NEW SLOT: FINE DEI GIOCHI PER (ALTRE) 80MILA SLOT E VIA ALLA ROTTAMAZIONE

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Lunedì 30 aprile è il termine ultimo fissato dalla legge per la riduzione dell’ulteriore 19,9 percento della rete slot: e da domani via alla rottamazione.

 

Game over per altre 80mila slot machine attive, fino ad oggi, sulla rete nazionale. E’ arrivato il giorno della scadenza definitiva per la rimozione dell’ulteriore porzione del parco macchine new slot disposto dal Legislatore con la manovra economica del 2016 e attivato dall’Agenzia delle Dogane con i successivi provvedimenti emanati nel corso del 2017; i quali, come noto, hanno generato una serie di contenziosi da parte della filiera per via delle possibili divergenti interpretazioni che sono state date alle stesse norme. Ma nonostante l’iter confuso e piuttosto travagliato della legge, i suoi effetti rimangono comunque – ad oggi – ancora inalterati e questo significa che a partire da domani non potranno esserci sull’intera Penisola più di 264.674 slot. Ciò in virtù del taglio quantificato dalla legge nel 34,9 percentodel parco macchine rispetto alla sua estensione alla fine del 2016, che contava all’epoca un totale di 407.323 slot autorizzate all’esercizio. E dopo la prima fase di riduzione avvenuta a fine 2017 quando sono sparite dalla circolazione il 15 percento delle slot – raggiungendo il primo “tetto” di 345.479 apparecchi in esercizio – a sparire ora dalla circolazione sono altre 80mila macchine circa. Con l’ulteriore novità che a partire da domani, gli operatori titolari delle slot dismesse avranno anche l’obbligo di rottamare le apparecchiature, attraverso una nuova procedura disposta dall’ulteriore decreto dei Monopoli di Stato con il decreto dello scorso 31 marzo.
ATTESA PER IL TAR – Tutto questo mentre rimane pendente il giudizio del Tribunale amministrativo del Lazio il quale dovrà esprimersi nel merito del contenzioso avviato da alcuni operatori il prossimo 23 maggio. Quando l’intero iter di riduzione sarà comunque ormai pressoché concluso. La legge prevede infatti che l’amministrazione debba procedere, entro venticinque giorni dalla scadenza, a verificare le attività di riduzione eseguite dai concessionari scattando una nuova “fotografia” della rete in modo da rilevare e segnalare le macchine ancora rimaste in eccedenza per le quali scatterebbe la “rimozione d’ufficio”, sulla base di specifici criteri di redditività e di concentrazione regionale anche questi stabiliti ex lege.

LA SITUAZIONE ATTUALE – Ad oggi, secondo le rilevazioni di GiocoNews.it condotte sulle 11 reti dei concessionari di apparecchi, gran parte delle società sembra aver dismesso solo in parte il numero di slot in eccedenza in maniera preventiva, attraverso il raggiungimento di specifici accordi con i gestori (salvo diversi casi in cui, stando alle proteste degli operatori, ci sarebbero state delle forzature), lasciando che fosse l’Amministrazione ha indicare le macchine da rimuovere in virtù dei criteri stabiliti dal Legislatore.
CHE FINE FANNO LE SLOT –  Con l’entrara in vigore del decreto di AdM sullo smaltimento delle slot, il proprietario di apparecchi dismessi deve, entro il termine di 6 mesi dalla cessazione di efficacia dei relativi titoli autorizzatori, smaltire e distruggere gli stessi apparecchi secondo precise modalità. Offrendo comunque l’alternativa a tali operazioni di smaltimento e distruzione: il proprietario di apparecchi dismessi può infatti eventualmente anche cedere e trasferire le slot interessate ai produttori di apparecchi di gioco o all’estero. Ma devono in qualunque caso comunicare ai competenti Uffici territoriali dell’Adm, secondo modalità e tempistiche indicate con successivo provvedimento, l’avvenuta effettuazione delle operazioni.
Quando non proceda in questo sendso, il proprietario dell’apparecchio dismesso e della relativa scheda di gioco priva del dispositivo di controllo di Adm, è tenuto a gestire tali apparati, insieme o separatamente, come rifiuti, nel rispetto delle disposizioni di cui alla Parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49. I rifiuti di cui al comma 1 possono essere consegnati unicamente ad imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali nelle pertinenti categorie e conferiti presso impianti autorizzati. Il ritiro dei rifiuti deve avvenire esclusivamente presso il domicilio segnalato dal proprietario, al fine di consentire l’adempimento delle prescrizioni. Il proprietario degli apparecchi dismessi è tenuto con congruo anticipo, a fornire al competente Ufficio territoriale dell’AdM l’elenco analitico degli apparecchi e delle schede di gioco oggetto di smaltimento e distruzione da consegnare ai soggetti incaricati e a comunicare la data e il luogo delle operazioni di conferimento, in modo da consentire la presenza e il controllo da parte del predetto Ufficio. Durante il trasporto i rifiuti di cui al comma 1 sono accompagnati dal formulario di identificazione rifiuti nel rispetto dell’articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152. Nel campo del formulario riservato alle annotazioni deve essere riportato l’elenco analitico degli apparecchi da gioco e delle schede di gioco oggetto di smaltimento. Il proprietario è tenuto ad acquisire copia del formulario di cui all’articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, controfirmato e datato in arrivo dall’impianto di destinazione, ai fini dell’assolvimento degli oneri di cui all’articolo 188 del medesimo decreto e alla sua conservazione per cinque anni.
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