Cassazione: respinto ricorso Ctd Goldbet; discriminazione Stanleybet non estendibile ad altri bookmakers

 
31 agosto 2017 – 16:01
Cassazione: respinto ricorso Ctd Goldbet; discriminazione Stanleybet non estendibile ad altri bookmakers

In mancanza della concessione e della licenza, per escludere la configurabilità della fattispecie incriminatrice di cui all’art. 4 della legge 401 del 1989, occorre la dimostrazione che l’operatore estero non abbia ottenuto

le stesse o a causa di una illegittima esclusione dalle gare per effetto di un comportamento comunque discriminatorio tenuto dallo Stato nazionale nei confronti dell’operatore comunitario stesso.

Lo ha affermato ieri la Corte di Cassazione intervenendo nei confronti del ricorso presentato da un centro trasmissione dati legato a Goldbet di Napoli.

 

“Per procedere alla disapplicazione della normativa interna anche nei confronti degli operatori comunitari, cui l’imputato sia collegato, – ha continuato il giudice – sarebbe necessario dimostrare rispetto a quali gare si sia dispiegato il comportamento discriminatorio nei confronti delle predette società sotto il profilo o di un’arbitraria esclusione oppure di un impedimento a partecipare (nonostante la manifestata volontà) in condizione di parità con gli altri concorrenti oppure individuare un comportamento comunque discriminatorio tenuto dallo Stato nazionale nei loro confronti.

L’attività legata alle scommesse lecite è soggetta a concessione rilasciata dalla Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (A.A.M.S.) e, ottenuta tale autorizzazione, deve essere rilasciata la licenza di pubblica Sicurezza di cui all’art. 88 del TULPS con la conseguenza che il reato di cui alla L. 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, comma 4 bis, (svolgimento di attività organizzata per la accettazione e raccolta anche per via telefonica e telematica di scommesse o per favorire tali condotte) risulta integrato da qualsiasi attività, comunque organizzata, attraverso la quale si eserciti, in assenza di concessione, autorizzazione o licenza ai sensi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, art. 88, (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), una funzione intermediatrice in favore di un gestore di scommesse, a nulla rilevando l’esistenza di abilitazione in capo al gestore stesso (Sez. U, n. 23271 del 26/04/2004, Corsi, Rv. 227726).

Ha poi aggiunto che, a seguito di diversi interventi dei Giudici europei (in particolare sentenza Placanica e sentenza Costa – Cifone), i quali hanno esaminato funditus la normativa interna per verificarne la compatibilità con quella comunitaria, la giurisprudenza di questa Corte regolatrice si è attestata nel senso di ritenere che integra il reato previsto dalla L. 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 la raccolta di scommesse su eventi sportivi da parte di un soggetto che compia attività di intermediazione per conto di un allibratore straniero privo di concessione.

Qualora il bookmaker estero sia provvisto di concessione, la precedente condotta è ugualmente sussumibile nel modello legale descritto dalla L. n. 401 del 1989, art. 4, in mancanza del preventivo rilascio della prescritta licenza di pubblica sicurezza richiesta ai sensi dell’art. 88 Tulps. Tuttavia, poiché le autorizzazioni di polizia sono rilasciate unicamente ai titolari di una concessione, irregolarità commesse nell’ambito della procedura di concessione di queste ultime vizierebbero anche la procedura di rilascio di autorizzazioni di polizia, la cui mancanza non potrà perciò essere addebitata a soggetti che non siano riusciti a ottenere tali autorizzazioni per il fatto che il rilascio di tale autorizzazione presuppone l’attribuzione di una concessione, di cui i detti soggetti non hanno potuto beneficiare in violazione del diritto dell’Unione (sentenza Placanica, punto 67).

Ne consegue che, in mancanza della concessione e della licenza, per escludere la configurabilità della fattispecie incriminatrice, occorre la dimostrazione che l’operatore estero non abbia ottenuto le necessarie

concessioni o autorizzazioni a causa di illegittima esclusione dalle gare (Sez. 3, n. 40865 del 20/09/2012, Maiorana, Rv. 253367) o per effetto di un comportamento comunque discriminatorio tenuto dallo Stato nazionale nei confronti dell’operatore comunitario. In siffatti casi, il Giudice nazionale, anche a seguito della vincolante interpretazione data alle norme del trattato dalla Corte di giustizia CE, dovrà disapplicare la normativa interna per contrasto con quella comunitaria. Ed infatti non integra il reato di cui alla L. n. 401 del 1989, art. 4, la raccolta di scommesse in assenza di licenza di pubblica sicurezza da parte di soggetto che operi in Italia per conto di operatore straniero cui la licenza sia stata negata per illegittima esclusione dai bandi di gara e/o mancata partecipazione a causa della non conformità, nell’interpretazione della Corte di giustizia CE, del regime concessorio interno agli artt. 43 e 49 del Trattato CE .

 

 

Ciò posto, è pacifico, anche perché non contestato, che il bookmaker straniero con il quale il ricorrente ha collaborato non era titolare di concessione rilasciata dalla Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (A.A.M.S.) pur avendo regolare licenza emessa dal paese di appartenenza ma senza alcun riconoscimento in Italia”.

 

Goldbet non può essere equiparata a Stanleybet – “Con il ricorso per Cassazione è stata lamentata la discriminazione in capo alla Goldbet (evidentemente equiparata alla Stanley per il solo fatto di essere operatore estero, senza altri significativi elementi indicati), sostenendosi che, secondo l’assunto del ricorrente, la Goldbet sarebbe priva di concessione perché discriminata, emergendo il dato dall’ordinanza Pulignani, omettendosi tuttavia di considerare che la sentenza Biasci, da un lato, ha lasciato impregiudicata la questione, devolvendola al giudice del rinvio, circa un’effettiva discriminazione eventualmente subita dalla Goldbet e, dall’altro, ha precisato (punto 35) che la sovrapponibilità tra la posizione Goldbet, come desumibile dall’affermazione contenuta al punto 3 dell’ordinanza Pulignani e quella che aveva dato origine alla sentenza Costa e Cifone, fosse “fondata su una constatazione del giudice del rinvio” non quindi della Corte di Giustizia nella causa che aveva dato origine a detta ordinanza, con la conseguenza che deve sempre essere valutato il contesto fattuale e per stabilire se sia ipotizzabile o meno un comportamento discriminatorio subito dalla Goldbet che, allo stato, non può ritenersi dimostrato, conclusione alla quale sono concordemente giunti i giudici del merito.

Ne consegue che la mancanza di concessione rilasciata dalla Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (A.A.M.S.), comporta l’impossibilità per l’operatore italiano o straniero di ottenere la licenza di pubblica sicurezza di cui all’art. 88 del TULPS e ha quale conseguenza l’esercizio abusivo del gioco di scommesse. Correttamente pertanto il tribunale e la corte di appello hanno ritenuto in tal caso sussistere gli estremi della consumazione del reato di cui della L. n. 401 del 1989, art. 4, commi 1 e 4-bis”.

 

La Cassazione ha quindi respinto il ricorso.

 

Fonte originale PressGiochi

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Ippica, Ritorna il galoppo sulle piste siracusane

L’apertura delle gabbie fissata per le 16.15 di venerdì 1 settembre. Tra le sei corse del palinsesto, il Premio Icaro

 1257 21 ore fa fonte ilVelino/AGV NEWS  Roma
Ippica4

Roma, 12:57 – 21 ore fa (AGV NEWS)

L’andatura è quella del galoppo. Ritmo che muove una forte passione in Sicilia e che fa ritorno, dopo poco più di un mese di meritato riposo, sui tracciati dell’Ippodromo del Mediterraneo di Siracusa. L’apertura delle gabbie fissata per le ore 16.15 di venerdì 1 settembre. Tra le sei corse del palinsesto ippico, il Premio Icaro, una condizionata sul doppio km in sabbia, con dotazione di 11 mila euro. Sette soggetti di tre anni e oltre al via. Difficile il pronostico con cavalli quasi tutti al rientro. Giocherà la forma e la condizione mantenuta o acquisita nel mese estivo di agosto. Proviamo con gli specialisti della sabbia che hanno mostrato buona condizione: Sopran Cosmic, Difenditi e Mr Boomer. La reclamare di quarta corsa è legata all’ippica nazionale. Sui 2100 metri della pista piccola potremmo annoverare tra i favoriti Wonder Hide, Ottaviano Augusto, Freefromcare e La Venezolana, anche se molte le incognite legate ai numerosi rientri. Due discendenti fanno da contorno. La seconda corsa propone cinque soggetti di tre anni al via, sui 2000 metri in pista sabbia. La sesta corsa, invece, impegna i tre anni e oltre sui 1400 metri della pista piccola. Tra questi Alp d’Huez, Bridge Orteip e Il Re Tritone, anche se quest’ultimo è impegnato in distanza un filino breve per le sue attitudini.

Fonte originale “Il Velino”

OLANDESE (ASST LARIANA): ‘FACILE ACCESSO AL GIOCO AUMENTA I RISCHI’

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OLANDESE (ASST LARIANA): ‘FACILE ACCESSO AL GIOCO AUMENTA I RISCHI’

  • Agosto 30, 2017
  • Scritto da Sara Michelucci

Raffaela Olandese, responsabile dell’unità operativa Dipendenze dell’Asst Lariana (Como), snocciola gli ultimi dati sulla dipendenza da gioco.

 

“La dimensione del fenomeno del gioco d’azzardo in Italia è difficilmente stimabile in quanto, ad oggi, non esistono stu­di esaustivi del fenomeno (Gambling – Manuale per i Dipartimenti delle Dipendenze – Dipartimento Politiche Antidroga – febbraio 2013)”. Lo sottolinea a Gioconews.it Raffaela Olandese, responsabile dell’unità operativa Dipendenze dell’Asst Lariana, della Regione Lombardia, snocciolando gli ultimi dati in possesso sulla dipendenza da gioco.

“Nel 2016 sono stati presi in cura presso i Sert dell’Asst Lariana in provincia di Como 145 persone affette da gioco d’azzardo patologico. Il dato risulta in aumento del 25 percento rispetto al 2015 (118) e già nel primo semestre del 2017 i soggetti in cura sono stati 121 . Il dato sembra confermare i volumi del 2016″, ricorda Olandese.

“Nel 2016 si è trattato in prevalenza di maschi (90 percento) . I soggetti di età minore o uguale a 29 anni rappresentava il 13,1, tra 30-44 anni il 33,8 percento, superiore ai 44 anni il 53,1 percento. Tutti i ceti sociali risultano colpiti e anche la crisi economica non ha indotto ad una riduzione della pratica. Nel primo semestre 2017 si riducono le fasce d’età più giovanili a favore dei soggetti maggiori di 44 anni che rappresentano il 59,5 percento dell’utenza. La città di Como risulta particolarmente colpita dal fenomeno del gioco d’azzardo essendo, dopo Pavia, la seconda città italiana per spesa pro-capite. I giochi d’azzardo più in causa sono le slot e i gratta e vinci preoccupando la diffusione e il facile accesso. Dal report regionale del giugno 2017 sul numero degli esercizi in cui sono presenti apparecchi da intrattenimento per il gioco d’azzardo lecito si rileva però una sostanziale diminuzione dei locali che passano da 14.265 esercizi del 2015 a 13.624 nel 2016. Sembra quindi si stia andando verso una riduzione dell’offerta. Il dato sembra correlarsi alle politiche regionali attivate negli ultimi anni a contrasto del gioco d’azzardo patologico, sia nelle limitazioni delle distanze da luoghi di aggregazione sia in termini di promozione di progetti preventivi in capo ai Comuni e dei servizi di cura per le patologie gioco correlate”.
Qual è la vostra azione sul territorio per il contrasto al gioco patologico?
“Per effetto della riforma sanitaria della Lombardia le funzioni riguardanti la prevenzione ed il contrasto al gioco d’azzardo patologiche sono passate all’Ats dell’Insubria dove vi è una specifica equipe di operatori che si occupa della prevenzione di tutte le dipendenze con competenze sulla provincia di Como e di Varese. Sono rimaste in capo alla nostra Asst Lariana invece le funzioni riguardanti la cura di questa patologia in provincia di Como di cui si occupano i Sert di Como, Appiano Gentile e Mariano Comense.
Negli ultimi anni ed in particolare dal 2012 (decreto Balduzzi) e soprattutto dal 2013 (con l’approvazione della legge 8 Regione Lombardia) comunque le azioni di contrasto sul gioco d’azzardo patologico messe in atto dal Dipartimento Dipendenze dell’ex Asl di Como sono state numerosissime sul territorio e nelle scuole, rivolte a tutta la popolazione ed in particolare al target giovani e anziani: interventi di sensibilizzazione e formazione, conferenze – spettacolo, corsi di formazione obbligatori per gestori di locali (sanciti dalla legge 8), divulgazione di materiale informativo sul tema e sui servizi di cura.
Sono inoltre stati realizzati dai Comuni del territorio in collaborazione con gli operatori Asl progetti specifici realizzati su finanziamento e bando regionale. Anche quest’anno alcuni Comuni come Como e Lomazzo hanno attivato progetti approvati su nuovo bando regionale specifico che sono partiti a luglio e sui quali anche i Sert dell’Asst Lariana collaboreranno per le loro competenze.
Il recente inserimento del gioco d’azzardo patologico nei Livelli essenziali di assistenza comporterà l’assegnazione di idonee risorse alle Regioni e quindi ai servizi per le azioni di prevenzione e cura con l’accesso alle cure gratuito che è già attivo”.
Quali sono gli strumenti che dovrebbero essere messi in campo anche a livello nazionale per contrastare la dipendenza da gioco?
“Difficile entrare nel merito delle scelte di governo. Il gioco lecito è monopolio e costituisce una grossa entrata per lo Stato, ma la diffusione così capillare dell’offerta ed il facile accesso al gioco d’azzardo ha fatto aumentare considerevolmente i rischi cui è esposta la popolazione di andare incontro ad una patologia di dipendenza tra le più difficili da curare. Ritengo quindi che a livello nazionale dovrebbe cambiare l’intero sistema in considerazione del fatto che lo Stato è deputato a salvaguardare la salute della popolazione contrastandone i fattori di rischio.
Oltre all’informazione generale rivolta alla popolazione circa i rischi del gioco d’azzardo, si dovrebbe quindi a mio avviso limitare la possibilità di accesso ai giochi d’azzardo a luoghi ben definiti, limitati, circoscritti e di non facile accesso alla popolazione generale, fuori dai centri abitati, attivando nel contempo in tali contesti azioni di informazione e controllo sui rischi correlati, con possibilità di indirizzo ai servizi di cura dei soggetti in cui subentra un problema di dipendenza. L’accesso non dovrebbe essere più consentito a soggetti a rischio di patologia o con franca dipendenza e naturalmente ai minorenni (sottoposti già a divieto, Ndr). Necessario inoltre controllare  l’accesso ai giochi online su web, ora facile e pericoloso in particolare per i giovani.
Nella vicina Svizzera un modello del genere sembra funzionare: non esiste la possibilità di accesso a giochi d’azzardo in qualunque bar e i giochi d’azzardo sono ubicati nelle case da gioco con un programma di gioco responsabile piuttosto efficace”.
Lo stanziamento alle Regioni di fondi per il contrasto al gioco patologico è sufficiente?
“Lo stanziamento di finanziamenti alle Regioni  previsto con l’entrata della patologia nei Lea mi sembra già importante, ma al momento si è ancora in attesa che le Regioni assegnino tali risorse ai territori e ai servizi deputati”.

Scommesse: per Consiglio di Stato “legittimo escludere dai limiti del distanziometro le sale scommesse”

“Visto che tra le sale gioco (slot machine e videolottery) e le sale scommesse intercorre una certa qual differenza, ad avviso del Collegio non sussistono i presupposti per sollevare d’ufficio la questione di legittimità costituzionale della normativa con la quale il Legislatore regionale lombardo, nella sua discrezionalità, ha ritenuto di escludere dal perimetro dell’applicabilità dei limiti distanziometrici le sale scommesse. In altri e più chiari termini, la disciplina regionale delle distanze da obiettivi sensibili (come la Corte costituzionale ha insegnato) può essere uniforme, e cioè trattare allo stesso modo sale giochi e sale scommesse ai fini di prevenire la ludopatia; ma siccome non si può negare che tra le due attività (gioco con apparecchio tipo slot/ raccolta scommesse su eventi futuri) esiste una certa differenza di base, allo stato non sembra al Collegio che la opposta scelta privilegiata dalla regione Lombardia travalichi – almeno in misura qui apprezzabile – i confini della discrezionalità legislativa”. Con questa motivazione il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha respinto un ricorso avanzato dal Comune di Milano contro l’apertura di una sala giochi. Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia – sede di Milano – aveva infatti accolto il ricorso proposto dalla società che gestisce la sala giochi volto ad ottenere l’annullamento dell’ordinanza-diffida emessa in data 24 febbraio 2015 dal comune di Milano, Settore Sportello Unico per l’Edilizia, Direzione Interventi Edilizi Minori, con cui era stato ordinato alla società stessa di “cessare l’attività di raccolta scommesse e di procedere alla rimozione delle nuove apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito funzionali all’attività stessa”. Per il CdS “va tenuto conto che la disposizione del regolamento edilizio comunale di Milano è incentrata unicamente sul fattore distanza delle sale scommesse da obiettivi sensibili; come osservato proprio dal T.a.r. della Lombardia nella recente decisione n. 706/2015, non è del tutto arbitrario affermare che gli apparecchi di cui all’art. 110 commi 6 e 7 del Tulps (tra cui, in particolare, slot machine e videolottery) “paiono i più insidiosi nell’ambito del fenomeno della ludopatia, in quanto, a differenza dei terminali per la raccolta delle scommesse, implicano un contatto diretto ed esclusivo tra l’utente e la macchina, senza alcuna intermediazione umana volta a disincentivare, per un normale meccanismo psicologico legato al senso del pudore, l’ossessione del gioco, specie nella fase iniziale del processo di dipendenza patologica”. L’originaria parte ricorrente aveva prospettato numerose censure di violazione di legge (legge regionale della Lombardia n. 8/2013) ed eccesso di potere, deducendo che essa intendeva intraprendere un’attività di centro scommesse, e non di VTL, avendo chiesto l’autorizzazione ai sensi dell’art. 88 del R.D. n. 773/1931 al Questore di Milano.3. Il comune di Milano si era costituito in giudizio, chiedendo la declaratoria di inammissibilità, ovvero la reiezione del ricorso in quanto infondato. lp/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Napoli, sanzionate sale gioco e agenzie scommesse fuorilegge

  • Agosto 29, 2017
  • Scritto da Redazione

Polizia locale di Napoli scopre sale giochi e centri scommesse irregolari, titolari sanzionati e segnalati alle autorità.

 

In attesa che il Comune definisca un’eventuale modifica della vigente ordinanza oraria sui giochi, contestata dagli operatori per le ripercussioni economiche e lavorative sul settore, continuano i controlli della Polizia Locale di Napoli sull’attività di sale giochi e centri scommesse.

In Piazza Sannazaro, Via Petrarca e Via Oberdan, gli Agenti della U.O. Chiaia hanno verbalizzato tre titolari che non avevano ottemperato all’obbligo di chiusura sancito dalla delibera comunale che vieta l’apertura delle sale scommesse e da gioco dalle ore 12 alle 18. E’ stato sanzionato, inoltre, un titolare di sala scommesse non in possesso dell’autorizzazione comunale.

Fonte originale GiocoNews

MORISI (UNIFI): ‘GIOCO, GARANTIRE TUTELA SALUTE E IMPRESE’

  • Agosto 28, 2017
  • Scritto da Fm

Massimo Morisi, coordinatore dell’Unità di ricerca Nuove patologie sociali dell’Università degli studi di Firenze, chiede di tutelare imprese del gioco.

 

Per limitare davvero il gioco compulsivo non servono allarmi sociali, ma un’analisi dettagliata del fenomeno, accompagnata da una legge nazionale e dalla tutela delle imprese del settore. Ne è convinto Massimo Morisi, coordinatore dell’Unità di ricerca Nuove patologie sociali dell’Università degli studi di Firenze, intervistato da Gioconews.it nell’ambito di un’inchiesta sulla posizione del mondo accademico nei confronti della lotta al Gap e del riordino dei giochi.

.”Auspico una vera legge nazionale che definisca compiutamente le attività del gioco pubblico, le varie tipologie di gioco e dei meccanismi anche tecnologici che impediscano abusi nell’utilizzo degli apparecchi per non esporrre i giocatori a rischi di dipendenza. Allo stesso tempo, chi fa impresa in questo settore dovrebbe veder riconosciuto il suo diritto di farlo in cambio di un’assunzione piena della sua responsabilità sociale, una legittimazione del suo ruolo, anche per non alimentare l’illegalità”.

 

“Inoltre, bisogna che il governo delle distanze degli apparecchi dai luoghi sensibili non sia condizionato da un allarme sociale legato a ‘sollecitazioni giornalistiche quotidiane’, con un contenzioso nei tribunali che ha sostanzialmente dato torto ai Comuni che si sono incamminati sulla strada del proibizionismo perseguendo l’espulsione del gioco dal tessuto urbano”, sottolinea Morisi.
Per il professore dell’Università di Firenze sarebbe meglio avviare “una sorta di negoziato fra le parti coinvolte, al coperto di una legge che garantisca la tutela della salute, un grande patto fra lo Stato come ‘erogatore di gioco’, gli operatori che in regime di concessione svolgono questa attività legittimamente, che devono formare il personale delle sale sul Gap, e i giocatori, per cui il gioco deve restare un divertimento. Per questo devono essere disposti a sottoporsi a controlli, e a lasciare i propri dati un po’ come fanno i correntisti bancari. Serve una nuova cultura del gioco pubblico come servizio collettivo, mentre oggi perdura una concezione manichea, in cui lo Stato da un canto lo usa come bancomat e dall’altro cerca di nasconderlo. In più oltre alle slot e al bingo, bisognerebbe occuparsi anche del gioco online e di altre forme che sono ancora più rischiose”.
In ultimo, Morisi chiede un impegno diverso per curare e prevenire davvero il Gap, per cui mancano ancora sia una mappatura precisa della sua diffusione che un protocollo sanitario nazionale. “Non c’è una strategica terapeutica per i giocatori patologici e ancora non si sa quali sono le reali dimensioni del Gap nel nostro Paese, perciò si dovrebbero investire un po’ di fondi affinché gli osservatori regionali e quello nazionale svolgano ricerche in tal senso. Solo su una base scientifica si possono adottare misure di contenimento adeguate, senza sconfinare nel proibizionismo”.

Con INEDITI METODI MATEMATICI PER IL BETTING (mai pubblicati prima), abbiamo iniziato le nostre giocate collettive.

dio-matematico

La MATEMATICA NON E’ UN’OPINIONE, ma in pochissimi la sanno applicare veramente alle SCOMMESSE SPORTIVE. Recentemente abbiamo pubblicato diversi articoli che trattavano le colonne AND, da me ideate per il totocalcio nel 1983, ma applicabili anche al betting, specialmente per sistemi a correzione di errori.

Vedi articolo su GiocoNews e articolo su PressGiochi.

I concetti espressi in questi due articoli e in molti topic del FORUM INFOBETTING sono rigorosamente matematici, ma sono efficaci giocando un numero molto grande di volte (matematicamente, si direbbe TENDENTE ALL’INFINITO). In certi casi particolari, come all’inizio dei campionati, e in base al tipo di QUOTE, ci sono METODI ANCORA PIU’ SELETTIVI e quindi più EFFICACI, sempre basati sulle colonne AND.

Questi metodi sono ancora del tutto INEDITI, e mai pubblicati da nessuna parte, e noti solo a me e ad alcuni miei collaboratori più stretti.

Ovviamente, alla base del BETTING, ci vogliono dei buoni pronostici, ma questi NUOVI METODI servono ad incrementare il VANTAGGIO di giocare singole partite, cosa che fino a qualche mese fa nessuno aveva compreso. Negli ultimi mesi, finalmente molti, con analisi statistiche rigorose, lo hanno dovuto accettare, ma sono fermi ancora ai sistemi a correzione di errore, da me pubblicati.

Ebbene, chi parteciperà alle giocate collettive da noi organizzate, ne potrà venire a conoscenza (e caso mai poi giocare anche da solo) e intanto usufruire di buoni pronostici che daremo solo a chi si iscriverà in un gruppo segreto FACEBOOK, seguendo le istruzioni del gruppo pubblico facebook:

Betting intelligente – giocate collettive

o alla HOME del BLOG

Riccardo Calantropio