Corteccioni: ‘Gap, le differenze tra terrestre e online’

  • Agosto 9, 2017
  • Scritto da Sm

La psichiatra e psicoterapeuta Tiziana Corteccioni evidenza le differenza che ci sono, sul gioco responsabile, tra terrestre e online.

Tiziana Corteccioni, specialista in psichiatria e psicoterapeuta, sottolinea che “il gioco d’azzardo patologico è un disturbo psichico caratterizzato dall’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo. Si tratta di un disturbo invalidante, perché può comportare perdite economiche, disagio psicologico personale e sociale. I soggetti affetti da questo disturbo presentano un comportamento ripetitivo, favorito da eventi stressanti e utilizzano il gioco come strumento per fuggire da problemi personali o risollevare l’umore. I giocatori patologici sono eccessivamente assorbiti dal gioco: rivivono pregresse esperienze ludiche e pianificano le giocate successive escogitando svariate strategie per procurarsi il denaro da giocare. Nonostante numerosi e inutili tentativi di controllare l’impulso a giocare, sono necessarie somme di denaro crescenti per raggiungere l’eccitazione desiderata con manifestazioni di irrequietezza ed irritabilità quando si tenta di ridurre o interrompere il gioco. L’aggravamento della situazione finanziaria spinge i giocatori patologici a rifarsi, nascondendo il problema ai familiari e minimizzando il grado di coinvolgimento nel gioco. Alla base delle menzogne dette ai familiari c’è una marcata vergogna e spesso, a causa di questa, i giocatori patologici decidono di nascondere il problema fino al raggiungimento di una situazione finanziaria critica, durante la quale possono arrivare a confidarsi con gli altri al fine di rimediare ad una situazione economica disperata. Talvolta i soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico effettuano furti per ottenere denaro da giocare oppure interrompono relazioni importanti e/o un’attività lavorativa a causa dell’eccessivo coinvolgimento nel gioco. Il gioco d’azzardo patologico può essere associato ad altri disturbi psichici (ad esempio depressione, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, dipendenze da alcol e sostanze stupefacenti)”.

 

Pensa che il Governo dovrebbe mettere in campo maggiori misure relative a prevenzione e educazione?
“In Italia il gioco d’azzardo ha assunto dimensioni rilevanti e ciò ha portato a riflettere sul rischio per molti soggetti (soprattutto quelli più vulnerabili) di una vera e propria dipendenza comportamentale con gravi disagi per l’equilibrio personale, familiare, lavorativo e finanziario i quali possono comportare l’indebitamento e quindi l’assoggettamento ad usurai. La legislazione nazionale italiana ha effettuato numerosi interventi al fine di regolarizzare il gioco d’azzardo tutelando i soggetti più vulnerabili al gioco d’azzardo patologico e distinguendo tra giochi vietati e consentiti”.
Vede con favore l’inserimento del gioco d’azzardo patologico nei Lea?
“Sono favorevole all’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria con l’inserimento di prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte ai soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico. Questo disturbo, infatti, può comportare gravi conseguenze, non solo di carattere psicologico, ma anche a livello relazionale, occupazionale ed economico. Per questo è fondamentale fare tutto il possibile per prevenirlo e curarlo permettendo ai giocatori patologici di recuperare il completo benessere”.
C’è differenza tra gioco terrestre e gioco online in termini di dipendenza?
“Negli ultimi anni in tutto il mondo, quindi anche in Italia, il gioco d’azzardo è diventato un’attività di notevole rilevanza economica e di enormi proporzioni sociali. Oltre al gioco online sono molto diffuse nel territorio anche attività ludiche terrestri (gratta e vinci, videolottery, lotterie, bingo, scommesse sugli eventi sportivi). In termini di dipendenza, il gioco online permette una più facile accessibilità alle giocate che possono essere addirittura continuative nelle 24 ore. Non potendo consentire ai giocatori di visionare materialmente la quantità di denaro spesa per giocare, nei soggetti vulnerabili, il gioco online può favorire la manifestazione di comportamenti patologici con una frequenza superiore rispetto al gioco terrestre”.
Quando si parla di dipendenza da gioco spesso si usa il termine di emergenza sociale, è così o si esagera?
“Secondo gli ultimi dati epidemiologici disponibili il gioco d’azzardo patologico rappresenta un’emergenza sociale colpendo il 60 percento degli individui di sesso maschile, con un’incidenza nella popolazione italiana compresa tra lo 0,5 e il 2,2 percento; 3 milioni di persone in Italia sono a rischio di sviluppare dipendenza (Ministero della salute, 2012); 15 milioni di italiani sono affetti da gioco d’azzardo problematico ovvero non hanno ancora ricevuto una diagnosi psichiatrica di gioco d’azzardo patologico (Istituto superiore di Sanità, 2013). Proprio per questo, in caso di problematiche legate al gioco d’azzardo, è fondamentale consultare uno specialista al fine di ricevere la diagnosi e la terapia più appropriata (la quale consiste in un percorso di psicoterapia che, nelle dipendenze gravi, può essere associato ad un trattamento farmacologico)”.
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