Il Fisco arruola 3 banche dati per monitorare e contrastare il gioco d’azzardo illegale

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La nuova strategia dell’Agenzia delle Entrate punta soprattutto sul contrasto all’evasione di autonomi e professionisti. Ma nel mirino c’è anche il gioco d’azzardo illegale e finti residenti all’estero.

Si apre infatti un nuovo capitolo nella lotta all’evasione fiscale lanciata dal Fisco anche su impulso del nuovo governo giallo-verde.

Gli uomini della Guardia di Finanza si concentreranno soprattutto sul contrasto alle frodi sull’Iva e nella caccia al sommerso. Il tutto con l’ausilio di ben 20 banche dati da consultare, incrociando nomi e numeri per inchiodare gli evasori. Nel mirino un’evasione totale da oltre 90 miliardi di euro: l’equivalente di più di quattro manovre.

Tre banche dati, per l’esattezza, saranno dedicate a monitorare e contrastare il proliferare il gioco d’azzardo illegale.

Fonte originale Jamma

Certo che se si riuscirà a combattere efficacemente i siti ON LINE di Scommesse Illegali, le Scommesse legali, specialmente tramite agenzie fisiche avrebbero molto meno concorrenza. I sottobanchi oggi sono più diffusi che in passato.

 

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Slot, taglio macchine, aumento Preu e introduzione tessera sanitaria: quanto pesano sul settore le ultime norme?

Il settore degli apparecchi si sta facendo i conti in tasca per capire quanto costeranno  le norme del decreto Dignità. In ballo ci sono infatti l’aumento progressivo del Preu e il lancio sul mercato dei lettori per le tessere che consentiranno di giocare con le macchinette. Per questi ultimi il costo è ancora da definire, non c’è solamente il prezzo del lettore – al momento si pensa di utilizzare le macchine dei distributori di sigarette che comunque andranno modificate e integrate nelle slot – ma anche il fermo degli apparecchi. Le slot infatti dovranno essere spostate in magazzino e modificate, e questa operazione potrebbe rappresentare la voce di spesa più grande. Gli operatori poi dovranno fare i conti con l’aumento del Preu. L’emendamento Trano prevede dei ritocchi con cadenza pressoché annuale (19,25 per le slot e 6,25% per le vlt a partire dal 1° settembre 2018; 19,6 e 6,65% a decorrere dal 1° maggio 2019;  19,68 e 6,68% a decorrere dal 1° gennaio 2020; 19,75 e 6,75% a decorrere dal 1° gennaio 2021). Le aliquote torneranno a scendere dal 1° gennaio 2023 (praticamente in coincidenza con la partenza delle concessioni che verranno assegnate con la nuova gara), ma non sarà un grande sospiro sollievo: si attesteranno allo 19,6 e 6,6%. Possono sembrare piccoli aggiustamenti, ma andranno a appesantire un settore già fortemente colpito. Non solo, il Preu è stato già più volte inasprito negli scorsi anni, andando a erodere i margini degli operatori e della filiera; ma ci sono anche le sfide delle slot di terza generazione (che dovranno essere lanciate sul mercato) e il taglio della rete attuato negli scorsi mesi e i cui effetti sono ancora tutti da accertare. gr/AGIMEG

Scommesse, “Commissione Tributaria Provinciale” di Cremona accoglie ricorso ed annulla sanzioni ad intermediario

L’imposta unica sulle scommesse è dovuta dal soggetto italiano che svolge attività di intermediario, come la raccolta delle scommesse e il pagamento dei premi, per conto terzi, analogamente al caso in cui gestisca tale attività per conto proprio, tuttavia risultando legittimo disapplicare, per lo stesso, le sanzioni. E’ quanto prevede una sentenza della Ctp di Cremona che, pur confermando la debenza del tributo derivante dall’accertamento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, annullava l’irrogazione delle sanzioni. Protagonista, un soggetto intermediario – rileva ItaliaOggi – che svolgeva attività di raccolta scommesse per conto di una società terza, senza assumersi i relativi rischi di gestione delle scommesse. Questi, a parere della Commissione, non era sottratto al pagamento dell’imposta. poiché, conformemente al dettato normativo di cui all’art. 3 del digs n. 504/1998 e all’interpretazione autentica resane per mezzo dell’art. 1, comma 66, lettera b), della legge n. 220 del 2010, è soggetto passivo del tributo chiunque, con qualunque mezzo, anche telematico, per conto proprio o di terzi, anche ubicati all’estero, raccolga denari per scommesse di qualunque genere. I giudici di Cremona hanno accolto in parte il ricorso, annullando le sanzioni, in quanto “l’applicazione della normativa in esame per un certo periodo, è risultata incerta e controversa. La situazione d’incertezza determinatasi in passato giustifica la disapplicazione delle sanzioni. L’atto impositivo, pertanto, va annullato solo nella parte in cui applica le sanzioni, mentre nel resto va confermato”. lp/AGIMEG

Decreto Dignità, Garrisi (Stanleybet): “Il divieto di pubblicità sul gioco non reggerà all’impatto dei tribunali. Pronti a dare battaglia per il ripristino della legalità”

“La parola ‘dignità’ fa pensare a concetti come ‘responsabilità, ‘senso della misura’, ‘equilibrio’, ‘proporzionalità’, ‘ragionevolezza’: principi assenti dal decreto, denominato ‘dignita’ proposto dal governo”. Sono le parole preoccupate di Giovanni Garrisi, Chief Executive di Stanleybet, società di betting e gaming operante in tutta Europa e in Italia, nel corso di una intervista rilasciata ad Agimeg. “Se i principi di base che hanno ispirato il Governo sono a mio parere pienamente condivisibili” – prosegue Garrisi – “il testo presentato in aula manca l’obiettivo. In materia di gioco, ma non solo, il ministro Di Maio ha fatto riferimento alle lobby e ai poteri forti scatenati contro il Decreto. Confesso che, dopo aver combattuto tutta la mia vita professionale contro questi poteri forti, che ben conosco, non posso che tributargli la mia simpatia e piena solidarietà. Ma lo invito a riflettere: una attività legittima non può subire un taglio totale della pubblicità. Si tratta di una scelta che viola il principio di legalità. La mia esperienza mi consente di dirgli che questa scelta non reggerà all’impatto dei tribunali, a cui necessariamente le aziende del settore dovranno rivolgersi. Io riconosco che in linea di principio il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo non può che essere condiviso. Tuttavia il TAR Liguria, ad esempio, ci ha appena detto, con sentenza di 2 giorni fa, che per le agenzie di scommesse non valgono i limiti di vicinanza ai luoghi sensibili.

Infatti le scommesse che vengono offerte nei negozi dello stato sono considerate giochi di abilità, non giochi di azzardo. Quindi un primo passo di ragionevolezza potrebbe essere di non assoggettare al divieto di pubblicità anche le agenzie di scommesse sportive, che sono Concessionari dello Stato con licenza di polizia, non delinquenti.  L’installazione di macchine da gioco e’ una attività legittima esercitata sotto forte controllo del Regolatore ADM e delle forze di polizia. Perché non consentirne una limitata pubblicità, in modo limitato e con regole nuove a protezione delle categorie deboli?

La pubblicità per i negozi di scommesse o per il gioco online su concessione ADM non comporta alcun rischio per l’utente, ed è soggetto a stringenti controlli per impedire l’infiltrazione della criminalità e attività di riciclaggio. Da ultimo una riflessione: impedire l’attività lecita può avere gravi riflessi sulla legalità del settore che una volta era completamente fuori dal controllo dello Stato. Oggi tutto e’ fortemente controllato. Il divieto di pubblicità dovrebbe essere proporzionale alla pericolosità effettiva delle single attività. Un divieto al 100% assoggetterà la norma ad una bocciatura futura al 100%. Perché sottoporre un’industria che tanto ha contribuito alle entrate dello Stato ad una simile immeritata punizione. E’ un’ingiustizia e il settore non se la merita, in questa forma totalitaria che è stata proposta. La Stanley, se il decreto dovesse essere approvato senza modifiche, si impegna in favore di tutti, per una battaglia di ripristino della legalità attraverso i tribunali della Repubblica”. lp/AGIMEG

Decreto Dignità, votati gli emendamenti riformulati ed accantonati relativi all’articolo sui giochi. Ecco il dettaglio

E’ ripartito l’esame degli emendamenti al Decreto Dignità e le Commissioni Finanze e Lavoro hanno ripreso dall’articolo 9. In discussione l’emendamento Baroni che era stato dichiarato inammissibile solo nella parte relativa agli strumenti di monitoraggio per i Comuni e che è stato riformulato e depositato. L’emendamento è stato votato ed approvato. Precluso invece l’emendamento Bellucci, ritirato l’emendamento Mancini che chiedeva di inserire tra i divieti di pubblicità anche le insegne di esercizio e respinto l’emendamento Pastorino. Approvati gli emendamenti Ascani e Fregolent sulla dotazione, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl Dignità, di un lettore elettronico per slot e vlt che consentano di scansionare la tessera sanitaria o un documento di identità per l’abilitazione al gioco. Ritirato un altro emendamento che chiedeva l’innalzamento del Preu e l’emendamento Carnevali che prevedeva la riduzione dei punti gioco. Respinto invece l’emendamento Carnevali sulle misure per la tutela dei minori e l’aiuto ai giocatori problematici. Approvato l’emendamento sulla promozione del logo “No Slot”, mentre sono stati respinti due emendamenti Carnevali sul controllo da remoto di utilizzo da parte dei minori delle slot e sulle linee di azione per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico. cr/AGIMEG

Decreto Dignità: ecco il testo integrale dei quattro emendamenti approvati sui giochi

Ecco il testo dei quattro emendamenti approvati dalle Commissioni Finanza e Lavoro all’articolo 9 del Decreto Dignità

  1. Al comma 1 apportare le seguenti modificazioni: a) al primo periodo, sostituire le parole: “alla ludopatia” con le seguenti: al disturbo da gioco d’azzardo;

Conseguentemente al comma 1, primo periodo, dopo le parole: a giochi o scommesse con vincite di denaro, aggiungere le seguenti: “, nonché al gioco d’azzardo,”;

b) al primo periodo, sostituire la parola: “internet” con le seguenti: i canali informatici digitale e telematici, inclusi i social media;

2. dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:

“1-bis. Nelle leggi e negli altri atti normativi, nonché negli atti e nelle comunicazioni comunque effettuate e su qualunque mezzo, i disturbi correlati a giochi o scommesse con vincite di denaro sono definiti “disturbi da gioco d’azzardo (DGA)”;

1-ter. All’articolo 7, comma 4-bis, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 139, al comma 1 in fine, sono aggiunte le seguenti parole:; per le lotterie istantanee indette dal primo gennaio 2019 o ristampate da tale data, i premi uguali o inferiori al costo della giocata, non sono compresi nelle indicazioni della probabilità di vincita.

–   Dopo il comma 5, aggiungere i seguenti:

5-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli apparecchi previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, devono essere dotati di un lettore elettronico di tessera sanitaria o di un documento di identità, per l’abilitazione al gioco dei soli utenti maggiorenni. Indipendentemente dal tipo di gioco d’azzardo e dall’utilizzo di apparecchiature elettroniche, tutte le forme di gioco con vincita in denaro sono subordinate all’utilizzo della tessera sanitaria o di un documento.

5-ter. Il pagamento delle prestazioni rese dagli apparecchi previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è effettuato esclusivamente in forma elettronica mediante carte nominative.

  1. 124. Ascani, Fregolent, Colaninno, Del Barba, Fragomeli, Librandi, Mancini, Bruno Bossio, De Menech, Ungaro, Topo.

—  Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

5-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli apparecchi previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, devono essere dotati di un lettore elettronico di tessera sanitaria o di un documento di identità, per l’abilitazione al gioco dei soli utenti maggiorenni. Indipendentemente dal tipo di gioco d’azzardo e dall’utilizzo di apparecchiature elettroniche, tutte le forme di gioco con vincita in denaro sono subordinate all’utilizzo della tessera sanitaria o di un documento.

  1. 122. Fregolent, Ascani, Colaninno, Del Barba, Fragomeli, Librandi, Mancini, Bruno Bossio, De Menech, Ungaro, Topo.

—-“Dopo l’articolo 9 aggiungere il seguente

ART. 9-bis

(Logo free-slot e realizzazione di campagne di sensibilizzazione)

E’ istituito, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il logo “No Slot”
I Comuni possono prevedere, per i titolari di pubblici esercizi ovvero che eliminano o si impegnano a non installare gli apparecchi da intrattenimento previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, il rilascio e il diritto d’uso del logo identificativo.
Con apposito decreto da emanare entro sei mesi dalla data di entrata e conversione del presente decreto, il Ministro dello Sviluppo Economico su proposta dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 133, quarto periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, definisce le condizioni per il rilascio del diritto d’uso del logo identificativo “No Slot”, nonché per la sua revoca.
Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi oneri a carico della finanza pubblica.” cr/AGIMEG

Agenzie estere: Tribunale di Lecce annulla multa da 15 mila euro per centro Stanleybet, Adm condannata a pagare le spese

24/07/2018 | 11:21

agenzie estere tribunale lecce
ROMA – «Stanleybet non è stata messa in condizione di partecipare alla gara a causa della discriminazione insita nella normativa italiana. La società non ha la possibilità di conseguire tale licenza in Italia, a causa delle limitazioni proprie della normativa nazionale». Una sentenza del Tribunale di Lecce ha spiegato così l’annullamento della sanzione di 15mila euro inflitta al titolare di un centro scommesse – difeso dagli avvocati Daniela Agnello e Massimiliano Mura – collegato al bookmaker estero. La vicenda prende spunto da un controllo dei Carabinieri di Bagnolo del Salento, che avevano riscontrato la presenza di dieci slot machines nel punto vendita. Inoltre, era stata registrata l’attività di trasmissione di scommesse verso Stanleybet, pur in assenza dell’autorizzazione prevista dal Testo Unico di Pubblica sicurezza e che viene rilasciata dalle questure ai soli concessionari.

Inizialmente, ADM aveva autorizzato la sala giochi all’installazione e al funzionamento degli apparecchi elettronici. Successivamente, il titolare aveva stipulato con Stanleybet Malta Limited, società maltese, un contratto di ricevitoria con il quale si è impegnata a svolgere per conto di quest’ultima l’attività di centro trasmissione dati per prenotazioni di scommesse su eventi sportivi. Per questo motivo, dopo la verifica dei Carabinieri, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva irrogato la sanzione da 15mila euro al gestore.

Il Giudice ha però statuito che «non vi sono i presupposti per l’applicazione della sanzione, in quanto la normativa italiana, viola, rispetto a Stanleybet, il diritto comunitario». Nel caso del centro leccese, la ricevitoria aveva richiesto alla Questura di Lecce il rilascio della licenza di Pubblica Sicurezza, ma non l’ha potuta conseguire a causa dell’assenza della concessione nazionale in capo a Stanleybet. Il Tribunale ha evidenziato che «l’assenza di licenza da parte della società ricorrente è dunque la conseguenza di una normativa incompatibile con il diritto comunitario e, come tale, non può comportare l’applicazione di sanzione in capo alla ricorrente. Il ricorso è dunque accolto». Il giudice ha anche condannato l’amministrazione al pagamento delle spese di lite.
NT/Agipro

Decreto Dignità, dopo Google anche Facebook “chiude” alla pubblicità sul gioco

Dopo Google anche Facebook “chiude” alla pubblicità sul gioco. In queste ore sta infatti comunicando ai concessionari di gioco ed alle società che hanno pagine o pubblicità sul social più importante al mondo che “come noto, pubblicità, pagine, account Instagram e app che promuovono o facilitano l’accesso al gioco online sono permesse su Facebook solo con una nostra approvazione scritta. A causa dei recenti sviluppi legislativi – si legge nella comunicazione – Facebook sta revocando tutte le approvazioni per il mercato italiano e approverà solo pubblicità che riguardano lotterie ad estrazione differita. Gli inserzionisti saranno responsabili delle pubblicità sul gioco su Facebook, le pagine di Addendum e del rispetto delle linee guida e politiche di Facebook. Ci aspettiamo che queste misure abbiano effetto entro le prossime 48 ore. Ribadiamo, questa decisione sarà sia per le pagine sia per le pubblicità”. lp/AGIMEG