SCOMMESSE E BINGO IN MANOVRA, 69 MLN DI EURO DA PROROGA CONCESSIONI

  • Scritto da Amr

La relazione tecnica che accompagna la Manovra 2018 stima gli effetti della proroga delle concessioni di bingo e scommesse.

Se dai bandi per il bingo e le scommesse, da indire entro fine settembre 2018, arriveranno nelle casse dello Stato rispettivamente almeno 73 e 410 milioni di euro, la relazione tecnica che accompagna la legge di Bilancio 2018 stima gli effetti anche della proroga onerosa delle concessioni vigenti e che tali saranno fino alla fine del prossimo anno: in totale, si legge, si parla 69,025 milioni di euro.

La Ragioneria dello Stato dettaglia così le disposizioni contenute all’articolo 90 della Manovra, di cui domani 31 ottobre inizierà l’iter in Senato: “Attualmente, le concessioni in materia di Bingo (200 sale) sono in proroga dietro il pagamento di un corrispettivo, pari ad euro 5.000 mensile. Il provvedimento aumenta tale corrispettivo portandolo a 7.500 mensili.

Le concessioni in materia di scommesse sono in proroga tecnica, in attesa dell’emanazione del bando di gara, condizionato dalla definizione dei piani distributivi dei punti gioco, da parte degli enti locali.
Il provvedimento in esame, prevedendo una proroga onerosa delle concessioni Scommesse e un incremento del corrispettivo dovuto per la proroga delle concessioni del Bingo, comporta un introito per il 2018 pari ad euro 69,025 milioni di euro, come segue:
– Sale scommesse: 6.243 x 6.000 = 37,458 ml/€
– Corner: 7.305 x 3.500 = 25,567 ml/€
– Bingo: 2.500 x 200 x 12 = 6,0 ml/€
Totale su base annuale: 69,025 ml/€
Totale introito 2018 da proroghe: 69,025″.     

Fonte originale GiocoNews

Ddl Bilancio, Mattarella firma il decreto. Confermate proroghe per scommesse sportive e Bingo ma gare anticipate al 30 settembre 2018. Sparisce data di adeguamento dei regolamenti comunali

Anticipata al 30 settembre 2018 la data entro la quale dovranno tenersi le gare per il rinnovo delle concessioni delle scommesse sportive e del Bingo, mentre non c’è più la scadenza del 30 aprile 2018 nella quale Regioni ed Enti Locali avrebbero dovuto rivedere i propri regolamenti sui giochi. E’ quanto prevede l’ultima bozza del ddl Bilancio che è stato firmato ieri da Sergio Mattarella e che sta per sbarcare in Parlamento per iniziare l’iter. La proroga di un anno delle concessioni per le scommesse sportive varrà 6.000 euro per ogni agenzia e 3.500 euro per ciascun corner. Per quanto riguarda il Bingo invece, la proroga di un anno delle concessioni costerà agli operatori, come anticipato da Agimeg, 7.500 euro per ogni mese o frazione (invece di 5.000) e 3.500 per ogni frazione di mese inferiore ai 15 giorni (invece di 2.500 euro). Per entrambe le concessioni, i bandi dovranno essere entro il 30 settembre del prossimo anno. Tolta invece la data del 30 aprile 2018 per l’adeguamento delle Regioni delle proprie leggi in tema di gioco. Nella bozza rimane solo che le Regioni dovranno adeguare “le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all’intesa sancita il 7 settembre 2017 in sede di Conferenza Unificata”, senza indicare alcuna data. es/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Giochi, M5S: “Testo Unico punto di partenza ma le lacune vanno colmate”

MEF

“Oggi nel comitato ristretto della commissione Affari Sociali ci siamo astenuti dal voto sul testo unificato in materia di giochi. Il provvedimento licenziato riprende diversi passaggi del vecchio disegno di legge unificato prodotto dalla commissione e, dunque, rappresenta un discreto punto di partenza ma, al contempo, registriamo il persistere di importanti lacune. In particolare, il testo trascura la parte relativa al distanziomentro e ai divieti di fumo e di distribuzione di bevande alcoliche nelle sale giochi. Quando abbiamo sottoposto questi rilievi al comitato ristretto ci è stato risposto che di questi aspetti si stava occupando il sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, nell’ambito dell’accordo Stato-Regioni sui giochi. Francamente rispediamo questa interpretazione al mittente: il Partito Democratico ha già umiliato il Parlamento, bloccando ogni proposta di legge e portando le questioni più spinose sulla materia in Conferenza Stato-Regioni. Riteniamo che quando si parla di salute pubblica ad occuparsi della materia debbano essere gli organi competenti e non il ministero delle Finanze e, per questa ragione, presenteremo emendamenti al testo per apportare i correttivi del caso”. E’ quanto affermano in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali e il collega pentastellato Massimo Baroni. cdn/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

SCOMMESSE, M5S: ‘PERFEZIONARE NORMATIVA CONTRO CTD’

  • Scritto da Sm

Interrogazione alla Camera sui centri trasmissione dati a firma M5S: chieste azioni di perfezionamento normativo.

“Se si intenda promuovere l’invio di una Commissione d’accesso per il comune di Sestri Levante; se il Governo intenda assumere iniziative per perfezionare la normativa che regola l’attività dei centri trasmissione dati per impedire in ogni caso il gioco d’azzardo in tali luoghi”. Lo chiedono in una interrogazione alla Camera i deputati del M5S Alberto Zolezzi, Matteo Mantero, Simone Valente, Sergio Battelli e Massimo Enrico Baroni.

I deputati ricordano che “con l’interrogazione n. 4-03214 era stato chiesto conto, ai ministri dell’economia e delle finanze e della salute, in merito alla proliferazione in Italia di centri di scommesse privi di autorizzazione di polizia; oltre 6.000 in Italia nel 2014”. Fra questi centri se ne annova uno a Sestri Levante (Ge). “Tale centro ha visto negli ultimi anni numerose ispezioni che hanno certificato l’attività scommesse, senza aver avuto mai alcuna autorizzazione adeguata; tale punto-scommesse è oltretutto collocato a meno di 300 metri da due punti sensibili, in contrasto con la legge regionale n. 17 del 2012. La regione ha dato riscontro a una nota comunale con parere in data 17 ottobre 2016, chiarendo che ‘a legge regionale 17/2012 è da ritenersi applicabile nei confronti delle sale scommesse’. Il Puc di Sestri prevede all’articolo 36.2 delle norme di congruità e congruenza l’esplicito divieto in quell’area di attività di scommessa; un altro punto scommesse non autorizzato nel territorio comunale è localizzato in via Nazionale”.

Fonte originale GiocoNews

Giochi, Comune di Napoli rimodula in via sperimentale Regolamento. Forzature su orari di apertura e pressione sugli operatori per rinuncia contenziosi. Ecco il testo integrale

Sale gioco chiuse otto ore al giorno, fasce orarie differenti per i periodi scolastici e per quelli non scolastici, eliminazione di ogni forma, diretta e indiretta, di pubblicità e incentivazione relativa al gioco e forzature sugli operatori che aderiranno. Il Comune di Napoli modifica la regolamentazione sul mercato del gioco attraverso un’ordinanza firmata dal Sindaco Luigi de Magistris. L’ordinanza introduce in via sperimentale fino al 31 dicembre 2019, nell’ambito del quadro ordinamentale delineato dal Regolamento comunale, una nuova disciplina degli orari di apertura delle sale da gioco alternativa a quella prevista dall’Ordinanza sindacale del 4/4/2016, alla quale potranno aderire, al momento in modo facoltativo, i titolari delle sale gioco. Diverse le criticità del regolamento, come la chiusura di 8 ore che non rispetta l’accordo Stato-Regioni che prevede uno stop di massimo 6 ore al giorno per i negozi di gioco e che tale chiusura dovrebbe essere concordata, dagli enti locali, con i Monopoli di Stato.

L’ordinanza specifica i nuovi orari che potranno essere individuati nelle seguenti fasce A e B, per le quali i titolari possono alternativamente optare: “Fascia oraria A: – nei periodi non scolastici (dal 16 giugno al 14 settembre) dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 22:00, tutti i giorni, festivi compresi; – nei periodi scolastici (dal 15 settembre al 15 giugno): dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 17:30 alle 22:00, tutti i giorni, festivi compresi; Fascia oraria B: – nei periodi non scolastici (dal 16 giugno al 14 settembre) dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 19:00 alle 24:00, tutti i giorni, festivi compresi; – nei periodi scolastici (dal 15 settembre al 15 giugno): dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 18:00 alle 24:00, tutti i giorni, festivi compresi”.

“Tale disciplina oraria alternativa è riservata alle sale da gioco i cui titolari si rendono spontaneamente e volontariamente disponibili a realizzare, previa sottoscrizione di un atto convenzionale con il Comune di Napoli che li impegni in tal senso, azioni specifiche per rafforzare il Programma dell’Amministrazione comunale per aumentare la consapevolezza circa i rischi connessi al gioco d’azzardo patologico e ad introdurre strumenti per proteggere i cittadini che versano in condizione di maggiore fragilità sociale”. Tra gli impegni che i titolari di sale gioco sono chiamati a prendere c’è “l’eliminazione di ogni forma, diretta e indiretta, di pubblicità e/o di incentivazione relativa al gioco, sia all’interno che all’esterno dei locali e con qualunque mezzo di diffusione possa essere realizzata; tra la pubblicità all’esterno dei locali oggetto della presente inibizione è da ritenersi compresa la diffusione, attraverso vetrine e/o altri mezzi idonei alla diffusione all’esterno dei locali, delle immagini degli eventi oggetto del gioco e/o delle scommesse quali competizioni sportive, estrazioni, etc.; – rendere accessibili all’interno dei locali il materiale informativo sulle offerte dei servizi socio- sanitari. In tal modo potrebbe essere agevolato l’accesso dei soggetti più problematici ai servizi offerti dalle strutture socio-sanitarie del circuito dei servizi afferenti alla ASL Napoli 1 – UOC Coordinamento Dipendenze; – la partecipazione obbligatoria a seminari formativi”.

Si chiede inoltre “la rinuncia al contenzioso eventualmente instaurato contro l’Amministrazione comunale avverso la disciplina oraria di cui al Regolamento “Sale da Gioco e Giochi leciti” approvato con la Delibera di C.C. n. 74 del 21/12/2015 e/o all’Ordinanza sindacale progr. n. 387/2016, nonché l’obbligo di astenersi dall’intraprendere contenziosi, anche risarcitori, comunque connessi a tale disciplina”.

Criticità anche nel passaggio relativo alla “rinuncia al contenzioso”. Lo stesso appare una forzatura, quasi un ricatto visto che viene chiesto agli operatori di rinunciare ad ogni azione legale se vogliono avere la possibilità di lavorare con i nuovi orari che appaiono più conformi alla richiesta del mercato. Una forzatura che alcuni operatori stanno valutando con i propri legali in quanto potrebbe infrangere dei diritti costituzionali.

Capitolo a parte per quanto riguarda gli apparecchi. L’ordinanza del Comune di Napoli sottolinea infatti come “l’adesione, libera e facoltativa all’accordo convenzionale con l’Amministrazione comunale e la conseguente possibilità di optare per una disciplina di orari di apertura alternativa, non incide sull’orario di funzionamento degli apparecchi” Slot e Vlt collocati negli esercizi pubblici e commerciali, che è fissato dal Regolamento stesso “dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 18.00 alle ore 20.00, di tutti i giorni, festivi compresi”.

La disciplina degli orari di apertura delle sale gioco rimarrà in vigore sino al 31 dicembre 2019, salvo proroghe o modifiche che il Sindaco si riserva di apportare in presenza di sopravvenute esigenze di interesse pubblico ed è alternativa rispetto a quella prevista dall’Ordinanza sindacale n. 387 del 4/4/2016, che, in quanto applicabile, resta valida ed efficace. La chiusura infrasettimanale e festiva sono facoltative, l’orario adottato dovrà essere reso noto al pubblico con l’esposizione di apposito cartello. L’ordinanza sarà impugnabile “da chiunque vi abbia interesse: entro 60 giorni mediante ricorso al TAR della Campania; entro 120 giorni mediante ricorso straordinario al Presidente della Repubblica”.

Ecco il testo integrale dell’ordinanza os_251017_1068

cr/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG

Bilancio. Salta l’aumento dell’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (fino a 23% per l’online)

Bilancio. Salta l’aumento dell’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (fino a 23% per l’online)

Salta l’aumento dell’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, dal 18 al 19%, se la raccolta avviene su rete fisica, e dal 22 al 23%, se la raccolta avviene a distanza, come nel caso delle scommesse online. In base a una nuova bozza di manovra finanziaria, la norma risulta cancellata.

La disposizione – si leggeva nella relazione tecnica che accompagnava la norma in precedenti bozze – avrebbe permesso di reperire maggiori entrate per l’erario da destinare al Fondo sport e periferie.

Fonte originale PressGiochi

Decreto attuativo, Mirabelli ad Agimeg: “Decreto dovrà solo dire quante sale e macchine dovranno essere in ogni Regione”

“Le Regioni dovranno trovare un modo per applicare la convenzione. Che comunque non è in contrasto con le loro norme. Il decreto dovrà solo dire quante sale e quante macchine dovranno esserci in ogni regione”. Così il senatore Franco Mirabelli (PD) interpellato da Agimeg in merito al decreto attuativo che dovrà essere emanato dal Mef, in seguito all’intesa Governo-Regioni del 7 settembre scorso, decreto che, secondo l’accordo, dovrebbe uscire entro il 31 ottobre prossimo, ma che probabilmente ritarderà di qualche giorno. “Se qualcuno trova dei contrasti – ha concluso Mirabelli – deve solo tener conto dell’articolo che assegna alle Regioni il compito e le risorse per contrastare l’azzardo patologico”. gm/AGIMEG

Fonte originale AGIMEG