Cassazione. L’attività di gioco non è di tipo speculativo, no al reato di autoriciclaggio

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Per la Corte di Cassazione attività di gioco e speculazione, ai fini dell reato di autoriciclaggio, sono due cose ben diverse.

Anche se ingenti le “puntate al gioco del lotto impiegando le somme costituenti il provento dei delitti di truffa ed appropriazione indebita” non possono essere annoverate tra le attività “speculative” punibili ai sensi dell’art. 648-ter.1 cod. pen (autoriciclaggio).

Per i giudici non c’è ” equiparabilità degli aspetti ludici del gioco al lotto con la razionale gestione del rischio che connota le attività economiche e finanziarie”.

La pronuncia fa seguito al ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Forlì . Nel ricorso “si censura la mancata inclusione dell’attività contestata tra quelle “speculative” previste e punite dall’art. 648-ter.1, perché anche nel gioco il denaro viene impiegato “con scelte e modalità razionali e governate da criteri, che il giocatore-investitore ha individuato secondo competenze e ragione”. Si osserva altresì che il tratto distintivo tra investimento finanziario e giocata è un quid esterno alla condotta, ovvero il rapporto tra la condotta e il risultato (che nel gioco è costituito dall’alea). Nessuna differenza tra le due azioni, secondo il ricorrente, può essere apprezzata quando il patrimonio messo a rischio dalla condotta è di provenienza illecita, perché le conseguenze dell’alea non si ripercuotono in alcun modo sull’agente: d’altra parte, “l’immissione del danaro-provento delittuoso nel sistema del gioco è un modo per ostacolare la tracciabilità delle ricchezze, oscurando la ricostruzione del percorso delle somme e, in aggiunta, un modo per ottenere l’azzeramento del rischio giuridicamente ed economicamente lecito in capo al giocatore”.

Per la Cassazione “l’iniziativa di un soggetto che decide di recarsi in ricevitoria, e di puntare una somma confidando nell’uscita di un ambo o di un terno, non sembra in alcun caso definibile come “attività speculativa”, tantomeno sorretta da scelte e modalità razionali, ecc.: il soggetto in questione, semplicemente, si affida alla sorte per ricavare, con il meccanismo casuale delle estrazioni, una somma maggiore di quella di cui dispone”.

Fonte originale JAMMA

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