Leggi regionali sul gioco, la grande corsa

Ormai solo Calabria, Sardegna e Sicilia mancano all’appello fra le regioni che hanno votato una propria legge sul Gap, ma dovrebbero provvedere entro il 2017, intesa in Conferenza unificata permettendo.

Entro il 30 aprile, secondo i programmi, il Governo avrebbe dovuto chiudere l’intesa con Regioni ed Enti locali per il riordino nazionale dei giochi in sede di Conferenza unificata, anche se la scadenza è stata rinviata a maggio e il giorno 3 ci sarà un tavolo tecnico che dovrebbe essere finalizzato a sciogliere gli ultimi nodi. In attesa di questo accordo, le Regioni non attenuano il loro slancio legislativo e continuano ad approvare normative per il contrasto al Gap: dopo le Marche, che ha detto sì il 31 gennaio 2017, ormai mancano solamente Calabria, Sardegna e Sicilia, che dovrebbero arrivare al voto entro pochi mesi.

CALABRIA – A raccontare lo stato di avanzamento della legge sul tavolo della Regione Calabria è Arturo Bova, presidente della Commissione contro la ‘Ndrangheta che sta esaminando il testo, confrontandosi con i vari soggetti coinvolti nel tema con un’ampia serie di audizioni, dagli esercenti ai sociologi, da Libera a Confindustria. “Siamo andati oltre la proposta ‘Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico’ di Franco Sergio e Orlandino Greco (Oliverio Presidente) e abbiamo deciso di includere delle misure specifiche per il contrasto al Gap nel testo unico sulla legalità attualmente in discussione con un articolo specifico, il numero 19, intitolato ‘Interventi regionali per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico’.
Abbiamo previsto un criterio spaziale, che vieta l’installazione di apparecchi entro i 300 metri per i comuni fino a 5mila abitanti e non inferiore a 500 metri per quelli più grandi dai luoghi sensibili: chiese, scuole, enti pubblici, sedi di associazioni, bancomat, stazioni ferroviarie”, evidenzia il presidente.
“Non abbiamo nulla contro il gioco, ovviamente, ma va disciplinato, tenendo conto degli interessi di chi ci lavora. Per questo vogliamo garantire agli imprenditori che hanno investito in questo settore il tempo per adeguarsi e trovare altri locali, probabilmente un anno. Va tutelata la gente onesta”.
La legge sulla legalità, che si compone di sessanta articoli, dovrebbe concludere il suo iter fra sei o sette mesi, dopo l’esame della copertura finanziaria, i passaggi in commissione Bilancio, Affari costituzionali e ‘Ndrangheta. L’auspicio è di approvarla entro l’estate e di sicuro entro l’anno, ma intanto proseguiremo le audizioni: voglio un metodo partecipato, e c’è grande entusiasmo per avere una legge che sia ‘di tutti”, conclude Bova.
L’articolo 19 in particolare prevede per i Comuni la facoltà di limitare l’apertura delle sale da gioco e scommesse e di tutti i locali pubblici con offerta di gioco per otto ore giornaliere, e non oltre le ore 22.
Poi un piano integrato per il contrasto e la prevenzione del Gap, l’emanazione del logo “No Slot” per chi sceglie di non installare o disinstallare apparecchi da gioco, la formazione obbligatoria per i gestori e il personale delle sale, il supporto amministrativo ai Comuni in caso di avvio di azioni legali collegate al gioco, il divieto di pubblicità, anche sui mezzi di trasporto pubblico locale e regionale. In coerenza con le finalità ed i principi della presente legge, la Regione Calabria non concede il proprio patrocinio per gli eventi che ospitano o pubblicizzano attività di gioco.
SARDEGNA – La stasi invece caratterizza le due proposte sarde sul Gap presentate fra il 2014 e il 2015 dai consiglieri Francesco Agus (Sel) e Lorenzo Cozzolino (Pd), che oltre alla distanza minima di 500 metri chiede la riduzione di Imu, Tari e Cosap e la promozione di un marchio ‘no slot’ per gli esercercenti virtuosi e corsi di formazione per i gestori, e quella a firma di Salvatore Demontis, con un distanziometro di 500 metri e riduzioni dell’aliquota Irap.
Per rompere questo immobilismo si sono mossi anche i Comuni, a cominciare da quello di Cagliari, che a gennaio 2017 ha approvato un ordine del giorno per il varo di una normativa regionale sul Gap, che riconosca ai “Comuni il ruolo di soggetti attuatori delle misure previste, al fine di dotarli di competenze specifiche per contrastare il fenomeno”.
Abbiamo chiesto una spiegazione di questi “ritardi” ai firmatari delle due proposte di legge, che una volta calendarizzate dovrebbero poi dar luogo, questa la prassi, a un testo unico.
“La mia non è mai stata discussa, la commissione non ha portato avanti il testo, nonostante sia stata sollecitata anche dal firmatario dell’altra proposta. Ma questa sorte accomuna altri 400 testi di legge”, sottolinea Francesco Agus. “Abbiamo tempo fino alla fine della legislatura, nel 2019, ma la cosa migliore sarebbe il riordino nazionale: le regioni legiferano in materia attraverso la loro competenza di tutela della salute ma è un palliativo, possono incidere in maniera marginale e hanno meno possibilità di controllo. Serve una legge complessiva che agisca anche sulla prevenzione”.
Dello stesso tenore il pensiero di Salvatore Demontis. “Ci sono tante leggi da discutere, occorre sensibilizzare il consiglio regionale su questa e altre tematiche, e il rinnovo di metà mandato delle commissioni può essere l’occasione giusta per sollecitarne l’esame.
L’approvazione della legge regionale nel frattempo è diventata ancora più urgente perché con la proposta presentata dal Governo in Conferenza unificata per le sale ‘certificate’ sparisce il concetto di distanze minime, che per me è centrale per liberare buona parte del territorio urbano dalle slot. Il giocatore non va ‘separato’, deve essere visibile, perché l’isolamento può condurlo a situazioni patologiche, come spesso accade. Le norme poi devono valere anche per le sale scommesse”.
SICILIA – La nostra carrellata delle Regioni ancora senza legge si chiude in Sicilia dove sembra essere arrivata la quadra dopo l’unificazione delle proposte di varie parti politiche presentate nel corso della legislatura, ben nove.
Un testo coordinato, in nove articoli, che ruota attorno ad un distanziometro di 500 metri, la disciplina degli spazi pubblicitari relativi al gioco, sgravi sulle tasse locali per gli esercizi commerciali che non utilizzino alcun tipo di gioco online, identificati e “pubblicizzati” attraverso il logo ‘Slot? No Grazie!’, la promozione di accordi con gli enti di servizio del trasporto pubblico locale e regionale per favorire l’adozione di un codice di autoregolamentazione che vieti gli spazi pubblicitari al gioco, corsi di formazione obbligatoria per i gestori delle sale da gioco e dei locali con apparecchi, l’istituzione di un numero verde regionale per le segnalazioni e le richieste di aiuto, la progettazione territoriale sociosanitaria sul fenomeno del Gap.
“Attualmente il testo è fermo in commissione Sanità in attesa della relazione dell’assessorato regionale alla Salute che nella primavera 2015, adeguandosi alla programmazione nazionale, ha varato le Linee guida sulla prevenzione del gioco d’azzardo patologico, un piano d’intervento già molto avanzato con attività di diagnosi e cura nei Sert e in tutte le unità delle aziende sanitarie territoriali. È necessario coordinare il testo di legge con le linee guida perché vogliamo andare tutti nella stessa direzione”, commenta la deputata Antonella Milazzo (Pd), membro della commissione Sanità all’Assemblea regionale siciliana.
A “bloccare” l’iter della normativa è anche l’approvazione del Bilancio, che ha fatto rinviare le sedute delle commissioni, ma non appena approvato, entro il mese di aprile, dovrebbero esserci il ritorno in commissione Bilancio e quindi l’approdo nell’aula dell’Assemblea.
La proposta, che riunisce le istanze di tutti i gruppi parlamentari, è frutto di una convergenza assoluta, e prevede la ridefinizione dei poteri dei Comuni “al fine di potenziarne l’autorità di controllo e prevenzione a tutela dei soggetti deboli rafforzandone la disciplina sanzionatoria”.
Ogni Comune dovrà tenere ed aggiornare annualmente un elenco dei punti di offerta di gioco presenti nel territorio, attivare un tavolo tecnico insieme ai rappresentanti delle Asp e delle associazioni, programmare attività di formazione per gli operatori e di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole.
I sindaci potranno emanare ordinanze motivate che pongano ulteriori limitazioni orarie alle attività delle sale gioco e scommesse e al funzionamento degli apparecchi, attivare iniziative culturali per la prevenzione ed il contrasto al Gap e saranno chiamati a garantire il controllo del territorio, nell’ambito dei comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduti dai prefetti.
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Online, esclusiva intervista di Daria Petralia (ADM) ad Agimeg: bilancio del primo anno di attività, novità sul bando di gara e liquidità internazionale, pubblicità web, nuovi operatori, tracciatura filiera

Un bilancio del primo anno di attività, pubblicità, bando di gara, liquidità internazionale, nuovi operatori: questi i principali temi toccati da Daria Provvidenza Petralia, a capo dell’Ufficio gioco online dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in una esclusiva intervista rilasciata ad Agimeg. L’atteso di bando di gara dovrebbe vedere la luce entro maggio e sarà l’occasione per assistere all’arrivo sul mercato italiano dell’online di nuovi importanti operatori. Il segmento comunque vedrà nel 2017 delle importanti novità. 

Circa un anno fa iniziava la sua avventura a capo della sezione online dell’ADM. Può tracciare un bilancio di questi primi 12 mesi?

Nel mondo dei giochi, e dell’online in particolare, sono molte le novità che possono intervenire in 12 mesi. Il bilancio è certamente quello di un anno ricco di avvenimenti. Tra gli obiettivi più rilevanti raggiunti quest’anno, segnalo l’adesione al circuito legale di importanti operatori offshore, alcuni già attivi e altri che entreranno nel mercato a breve e il conseguente aumento delle entrate erariali del 21%. Importanti risultati sono stati raggiunti anche nell’ambito delle iniziative che vedono il coinvolgimento di SOGEI  e che mirano a una tracciatura ancora più dettagliata delle operazioni di gioco e degli attori che intervengono nel settore: in questo senso ritengo particolarmente rilevanti sia la tracciatura delle operazioni sul mobile, sia un più accurato monitoraggio del flusso che interviene tra concessionari ed enti di verifica. A livello internazionale, infine, quest’anno ha visto significativi progressi nella direzione di accordi sulla liquidità internazionale, nonché il consolidamento dell’Italia come legislazione di riferimento in Europa, di cui è certamente dimostrazione, da ultimo, l’invito da parte della Commissione a presentare in sede di Gruppo di esperti a Bruxelles, i risultati dell’annuale ricerca condotta in collaborazione con il Politecnico.

Quali sono i vostri obiettivi a breve e lungo termine?

L’obiettivo a breve termine è certamente la pubblicazione del bando di gara per l’assegnazione delle 120 concessioni previste dalla legge di stabilità per il 2016. Una volta che tutti i nuovi entranti saranno pienamente operativi, gli ulteriori obiettivi riguardano innanzitutto i giocatori, con l’introduzione di alcune informazioni aggiuntive da mettere disposizione loro e dell’Agenzia,  nell’ottica di agevolare il controllo e l’autocontrollo  da parte del giocatore. Sempre in quest’ottica di tutela del giocatore stiamo lavorando a delle linee guida in tema di pubblicità sul web. Con riguardo invece alle novità per i soggetti che operano nel mercato, la direzione è quella di  una tracciatura ancora più dettagliata della filiera di gioco e la possibile revisione di alcuni appesantimenti burocratici.

Si può dare una dead line alla pubblicazione del bando dell’attesa gara sull’online?

Il bando dell’online uscirà certamente a  stretto giro. Diciamo che con tutta probabilità non dovremo attendere l’estate per la pubblicazione.

Ha parlato di una decina di nuovi operatori pronti ad entrare. Quali sono quelli più conosciuti a livello internazionale?

Diversi sono gli operatori che hanno mostrato interesse ad entrare nel mercato. Ovviamente, fino a quando non avranno presentato apposita domanda, le mere intenzioni rimangono informazioni confidenziali. Ciò che posso dire invece è che a breve, già prima della gara, saranno operativi sul nostro mercato due grandi operatori stranieri. Uno, che ha già sottoscritto al convenzione, è Marathonbet, molto conosciuto a  livello internazionale. Da questi operatori, come dai futuri nuovi entranti, ci si attende che possano dare un contributo prezioso in termini di attrattività ancora maggiore del circuito legale italiano per i giocatori e di aumento del tasso di innovazione presente nel mercato.

Il tema delle pubblicità è molto sentito dagli operatori dell’online. Secondo lei il sistema di controllo e gestione della pubblicità va bene già adesso o bisognerebbe fare altri interventi?

Credo che il quadro normativo sia già abbastanza rigido e definito. L’eliminazione totale della pubblicità rischierebbe di ingenerare confusione in quel giocatore che vuole proteggere, non consentendogli di distinguere i concessionari dello Stato dal resto degli operatori. Ciò detto, c’è certamente spazio per dei chiarimenti e per delle riflessioni, che siano d’aiuto anche ai concessionari per orientarsi nel perimetro definito dal legislatore. In questo senso, come anticipato, stiamo lavorando a delle possibili linee guida per la pubblicità sul web.

Conferma che entro fine giugno sarà formalizzato l’accordo sulla liquidità internazionale con Francia, Spagna e Portogallo? A quando le prime partite di poker condivise?

Trattandosi di un accordo che vede parti in causa, appunto, quattro Paesi, non posso fornire una data certa. Direi che allo stato attuale sembrano esserci buone possibilità perchè l’accordo si chiuda in estate. Dalla firma penso che saranno necessari almeno sei mesi per l’operatività, ma anche in questo caso potremo essere più precisi dopo le prime riunioni tra i rispettivi tecnici. A mio parere, a fronte di un’offerta legale ormai praticamente completa, gli interventi sulla liquidità potrebbero rappresentare la nuova frontiera per assicurare la massima competitività possibile rispetto al circuito offshore, nonché per garantire che il giocatore possa usufruire di tutti i prodotti con tutte le garanzie del circuito legale. ff/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Giochi, Consiglio dei Ministri delibera nuova convenzione Rai. Divieto totale alle pubblicità sul gioco

Il Consiglio dei ministri ha deliberato la concessione in esclusiva alla RAI, per una durata decennale dell’esercizio del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale sull’intero territorio nazionale.   Il testo del decreto e’ stato modificato e integrato al fine di tener conto del parere della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, la quale si è espressa favorevolmente nella seduta dell’11 aprile 2017. Tra le condizioni poste nel parere ce n’era anche una riguardante il gioco d’azzardo. La Commissione ha chiesto infatti che sui canali televisivi e radiofonici pubblici non vengano trasmesse pubblicità sul gioco. “Gli impegni della società concessionaria – si legge nel documento la Commissione – vanno rafforzati, inserendone (…) di ulteriori che riguardino la promozione dell’innovazione tecnologica e dell’educazione digitale, la rappresentazione non stereotipata della donna, le persone con disabilità  visiva, il divieto di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo e la valorizzazione del mezzo radiofonico”. lp/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Slot, Tar Molise annulla ordinanza Comune di Campobasso su limitazioni orari sale giochi: “Necessario dimostrare che la limitazione serva a prevenire la ludopatia”

Il Tar Molise ha accolto il ricorso di due società concessionari di esercizio e gestione di apparecchi per giochi leciti con vincita di denaro contro l’ordinanza del Sindaco di Campobasso riguardo la disciplina degli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco. L’ordinanza, che risale al 12 gennaio 2017, era stata emessa dal Sindaco di Campobasso e disciplinava gli orari dello slot negli esercizi pubblici del Comune. Secondo i ricorrenti, l’ordinanza andava annullata per “eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti, travisamento, contraddittorietà, illogicità manifesta, difetto di istruttoria”, motivazioni ravvisate anche dai giudici amministrativi che, nonostante abbiano sottolineato come il “Sindaco del Comune ha un potere contingibile e urgente di ordinanza per la tutela dell’igiene e della salute pubblica” e che può dare quindi anche disposizioni per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico, “le limitazioni di orario all’attività degli esercizi commerciali troverebbero giustificazione, anche alla luce del dettato costituzionale e della normativa comunitaria sulla libertà dell’iniziativa economica, in esigenze concrete – da dimostrare volta per volta – di prevenire, almeno per un periodo di tempo limitato (stante la natura provvisoria e contingente di tali misure) il fenomeno della ludopatia tra le fasce più deboli della popolazione, ad esempio, gli adolescenti, ovvero di contenere il fenomeno dell’evasione scolastica durante l’anno scolastico, ovvero ancora di regolare i problemi di traffico e viabilità dovuti all’afflusso notevole di utenza in prossimità dei locali di gioco-scommesse, e via dicendo. Tutto questo non può essere semplicemente affermato in via apodittica ma deve trovare riscontro nei dati che l’Amministrazione comunale può e deve acquisire, in via istruttoria, in sede procedimentale, prima di adottare un provvedimento di tal genere e di tale impatto”. Il Tar ha ritenuto quindi anche insufficiente e tardiva la “giustificazione postuma fornita dalla difesa della resistente, versando in atti l’allegazione di dati parziali del S.e.r.t.-A.S.Re.M., sulla diffusione territoriale della ludopatia”. Il provvedimento viene quindi annullato, ferma restando la possibilità “di una riedizione del potere, al compimento di un’adeguata istruttoria che valuti congruamente in via analitica le criticità di contesto del territorio comunale”. es/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Scommesse: pubblicato da ADM il provvedimento di decadenza della concessione di Global Starnet. 60 giorni di tempo per fare ricorso

ADM ha disposto la decadenza della concessione per le scommesse di Global Starnet (Bplus). “Ritenuto che la garanzia, presentata dal concessionario all’atto della sottoscrizione della presente convenzione, è valida per tutti gli eventuali effetti sorti in costanza di rapporto concessorio, emersi anche successivamente alla scadenza della concessione, fino ad un anno successivo a partire dalla data di scadenza della concessione stessa e che la mancata prestazione della manleva è causa di decadenza della concessione, trattandosi di obbligo fondamentale a carico del concessionario e a tutela delle ragioni dell’erario, costituendo un elemento essenziale del rapporto intercorrente tra concedente e privato concessionario; vista la convenzione di concessione n. 4322 per la raccolta giochi pubblici (…) vista la comunicazione del 24 giugno 2016 con la quale il Concessionario ha manifestato la volontà di proseguire la raccolta delle scommesse, successivamente alla scadenza fissata al 30 giugno 2016 (…) Atteso che nella predetta comunicazione si è altresì impegnato a fornire le garanzie richieste dall’Agenzia e, quindi, con validità sino al 30 giugno 2018; Tenuto conto che la società Global Starnet Limited, per la citata concessione aveva, a suo tempo, prestato fideiussioni bancarie per l’importo complessivo di euro 115.574,35, scadute il 31 dicembre 2016; Vista la nota del 24 marzo 2017 con la quale l’Agenzia ha preannunciato la disattivazione del collegamento a far data dal 31 marzo 2017 con il totalizzatore nazionale, per effetto della scadenza della concessione prevista, come è noto, al 30 giugno 2016”, ADM ha disposto “la decadenza della concessione n.4322 per l’affidamento dell’esercizio dei giochi pubblici di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni ed integrazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, di cui è titolare Global Starnet Limited. Avverso il presente decreto è ammesso ricorso dinanzi al competente Tribunale amministrativo regionale, entro il termine di 60 giorni dalla data di pubblicazione sul sito Internet dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. lp/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Per il Mef, la filiera delle Awp ha ancora margini per sopportare nuove tasse!

28 aprile 2017 – 10:26
Per il Mef, la filiera delle Awp ha ancora margini per sopportare nuove tasse!

Sembrerà assurdo agli operatori e ai gestori di apparecchi da gioco, ma per il Governo la filiera ha beneficiato degli aumenti fiscali realizzati negli ultimi anni.

Perché? Lo si intuisce facilmente nel testo del decreto legge conosciuto come Manovrina nel quale, secondo i tecnici, ci sarebbero le basi per apportare nuovi aumenti al preu sulle Awp visto che ‘grazie’ agli incrementi di 4,5 punti percentuali realizzati nel 2016, “a partire dal 2017 la filiera, a parità di gettito, realizzerebbe un maggiore ricavo”.

 

I calcoli teorici non sono confermati poi però da quelli pratici. Andando a fare tanto di conto, i tecnici, evidenziano che per il comparto Awp,  a partire dal mese di agosto 2016, quando le nuove schede con il payout ridotto sono entrate in esercizio in modo completo, la raccolta derivante dagli apparecchi in esame è diminuita rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno precedente di circa il 3,7% medio. La riduzione è confermata anche nei primi mesi dell’anno 2017.

 

Considerando gli effetti dell’aumento del preu in considerazione del calo della raccolta che il minor payout ha determinato, mettere in ginocchio il comparto comporterà all’Erario un vantaggio di gettito pari a 0,2 mld su base annua, pari a 0,15 mld per il 2017.

Va precisato però che tali calcoli valgono nel futuro imminente e dovrebbe mantenersi stabile la raccolta con il solo calo considerato. Su tutto questo – occorre evidenziarlo -, non si considerano gli effetti delle normative locali sin qui ancora non operative.

 

L’idea è che con i giochi pubblici il Governo stia facendo un gran pasticcio. Senza far giri di parole, ci si dovrebbe chiedere se il gioco vale a candela e quali effetti reali tali normative  porteranno all’industria del gaming, prima e all’Erario, poi.

 

 

Ma andiamo per ordine.

Come spiega la relazione che accompagna il decreto, la norma prevede l’incremento dell’aliquota del prelievo erariale unico (PREU) applicato sulla raccolta derivante dal giuoco praticato mediante gli apparecchi disciplinati dall’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.  Si tratta delle cosiddette «new slot» (o AWP) che possono essere installate sia in locali che svolgono attività diverse dal giuoco (pubblici esercizi, rivendite di tabacchi), quindi ad accesso libero, sia in sale destinate prevalentemente ad attività di giuoco (sale scommesse, sale bingo), in cui l’accesso è precluso ai minori d’età.
Attualmente su tali apparecchi è applicato un prelievo erariale unico pari al 17,5 per cento delle somme giocate (quindi al lordo delle vincite). La norma, quindi, prevede un aumento di 1,5 punti percentuali (da 17,5 per cento a 19 per cento).

Si precisa che, con l’articolo 1, comma 918, della legge di stabilità per il 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208), la misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi in parola è già stata incrementata di 4,5 punti percentuali, portando la previgente aliquota del 13 per cento al 17,5 per cento. Lo stesso comma, peraltro, ha previsto anche la riduzione della percentuale di vincita (pay out) dal 74 per cento al 70 per cento delle somme giocate.

In connessione con tali modifiche, il comma 920 dello stesso articolo 1 ha abrogato il comma 649 dell’articolo 1 della legge di stabilità per il 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), il quale aveva previsto un prelievo di 500 milioni di euro annui sulla filiera.

 

In sostanza, considerato che la riduzione del prelievo nella misura di 500 milioni di euro corrisponde a circa due punti del PREU, con la citata legge di stabilità per il 2016 l’incremento effettivo della tassazione gravante sulla filiera è stato di 2,5 punti percentuali, mentre la riduzione del pay out è stata, come detto, di 4 punti.

Poiché l’incremento del PREU ha avuto effetto con decorrenza dal 1° gennaio 2016 mentre la sostituzione delle schede per la modifica del pay out è stata completata nel periodo giugno-luglio 2016, può ritenersi che la filiera abbia recuperato, nel corso dell’anno 2016, la maggiore tassazione di 2,5 punti percentuali, potendo traslare sui giocatori, a partire da agosto, minori vincite pari a 4 punti percentuali.

 

A partire dal 2017 la filiera, a parità di gettito, realizzerebbe un maggiore ricavo, costituito dalla differenza tra il minore pay out e la maggiore tassazione effettiva (i 500 milioni di euro previsti dalla legge di stabilità per il 2015, infatti, erano espressamente posti a carico della filiera).
Alla luce di quanto sopra, con l’incremento del PREU previsto dalla norma in esame viene a riequilibrarsi il peso fiscale gravante sul giocatore e sulla filiera, nel senso che i 4 punti percentuali di minori vincite saranno destinati interamente all’erario.

 

 

La raccolta complessiva relativa al 2016 è stata pari a 26,33 mld di euro. A parità di raccolta, quindi l’incremento di 1,5% comporterebbe un maggior gettito pari a 390 mln. Tuttavia, si osserva che a partire dal mese di agosto 2016, quando le nuove schede con il payout ridotto sono entrate in esercizio in modo completo, la raccolta derivante dagli apparecchi in esame è diminuita rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno precedente di circa il 3,7% medio.

 

Questa riduzione sembra trovare tendenzialmente conferma nei primi mesi dell’anno 2017.

Considerando una riduzione della raccolta del 3,7%, si possono formulare le seguenti stime:

-Raccolta 2016: 26,33 mld – Erario 2016: 4,6 mld

– Raccolta con riduzione del 3,7%: 25,35 mld – Erario: 4,8 mld

– Maggior gettito annuo: 0,2 Mld:

– Maggior gettito 2017: 0,15 mln (0,2 x 9/12) =

 

 

VLT

La norma prevede altresì l’incremento dell’aliquota del PREU applicato sulla raccolta derivante dal giuoco praticato mediante gli apparecchi disciplinati dall’articolo 110, comma 6, lettera b), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
Si tratta delle cosiddette VLT che possono essere installate solo in sale in cui è precluso l’ingresso ai minori di età (sale VLT, sale scommesse, sale bingo).

Attualmente su tali apparecchi è applicato un prelievo erariale unico pari al 5,5 per cento delle somme giocate (al lordo delle vincite). La norma, quindi, prevede un aumento di 0,5 punti percentuali (da 5,5 per cento a 6 per cento).
Si precisa che con l’articolo 1, comma 919, della legge di stabilità per il 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208), la misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi in parola è già stata incrementata di 0,5 punti percentuali, portando la previgente aliquota del 5 per cento al 5,5 per cento.

 

 

La raccolta complessiva nel 2016 è stata pari a 23,1 mld. A parità di raccolta, quindi, l’incremento di 0,5 punti percentuali comporterebbe un maggior gettito di 110 mln su base annua. Tuttavia, si osserva che l’aumento del preu comporterà presumibilmente la necessitò, da parte della filiera, di ridurre il payout, attualmente pari all’88%.

Come è stato registrato per il comparto AWP, la riduzione del payout potrebbe comportare una riduzione della raccolta per riduzione della domanda.

 

Inoltre, nel comparto delle Vlt assume una certa rilevanza, per le particolari modalità di gioco e alla luce dell’alto livello di payout, il cd. Rigioco, cioè il reimpiego delle somme vinte. La riduzione del payout, comporterà quindi una riduzione del rigioco. Tenendo conto di ciò,la riduzione della base imponibile soggetta a Preu potrebbe essere stimata nell’ordine del 2 o 3 %.

Nell’ipotesi in cui la riduzione della raccolta si assestasse sul 3%, si possono formulare le seguenti stime:

-Raccolta 2016: 23,1 mld – Erario 2016 : 1,27 mld

– Raccolta con riduzione 3%: 22,4 mld – Erario : 1,34 mld

– Maggior gettito annuo: 0,07 mld

Maggior gettito 2017: 0,052 mld (0,07 x 9/12) =

Il maggior introito sarebbe pari a 70 mln su base annua. Nel 2017 si otterrebbero i ¾ di questa cifra pari a 52 mln.

Non si considerano gli effetti delle normative locali sin qui ancora non operative.
Tassa sulla fortuna». – Le vincite sono tassate se conseguite sui seguenti giuochi:

Lotto e 10&Lotto;

giuochi numerici a totalizzatore (Superenalotto e giuochi complementari);

lotterie istantanee;

VLT.

Mentre per il giuoco del Lotto il prelievo si applica sulle vincite di qualunque importo, sugli altri giuochi le vincite sono tassate solo quando siano superiori a 500 euro e solo per la parte eccedente tale importo.
La norma lascia invariate le tipologie di giuoco sulle quali trova applicazione la ritenuta sulle vincite, aumentando l’aliquota del prelievo sul giuoco del Lotto dal 6 per cento all’8 per cento e quella sugli altri giuochi, limitatamente alla parte di vincita eccedente l’importo di 500 euro, dal 6 per cento al 12 per cento.
La differente aliquota prevista per i giuochi diversi dal Lotto (12 per cento) si giustifica con il fatto che sul Lotto, come già detto, il prelievo si applica su tutti gli importi di vincita mentre sugli altri giuochi solo sulla parte eccedente 500 euro.

 

LOTTO

 

Si precisa che, nel 2016 il totale del prelievo sulle vincite è stato pari a 395 mln, di cui oltre 300 mln provengono dal Lotto, (si tratta di circa il 78% di cui oltre l’86% è attribuibile alle vincite di importo inferiore a 500 euro). Il caso del gioco del Lotto è particolare, poiché, a differenza che negli altri giochi, il prelievo del 6% riguarda ogni sorta di vincita e non solo quelle superiori ai 500 euro.

Con la norma in esame, il prelievo del gioco del lotto registrarebbe un aumento di circa 100 mln su base annua. Tuttavia, occorre considerare che per  il gioco del Lottol’aumento del prelievo determina, in sostanza, una riduzione del payout, con possibili effetti sulla domanda di gioco.

Tenuto conto che si tratterebbe di un aumento limitato, potrebbe risultare poco percepibile dai giocatori, con riflessi, quindi, contenuti sulla raccolta. E’ ragionevole ritenere che le eventuale riduzione della raccolta possa risultare nell’ordine del 2% (-162mln a raccolta stabile).

In tal caso, considerato che la resa erariale è pari a circa il 22% della raccolta, si avrebbe un minor introito erariale di -35 mln (162 x 22%). La riduzione della Raccolta compporta minori ircavi per i ricevitori e per il concessionario; ciò che a parità di costi, produce un minor gettito per Ires e Irap, nell’ordine stimato di -11 mln.

Inoltre, la riduzione della raccolta implicherebbe  teoricamente in livello più basso di vincite, con un minor introito da ritenuta di circa -6mln.

In conclusione, l’aumento del prelievo erariale sulle vincite del Lotto porta un maggior introito stimato pari a : +100 -35 -11 -6 = +48 mln.

 

Altri giochi

 

Per quanto concerne gli altri giochi soggetti al prelievo sulle vincite, incidendo la tassazione solo sulla parte di vincite superiore ai 500 euro, gli effetti sulla raccolta si stimano di modesto impatto.

Pertanto a parità di base imponibile rispetto al 2016, il maggior gettito derivante dall’incremento di aliquota dal 6% al 12% è pari a 95 mln. Complessivamente l’impatto del provvedimento può essere stimato su base annua in un incremento di gettito pari a 143 mln di euro (48+95).

L’aumento del prelievo sulle vincite richiede il preventivo adeguamento tecnologico dei sistemi necessario all’applicazione concreta del prelievo e soprattutto alla rendicontazione contabile del gioco. L’applicazione dell’incremento di prelievo, relativamente all’anno 2017, potrà partire solo dal 1 ottobre. Il maggior gettito va considerato come rateo per i mesi corrispondenti (3/12).

 

 

Di seguito il testo della Manovra relativo ai giochi:

 

Articolo 6.

(Disposizioni in materia di giochi).

 

  1. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è fissata in misura pari al 19 per cento dell’ammontare delle somme giocate. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del predetto testo unico, è fissata in misura pari al 6 per cento dell’ammontare delle somme giocate.
  2. La ritenuta sulle vincite del lotto di cui all’articolo 1, comma 488, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 è fissata all’otto per cento a decorrere dal 1° ottobre 2017.
    3. Il prelievo sulla parte della vincita eccedente euro 500, previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera a) del decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 12 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 265 del 14 novembre 2011, adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, trasfuso nell’articolo 10, comma 9, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012 n. 44, è fissato al 12 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2017.
    4. Il prelievo sulla parte della vincita eccedente euro 500, previsto dall’articolo 6 del decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato citato al comma 3, è fissato al 12 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2017.

 

Cristina Doganini – PressGiochi

Fonte originale Press Giochi

Riordino giochi, resta invariata proposta Governo in Conferenza Unificata: prosegue dibattito su classificazione locali di tipo A e B

(Jamma) – Riduzione di almeno il 30% della awp in circolazione, determinazione di un numero massimo consentito di 10mila sale e 5mila corner per le scommesse, passaggio alle awp esclusivamente da remoto, drastica riduzione degli spazi pubblicitari e innalzamento del Preu.

Restano invariati i punti chiave che il Governo proporrà alla prossima riunione della Conferenza Unificata, prevista per il 4 maggio, che si terrà in seguito al tavolo tecnico tra Regioni, Anci e Mef annunciato dal Ministro Costa per discutere del riordino del settore giochi.

La proposta del sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, non è cambiata, il dibattito rimane aperto sulla classificazione dei locali di tipo A e B. L’unica novità presente sull’ultimo documento che molto probabilmente verrà portato in Conferenza Unificata e che Jamma ha potuto visionare in anteprima è la seguente: “in particolare le sale che ottengono la certificazione di tipo A non saranno soggette all’osservanza dei limiti delle distanze adottate dagli Enti Locali. I punti gioco che superino i limiti numerici territorialmente stabiliti o non rispettino le caratteristiche previste per la classe A saranno classificati di tipo B e per essi varrebbero i vincoli di distanza imposti dagli enti territoriali e, in aggiunta, si dovrebbero comunque imporre limiti minimi sui volumi considerati necessari e idonei ad offrire gioco pubblico (metrature e numero apparecchi), ivi compresi le aree dedicate dei corner e il loro arredo/accesso; nonchè sulla trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco“.