Tar Veneto accoglie ricorso sala Vlt contro distanziometro: “Preclude attività di gioco in quasi tutto il territorio comunale”

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(Jamma) – “Ritenuto opportuno sospendere l’efficacia degli atti in ragione del grave pregiudizio prospettato dalla ricorrente e atteso che, nel particolarissimo caso concreto sottoposto al vaglio del Tribunale, l’applicazione pratica delle misure di prevenzione logistica previste dal regolamento comunale conduce a esiti sproporzionati, in quanto finisce per precludere l’esercizio dell’attività di gioco lecito in quasi tutto il territorio comunale, consentendone l’insediamento solo in zone estremamente circoscritte (0,53% del territorio comunale); per le suesposte considerazioni appare opportuno che il Comune valuti la possibilità di modificare il regolamento comunale (ad es. diminuendo la distanza minima dai luoghi sensibili o calcolando detta distanza, anziché in “linea d’aria”, con il criterio del percorso pedonale più breve), adattandolo alla peculiare conformazione del territorio, onde evitare che l’attività di gioco lecito risulti di fatto bandita nell’intero territorio comunale”.

Con questa motivazione il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) ha accolto il ricorso di una sala Vlt di Selvazzano Dentro (PD), in cui si chiedeva l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, “della comunicazione di rigetto del permesso di costruire Pratica Edilizia n.2017/PE 0066 avente ad oggetto Modifiche interne ed installazione ascensore nel fabbricato da destinare a sala VLT (Video Lottery Terminal) e somministrazione (attività secondaria) – PdC ai sensi della L.R. 30/2016, art. 54 comma 7 emesso dal Comune di Selvazzano al prot. n. 15577 del 3.5.2017; per quanto occorre possa e nei limiti dell’interesse ad impugnare, del Regolamento Comunale in materia di giochi approvato con delibera comunale n. 2 del 17.1.2017 e specificatamente nella parte in cui determina un effetto espulsivo e preclusivo all’installazione e alla collocazione di nuovi apparecchi per il gioco lecito ex art. 110 comma 6 e 7 del Tulps o preclude l’insediamento di nuove attività; di tutti gli atti prodromici, endoprocedimentali, presupposti o conseguenti, compreso il verbale di deliberazione del Consiglio Comunale nella parte in cui viene travisato e non considerato l’effetto espulsivo del gioco lecito sul territorio comunale (atto n. 3), oltre agli atti non conosciuti e per i quali ci si riserva sin d’ora di presentare motivi aggiunti; e con riserva di condanna dell’Amministrazione resistente al risarcimento dei danni occorsi ed occorrendi, emergenti e di lucro cessante, nel caso di declaratoria di illegittimità degli atti impugnati, il cui ammontare sarà quantificato in corso di causa”.

In conclusione il Tar ha sospeso l’efficacia degli atti impugnati; fissato per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 23 novembre 2017 e condannato il Comune al pagamento delle spese della presente fase cautelare, che liquida in € 1000,00, oltre accessori di legge.

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