NEW SLOT: VIA ALLA RIDUZIONE, TRA DUBBI, RICHIESTE E RICORSI

  • Agosto 31, 2017
  • Scritto da Ac

A poche ore dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto di riduzione delle slot, crescono i dubbi degli operatori su uno scenario decisamente incerto.

La riduzione delle slot attive nella Penisola è pronta per diventare realtà. E’ attesa per domani, venerdì 1° settembre 2017, la pubblicazione in Gazzetta del decreto del Ministero dell’Economia che stabilisce i criteri e tempi della riduzione (di cui avevamo anticipato i dettagli), in attuazione della Manovra Bis. Dopo la firma del Ministro e il vaglio della Corte dei Conti, dunque, il provvedimento è pronto per l’effettiva emanazione, con l’entrata in vigore che sarà contestuale alla pubblicazione in Gazzetta.

LA RIDUZIONE – Come noto, la nuova legge prevede che il numero dei nulla osta delle slot  “non potrà essere superiore alle 345mila unità alla data del 31 dicembre 2017” e a “265mila unità” alla data del 30 aprile 2018. Per una doppia fase che caratterizzerà il “taglio” della rete degli apparecchi, che vedrà sparire la prima porzione pari al 15 percento dell’attuale parco macchine entro la fine dell’anno corrente. Individuando nei concessionari – com’è inevitabile – i soggetti che dovranno adempiere agli oneri previsti dalle norme, eseguendo la dismissione fisica delle macchine. Con il monitoraggio della rete da parte dell’Amministrazione che avverrà alla scadenza dei due termini previsti dalla riduzione, per poi procedere con l’erogazione di sanzioni nel caso di rilevamento di apparecchi in eccedenza (pari a 10mila euro per ogni macchine in più) e alla revoca “d’ufficio” da parte dell’amministrazione dei diritti relativi alle slot in eccesso, secondo una serie di criteri impartiti dallo stesso decreto.
 
DUBBI E POLEMICHE NELLA FILIERA – Una misura che, com’era inevitabile, ha creato non pochi malumori nella filiera, promettendo vari disagi tra gli operatori. Soprattutto tra i gestori, i quali lamentano, in particolare, l’assenza di criteri specifici  per “orientare” la scelta dei concessionari sull’individuazione dei nulla osta da “sacrificare”. Lasciando così una discrezionalità in capo ai titolari delle reti che mal si concilia con il fatto che gli stessi soggetti sono, in vari casi, anche titolari diretti di slot nei punti vendita.
Oltre a questo aspetto, tuttavia, sono altri i rilievi e le critiche avanzate nei confronti del provvedimento di riduzione al punto che – come anticipato nei giorni scorsi– la norma è finita anche sui banchi della Commissione Europea e dell’Antitrust, in seguito a una denuncia relativa alla limitazione della libertà di impresa che potrebbe determinare anche una “concorrenza sleale” per gli operatori delle slot da parte dei titolari degli altri prodotti di gioco. Per una matassa che si fa sempre più ingarbugliata e difficile da districare. Tanto più se si considera l’altro intervento che il governo di prepara ad adottare nei confronti dello stesso settore, in seguito all’accordo che potrebbe essere raggiunto con gli enti locali in seguito alla prossima riunione della Conferenza unificata del 7 settembre. Altro tasto dolente per gli operatori degli apparecchi e altro provvedimento che preannuncia malumori e ricorsi, già prima di essere scritto.
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