Giochi, Beccalossi: Bene Bonaccini, si allontana firma intesa in Conferenza Unificata

L’assessore della giunta Maroni plaude a norme Emilia Romagna. Nuovo confronto fra Stato e Regioni forse il 22 giugno. E sulle infiltrazioni criminali nel settore: “Se si faranno nuove gare concessioni garantire maggiore trasparenza e legalità”

16,59 12 ore fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
AGF _ beccalossi

Roma, 16:59 – 12 ore fa (AGV NEWS)

“Si è parlato come possibile data del 22 giugno ma ancora non è stata confermata”. Così al VELINO l’assessore lombardo Viviana Beccalossi, team leader della giunta Maroni sulla ludopatia a proposito del prossimo incontro fra Stato e Regioni sul riordino dell’offerta del gioco pubblico che la prossima settimana potrebbe tornare sul tavolo della Conferenza Unificata. Alla domanda su cosa pensi della recente delibera approvata dalla Giunta dell’Emilia-Romagna sul gioco d’azzardo che prevede lo stop a sale gioco e scommesse entro 500 metri da diversi luoghi sensibili come scuole e centri di aggregazione giovanili, strutture sanitarie, oratori etc. nonché il divieto applicato sia alla nuova apertura che alle sale già in esercizio, Beccalossi esprime il suo plauso: “Bene, è una legge sulla falsa riga di quella già approvata da Regione Lombardia che prevede una distanza di 500 metri e non di soli 150 come propone il Governo e peraltro da soltanto tre luoghi ritenuti sensibili”.

Lo stesso governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che presiede anche la Conferenza delle Regioni, in un tweet ieri ha scritto “Facciamo sul serio: sale gioco e scommesse vietate entro mezzo km. da scuole e centri di aggregazione giovanili”. “Il problema adesso è di Bonaccini – evidenzia Beccalossi -. Dovrà spiegare al governo – che peraltro è del suo stesso colore politico – che non può chiudere l’accordo. Se le cose stanno così si allontana la possibilità di siglare un’intesa”. “Come Lombardia ci siano presi la responsabilità – di cui andiamo fieri – di opporci a quel testo, adesso mi sembra che anche altre regioni autorevoli come Emilia Romagna e la Puglia siano contrarie”. E se il sottosegretario Pierpaolo Baretta al VELINO aveva detto che “entro il mese di giugno, o al massimo i primi di luglio, si chiuderà l’accordo in Conferenza Unificata” perché “Non possiamo più tenere aperta la questione” e “in un modo o nell’altro bisogna trovare una soluzione condivisa”, Beccalossi replica: “La differenza fra Baretta e la sottoscritta e di tanti altri rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali è che lui si preoccupa di far tornare i conti con lo Stato che cerca di fare cassa con il gioco d’azzardo lecito mentre 7/800 mila italiani sono a rischio dipendenza. Noi i conti li facciamo in modo diverso, siamo per tagliare gli sprechi, la nostra priorità non è aprire nuove sale”.

A proposito invece dell’allarme lanciato dal titolare del Viminale sul giro d’affari di 3 miliardi dell’ndrangheta legato alle scommesse sportive Beccalossi ricorda come “La commissione Antimafia e la sua presidente Rosy Bindi hanno espresso le loro perplessità sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel gioco d’azzardo, anche in quello lecito. Semmai si faranno le nuove gare per il rinnovo delle concessioni certamente oltre a una riduzione sarebbe auspicabile che fossero previsti criteri più stringenti per garantire una maggiore trasparenza e legalità”. Infine a proposito del confronto promosso dagli operatori del settore a Milano il prossimo 19 giugno e che avrà come focus la legge regionale lombarda e non solo, Beccalossi dice: “Non sono stata invitata”. Ma se lo fosse parteciperebbe? “Valuterei. Più volte in passato mi sono confrontata e scontrata con gli operatori. Siamo portatori di interessi diversi e contrapposti. Mi dispiace per loro ma di più per le vittime dell’azzardo lecito. Su alcune questioni è necessario schierarsi. Io ho deciso di schierarmi dalla parte opposta”.

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Solita ipocrisia per lotta politica. Va bene che le mafie e la criminalità si infiltrano anche nel gioco lecito; ma il proibizionismo derivato dalle assurde distanze di 500 mt dai luoghi sensibili, genererebbe non delle infiltrazioni, ma la quasi totalità del controllo del gioco da parte delle mafie.

Concetto troppo complesso per comprenderlo, o evidente ipocrisia?

 

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