Giochi, Beccalossi: Accordo in Conferenza Unificata? Non vedo Baretta da due mesi

L’Assessore lombardo al VELINO: nessun passo avanti su distanze e luoghi sensibili. Bando scommesse? “Tema posto sul piatto della trattativa in più di un’ occasione”

1624 4 ore fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
AGF _ beccalossi

Roma, 16:24 – 4 ore fa (AGV NEWS)

“Sono un paio di mesi che non vedo il sottosegretario Pierpaolo Baretta, non lo sento e non ricevo alcuna convocazione nelle sedi ufficiali, cioè in Conferenza Unificata o in incontri bilaterali”. Così Viviana Beccalossi, assessore all’urbanistica in Lombardia e delegata dal presidente della conferenza Unificata Stefano Bonaccini a rappresentare le regioni sul tema del riordino del comparto del gioco d’azzardo, interpellata dal VELINO sullo stato dell’arte dell’intesa. Baretta ha detto di essere in contatto con regioni e comuni per trovare una soluzione e chiudere entro luglio la partita. Ma Beccalossi smentisce che siano stati fatti passi avanti da quando il governo ha presentato l’ultima bozza in conferenza Unificata. “Non mi sorprenderei se il sottosegretario Baretta si fosse incontrato con Giorgio Gori e con i sindaci del Pd, ma io non sono stata più contattata – ribadisce Beccalossi – così come non lo è stato Garavaglia”, (assessore all’economia della Lombardia, nonché coordinatore degli assessori finanziari). Non c’è stato più alcun approccio con la Regione Lombardia su questa tema, né mi risulta che vi sia stato con altre regioni”. Per Beccalossi il nodo delle distanze delle sale giochi dai luoghi sensibili resta ancora da sciogliere. “Non ho idea con chi e quando Baretta possa aver fatto dei passi avanti su quella bozza di riforma ancora molto distante da una soluzione che veda soddisfatta la Regione Lombardia, ma anche la Puglia, le provincie autonome di Trento e Bolzano e anche altre regioni come il Piemonte, il Veneto e la Liguria”.

L’ultima versione della bozza del governo prevede a proposito delle distanze minime, 150 metri facoltativi, lasciando ai sindaci la facoltà di decidere singolarmente. “La nostra legge regionale prevede l’obbligo dei 500 metri – ricorda Beccalossi -. Inoltre la Lombardia ha 1.500 sindaci, come pensa il sottosegretario Baretta che si possa gestire una macchina del genere?” Anche la definizione dei luoghi sensibili per l’assessore lombardo “risulta aleatoria”. “Bisogna specificare meglio quali scuole – sottolinea – perché per noi sono di ogni ordine e grado, dal nido all’Università. Inoltre, noi abbiamo insistito che tra i luoghi sensibili vengano inseriti anche gli oratori, i centri di aggregazione giovanile, i centri per anziani e gli ospedali. Nella nostra legge diamo la facoltà ai sindaci di aggiungere eventuali luoghi sensibili che siano peculiari rispetto alle loro realtà. Cosa che questa bozza di proposta non prevede”.

L’assessore lombardo ribadisce che la sua Regione non è la sola a tenere il punto. “Emiliano (Michele, Governatore della Puglia, ndr) – assicura – è sicuramente il presidente di Regione più determinato nel volere difendere le prerogative legislative regionali. Così come le province autonome di Trento e Bolzano”. Quanto alle licenze per la raccolta delle scommesse, scadute ormai da un anno, il sottosegretario Baretta smentisce che si stia lavorando ad una proroga e spiega che il governo è in ritardo sul nuovo bando perché si voleva chiudere prima con l’accordo in conferenza unificata sul riordino del comparto. “Il tema è stato posto sul piatto della trattativa in più di un occasione – conferma Beccalossi – , come dire: dobbiamo chiudere perché sono scadute le licenze. Sulla base di questo sono state anche fatte delle proiezioni di entrate dello Stato, con più di 500 milioni di entrate nel Def”.

Fonte originale “Il Velino”

Gioco d’azzardo patologico. Lo studio dell’ISS pronto per marzo 2018

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(Jamma) Napoli, Parma, Rimini. Sono solo tre dei 218 comuni italiani da dove in questi giorni prenderà il via lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del progetto “Il gioco d’azzardo in Italia: ricerca, formazione e informazione”. Si tratta del primo studio attraverso il quale si intende acquisire conoscenze sulla dimensione del gioco d’azzardo nel nostro Paese e stimare l’impatto di questo fenomeno sulla salute pubblica.

Lo studio interesserà un campione rappresentativo di 218 comuni italiani per la raccolta delle informazioni attraverso la realizzazione di interviste anonimizzate, presso un campione di 12.000 residenti, scelti con procedura statistica casuale dalle liste anagrafiche fornite dai comuni selezionati per lo studio che hanno aderito e patrocinato l’iniziativa.

Le interviste alla popolazione adulta residente (18 anni e più) saranno effettuate appunto tra luglio 2017 e gennaio 2018.

Bisognerà aspettare invece ancora un po’ per conoscere il rapporto conclusivo dello studio che verrà pubblico non prima di marzo 2018.

Nel frattempo sul fenomeno, e di conseguenza sulla necessità di interventi di contrasto, si danno ancora molti numeri a caso. Il Tar Veneto recentemente ha accolto il ricorso di un operatore di gioco per l’annullamento di un regolamento comunale proprio in virtù del fatto che il fenomeno del gioco d’azzardo, che il regolamento dovrebbe contrastare, non è stato sufficientemente documentato.

Sempre l’ Istituto Superiore di Sanità ha quantificato in 8.436 i giocatori patologici trattati dalle Asl locali nel 2015.

Fonte originale Jamma