SISTEMA GIOCO ITALIA AL MISE: SETTORE IN CRISI, RISCHIO ILLEGALITÀ DIFFUSA

  • Luglio 12, 2017
  • Scritto da Ac

Avviato il tavolo di confronto tra filiera del gioco e ministero dello Sviluppo economico per lo stato di crisi del settore.

 

Un tavolo di crisi per provare a gestire il prossimo e immediato futuro del comparto degli apparecchi da intrattenimento che deve fare i conti con una serie di prospettive estremamente negative. E’ la richiesta avanzata dalla Federazione Sistema Gioco Italia di Confindustria nell’incontro di questa mattina, 12 luglio, al ministero dello Sviluppo economico – secondo le indiscrezioni raccolte da GiocoNews.it da fonti ministeriali – a margine dell’audizione informale di questa mattina, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni di slot (produttori, gestori e concessionari) aderenti a Confindustria e degli ippodromi.

 

Tra i temi sottoposti all’attenzione del Ministero, ci sarebbero le principali criticità che stanno compromettendo l’andamento delle imprese del settore: dalla mancanza di stabilità – dovute alle continue modifiche normative – all’impossibilità di programmare investimenti o azioni di medio termine, oltre al continuo (e decisamente drastico) aumento della pressione fiscale. A cui si aggiunge il fardello delle leggi regionali e dei regolamenti comunali con effetti espulsivi del gioco legale.
Secondo gli operatori, conseguenza diretta di questa serie di eventi è il “caos operativo” che è tornato a regnare sul settore con la potenziale “esplosione del mercato illegale”, oltre all’inevitabile perdita di occupazione che deriverà dalla revisione dei budget aziendali e al conseguente impatto negativo sul gettito erariale.
TRA TASSE E TERRITORIO – Oltre ad aver illustrato nei dettagli il trend – ritenuto insostenibile – seguito dalla tassazione degli apparecchi da intrattenimento negli ultimi anni, le sigle avrebbero rappresentato il crescente disagio vissuto sui territori dalle imprese a causa di regole diverse ed eterogenee di città in città. Generando un “effetto espulsivo” del gioco legale con conseguente danno economico per gli operatori.
Secondo le stime di Confindustria, l’effetto del “distanziometro” su una base media di 300 metri, comporterebbe la riduzione del 59,5 percento dei punti di vendita esistenti, mettendo in crisi il comparto e, quindi, la distribuzione del gioco legale. A beneficio di quella illecita.
Tutto questo nel protrarsi dei lavori della Conferenza Unificata sula presunta razionalizzazione della distribuzione, che avrebbe dovuto superare le problematiche introdotte con distanze ed orari.
I RISCHI – Una situazione di questo tipo, come detto, comporta una serie di rischi non banali, secondo Confindustria. Dalla migrazione verso l’offerta illegale, con conseguente calo delle entrate erariali e aumento delle problematiche sociali e di ordine pubblico. Oltre all’impatto occupazionale, in un settore dove operano oggi oltre 150mila addetti: numero destinato a ridursi notevolmente per via degli effetti di tali misure. Ma soprattutto (argomento rispetto al quale sono forse più sensibili le istituzioni) il rischio dei continui aumenti del prelievo fiscale è sull’impatto negativo nei confronti del gettito: come dimostrato dall’andamento delle slot che nei primi quattro mesi dell’anno corrente registrano una riduzione di circa il 4 percento della raccolta rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.