Giochi, Garavaglia: Giovedì ultimo incontro. In un modo o nell’altro si chiuderà

Il coordinatore degli assessori finanziari al VELINO: Prima della Conferenza Unificata faccia a faccia con Baretta. In Anci hanno un problema. Gori e De Magistris si parlino

16,18 un’ora fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
Garavaglia

Roma, 16:18 – un’ora fa (AGV NEWS)

“La novità di oggi è che giovedì mattina avrò un incontro con il sottosegretario Baretta”. Lo annuncia al VELINO il coordinatore degli assessori finanziari Massimo Garavaglia. Prima della Conferenza Unificata in cui si tornerà ad esaminare la bozza di intesa fra Stato ed Enti locali sulla riforma del gioco pubblico, l’assessore lombardo e il sottosegretario all’Economia con delega al settore cercheranno dunque di trovare la quadra. Restano da approfondire alcune questioni e magari limare ulteriormente le distanze. Nei giorni scorsi il ministro agli Affari regionali con delega alla Famiglia Enrico Costa aveva sottolineato che i tempi erano maturi per un accordo, un ottimismo trapelato anche da fonti vicine al sottosegretario al Mef e dall’Anci. Sabato scorso all’assemblea nazionale degli amministratori locali del Pd il sindaco di Bergamo Giorgio Gori aveva parlato “un risultato molto apprezzabile”, ponendo poi l’accento sulla rottamazione delle attuali slot machine e la riduzione fino al 50% dei punti di gioco. “Bene o male le posizioni sono vicine – spiega Garavaglia -. Ci sono ancora dei punti da chiarire. E per questo serve un ultimo incontro. Sinceramente spero proprio sia l’ultimo, perché ormai è diventata una telenovela infinita. Non è detto che si riesca ad avere l’ok di tutti, ma in un modo o nell’altro si deve chiudere. A quello serve l’incontro di giovedì”.

I punti su cui resta ancora da discutere, sottolinea Garavaglia, “restano sempre gli stessi. A partire dalla possibilità delle sale di classe A di operare in deroga alle norme degli enti locali. Sicuramente sono ancora tante le cose da valutare”. Si chiede anche una maggiore stretta sull’uso del contante. “Deve esserci un limite, non si possono giocare alle macchinette banconote da 200 o anche da 100 euro”, spiega Garavaglia rimandando poi al mittente le accuse di posizioni strumentali e solo politiche: “non è vero niente. È un tema complicato. Ma noi siamo disponibili a fare un ragionamento serio”. Sulle caratteristiche tecniche delle nuove Awp da remoto contenute in un decreto anticipato dal VELINO – come la possibilità di impostare il tempo e la cifra massima della giocata, messaggi sul gioco responsabile e controllo dell’identità del giocatore per proteggere i minori – l’assessore lombardo evidenzia come “Sicuramente tante cose vanno nella giusta direzione. E raccolgono le richieste frutto del convegno che abbiamo fatto a Milano. Vediamo se si potrà chiudere o se ci possono essere altri miglioramenti. In un modo o nell’altro comunque si chiuderà”, anche perché – ricorda – lo Stato “deve fare i conti con un buco di bilancio”. Infine a una domanda su cosa pensi dell’iniziativa del sindaco di Napoli Luigi De Magistris che vuole chiedere al presidente Anci Antonio Decaro di promuovere un incontro con tutti i sindaci che hanno legiferato sul gioco, Garavaglia chiosa: “Evidentemente in Anci hanno un grosso problema. Vuol dire che non si parlano. Suggerirei a Gori e De Magistris di chiamarsi”.

Fonte originale “Il velino”

AGCAI. I sindaci non siano complici del governo, dicano no alle sale dedicate

31 GENNAIO 2017 – 15:24
AGCAI. I sindaci non siano complici del governo, dicano no alle sale dedicate
“Bloccare immediatamente l’aumento del numero delle sale scommesse con videolottery (e non raddoppiare le sale da 5000 a 10000, come previsto dal bando del governo nella legge di stabilità per il 2016) ed al contempo ridurre il numero delle AWP presenti nei locali pubblici attraverso un contingentamento del numero massimo di macchine da 8 a 4 unità”. “Sarebbero queste – scrive in una nota l’Associazione gestori e costruttori apparecchi da intrattenimento – le due soluzioni giuste da prendere in Conferenza unificata per tutelare effettivamente i giocatori, e non invece indirizzarli tutti verso le sale dove possono giocare alle Videolottery, come vuole il Governo”.

“Le slot da bar – prosegue – vanno ridotte, sia nel loro numero che nella loro perdita oraria, ma non eliminate del tutto. Le Awp da bar, che hanno una perdita oraria limitata, servono proprio per impedire al giocatore di rinchiudersi nelle sale dedicate all’azzardo, dove è possibile perdere migliaia di euro in un solo giorno. Se le Awp vengono eliminate del tutto dai locali pubblici i giocatori andranno tutti nelle sale con le videolottery ed in più molti locali pubblici ritorneranno al gioco illegale.
Inoltre per tutelare effettivamente i giocatori e ridurne la loro spesa proponiamo da ormai più di due anni al sottosegretario Baretta la sostituzione delle AWP nei locali pubblici con macchine a perdita ancor più limitata, visto che è prevista la loro sostituzione con le awp da remoto, in modo che il giocatore possa spendere al massimo la stessa cifra che spenderebbe per giocare un’ora ad un Flipper: ad esempio si dovrebbe ridurre il costo della singola partita a 0,50€ e la vincita massima a 50€, in questo modo si ridurrebbe a monte la perdita massima conseguibile dal giocatore in un’ora. In altri termini, se proprio vuole giocare, sarebbe altamente preferibile che il giocatore giocasse alle Awp nei locali pubblici, cioè macchine dove tecnicamente è impossibile perdere grosse cifre, piuttosto che alle VLT, al gioco on-line e altre forme di gioco più aggressive”.

I sindaci non si facciano imbrogliare dalla proposta del Governo, l’unico obiettivo è quello di tutelare gli interessi di alcune multinazionali e realizzare un loro progetto ben studiato che mira a portare tutto il gioco nelle sale da loro gestite, mettendo fuori mercato tutte le 5.000 aziende italiane che gestiscono le awp nei locali pubblici con i loro 150.000 dipendenti,
I Sindaci debbono assolutamente sapere che le VLT presenti nelle sale sono macchine molto diverse da quelle presenti nei Bar e sono dieci volte più pericolose. Le VLT hanno una puntata di 10 € per ogni partita, ed una vincita massima di 500.000 €, mentre le AWP da bar hanno una puntata da 1 € ed una vincita massima di 100 €. Le VLT sono peggio delle macchine da Casinò, in un giorno si pùò perdere praticamente tutto!! Ed infatti, le VLT in Italia sono oltre 50.000 ed in pochi anni sono arrivate ad incassare esattamente quanto tutte le 400.000 AWP messe insieme. Dunque ogni VLT è otto volte più pericolosa di una AWP da bar (che già, come detto, andrebbe resa più d’intrattenimento).
Se i Sindaci in Conferenza unificata non fermeranno questo imbroglio si ritroveranno con ancor più persone disperate all’interno di questi casinò presenti ad ogni angolo di strada, e con interi quartieri dedicati al gioco d’azzardo dove si annidano le più disparate forme di criminalità.

La conferenza unificata dovrebbe assolutamente tener presente questi due importanti punti:
-Riduzione 30% delle AWP dai locali pubblici, ma non la loro totale eliminazione. Ciò attraverso un contingentamento che riduca da 8 a 4 il numero massimo di apparecchi installati, e successivamente con la loro sostituzione con Awp da remoto a spesa oraria dimezzata rispetto a quella di adesso
– Se non è possibile la riduzione del 30% anche delle sale scommesse con Videolottery (come sarebbe giusto), che perlomeno ci sia un blocco immediato della nuove aperture di sale scommesse che non dovranno assolutamente essere raddoppiate passando dalle attuali 5000 alle 10000 (come previsto dal bando inserito nella Legge di Stabilità per il 2016)”.

Fonte originale PressGiochi

Bolzano, Municipale: ‘Nuovi controlli, due sale giochi chiuse’

Il vice comandante della Polizia municipale di Bolzano, Martin Schwienbacher, traccia il bilancio dei nuovi controlli nelle sale giochi e nei bar della città.

 

Due sale giochi chiuse e due bar che hanno deciso di togliere le slot, installate in violazione della normativa provinciale sul contrasto al Gap. E’ il bilancio dei controlli portati avanti dal mese di gennaio dalla polizia municipale di Bolzano. “Abbiamo rilevato – dopo l’avvio del procedimento da parte
della Provincia di Bolzano, che due sale erano aperte nonostante la loro licenza per le attività di gioco fosse decaduta e dopo che il Tar aveva rigettato le loro doglianze“, commenta a Gioconews.it il vice comandante della Polizia municipale di Bolzano, Martin Schwienbacher.
Quanto ai bar, si è trattato di esercizi che avevano installato gli apparecchi ex novo, non colpiti da precedenti sanzioni.
Per i locali pubblici già oggetto di sanzioni infatti scatta la chiusura immediata.

L’attività della Municipale dovrebbe proseguire anche nelle prossime settimane, in parallelo con quella della Guardia di Finanza che alla fine del 2016 scoprì 45 apparecchi da gioco illegali, fra cui 40 totem.

Dal punto di vista politico – dopo l’annullamento delle delibere della Giunta provinciale sui luoghi sensibili del 2012 deciso dal Tar altoatesino “per mancanza di un’istruttoria adeguata” che ha lasciato in vigore le misure previste dalle ‘Norme in materia di pubblico spettacolo’ del 1992 – la normativa per il contrasto al Gap potrebbe essere modificata e inasprita ulteriormente, come richiesto anche dal disegno di legge provinciale ‘Disposizioni sui giochi leciti e misure contro la dipendenza dal gioco’ presentato dal consigliere Andreas Pöder (BürgerUnion – Südtirol – Ladinien).

Giochi, Gdf Torino sequestra videopoker abusivo in un bar: multa da 7mila euro per il titolare

La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato un videopoker abusivo nascosto nel retrobottega di un bar situato a Torino nel quartiere Barriera di Milano, dove accedevano solamente clienti “selezionati”. La clientela del locale era composta nella maggior parte da pensionati e pregiudicati. L’apparecchio sequestrato dai Finanzieri non era collegato ai Monopoli di Stato, così venivano evase tutte le imposte; inoltre l’apparecchio era stato ingegnosamente modificato per permettere di utilizzare come puntate anche banconote di grossa taglia; i premi erano pagati in contanti dal barista e come se non bastasse l’algoritmo che determina le percentuali di successi o perdite era stato strutturato in modo tale da prevedere tante piccole vincite per invogliare i giocatori a continuare a tentare la sorte nella vana speranza di guadagnare una grossa somma. Tale ipotesi, ovviamente, era matematicamente molto improbabile. Un giro di affari per guadagnare illecitamente fino a 10.000 euro netti al mese. Nei confronti del titolare, con precedenti specifici, per ora sono state comminate sanzioni amministrative per circa 7.000,00 euro ed avviati accertamenti finalizzati alla ricostruzione dei proventi non dichiarati. Ma rischia fino a un anno di carcere, se le indagini in corso dimostreranno che l’utilizzo del videopoker abusivo possa configurarsi come reato di gioco d’azzardo. cdn/AGIMEG

Fonte originale Agimeg

Riordino giochi, Garavaglia: ‘Accordo ancora lontano’

In vista della seduta della Conferenza unificata del 2 febbraio, Massimo Garavaglia (Commissione affari finanziari) allontana l’ipotesi di un accordo fra enti locali e Governo per il riordino dei giochi.

 

Neppure la seduta della Conferenza Unificata Stato-Regioni ed enti locali del 2 febbraio potrebbe essere quella ‘giusta’ per vedere siglato l’accordo per il riordino dei giochi. Almeno stando alle dichiarazioni fatte a Gioconews.it dal coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia, dopo l’ottimismo manifestato dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che qualche giorno fa ha annunciato la presentazione di una bozza condivisa dopo una discussione avviata con Anci, Governo e con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

 

“L’unica novità è la conferma a sottosegretario all’Economia con delega ai giochi di Pier Paolo Baretta. Come Regioni non abbiamo avuto incontri sul tema del riordino da mesi, e le dichiarazioni di Gori sono fatte a titolo personale ma ricalcano la nostra proposta fatta in Conferenza Unificata” dice ancora Garavaglia commentando le misure illustrate dal primo cittadino di Bergamo, che includono “la totale eliminazione delle attuali macchinette distribuite in tutto il Paese che saranno sostituite, solo in parte in un secondo tempo, dagli apparecchi da remoto, e con una drastica riduzione dei punti gioco, stimabile a un 50 percento”.

“Vediamo se Baretta ci convocherà ma prima di arrivare ad un accordo in Conferenza Unificata è necessario sederci ad un tavolo ‘separato’ per discutere la questione“, conclude il coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni.
Le parole di Garavaglia quindi lasciano presagire un nuovo slittamento del riordino, proprio mentre arrivano alcune indiscrezioni secondo cui il Governo starebbe pensando a una maxi proroga delle concessioni scommesse fino al 2021.

AWP-R: sogno o son desto?

31 GENNAIO 2017 – 08:48
AWP-R: sogno o son desto?

Una domanda che sa di provocazione, ma che in realtà rispecchia lo stato d’animo dei nostri produttori di schede e di apparecchi completi, dopo aver preso visione di quelle che probabilmente sono le linee guida del prossimo decreto tecnico sulle AWP Remote.

 

Esperienza insegna che mai si è sbagliato, in passato, quando nel tentativo di interpretare una norma di legge, ci si è lasciati andare alle previsioni più pessimistiche oltre misura. Stavolta, invece, sembra essersi rovesciato il mondo: diteci voi se questo non è un fatto epocale!

 

Vero: stiamo ancora ragionando su un documento “anonimo”; ma è anche un documento scritto con un tecnicismo tale da legittimare l’idea che provenga da fonti più che accreditate.

 

Perciò, riteniamo che non sia affrettato lanciarci in alcune considerazioni, tutte da cogliere col beneficio d’inventario, ovviamente; ma la sensazione nostra e di tanti altri osservatori è che alla fine la carta “canterà” più o meno come sta facendo oggi.

Ebbene, a prescindere da ogni altra considerazione, l’aspetto più rilevante è che le macchine di futura generazione dovrebbero (il condizionale è una pura cautela) conservare tra le proprie componenti la scheda di gioco.

 

Una scheda che non avrà contenuti o caratteristiche diversi da quelle attuali, se non per il fatto che, per generare l’esito della partita, dovrà ricevere dal sistema (remoto) dei codici da abbinare ai propri. Un’innovazione concepita più che altro in funzione della sicurezza (ergo, della non taroccabilità) del prodotto di gioco, che in tal modo non ha affinità coi sistemi VLT in quanto, come ben sappiamo, in tal caso il Randon Number Generator (RNG) risiede nel server centrale.

In altri termini: la AWP non sarà più del tutto indipendente nel suo funzionamento, ma subirà un condizionamento “a monte”  – tramite dei codici cifrati, per l’appunto – che poi essa andrà a interpretare a modo proprio.

 

Una domanda sorge subito spontanea: quale funzione andrà ad assumere la smart card? E’ corretto immaginare la sua decadenza, oppure entrerà anch’essa nel complesso meccanismo di dialogo fra la stessa scheda di gioco, le periferiche e il sistema centrale? La risposta è da rimandare a tempo debito.

 

Le maggiori perplessità, al momento, nascono relativamente all’inevitabile appesantimento del flusso dei dati che dovrà transitare per i PDA. Dovremo sostituirli tutti, oppure, come al solito, c’è già qualcuno pronto a fornire la soluzione giusta per l’aggiornamento del dispositivo? Domanda retorica, e niente più…

Comunque, può bastare questo per affermare che lo spettro delle “mini Vlt” si allontana decisamente, lasciando il posto ad apparecchi sulla carta più evoluti, tecnologicamente parlando, e dotati di requisiti di sicurezza e controllabilità più avanzati (fors’anche spinti all’eccesso), oltre che di ulteriori meccanismi per la prevenzione del gioco compulsivo, quantunque in taluni casi non si tratti altro che di una riproposizione di cose già scritte sul decreto tecnico delle AWP2.

 

Il cosiddetto “ambiente remoto” – che per amor di verità viene interpretato dal regolatore in maniera a dir poco fantasiosa – è il luogo quale risiederanno tutta una serie di funzioni di dialogo con l’apparecchio on-site  (ad es., per  l’abilitazione e disabilitazione dello stesso a seguito degli interventi di manutenzione;  la trasmissione e visualizzazione di messaggi e avvisi finalizzati alla prevenzione del gioco patologico; per la visualizzazione dei titoli autorizzatori) che rimarrà però uno “stand alone” a tutti gli effetti, ovvero, una macchina fine a se stessa.

 

Detto questo, bisogna altresì osservare che alcune previsioni non vanno proprio a favore dei produttori degli apparecchi completi e dei gestori. Pensiamo, in primo luogo, all’associazione univoca fra scheda e periferiche, la quale, interpretata alla lettera, potrebbe dar luogo all’impossibilità di continuare a ragionare in termini di scheda madre/figlia, di associazione scheda/mobile, come è stato fatto sino ad oggi. Ancora, una scheda di gioco che cambia supporto non potrebbe più essere reinizializzata per un nuovo utilizzo. E pure le altre componenti periferiche sembrerebbero essere “bloccate”.

 

Quanto poi al sigillo da apporre sui contenitori della scheda, la novità di inserire su di esso un codice ID univoco crea nuove problematiche tanto ai produttori quanto ai gestori, che sembrano essere superiori agli effettivi vantaggi per la sicurezza che ne deriverebbero.

In sostanza, si va incontro ad un apparecchio molto più complesso da progettare e realizzare. Ma, lo ripetiamo, per i produttori questo rappresenta il male minore, rispetto alla prospettiva di dover chiudere i battenti che si era prospettata nei mesi scorsi.

 

Altra questione cruciale delle AWP-R è la modalità di attivazione: la previsione di accettatori di monete, senza alcunché riferire dei lettori di banconote, è un’altra di quelle caratteristiche che mantiene ancorata la futura macchina a quella attuale.

Per quanto riguarda la modalità di accertamento della maggiore età, condizione necessaria per l’avviamento del gioco, la soluzione prevista sembra essere la più “smart”: si può immaginare che l’utente, entrando in un locale, dopo aver esibito il proprio documento riceverà dall’esercente una scheda che dovrà essere passata sotto l’apposito lettore installato sulla AWR e, naturalmente, sarà valida solo per quella sessione di gioco.

Nel novero delle AWPR potranno rientrare anche gli apparecchi multipostazione, quali ad esempio le roulette, delle quali una andrà ad assumere la funzione di controllo.

 

Quanto alle previsioni relative alla prevenzione del gioco patologico è stata tracciata una serie di accorgimenti che, ricalcando in parte quelli stabiliti per le AWP2, dovrebbero aiutare il giocatore a non perdere di vista quanto sta giocando e i limiti, sia di tempo che di denaro, che si era imposto all’inizio della sessione.

 

Infine, quali ulteriori considerazioni si possono fare guardando il tutto dal punto di vista dei gestori? Indubbiamente, la loro preoccupazione principale, se non esclusiva, è, e resta, il mantenimento della proprietà della macchina e il mantenimento del vigente regime autorizzatorio. Sotto questo profilo è impossibile avere certezze, ma soltanto buone sensazioni: se un sistema in stile “mini Vlt” avrebbe lasciato presagire l’adozione di un regime simile o identico a quello per la gestione delle Vlt, con questa nuova configurazione non si hanno più motivi validi per  pensare che le AWP-R siano state concepite anche allo scopo di far confluire il tutto nelle mani dei concessionari, cancellando i gestori.

 

Incrociamo le dita in attesa di ulteriori sviluppi.

Fonte originale PressGiochi

Giochi, Mirabelli (Pd): “Subito riordino del settore, sarebbe un errore fine legislatura senza approvazione provvedimento”

“Il Senato ha recentemente approvato in via definitiva la risoluzione a mia prima firma che fa propri i contenuti della Relazione della Commissione Parlamentare Antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito. Il fatto che la risoluzione con cui è stata recepita la relazione della Commissione Antimafia sia stata approvata da entrambi i rami del Parlamento senza voti contrari (ma con l’astensione del Movimento Cinque Stelle) rappresenta la conferma della volontà di affrontare complessivamente il tema del gioco e fa da stimolo per il governo e la Conferenza Stato-Regioni affinché agiscano per raggiungere al più presto un accordo che si possa tradurre in un riordino del settore”. Lo rileva il senatore Franco Mirabelli (Pd), sottolineando che “possiamo intervenire per diminuire subito le slot machine del 30 per cento, togliendole dai bar e dai ristoranti, senza dover aspettare il 2019 (come prevede la finanziaria 2015); possiamo regolamentare le sale e il gioco tutelando le persone per prevenire e curare le patologie; possiamo combattere meglio la criminalità organizzata, garantire la legalità e la trasparenza. Ci sono le condizioni per farlo; siamo già arrivati a buon punto e sarebbe un errore lasciare finire la legislatura senza arrivare a un provvedimento che produca un vero riordino del settore”. dar/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG