Newslot/Vlt, Adm: “A fine 2016 presenti in Italia oltre 460 mila apparecchi distribuiti in 90 mila sale”. Quote di mercato in forte crescita per Admiral, Codere ed Hbg

A fine 2016 erano 407.323 le Newslot presenti in 85.025 esercizi, mentre sono 54.266 le Vlt presenti in 4.934 sale. Questi i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in merito alla situazione degli apparecchi da intrattenimento alla fine dello scorso anno. Dati contrastanti per quanto riguarda i singoli operatori. Per quanto riguarda la spesa dei giocatori, per l’intero settore degli apparecchi da intrattenimento nel 2016 divisa per concessionario, guida la classifica Lottomatica con 1,8 miliardi di euro, seguita Global Starnet con 1,4 miliardi e Gamenet con poco meno di un miliardo. Ma il dato più sorprendente arriva nella differenza tra la spesa dei giocatori nel 2016 rispetto al 2015. A fine dello scorso anno la crescita maggiore è stata messa a segno da Admiral con un +21,3%, seguita da Codere (+16,2%) e da Hbg (+12,3%). Crescite importanti anche per Netwin e Nts, ma in questo caso si parla di volumi di spesa molto ridotti rispetto ai grandi concessionari. Nel riferimento tra il quarto trimestre 2016 con il quarto trimestre 2015, spiccano le ottime performance di Admiral ed Hbg che mettono a segno, rispettivamente, un +19,0% e +9,7%. Da ricordare che Snai-Cogetech formano un gruppo unico che da poco ha preso la denominazione di Snaitech. Dall’unione dei due operatori viene fuori una spesa complessiva di 1.523 milioni ed una quota di mercato del 15,1%, dati che posizionano il gruppo al secondo posto in assoluto. Stesso discorso per Gamenet-Intralot, il cui dato complessivo è di 1.173 milioni ed una quota di mercato dell’11,5% che piazza il gruppo al quarto posto. Ecco la tabella completa con la divisione della spesa, la quota di mercato e la variazione rispetto al 2015 per singolo operatore:

Operatore Spesa 2016 (*) Quota di mercato 2016 2016 vs 2015
Lottomatica 1.808 17,8% +4,9%
Global Starnet 1.395 13,8% +5,1%
Gamenet 986 9,7% +7,4%
Hbg 943 9,3% +12,2%
Cogetech 899 8,9% +7,5%
Admiral 797 7,9% +21,3%
Sisal 794 7,8% +4,8%
Snai 624 6,2% +5,3%
Codere 567 5,6% +16,2%
Cirsa 548 5,4% +3,9%
Nts 344 3,4% +118,6%
Netwin 239 2,4% +67,7%
Intralot 187 1,8% +1,4%

(*) dati in milioni di euro – Stime Agimeg su dati Adm

es/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Liguria, Nevola (La Sentinella): “Pieno appoggio a Toti e Rixi per deroga sul gioco”

(Jamma) – “Siamo molto soddisfatti della coraggiosa decisione presa dal Governatore della Regione Liguria Toti e dal vice Rixi, che prevede una deroga sospensiva di un anno della legge ragionale che vietava quasi completamente le attività regolari di gambling.

La legge, scritta e voluta dalla precedente amministrazione di stampo proibizionista, creava, come a Bolzano, un paradosso sociale e culturale. Vietare il gioco in toto comporta un grave rischio sociale e di ordine pubblico, in quanto, vietando le attività lecite e regolari, si dà linfa alle attività illegali e criminose.

Ritengo che si debba seguire l’esempio dei lungimiranti politici, Toti e Rixi, che oggi insegnano cosa sia la politica con la P maiuscola e che con questa deroga segano un passo fondamentale per creare una sana cultura del gioco basata sul buon senso e sulla tutela delle fasce più deboli.

Chi oggi manifesta con tanto livore e con tanta violenza, sicuramente non lo fa per il bene comune, ma indirettamente agevola l’irregolarità e la criminalità tenendo egli stesso comportamenti criminali e violenti.

Dobbiamo tutti insieme, politica, economia e sociale, trovare del soluzioni idonee per contrastare il GAP, tutelando tutte le parti in causa coinvolte. Magari a Bolzano avessimo amministratori di un così grande lungimiranza e coraggio!”.

Luigi Nevola
Presidente
Associazione LaSentinella

Fonte originale Jamma

Politica ed operatori a confronto a Torino: ‘Tutelare lavoro e gioco legale’

 

I rappresentanti del settore e la politica si confrontano a Torino il 3 aprile nel convegno “30 settembre 2017. La fine del gioco lecito”.

 
“E’ un evento al quale parteciperanno diversi politici a livello nazionale e locale, tutte le sigle di rappresentanza degli esercenti pubblici, da Confesercenti alla Fit ad Assogiochi e alla Cisl, e in più anche molti giornalisti vista l’importanza. Mi auguro un grande afflusso visto quanto il tema dell’occupazione legata all’applicazione delle normative locali sul gioco sia d’attualità in questi giorni”.

 

Con queste parole Mario Negro, presidente onorario dell’associazione As.Tro, presenta a Gioconews.it “30 settembre 2017. La fine del gioco lecito”, convegno che il prossimo 3 aprile vedrà riunirsi i rappresentanti del settore al Museo nazionale dell’automobile a Torino.

“E’ molto difficile trovare una soluzione, e proprio per questo ci si sta impegnando per riuscire a far ricredere le amministrazioni, per convincerle a fare marcia indietro e a sedersi attorno a un tavolo di confronto con gli operatori. Lunedì purtroppo non potrà esserci il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, per altri impegni istituzionali, ma gli abbiamo fatto avere una brochure con i dati del settore, le conseguenze della normativa e ha detto che prossimamente si metterà a disposizione per cercare di parlare di questo problema, ma senza promettere nulla.
Con noi comunque ci saranno Maurizio Marrone (FdI) per la Regione Piemonte, Roberto Rosso (DI) per il Comune di Torino, il deputato Mariano Rabino (Sc) e l’europarlamentare Alberto Cirio (Ppe), è stato invitato anche il senatore Stefano Esposito (Pd)”, dice ancora il presidente onorario As.Tro.
“L’ESEMPIO” DELLA LIGURIA – Ma come si può fare evitare uno scontro politico e un provvedimento d’emergenza come la proroga alla legge sul Gap che il 1° aprile andrà al voto del Consiglio regionale della Liguria? “In Piemonte in questo senso non sono stati fatti grandi passi, non ci sono stati confronti fra la Regione e gli operatori. Finora ci siamo mossi solo per fronteggiare sul momento le ordinanze dei sindaci, lì si è lavorato bene, si sono fatti tanti incontri, ma a livello regionale va stimolato il confronto, e a questo scopo vorremmo organizzare eventi simili all’appuntamento di Torino anche in altre grandi città”.
CARDIA: “GIOCO, LEGIFERARE CON CAUTELA” – A commentare l’evento torinese è anche l’avvocato Geronimo Cardia (GC Legal): “All’iniziativa di lunedì 3 aprile, non mancherò di mettere in evidenza che nelle battaglie portate avanti contro il proibizionismo inflitto al gioco legale dalla normativa territoriale abbiamo sempre tenuto a difendere il gioco legale nella sua interezza, evitando di ingenerare superficiali dubbi sulle caratteristiche di singole tipologie di gioco o di differenti canali distributivi. Materia che richiede invece un tasso di specializzazione e approfondimento che solo tavoli tecnici dedicati è altamente specializzati possono garantire, dovendosi tenere a mente, aggiungo ora, che ogni volta che si mette mano ad un ingranaggio della materia che ci occupa di fatto si toccano numerosi e complessi principi costituzionali quali la salute, il risparmio, l’ordine pubblico, il gettito erariale, l’impresa ed il lavoro.”
PASTORINO (STS): “PUBBLICI ESERCIZI PRESIDIO DI LEGALITA'” –  Come detto, fra i rappresentanti degli esercenti pubblici saranno presenti anche quelli dei tabaccai, con Sts-Fit e il suo presidente, Giorgio Pastorino. “Come per la Liguria, anche in Piemonte è vicina la data che sancirebbe l’espulsione di fatto del gioco legale dal territorio regionale in quanto, la quasi totalità dei punti vendita gioco sono collocati all’interno di quelle aree che la normativa regionale definisce come ‘sensibili’ e quindi soggette a progressiva chiusura/eliminazione. In sostanza quegli stessi pubblici esercizi – presidio di legalità sul territorio- che da sempre svolgono una funzione sociale e di controllo sull’accesso al gioco (da parte di minori o persone a rischio ludopatia) rischiano di essere spazzati via con il pericolo, tutt’altro che remoto, che l’offerta venga poi veicolata attraverso circuiti clandestini. In secondo luogo, condividiamo pienamente la linea Astro sulla tutela dei posti di lavoro: la conseguenza peggiore sarebbe proprio l’effetto deleterio che l’eccessiva stretta al gioco legale avrebbe sull’occupazione e sull’economia della Regione. In un simile contesto, pertanto, diventa prezioso un consesso – come quello attivato da Astro- in cui si affronta la questione coinvolgendo gli operatori del settore direttamente interessati ma anche esponenti della politica locale e nazionale alle prese con il riordino del settore”.

Gioco online: al via l’offerta di Planetwin365.it con scommesse sportive, casinò classico, live e poker

Continua ad essere in fermento il mercato dell’online in Italia. L’ultimo dei “colossi” è sceso infatti in campo nel settore dell’online. Da lunedì si può infatti giocare su Planetwin365.it con un’ampia offerta di tutti i prodotti. Su Planetwin365.it gli utenti ritrovano gran parte dell’offerta di scommesse sportive,  casinò classico e live e poker, che hanno fatto le fortune del bookmaker austriaco/maltese. Ricordiamo che Sks365, titolare del marchio Planetwin365, è entrata alla grande nel mercato italiano delle scommesse, con la Sanatoria di due anni fa con la quale ha regolarizzato circa 1000 negozi. A febbraio di quest’anno, solo per quanto riguarda il gioco in agenzia, Planetwin365 ha fatto registrare una raccolta di 48,5 milioni di euro, risultando il quarto operatore in assoluto in Italia per volumi di gioco in questo segmento. lp/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

 

Questo farà aumentare gli introiti dello Stato, mediante maggiori incassi di IMPOSTA UNICA al 22%

Scommesse: Tar Lazio accoglie ricorso Agisco contro ADM su contratti di gestione

Il Tar Lazio ha accolto il ricorso proposto dall’associazione Agisco (Associazione Giochi e Scommesse), che ha contestato il mancato intervento da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla validità di alcuni contratti di gestione predisposti da Snai, malgrado questo contenesse clausole sulla durata e sulle modalità di esercizio del diritto di recesso non conformi a quanto disposto dall’art. 15 della convenzione di concessione per l’esercizio dei giochi pubblici tra ADM e concessionari. Tale articolo indica che gli accordi tra i concessionari ed i gestori dei negozi, stipulati anche in base a contratti-tipo predisposti dal concessionario e preventivamente approvati da ADM, hanno determinati contenuti minimi, tra cui l’indicazione dell’efficacia del contratto, comunque non superiore alla durata della concessione.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha quindi chiesto alla Snai la disponibilità ad un incontro finalizzato ad una soluzione bonaria delle questioni in essere, ma la Snai ha sostanzialmente rigettato la richiesta di apertura di un tavolo di confronto.
Secondo Agisco però l’Agenzia ha il potere, ed il correlativo obbligo, di approvazione preventiva degli stessi contratti il che, nel caso di specie, non risulta essere avvenuto o, quanto meno, non risulta essere stato comunicato al destinatario dell’atto che, proprio a tale scopo, aveva inviato plurime richieste all’amministrazione.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha quindi reso noto che “l’ADM dovrà rendere noto all’Associazione ricorrente se e con quali modalità ha esercitato il preventivo controllo con esibizione dei relativi atti. Ove tale controllo non sia mai stato esercitato, dovrà esercitare lo stesso ora per allora notiziando Agisco dei risultati dell’esercizio del potere”. lp/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Giochi, Giorgio Tino replica a Il Tempo: “Nessuna pressione per rilascio nulla osta ad imprenditore vicino ad Alleanza Nazionale”  

Nessuna pressione su di me o indirettamente su mia moglie per favorire il rilascio di nulla osta ad un imprenditore gravitante nell’area di Alleanza Nazionale. La notizia è destituita da ogni fondamento. E’ quanto replica l’avv. Vincenzo Zeno-Zencovich che rappresenta Giorgio Tino, in merito ad un articolo apparso su Il Tempo del 23 marzo scorso dal titolo “Il gioco di Alleanza Nazionale”. “In relazione alla notizia riportata all’interno dell’articolo – si legge nella replica pubblicata oggi su Il Tempo – secondo cui il segretario di Fini avrebbe fatto pressioni su di me e indirettamente su mia moglie (all’epoca dirigente presso i Monopoli) per favorire un rilascio di non meglio precisati “nulla osta” a un imprenditore gravitante nell’area di Alleanza Nazionale, faccio presente che in tutto il lungo periodo in cui sono stato a capo dei Monopoli di Stato ho intrattenuto solo due telefonate con il prefetto Cosimi Proietti. In tali telefonate non si è mai parlato di questioni attinenti al settore dei giochi gestiti dai Monopoli e tanto meno di argomenti comunque legati alle concessioni delle slot machine. Anche tale affermazione, ove effettivamente avvenuta, rientra nel novero di non infrequenti millanterie “politiche” nei confronti di imprenditori per ingraziarseli”. lp/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Huffingtonpost, Crepet: “Demonizzato da chi non conosce la malattia del gioco d’azzardo”

(Jamma) L’altro giorno, un articolo apparso sulla prima pagina del Corriere della Sera a firma di Gian Antonio Stella ripropone la dolorosa questione del gioco d’azzardo e dei suoi effetti sulla popolazione. Lo fa citando, tra l’altro, un mio parere (non una perizia di parte) scritta molti mesi fa. Ciò ha suscitato un certo clamore, tanto che c’è stato chi ha chiesto che la Rai non mi inviti più nelle sue trasmissioni e chi – come il Codacons- prevede di deferirmi all’Ordine dei Medici perché io sia radiato.

Ciò mi sorprende in quanto il mio parere (utilizzato da Lottomatica presso il tribunale di Bergamo) è sempre lo stesso da quando, almeno 4 o 5 anni, mi interesso di questo problema a livello nazionale (nelle molte trasmissioni televisive cui ho partecipato, all’audizione al Senato con il sottosegretario Beretta o nei vari dibattiti pubblici ove era presente anche l’On. Binetti). Perché di questo si tratta e non di ciò che fa uno psichiatra come me nel suo lavoro clinico quotidiano. Il problema è che cosa si può consigliare allo Stato per fronteggiare adeguatamente questo problema. Il responsabile di questo fenomeno è chi dàle licenze, ovvero lo Stato Italiano. Nessun Governo si è mai sognato di chiudere la baracca, mancherebbero molti miliardi di euro di gettito erariale cui nessun ministero delle Finanze potrebbe mai fare a meno.

Ciò che si può fare, dunque, è intervenire, ragionando, sul problema. Mi sorprende però il fatto che tutti lo vogliano fare senza che nessuno conosca il fenomeno. E questo è il primo punto. Chi sa quante sono le persone che soffrono di ludopatia? Nessuno, non esistono dati se non parziali e locali. Non conosciamo età, sesso, provenienza sociale, nulla. E neppure se il fenomeno è in crescita o no. E come potrebbe mai un Ministero della Salute emanare delle norme per contenere un fenomeno che nemmeno conosce? Si preferisce andare a spanne perché così ognuno è libero di dire la sua oppure, come in qualsiasi paese civile, si fa in modo di conoscere entità e andamento di una patologia? Di questo ho parlato anche quando ho incontrato, anni fa, il Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, che finalmente ha iniziato a occuparsi scientificamente di questo.

Le politiche adottate da alcuni comuni con l’emanazione delle distanze di sicurezza dai “luoghi sensibili” (ma chi è certo che lo siano?) sta funzionando? Si stanno raccogliendo dati sull’efficacia di questi provvedimenti? Oppure se ne possono pensare altri? O vogliamo andare avanti con l’impressionismo che ha contraddistinto il dibattito fino ad ora? Di questo ho scritto e di questo sono convinto, perché il sensazionalismo sulla pelle dei più deboli non aiuta nessuno e tanto meno loro e le loro famiglie. Anche perché non c’è nemmeno convergenza di idee su cosa significhi per davvero intervenire per aiutare chi è affetto da ludopatia.

Chi e come è deputato a farlo? Un prete, uno psichiatra, un assistente sociale, dei volontari? Perché il Codacons non organizza un bel convegno su questo argomento che sta a tutti a cuore? Si potrebbe invitare Antonio Stella a moderare una tavola rotonda. Io sono disponibilissimo.

Fonte originale Jamma