New slot: in arrivo il decreto sulla riduzione degli apparecchi

  • Luglio 21, 2017
  • Scritto da Alessio Crisantemi

Entro il 31 luglio verrà emanato il decreto ministeriale che disciplina la riduzione delle New slot negli esercizi.

È in dirittura di arrivo il decreto ministeriale che determinerà la riduzione del numero di New slot attive sul territorio italiano, in base a quanto stabilito dalla “Manovra bis” di recente emanazione da parte del governo.

Come noto, infatti, la “manovrina” conteneva all’articolo 6 alcune norme specifiche – volute dal sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, in vista della trattativa con gli enti locali in conferenza unificata – relative al taglio del numero di nulla osta di esercizio relativi agli apparecchi di cui comma 6, lettera a), del testo unico di pubblica sicurezza, da attuare, secondo le modalità indicate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro il 31 luglio 2017, specificando anche i termini entro i quali completare il ridimensionamento del mercato e fissando due step distinti: il primo, alla data del 31 dicembre 2017, quando il numero complessivo dei nulla osta di esercizio dovrà essere non superiore a 345mila.

Il secondo step prevede invece che alla data del 30 aprile 2018 il numero complessivo dei nulla osta di esercizio non potrà essere superiore a 265mila.

Nel decreto del Mef – attualmente in fase di definizione – non sono previsti criteri particolari rispetto alle già nutrite linee guida dettate dalla norma primaria. Dove è già previsto che saranno i concessionari che gestiscono le reti telematiche a procedere, entro le date indicate, alla riduzione che dovrà essere dapprima di almeno il 15 percento del numero di nulla osta attivi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2016, e successivamente alla riduzione ulteriore sino al numero previsto per la seconda scadenza. in proporzione al numero dei nulla osta a ciascuno di essi riferibili alla predetta data del 31 dicembre 2016.
Spetterà poi ai Monopoli di Stato verificare il numero complessivo dei nulla osta di esercizio in seguito a tali scadenze e nel caso in cui questo risulti superiore a quello indicato, procedere d’ufficio alla revoca dei nulla osta eccedenti, riferibili a ciascun concessionario, “secondo criteri di proporzionalità in relazione alla distribuzione territoriale regionale, sulla base della redditività degli apparecchi registrata in ciascuna regione nei dodici mesi precedenti”.
Con gli stessi concessionari che, una volta ricevuta la comunicazione da parte dell’Agenzia relativa agli apparecchi in eccedenza, avranno cinque giorni di tempo per provvedere a bloccare gli apparecchi i cui nulla osta di esercizio sono stati revocati, avviando le procedure di dismissione.
I casi di violazione verranno poi puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10mila euro per ciascun apparecchio.
Nella filiera non mancano le preoccupazioni riguardo ai criteri da adottare per disciplinare il taglio degli apparecchi, con il timore – soprattutto tra i gestori – che si possano creare situazioni penalizzanti per alcuni operatori dovuti alla possibilità di scelta in capo ai concessionari di dove andare a ridurre le macchine. Per questo c’è chi auspica da tempo di vedere stabiliti dei criteri generali in fase di stesura dei provvedimenti attuativi. In realtà – secondo quanto apprende GiocoNews.it da fonti ministeriali – il decreto non prevederà alcun criterio particolare rispetto a quanto sopra indicato, non potendo il legislatore intervenire nei rapporti contrattuali tra concessionari, gestori ed esercenti che rientrano nel privato ed esulano quindi dalla disciplina pubblica.

Giochi, Mef: “Nel 2016, aumento delle entrate tributarie del bilancio dello Stato in particolare dei giochi (+2.335 milioni)”

“Il saldo di cassa del settore statale, determinato dalla differenza tra gli incassi e i pagamenti di parte corrente, in conto capitale e del saldo delle partite finanziarie, ha fatto registrare nel 2016 un disavanzo pari a 47.765 milioni, inferiore di 11.138 milioni rispetto a quello del 2015. Tale dato concorre al disavanzo del settore pubblico che, come si è visto nel paragrafo precedente, è pari a 46.278 milioni. Tra gli incassi correnti, si registra l’aumento delle entrate tributarie del bilancio dello Stato in particolare dell’IVA (+4.926 milioni) e dei giochi (+2.335 milioni)”. Sono alcuni dei dati relativi al settore statale per gli anni 2014-2016 riportati nell’Annuario statistico della Ragioneria Generale dello Stato per l’Anno 2017. Nel 2016 “gli accertamenti tributari sono risultati pari a 488.795 milioni, superiori rispetto alle previsioni definitive di competenza per circa 1.020 milioni, in particolare, per effetto degli aumenti rilevati nella Categoria II (relativa a tasse e imposte sugli affari), per circa 3.517 milioni, e nella Categoria III (relativa alle imposte sulla produzione e sui consumi), la cui differenza, rispetto alle previsioni, è risultata pari a 249 milioni, compensati dai risultati negativi rispetto alle attese rilevati per le imposte dirette nella Categoria I (relativa alle imposte sul patrimonio e sul reddito), per circa 2.576 milioni. Inferiori rispetto alle previsioni anche i risultati di competenza per le imposte indirette ricomprese nelle Categoria IV (relativa alle entrate derivanti dalla gestione dei Monopoli) e nella Categoria V (relativa alle entrate da giochi, lotto e lotterie), con una differenza complessivamente pari a 170 milioni”. Il totale versato per quanto riguarda le entrate tributarie dalla categoria Lotto, lotterie ed altre attività di giuoco è stato di 12.480 milioni di euro, 11.478 milioni nel 2015 e 13.843 milioni nel 2016. cdn/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Slot, Consiglio di Stato respinge ricorso Codacons contro una sala romana. Argomentazioni “non rilevanti” e “formulate in termini ipotetici”

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Codacons contro l’apertura di una sala da gioco nel quartiere romano Trionfale, ritenendo “non rilevanti” una serie di argomentazioni sostenute dall’associazione dei consumatori, e bocciando le altre. Smentite ad esempio “nella documentazione in atti”, e “formulate in termini ipotetici (“sembrerebbe”)” le tesi secondo cui la sala avrebbe violato i limiti dimensionali e il numero di apparecchi istallabili. Per il Collegio il Codacons puntava più che altro a “instillare il dubbio che l’esercente abbia ottenuto una autorizzazione “minimale” precostituendosi il titolo per poi abusivamente implementare il numero di apparecchi”. Il Ministero degli Interni ha tuttavia spiegato che in quella sala potevano essere ospitati “sino a 20 apparecchi comma 6 a (AWP) e sino a 70 apparecchi comma 6 b (VLT) e, se nella sala fosse stato installato un numero di apparecchi superiore al limite previsto, il sistema avrebbe rilevato le eccedenze e il superamento della soglia”. E il Collegio aggiunge che  “nulla di tutto ciò era accaduto ed il numero degli apparecchi installati era inferiore a quello massimo, dal che discendeva la non fondatezza delle preoccupazioni” del Codacons. Respinte anche le tesi sulla violazione dei limiti fonometrici: “alcun accertamento ha dimostrato il superamento dei limiti delle emissioni, in alcuna circostanza”. Bocciate anche le argomentazioni sulla violazione di distanze minime dai luoghi sensibili: al momento in cui era stata rilasciata l’autorizzazione, Comune e Regione non avevano adottato una disciplina in materia “e pertanto le autorizzazioni rilasciate sono –sotto tale profilo- immuni dal denunciato vizio”. Il Consiglio di Stato ha tuttavia ritenuto di compensare le spese tra e parti “a cagione della problematicità del quadro normativo e fattuale sotteso alla controversia”. rg/AGIMEG

 

Fonte originale AGIMEG

Scommesse: scoperto dalla GdF di Torino centro abusivo, denunciato il proprietario

Stretta contro il gioco illegale a Orbassano, nella provincia di Torino. La Guardia di Finanza di Torino ha accertato che il proprietario di un centro scommesse era affiliato ad un Bookmaker maltese. Le indagini, condotte dal Gruppo Orbassano hanno accertato che presso l’agenzia venivano raccolte, del tutto abusivamente, scommesse relative ad eventi pronostici e corse dei cani virtuali. Per i reati constatati sono state sequestrate tutte le apparecchiature, (25 tra computer, modem, stampanti e switch) presenti nel centro scommesse. Ora il proprietario dell’attività, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino, rischia fino a 3 anni di carcere e dovrà pagare imposte, sanzioni e interessi sui 300.000 euro non dichiarati al fisco. cdn/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

 

Ora c’è un’ANSA:

Centro scommesse abusivo, una denuncia

Rischia tre anni carcere. Gdf Torino sequestra apparecchiature

(ANSA) – TORINO, 21 LUG – Quel centro scommesse nel centro di Orbassano, nel Torinese, era affiliato al Bookmaker maltese denominato CenturionBet, non autorizzato alla raccolta di scommesse sul territorio italiano. Per questo motivo G.G., imprenditore trentenne è stato denunciato dalla guardia di finanza, che ha anche sequestrato tutte le apparecchiature del centro scommesse abusivo. L’uomo, che rischia fino a tre anni di carcere, dovrà pagare imposte, sanzioni e interessi sui 300 mila euro non dichiarati al fisco.
 “La guardia di finanza è intervenuta nel nostro centro scommesse, e ha posto sotto sequestro le apparecchiature, ma nell’ottobre 2015. Da allora abbiamo regolarizzato la nostra posizione sotto tutti i profili”, è la versione di Giuseppe Galasso, il titolare di centro scommesse denunciato. “Abbiamo regolarizzato la nostra posizione – precisa l’imprenditore – e oggi lavoriamo con un altro bookmaker. I locali sono stati dissequestrati nel marzo 2016 e dallo scorso maggio abbiamo anche cambiato sede, in locali più ampi. La denuncia è acqua passata ormai, abbiamo goduto di una sanatoria e, anche sotto il profilo fiscale, pagato quanto dovuto. Ora è tutto in regola”.

 

 

 

Scommesse, Operazione “Gambling”: rinvio a giudizio per 59 indagati. Entro fine mese le sentenze per Mario Gennaro e altri 31 imputati

Rinvio a giudizio per 59 indagati dell’operazione “Gambling”, che nel luglio del 2015 in seguito all’intervento della Direzione Distrettuale Antimafia portò all’arresto di 41 persone e al sequestro di beni per 2 miliardi di euro. Il rinvio è stato disposto dal Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, Nicolò Marino. Gli imputati dovranno comparire davanti al collegio il 27 settembre 2017 per i reati di associazione a delinquere, esercizio abusivo delle scommesse, omessa dichiarazione dei redditi, truffa ai danni dello stato e riciclaggio. Tra il 24, 25 e il 28 luglio si dovrebbero invece svolgere le udienze relative al pentito Mario Gennaro (rito abbreviato) e altri 35 imputati. Si deciderà anche sulla la richiesta di risarcimento da parte del Ministero degli Interni e dell’Agenzia dei Monopoli, costituiti parte civile: chiesti 2 milioni di euro per danni patrimoniali e 4,2 milioni di imposta non riscossa sulle scommesse online. lp/AGIMEG

 

Fonte originale AGIMEG

Firenze. Il Comune commissiona all’Università di Firenze ricerca su slot e videolotterie

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(Jamma) Entro il 30 settembre prossimo il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Firenze produrrà un report relativo ai fattori di rischio connessi alla diffusione e alla disponibilità degli apparecchi di gioco (numerosità dei punti gioco, capillare distribuzione nel territorio, ecc.) commissionato dal Comune di Firenze.

Il Consiglio di Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università ha già provveduto ad assegnare l’incarico alla dott.ssa Lucia Ponti.

Bolzano. Consiglio di Stato: “Luoghi di culto e associazioni non sono inclusi tra i luoghi sensibili cui applicare il distanziometro del gioco”

20 LUGLIO 2017 – 15:57
Bolzano. Consiglio di Stato: “Luoghi di culto e associazioni non sono inclusi tra i luoghi sensibili cui applicare il distanziometro del gioco”

Distanze del gioco dai luoghi sensibili: il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di una sala giochi del comune di Brunico che si è appellata a Palazzo Spada contro il provvedimento di decadenza dell’autorizzazione disposto dalla provincia di Bolzano.

Per il Consiglio di Stato, merita accoglimento la motivazione della sala giochi con cui viene dedotta l’erroneità dell’impugnata sentenza nella parte in cui dà per scontata l’ubicazione della sala da gioco in un raggio di 300 m da luoghi c.d. sensibili, quali definiti dall’art. 5-bis, comma 1, l. prov. 13 maggio 1992, n. 13 (Norme in materia di pubblico spettacolo), sussumendovi erroneamente la chiesa e la casa delle associazioni –, in quanto la citata disposizione legislativa prevede che «per ragioni di tutela di determinate categorie di persone e per prevenire il vizio del gioco, l’autorizzazione di cui all’articolo 1, comma 2, per l’esercizio di sale da giochi e di attrazione non può essere concessa ove le stesse siano ubicate in un raggio di 300 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale».

 

Per il Consiglio di Stato “ad una piana lettura della citata disposizione legislativa risulta palese che tra i luoghi c.d. sensibili non sono contemplati né i luoghi di culto né le strutture che siano genericamente sede delle associazioni del paese (siano esse culturali o meno). Non risulta, in particolare, allegato e provato dall’Amministrazione che la casa delle associazioni fosse frequentata principalmente da giovani o utenti di strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale (categorie, a cui tutela la disposizione legislativa che qui viene in rilievo è dichiaratamente tesa)”.

 

Inoltre, il Consiglio di Stato ricorda che le deliberazioni della Giunta provinciale le quali avevano ampliato il novero dei luoghi sensibili includendovi tra l’altro i luoghi di culto, sono state annullate dal T.r.g.a. con le sentenze n. 301/2016 e n. 302/2016 (ormai passate in giudicato ed esplicanti efficacia erga omnes), in quanto ritenute inficiate dal vizio di eccesso di potere per difetto di istruttoria, irragionevolezza, incongruità e violazione del principio di proporzionalità, ad ulteriore conferma dell’inconfigurabilità della chiesa come luogo sensibile per gli effetti dell’art. 5-bis, comma 1, l. prov. n. 13/1992.

Ponendosi i c.d. luoghi sensibili, – ha concluso il Collegio – come requisiti negativi per l’esercizio di un’attività economica di per sé lecita, l’onere di allegazione e di prova di eventuali fatti ostativi al libero esercizio di detta attività incombeva all’Amministrazione, la quale non lo ha minimamente assolto.

 

Fonte originale PressGiochi