Liguria. Approvata la proroga alla legge sul gioco

Liguria. Approvata la proroga alla legge sul gioco

Dopo che la seconda commissione Salute e Sicurezza Sociale del Consiglio Regionale della Liguria ha approvato questa mattina il Disegno di legge 192 che propone la proroga del termine della legge regionale 30 aprile 2012, n. 17 (Disciplina delle sale da gioco), anche il consiglio ha approvato il testo. Sui 29 consiglieri presenti, votanti 29, 16 favorevoli, 13 contrari. Secondo il governatore Giovanni Toti, si dovrà attendere l’estate per il voto del nuovo testo unico.

Durante il primo pomeriggio, il consiglio ha dato vita ad un acceso dibattito che ha riproposto le polemiche di questi giorni.

 

 

“La regione Liguria-ha commentato Andrea Melis, consigliere del M5S – da un approccio molto restrittivo è passata a una linea completamente diversa. Bisogna capire poi quanta differenza c’è in termini di ricavi riguardo le slot. Senza dubbio è necessario sostenere con forza gli esercizi che vogliono dismetterle. Questo ha senso mentre la proposta della maggioranza è debole”.

 

Ha poi preso la parola Giovan Battista Pastorino (Sinistra LiberaMente Liguria). “I legislatori precedenti avevano pensato ad una legge migliorabile- ha dichiarato-  ma che rappresentava qualcosa di importante dove la regione Liguria trovava un equilibrio tra diversi bisogni. La questione è complessa, nella conferenza Stato-Regioni si è cercato di venire incontro tra le esigenze delle diverse regioni, mentre la Liguria già nel 2012 aveva fatto qualcosa di importante. Un provvedimento votato all’unanimità che in questa sede viene completamente destrutturato non ha senso. Si fa una scelta a maglie larghe, si prende il minino sufficiente che arriva dalla conferenza Stato-Regioni mentre la  Liguria aveva agito, così come la Lombardia, in maniera stringente. Sarebbe bello a volte essere una regione di punta.  Noi ovviamente voteremo contro la proroga che lascerà perplessi anche i giuristi”.

 

 

“La proroga di oggi è un macroscopico errore- ha esordito Sergio “Pippo” Rossetti del PD, un dei più critici – all’epoca si era fatta una scelta precisa. Volevamo una riduzione del gioco d’azzardo, la giunta di centrodestra a guida Toti ha scaricato la responsabilità di ridurre il gioco alla Conferenza Stato-Regioni. La giunta aveva tutta la possibilità di lavorare verso quella che era la nostra legge, mentre ha fatto appello ai livelli occupazionali, per questo abbiamo chiesto all’assessore Rixi i dati che non sono stati mai forniti. La giunta non ha voluto aprire un tavolo serio per comprendere le soluzioni sui problemi lavorativi causati da una riduzione delle slot, mentre c’è stato un’appello all’accordo Stato-Regioni. Le cose da fare a favore delle aziende ci potevano essere, come gli sconti sull’Irap e altro. Rixi non l’ha fatto. Se il mondo dei giochi ha esponenti nel mondo della Lega come detto oggi sui giornali, comprendiamo bene perché non è stato fatto nulla, c’erano evidenti interessi politici. Rixi e Toti devono dire ‘l’azzardo non si tocca’ assumendosi le responsabilità morali e politiche di quello che significa. Anche l’assessore Sonia Viale non ha fatto uno studio specifico sugli effetti del gioco sulla popolazione. I minori in Liguria saranno danneggiati dalla proroga, dove sono i moralisti consiglieri che vogliono difendere la famiglia? Devono dire’ noi difendiamo la famiglia, escluso il gioco d’azzardo’. La proroga fa molto male alla popolazione”.

 

 

Dopo la fine delle relazioni iniziali, per il Movimento Cinque Stelle è intervenuto anche Marco De Ferrari. “Spero che sbroglierete questa questione che da come dicono alcune inchieste giornalistiche sembra coinvolgere direttamente la Lega alle società di gioco- ha commentato rivolgendosi alla Giunta- avete avuto tre anni per arrivare a delle soluzioni migliori. Come MoVimento chiediamo da tempo alcune azioni come il divieto di pubblicità, l’abolizione dei concessionari, la trasparenza finanziaria, la tessera del giocatore e campagne informative di sensibilizzazione. Non serve uno Stato biscazziere e dobbiamo intervenire a tutti i livelli istituzionali per tutelare la salute dei cittadini”.

 

 

“Nel 2012 avevamo fatto un enorme passo in avanti votata all’unanimità con una norma all’avanguardia- ha proseguito il consigliere Giovanni Lunardon del PD- dopo la Liguria diverse regioni hanno adottato leggi simili. C’era un lungo periodo di tempo per migliorare la legge, ma all’epoca c’era stata una scelta di campo, tra le lobby del gioco e la salute era stato scelto di dare importanza alla salute. Certo si può discutere come migliorare la legge stessa, ad esempio su come sostenere il lavoro. La proroga poteva avere questo significato, non un grande atto creativo, ma seguire le altre regioni che, per esempio, hanno premiato le aziende che dismettono le slot”.

 

 

Nella discussione ha preso parola anche Francesco Battistini (Sinistra LiberaMente Liguria). “Come detto dai colleghi abbiamo chiesto dati che non ci sono stati forniti, questo evidenzia che mancano degli studi, ma ci sono stati cinque anni di tempo. La Giunta ha già bucato una data e oggi viene proposta un’ulteriore proroga.  Bisogna evitare che le persone si rovinino, ma anche tutelare gli operatori economici e per far questo la soluzione è mettere in campo aiuti economici che incentivano gli esercenti a dismettere le slot o non istallarle e questa è la sfida che non avete colto per questo diciamo con forza no a questa ulteriore proroga ancora più peggiorativa in quanto non ha una data di scadenza”.

 

 

“Mi ha preoccupato molto la proroga proposta nella commissione di questa mattina- ha continuato Valter Ferrando del PD- una proposta fatta in commissione sanità non a caso, un quanto la ludopatia è una vera malattia. Non si è fatto nulla per combatterla, ma si è incentivata per arricchire le casse dello stato che poi però deve intervenire in caso di problemi. Alla fine il risultato è che ci saranno danni immani”.

 

 

Per Forza Italia è intervenuto Claudio Muzio. “Trattiamo un argomento molto delicato-ha dichiarato- abbiamo sentito decantare questa legge questa legge come all’avanguardia, ma una legge che è all’avanguardia non doveva entrare in vigore dopo cinque anni quindi aveva dei difetti. Lo stato aveva il chiaro intento di sottrarre il gioco alla malavita, ma lo stato si sostiene con questi soldi, non credo che il proibizionismo sia la strada da percorrere, ma anche gli incentivi agli esercenti non bastano, serve una visione più ampia. Non credo che dopo cinque anni qualche mese in più sia qualcosa di insormontabile se lo scopo è fare una buona legge”.

 

“Le slot sono state ridotte- ha replicato il consigliere leghista Franco Senarega- il vero problema è il gioco online, che non viene controllato. Noi avevamo proposto tecnicamente di attivare i sistemi con un tesserino. Ci sono stati problemi, ma dovuti anche al governo centrale. L’assessore Rixi deve pensare anche alle società che si sono mantenute anche grazie al gioco”.

 

Dopo la dichiarazione c’è stata la votazione che ha portato all’approvazione degli articoli e quindi della proroga come detto, presenti 29, votanti 29 favorevoli 16, contrari 13.

PressGiochi

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