Liguria. In Giunta regionale la nuova legge sul gioco d’azzardo. No al divieto totale

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(Jamma) La giunta regionale della Liguria lo scorso venerdì ha avviato l’esame della proposta di legge in materia di contrasto alla ludopatia che prevede interventi in materia di regolamentazione di slot e sale giochi.

Il pdl dovrà ora passare per il voto del Consiglio delle autonomie Locali della Regione, l’ organo di consultazione e confronto fra la Regione e gli enti locali e di rappresentanza unitaria del sistema delle Autonomie locali della Liguria. Una sorta di “parlamentino” della Liguria che, attraverso i suoi 31 componenti, rappresenta la Città Metropolitana di Genova, le Province di Savona Imperia e La Spezia, e i 235 Comuni liguri.

Solo dieci giorni fa lo stesso organismo aveva espresso parere contrario progetto di legge presentato dai consiglieri Battistini e Pastorino (LeU).

 

La proposta prevedeva la predisposizione di un regolamento su criteri, regole tecniche, modalità attuative e di controllo per l’introduzione di un sistema di regolazione per l’accesso alle aree in cui sono installati gli apparecchi da gioco e i locali dedicati al gioco lecito.

La proposta includeva l’introduzione di una distanza minima di 500 mt dai luoghi sensibili per le nuove installazioni.

Era prevista inoltre la possibilità per i comuni di introdurre limitazioni temporali all’esercizio del gioco tramite slot, videolotterie e apparecchi senza vincita in denaro per una durata non inferiore alle tre ore dell’orario di apertura previsto.

Vietata la pubblicità ai giochi e all’apertura di nuove sale. Prevista anche un’ IRAP agevolata per i locali no-slot.

La nuova proposta

La nuova proposta di legge, che dovrebbe entrare in vigore entro il prossimo maggio, secondo indiscrezioni dovrebbe corrispondere alle indicazioni soggeite in questi mesi dal governatore e dall’assesorato allo sviluppo economico. Si prevede infatti un taglio al numero delle slot così come indicato dall’accordo in Conferenza Unificata e dal decreto ministeriale di almeno il 30% degli apparecchi, il rispetto delle distanze minime dai luoghi sensibili per le nuove installazioni e la possibilità per i comuni di inasprire o rimodulare le stesse distanze.

Il testo della legge non è comunque ancora definitivo e dovrà passere per l’esame delle commissioni con la possibilità dell’inserimento di emendamenti e modifiche.

Fonte originale Jamma

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