albers, C‑156/13, EU:C:2014:1756, punto 22 e la giurisprudenza ivi citata).

48 Infatti, secondo una giurisprudenza costante, le restrizioni alle attività dei giochi d’azzardo possono essere giustificate da motivi imperativi di interesse generale, quali la tutela dei consumatori nonché la prevenzione delle frodi e dell’incitamento dei cittadini a spese eccessive legate al gioco (sentenza Digibet e Albers, EU:C:2014:1756, punto 23 e la giurisprudenza ivi citata).

49 Oltre a ciò, per quanto riguarda la normativa italiana in materia di giochi d’azzardo, la Corte ha dichiarato che l’obiettivo attinente alla lotta contro la criminalità collegata a tali giochi è idoneo a giustificare le restrizioni alle libertà fondamentali derivanti da tale normativa (v. sentenza Biasci e a., C‑660/11 e C‑8/12, EU:C:2013:550, punto 23).

50 Nella fattispecie, per quanto riguarda la qualificazione come «motivo imperativo di interesse generale» del motivo invocato dalle autorità nazionali al fine di giustificare la durata più breve delle nuove concessioni, segnatamente il riordino del sistema delle concessioni attraverso un allineamento temporale delle scadenze, è certo che, secondo una giurisprudenza costante, considerazioni di ordine meramente amministrativo non possono giustificare la deroga, da parte di uno Stato membro, alle norme del diritto dell’Unione. Tale principio vale a fortiori laddove la deroga di cui trattasi abbia l’effetto di escludere o di limitare l’esercizio di una delle libertà fondamentali del diritto dell’Unione (v. sentenza Arblade e a., C‑369/96 e C‑376/96, EU:C:1999:575, punto 37 e la giurisprudenza ivi citata).

51 Tuttavia, si deve ricordare il carattere peculiare della disciplina dei giochi d’azzardo, che rientra nei settori in cui sussistono tra gli Stati membri notevoli divergenze di ordine morale, religioso e culturale. In assenza di un’armonizzazione in materia a livello dell’Unione europea, spetta al singolo Stato membro valutare, in tali settori, alla luce della propria scala di valori, le esigenze che la tutela degli interessi coinvolti comporta, tenendo presente che, nell’ambito di una controversia sottoposta alla Corte ai sensi dell’articolo 267 TFUE, l’identificazione degli obiettivi effettivamente perseguiti dalla normativa nazionale rientra nella competenza del giudice del rinvio (sentenza Digibet e Albers, EU:C:2014:1756, punto 24 e la giurisprudenza ivi citata).

52 Per tale ragione, in questo specifico settore, le autorità nazionali dispongono di un ampio potere discrezionale per stabilire quali siano le esigenze che la tutela del consumatore e dell’ordine sociale comporta e, a condizione che siano inoltre rispettati i requisiti stabiliti dalla giurisprudenza della Corte, spetta a ciascuno Stato membro decidere se, nel contesto dei legittimi scopi da esso perseguiti, sia necessario vietare totalmente o parzialmente attività riconducibili ai giochi e alle scommesse, oppure soltanto limitarle e prevedere a tal fine modalità di controllo più o meno rigorose (v. sentenza Digibet e Albers, EU:C:2014:1756, punto 32 e la giurisprudenza ivi citata).

Per gli stessi motivi di Ordine Pubblico, recentemente il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge della Regione Basilicata
https://www.agimeg.it/pp2/giochi-consig … rdine-pubb

Il tutto confortato dall’ultima relazione della Commissione Antimafia sul gioco lecito ed illecito:
http://www.avvisopubblico.it/osservator … -illecito/

Il problema sarà quindi, a mio avviso, quello di trovare delle soluzioni idonee per salvaguardare sia l’ordine pubblico e sia la Salute Pubblica (con un numero di Punti Gioco non aumentabile rispetto ai punti gioco in gara) e sia di salvaguardare gli investimenti esistenti, come da accordo Stato-Enti Locali del 7 Settembre 2017.

Soluzioni?

Forse quella di salvaguardare tra gli investimenti esistenti anche quelli odierni che non godono di un diritto AAMS e di Tulp88, in modo di incentivare la partecipazione al prossimo bando anche dei punti gioco, che ancora sono COM (indipendentemente se dichiarati ufficialmente già discriminati o meno dal bando Monti). Qualcosa di simile a una sanatoria non onerosa, ma solo ai fini di partecipazione al bando.

E i book che oggi non hanno ancora dei punti gioco (legali o illegali)?

Potrebbero affiliare, dopo la gara, i punti esistenti (legali o illegali) dei book che non hanno vinto un numero adeguato di diritti.

Qualcuno ha altre proposte?

Giochi, ecco raccolta, vincite, Erario e spesa per ogni singolo concorso in ognuna delle 20 regioni italiane

Lombardia, Lazio, Campania, Emilia Romagna e Veneto. E’ questa la “top 5” delle regioni che lo scorso anno hanno avuto la spesa più elevata per i giochi sul canale fisico in Italia. In Lombardia, la spesa è stata di 3,5 miliardi, seguita dal Lazio, con 1,9, Campania (1,8), Emilia Romagna (1,5) e Veneto (1,4). Particolare però il fatto che, nonostante sia aumentata la spesa, in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna è calata l’incidenza sulla spesa totale nazionale. In Campania ed in Veneto invece è aumentata. Ecco il dettaglio di tutte le 20 regioni, con raccolta, vincite, spesa, erario, spesa pro-capite per tutti i giochi su canale fisico: Serie storica regionale per canale fisico 2013-2016. es/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Nel link, ben 60 pagine di tabelle dal 2013 al 2016:

E’ probabile che in base a queste tabelle, il governo stabilirà il numero di punti gioco per ogni singola regione.

Giochi, l’avvocato Sbordoni: “Stabilità 2018, prime previsioni…”

 

sbordoni
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(Jamma) – Si iniziano a leggere in questi giorni le prime indiscrezioni relative alla Legge di Stabilità 2018. La composizione della manovra non è ancora definitiva. Il disegno di legge dev’essere ancora discusso e approvato dal Consiglio dei ministri, che poi trasmetterà alla Commissione europea e al parlamento il Documento programmatico di bilancio.

Sulla base della nota di aggiornamento al Def, in ogni caso, già approvata dal Palazzo Chigi, la legge di Stabilità dovrebbe valere circa 20 miliardi, di cui 15,7 destinati a cancellare l’aumento dell’Iva, a rifinanziare i contratti del pubblico impiego e ad attivare misure per stimolare la crescita economica; e 4,5 per interventi di tipo espansivo, come il taglio del cuneo fiscale per i giovani, gli incentivi agli investimenti industriali e la copertura delle cosiddette spese indifferibili.

Le risorse reperite in termini di manovra lorda (maggiori entrate e minori spese) ammontano a 5,2 miliardi nel 2017, 10,2 miliardi nel 2018, 10,1 miliardi nel 2019 e 7,4 miliardi nel 2020. Nel periodo considerato, circa il 90 per cento delle risorse è ottenuto attraverso disposizioni per il recupero della base imponibile e l’accrescimento della fedeltà fiscale. Si tratta, viene sottolineato nel capitolo dedicato ai principali provvedimenti di finanza pubblica adottati nel 2017 della nota di aggiornamento in esame, dell’estensione del meccanismo dello split payment a tutta la PA, ai professionisti, alle controllate dalla PA centrale e locale nonché alle società quotate in borsa e delle disposizioni che mirano a limitare gli abusi dell’istituto delle compensazioni fiscali. A queste si aggiungono le disposizioni che disciplinano l’incremento dell’aliquota del prelievo erariale unico applicato sulla raccolta derivante dal gioco attraverso apparecchi automatici tipo slot machine, il contestuale aumento del prelievo sulle vincite superiori a 500 euro conseguite nel gioco del lotto e nelle lotterie istantanee.

Tra le entrate derivanti da risorse extra-erariali vengono individuati sia nel 2017 che nel 2018 i 50 milioni derivanti dalla gara del superenalotto, che a questo punto dovrebbe essere indetta altrimenti si rischierebbe di smentire il DEF, che in questo momento di crescita non sarebbe un buon segnale, anche a livello europeo.

Sarebbe opportuno nella nuova Stabilità introdurre anche misure sostanziali che apportino una vera riforma al settore dei giochi e scommesse, di fatto avviata con l’accordo raggiunto in sede di conferenza unificata lo scorso 7 settembre.

Un segnale positivo potrebbe essere quello di rivedere nuovamente la gara per i negozi per la commercializzazione dei giochi pubblici, che a questo punto dovrebbe salvaguardare i diritti di coloro che sono già presenti sul territorio ed hanno fatto investimenti importanti, e contestualmente recepire le indicazioni – seppure non tutte condivisibili – che sono il prodotto dell’accordo del 7 settembre. Il compito è di quelli ardui e faticosi; ed è proprio per questo che allo stato, a meno che il decreto del 31 ottobre riservi delle sorprese, non sembrano vigere le condizioni per emanare un bando di gara che sia immune da censure da parte degli operatori del settore; che non potranno restare indifferenti davanti a norme che violano il libero mercato e la concorrenza. Se le regole restano così come sono, si rischia la recrudescenza del mercato illegale, ignorata colposamente dalle istituzioni (giudici compresi).

Una diversa ipotesi (in circolazione) più diplomatica, sembra sia quella di rimandare il bando, abrogando le disposizioni della Legge di Stabilità 2016 e introducendo una proroga onerosa.

Ma per evitare di incagliarsi in pesanti contenziosi anche in sede comunitaria, la proroga onerosa dovrebbe tenere conto di chi, avendone titolo e intenzione, non avrebbe accesso al mercato legale per ancora altro tempo, ed al contempo attirare anche quegli operatori che non hanno ritenuto di aderire alla sanatorie previste dalla Legge di Stabilità per il 2015 e dalla successiva Legge di Stabilità 2016.

Avvocato Stefano Sbordoni

Fonte originale Jamma