Mantero (M5S): Se capisco che il mio lavoro sul gioco d’azzardo non è più utile, vado a casa

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Decreto sicurezza, tensione tra M5S e Lega. I dissidenti: “Non votiamo il dl così com’è”

Rischio di ricorso alla fiducia. Tra loro c’è il senatore genovese Matteo Mantero : “Non voterò la fiducia sul decreto sicurezza. Se l’M5S non mi vuole più, me ne andrò a casa” .

 Nel decreto legge Salvini andava ridiscussa “l’intera impostazione. Andando a ridurre il sistema dello Sprar e promuovendo i Cas, i grandi centri, si rischia di alimentare gli affari di chi lucra sull’immigrazione e di limitare la capacità di integrazione. Si creano delle sacche di disagio, che sono quelle su cui fa profitti la criminalità. Le conseguenze le subiremo tutti, non solo i migranti”. Lo afferma in una intervista a Repubblica Matteo Mantero, senatore M5S nel gruppo dei dissidenti. E sui rimpatri, “lo stesso ministro dell’Interno ha ammesso che ci vorrà un sacco di tempo, se ne possono fare 5mila all’anno. Così l’Italia si riempirà di irregolari che vivono ai margini”. “Può anche essere che al primo ricorso la Consulta bocci questo decreto, ma io non posso votare una legge che non riconosce il diritto d’asilo per motivi umanitari” aggiunge. In caso di fiducia sul dl Mantero spiega “spero non ci sia, non mi sembra corretto precludere il dibattito parlamentare su questo tema” e nel caso ci fosse “voterò contro o uscirò dall’aula, non ho ancora deciso. Ma non approvo quel testo”. “Se capisco che il mio lavoro su eutanasia, cannabis terapeutica, gioco d’azzardo, non è più utile, vado a casa senza aspettare che mi caccino. Al mio posto verrà qualcuno pronto a fare la testuggine” conclude

Fonte originale Jamma

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Garrisi (ceo Stanleybet) ad Agimeg: “Gara scommesse impossibile se lo Stato non si riappropria del territorio”

Da poco tornato dall’Argentina, Giovanni Garrisi non ha voluto mancare al consueto appuntamento dell’Enada. Il ceo di Stanleybet, intervistato da Agimeg, è intervenuto sul momento critico che sta vivendo il settore del gioco in Italia: “sull’ipotesi della gara per il rinnovo delle concessioni di scommesse sportive, di cui si parla anche in fiera, voglio far notare che c’è un importante problema di fondo. L’attuale governo ha infatti ereditato, dal precedente esecutivo, una situazione critica visto che non è stato capace di predisporre un accordo Stato-Regioni con caratteristiche di uniformità. I risultati di questo disastro sono stati due: il primo è che ogni regione ha legiferato come una scheggia impazzita sui luoghi sensibili, il secondo è che diventa impossibile una nuova gara senza che lo Stato si riappropri del territorio e che gli operatori abbiano di conseguenza un ambito certo nel quale muoversi. Una patata bollente che il Governo del cambiamento si ritrova addosso come eredità del precedente. Mi auguro che il Governo attuale protegga il settore che dà lavoro a tanti esseri umani e provveda ad uniformare a livello nazionale le norme che riguardano i luoghi sensibili. Il tempo – ha concluso Garrisi – ci sarebbe perché le concessioni più importanti scadono nel 2022 e per quelle esistenti una proroga triennale, ragionevolmente onerosa, sarebbe la soluzione più saggia”. lp/AGIMEG

Scommesse, Tar Lazio respinge ricorso Easy World relativo a decadenza concessione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato da Easy World Ltd, uno dei bookmaker che hanno aderito alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità 2015 al quale era stata sospesa dai Monopoli la titolarità per la raccolta delle scommesse a causa del mancato invio dei dati di raccolta effettuati dopo la regolarizzazione.
Easy World Ltd ha inoltre “impugnato la nota dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli del 26 aprile 2018, con la quale, secondo quanto allegato dalla ricorrente, sarebbe stata implicitamente rigettata la richiesta di autotutela proposta nei confronti del provvedimento di decadenza della società dalla titolarità dell’attività di raccolta delle scommesse mediante rete fisica. Ha, inoltre, impugnato il predetto provvedimento di decadenza, adottato con decreto direttoriale prot. n. 11295 del 26 gennaio 2018, nonché gli ulteriori atti connessi specificati in epigrafe”.
Secondo i giudici laziali “la ricorrente non ha alcun interesse a impugnare la suddetta nota, né le altre sopra richiamate, perché l’eliminazione di tali atti non varrebbe in alcun modo a scalfire la portata del provvedimento di decadenza, non impugnato tempestivamente, e sorretto, peraltro, da una pluralità di ragioni, che non sono minimamente attinte né tanto meno superate dalle interlocuzioni svolte dall’Amministrazione dopo la presentazione dell’istanza di autotutela”. lp/AGIMEG