Scommesse clandestine, il pentito Fabio Lanzafame accusa la società scelta dalla Serie A per i controlli: ‘Pagavo Sportradar in nero’. Truffa da 4,8 miliardi

Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images.

Sportradar – la multinazionale che assicura a Cio, Nba, Fifa, Uefa, Serie A (tra gli altri), la regolarità delle scommesse – prendeva i soldi in nero dall’associazione a delinquere composta da imprenditori e da un’inedita joint venture formata da mafia, ‘ndrangheta e Sacra corona unita.

È la pesantissima rivelazione fatta dal pentito Fabio Lanzafame al pm della DDA di Reggio Calabria, Stefano Musolino, uno dei magistrati dell’inchiesta “Galassia”, che nel novembre 2018 ha portato all’arresto di 33 persone in Calabria, 13 in Sicilia e 22 in Puglia. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso (poi caduta in Cassazione, ma solo per alcuni imputati) all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al riciclaggio e all’autoriciclaggio per finire con l’intestazione fittizia di beni attraverso l’illecito esercizio dell’attività di giochi e scommesse a distanza, riconducibili a società operanti all’estero (Albania, Romania e Malta) in violazione della normativa fiscale e di settore. Reati commessi anche dopo la “sanatoria” decisa dal governo nel 2015. Una maxi inchiesta che ha portato le procure di Bari, Reggio Calabria e Catania a sequestrare beni per oltre un miliardo di euro in Italia e all’estero, sgominando un giro d’affari quantificato in oltre 4,8 miliardi di euro.

Tra i 51 indagati ai quali i pm reggini il 27 settembre scorso hanno notificato la chiusura delle indagini solo per il filone calabrese, compaiono gli ex vertici del bookmaker austriaco SKS365, compresi i manager del Fondo olandese Ramphastos Investments (di proprietà di Marcel Boekhoorn, uno degli uomini più ricchi d’Olanda, che comprò la società nel 2016), nonché alcuni esponenti della holding maltese Oia Services, il cui dominus occulto è l’imprenditore barese Antonio Ricci, arrestato a Malta e poi estradato.

 

Marcel Boekhoorn, il miliardario olandese proprietario del fondo Ramphastos Investments. Jerry Lampen/AFP/Getty Images

La joint venture mafiosa del .com

Gli investigatori hanno scoperto come le tre mafie tra il 2015 e 2017 si fossero spartite il ricchissimo mercato delle scommesse online, grazie al quale guadagnavano e riuscivano anche a riciclare una montagna di denaro illecito. Tramite complesse costruzioni societarie e holding anonime di Malta e Blue Curacao, la banda aveva creato un circuito di gioco online, parallelo a quello legale basato su siti con suffisso .com (quelli leciti hanno la terminazione .it), i cui server erano basati all’estero.

Le puntate giravano su piattaforme scollegate dal sistema gestito dai Monopoli di Stato, operanti grazie a licenze possedute da società di La Valletta. Un fiume di denaro totalmente esentasse: solo per il filone calabrese, si parla di 57 milioni di Ires evasa, cui si aggiungono altri 92 milioni di Imposta unica scommesse non pagata.

Lanzafame – che oggi vive sotto protezione – era il cervello, il manager che “ideava e forniva l’apparato tecnico ed informatico necessario per organizzare e gestire il lucroso settore delle “scommesse online”, mettendo a disposizione dei clan i suoi collaboratori e riconoscendo alle organizzazioni una percentuale fissa pari al 5% sugli introiti connessi alle scommesse online”. Al circuito appartenevano i siti “Palace777”, “BetFaktor”, “GoldenGool”, “PlanetWin365”, “PremierWin365” e “JokerBet“.

I picciotti, invece, si occupavano di gestire centinaia di agenzie di scommesse: i Martiradonna in Puglia, i Cappello e i Santapaola-Ercolano in Sicilia e i potentissimi Tegano in Calabria. Il format era sempre il medesimo: Lanzafame dava quote, piattaforme e giocate, la mafia raccoglieva i soldi controllando i “Centri di trasmissione dati”, in pratica agenzie di scommesse che però usavano il circuito “.com”, accettando scommesse con quote superiori a quelle ufficiali e pagando le vincite esclusivamente in contanti.

 

la “betting line” della finale della Stanley Cup a Las Vegas, Nevada.Foto di Ethan Miller/Getty Images.

Un sistema perfetto, che però non avrebbe potuto funzionare senza i dati e le quote fornite da un provider internazionale, in grado di monitorare gli incontri di ogni disciplina sportiva a livello mondiale. Lo stesso servizio fornito ai bookmaker legali. Una multinazionale come Sportadar/Betradar, che oltre a vendere il servizio di controllo sulla regolarità dei flussi di scommesse (la cosiddetta “attività di integrity”), vende anche quanto serve ai bookmaker per quotare incontri, anche in tempo reale, ma questo lo vedremo dopo.

Nei verbali risalenti a gennaio scorso (secretati, ma che Business Insider Italia ha potuto visionare in esclusiva), Lanzafame, l’imprenditore fulcro dell’intero sistema, ha ammesso di aver regolarmente acquistato dalla controllata di Sportradar, Betradar, quel tipo di servizi per il suo circuito illegale. Grazie a regolari versamenti in contanti e in nero, ha sostenuto, otteneva da Detradar/SortradarSi le “skin”, cioè l’infrastruttura necessaria per l’attività di bookmaking.

  • Pm: “Conosce Sportradar? Mi scusi, Betradar, ho sbagliato io…?”
  • Lanzafame: “Sì, ho lavorato anche con loro (…). Avevo un accordo diretto (…) inviavano le fee del… diciamo tutto quello che era il palinsesto e mi davano la piattaforma del live betting”.
  • – Pm: “Quindi lei li utilizzava per la sua attività .com?”.
  • : “Per la mia attività .com. Diciamo che Betradar è ovunque (…)”.
  • Pm: “Però lavorano in Italia anche col .com… diciamo che non guardano…”;
  • : “A loro non interessa niente, lavorano anche con il com. Lavoravo tranquillamente con loro, pagavo le mie fatture anche per contanti”.
  • Pm: “In Svizzera, giusto? Come sede”.
  • : “Zurigo. Qualche volta ho fatto portare i soldi là a Zurigo, qualche volta anche in Italia, a Milano…”.
  • Pm: “Il pagamento in contanti perché? Era una sua scelta?”.
  • : “Col .com (che era illegale, ndr) chi mi faceva il bonifico? Io ero tutti contanti, quindi avevo difficoltà… Loro volevano il pagamento!”.

Riportiamo integralmente il passaggio dell’interrogatorio perché, nel caso che le affermazioni del pentito fossero riscontrate, significherebbe che la multinazionale chiamata a vigilare sulla correttezza del mondo delle scommesse dello sport italiano (e mondiale) e alla quale la Serie A, per esempio, ha affidato il programma di lotta al game fixing tra i giovani tesserati, accettava pagamenti in nero da società che sapeva non potevano operare legalmente in Italia. Faceva cioè affari con imprenditori tanto “cristallini” da non poter utilizzare il circuito bancario per i pagamenti.

Le immagini e le intercettazioni dell’operazione Galassia della Guardia di Finanza.

Sportradar conferma la relazione con Lanzafame

Raggiunta da Business Inside ItaliaSportradar ha confermato di aver intrattenuto rapporti d’affari con “una compagnia riconducibile a Fabio Lanzafame, la Probet&Soft Sportwetten GmbH,  Waaggasse 10, Klagenfurt am Wörthersee. La relazione commerciale è iniziata a fine 2014 e si concretizzava nella fornitura di servizi di betting ad alcune agenzie basate fuori dal territorio italiano”. Una risposta che lascia più di un dubbio, considerando che la società vendeva un servizio e che avrebbe potuto facilmente “geolocalizzare” l’attività dei siti che ne fruivano, verificando la provenienza del traffico per evitare di fornire un servizio a siti non autorizzati. Invece non l’ha fatto.

La multinazionale svizzera, che non risulta indagata dalla procura di Reggio Calabriacome non è indagato alcuno dei suoi dipendenti, smentisce invece ogni forma di pagamento in nero: “il cliente ha sempre pagato il dovuto solamente attraverso trasferimenti bancari”, fa sapere.

Tuttavia, gli stretti legami tra Sportradar/Betradar con i protagonisti dell’inchiesta “Galassia” sono confermati anche da altri documenti. Agli atti c’è un’intercettazione del 2017 di due indagati nella quale si legge: “Pure Fabio (Lanzafame, il pentito, ndr) è scassato, ha dovuto dare 58 mila euro a Betradar”. Non solo. Nel fascicolo vi è anche una mail datata 24/3/2015 con la quale Lorenzo Caci (allora capo di Betradar, oggi Director Business Development and Strategic Partnerships di Sportradar) scrive ad Antonio Ricci (chairman di Betaland, per gli inquirenti reggini “capo dell’associazione” a delinquere) dando il via libera al rilascio di quote ai bookmakers illegali, prima che queste siano svelate agli operatori legali.

 

Il logo della campagna “Integrity tour” di Sportradar e Serie B.

Lo scandalo del calcio-scommesse di Catania

Del resto, Betaland e Sportradar/Betradar – o meglio, Caci e Ricci – camminano insieme da molti anni e non sempre la storia che hanno condiviso è stata brillante. Per raccontarla bisogna tornare al 2015, quando Antonio Ricci finisce nel registro degli indagati della procura di Catania (poi sarà archiviato) per l’inchiesta sulle cinque partite comprate dall’allora presidente del Catania Calcio, il reo-confesso Antonino Polvirenti, per non retrocedere dalla Serie B. Gli indagati sono oltre una trentina, tra questi c’è anche un ex giocatore divenuto trader di scommesse, Giovanni Impellizzeri, ritenuto l’artefice della combine, che Panama Papers sveleranno essere socio occulto (sempre a Malta) dello stesso Ricci, nella MLC holding.

E cosa c’entra Sportradar/Betradar? C’entra, perché a vigilare sui flussi anomali di scommesse della Serie B all’epoca era proprio Sportradar (cioè Caci), la quale non si accorse delle “puntate strane” su quei cinque incontri. Inoltre Betaland e Sportradar facevano insieme integrity per tutto lo sport maltese… Scoppia lo scandalo e Sportradar perde il contratto per il controllo della serie cadetta, ma è un rovescio temporaneo.

Pochi mesi dopo, infatti, Betaland diventa sponsor della squadra di basket siciliana di Capo D’Orlando e riprende subito a collaborare con Sportradar. Insieme organizzano un “integrity tour” per “formare e informare gli atleti sul fenomeno del match-fixing, sui rischi e soprattutto sulle conseguenze”, che toccherà anche Bari, dove dal settembre 2016 Betaland, cioè Ricci, aveva iniziato a sponsorizzare la squadra di calcio (quella appena uscita dallo scandalo del scommesse). Contemporaneamente Sportradar viene “perdonata” per le distrazioni di Catania e torna a fare integrity per la Serie B (oltre che per Serie A e Lega Pro).

Tutto sembra filare liscio, fino a quando Ricci non viene arrestato a Malta per Galassia. Per i pm di Reggio Calabria non solo sarebbe il capo dell’associazione a delinquere, ma sarebbe stato tanto potente, grazie all’appoggio della ‘ndrangheta e della mafia, da scalzare la cosca egemone a Bari, i Martiradonna, che da decenni controllavano il gioco illecito («Ed effettivamente Antonio Ricci, garantendo gli interessi economici della cosca di ‘ndrangheta Tegano nel reggino e della famiglia catanese di cosa nostra Santapaolo-Ercolano, aveva una sponsorizzazione criminale che poteva permettergli di agire soverchiamente nei confronti dei Martiradonna, costretti a subire la sottrazione di assets aziendali, grazie ai quali il Ricci aveva avviato la sua nuova lucrosa attività», scrivono i pm).

È con questa gente che Sportradar è in affari da anni, non certo il migliore dei curriculum per la società che deve assicurare la legalità nel gioco d’azzardo italiano.

La pagina del sito di Sportradar dedicato alla sua società di scommesse Betradar.

Enormi guadagni, zero tasse

Ma ancora non è finita: manca un tassello a questa storia, quello cioè del ruolo di Sportradar nel rendere possibile le scommesse sulle partite delle categorie inferiori di tutti gli sport. Per capire il meccanismo, bisogna tornare all’interrogatorio di Lanzafame:

  • L: “(Betradar, ndr) è un ottimo prodotto, è un’azienda molto seria, effettivamente anche sul live betting il ritardo sull’evento reale si tratta di 1-2 secondi, e questo è fondamentale”;
  • Pm: “Quindi diceva gli scout…?”.
  • L.: “Sì, infatti, sono i più forti a livello mondiale…”.

E chi sono gli scout? Sono quei dipendenti di grandi provider (come Sportradar) che, armati di palmare, da bordo campo, fanno il live (raccontano in diretta) delle partite. I bookmakers acquistano quei live e quotano gli incontri, vendendoli in tempo reale (si scommette mentre la partita è in corso). Naturalmente più è “basso” il livello del campionato, più è facile comprare gli atleti e falsare i risultati (il game fixing).

Ora, Sportradar è il principale provider a vendere i live di Serie A, B, C, D, nonché dei campionati Primavera, per rimanere al calcio, ma si dovrebbe aggiungere basket, pallavolo, tennis ecc… Suoi gli scout, suoi i guadagni, non suoi invece i dati che trasmette, perché appartengono alle varie leghe. La Serie A li ha ceduti a Infront, la B a Genius Sport, la Lega Pro a Mp & Silva, la Serie D non li ha venduti, ma paga Sportradar per l’integrity. Tuttavia Sportradar li commercializza ugualmente, da remoto, sebbene in teoria non potrebbe.

Inoltre, è una società estera che opera in Italia, ma non ha sedi nel nostro Paese, quindi non paga alcuna tassa su quei guadagni. Infine, non sono soggetti a tassazione italiana neanche gli utili che Betradar incassa sulla percentuale che le spetta del profitto dei vari bookmakers legali, condividendo l’utile del banco per contratto. Un’altra anomalia in un mondo, quello delle scommesse sportive, dove distinguere controllore e controllato è sempre impresa ardua.

Fonte originale BUSINESS INSIDER Italia

PIANO OPERATIVO ADM-GDF: ‘PIÙ CONTROLLI SU TOTEM E CTD’

  • Scritto da Redazione
Octavian Intext

Il piano operativo straordinario per il contrasto del gioco illegale realizzato da Adm e Gdf prevede più controlli su totem e Ctd, sanzioni fino a 100mila euro.

Controlli più stretti su totem e apparecchi utilizzati per i giochi promozionali.

Lo prevede, secondo quanto riporta il quotidiano ItaliaOggi, il piano operativo straordinario per il contrasto del gioco illegale realizzato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli in collaborazione con la Guardia di finanza, aggiornato ad ottobre 2019.

Per quanto riguarda i totem, “l’attività di verifica consiste nell’acquisizione di elementi che comprovino che l’apparecchiatura indirizza gli avventori su siti di gioco a distanza.

Gli ispettori devono verificare se vi siano sul monitor elementi che indirizzino direttamente su piattaforme di gioco, analizzare la cronologia per verificare se il congegno viene utilizzato per il gioco su piattaforme online e verificare la presenza di materiale pubblicitario che faccia riferimento a siti di gioco a distanza.

In caso di violazione del divieto di installazione negli esercizi pubblici dei totem, si applica sia al proprietario dell’apparecchio che al titolare dell’esercizio, una sanzione amministrativa di 20 mila euro. Inoltre, la misura viene estesa anche ai casi in cui tramite l’utilizzo dei totem vengano offerti illecitamente i giochi promozionali.
In questo caso, per il titolare della piattaforma dei giochi sarà applicabile la sanzione da 50 mila a 100 mila euro. Dal punto di vista sanzionatorio, l’art. 110, comma 9,lettera c) del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) prevede per chiunque distribuisce, installa o comunque mette a disposizione, all’interno di pubblici esercizi, qualunque apparecchio conforme alle caratteristiche e prescrizioni indicate nei commi 6 o 7, ma che corrisponde vincite premi in denaro o di altra specie, diversi da quelli ammessi, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 4 mila euro per ciascun apparecchio.
Con l’introduzione, all’art. 110, comma 9 del Tulps, della lett. f-quater), si è ampliato l’ambito soggettivo della fattispecie sanzionatoria, includendo il produttore.
Inoltre si è esteso il divieto di produrre, distribuire, installare o comunque mettere a disposizione, all’interno di pubblici esercizi, a qualunque forma di gioco, anche di natura promozionale, non conforme ‘alle caratteristiche di cui ai commi 6 e 7’, prevedendo una ‘sanzione amministrativa pecuniaria da 5 mila a 50 mila euro per ciascun apparecchio e con la chiusura dell’esercizio da 30 a 60 giorni’. L’estensione della punibilità al produttore vale solo per le violazioni commesse dopo il 29/1/2019″.
Il piano prevede anche misure riguardanti i centri trasmissione dati e raccolta di scommesse gestite da bookmaker esteri “che si siano trovati nelle condizioni di esclusione illegittima dai bandi di gara”.
In questo caso, laddove necessario ai fini dell’assicurazione delle fonti di prova, c’è “la possibilità di porre in essere il sequestro probatorio della documentazione attestante le giocate, ricevute delle scommesse, appunti e ogni altro documento cartaceo e informatico, ritenuto utile ai fini probatori e di ricostruzione delle eventuali basi imponibili evase”.

Il Gruppo Sisal protagonista di Codemotion alla ricerca di giovani talenti per supportare la strategia di internazionalizzazione del Gruppo

sisal

Il Gruppo Sisal è protagonista per il terzo anno consecutivo di Codemotion, tra le principali conferenze in Europa dedicate al mondo degli sviluppatori informatici, che si terrà a Milano il 24 e il 25 ottobre presso il Superstudio in via Tortona 27. L’evento sarà il momento ideale per il Gruppo per incontrare giovani talenti da poter inserire su sfidanti progetti internazionali, per confrontarsi con professionisti ed esperti del settore e condividere la milestone che hanno coinvolto il Gruppo nell’evoluzione digitale, in particolare nelle recenti sfide al di fuori del territorio italiano.

Forte della propria esperienza e competenza nei mercati di riferimento e dell’eccellenza della propria infrastruttura tecnologica, il Gruppo Sisal ha infatti recentemente intrapreso una strategia di internazionalizzazione, rendendo la business purpose sempre competitiva anche nei mercati esteri. Nel 2018 Sisal si è infatti aggiudicata la gara indetta dalla Société de Gestion de la Loterie Nationale del Marocco. La concessione, partita ufficialmente il primo gennaio del 2019, prevede la gestione delle Lotterie Nazionali in Marocco e ha una durata di 9 anni. Dal 2019, Sisal è inoltre presente sul mercato spagnolo, grazie alla licenza ottenuta sul mercato del gioco online, con durata 5 anni, e recentemente si è aggiudicata anche la concessione decennale per i giochi in Turchia. Sisal, storica azienda italiana leader nello sviluppo tecnologico e nell’innovazione, è stata quindi in grado di esportare al di fuori dei confini italiani il proprio know-how in termini IT e tecnologia, realizzando architetture e soluzioni tecnologiche in grado di competere con i più affermati player internazionali.

Codemotion si inserisce all’interno di un più ampio processo di scouting di giovani da inserire in sfidanti progetti internazionali; Sisal è infatti alla ricerca di figure da inserire nell’area ICT, e in particolare Specialisti dell’area CRM e Network, Architetti su tecnologie Frontend e Backend e diverse posizioni in ambito Digital. La manifestazione sarà, però, allo stesso tempo anche l’occasione per valorizzare le persone di Sisal, attraverso momenti di confronto, aggiornamento e arricchimento per un gruppo di dipendenti del Gruppo, che avrà la possibilità di partecipare a diversi workshop nei due giorni della conferenza. Quest’opportunità si inserisce in un più ampio progetto di “People Strategy” del Gruppo, orientata a contribuire alla creazione di valore e allo sviluppo sostenibile dell’organizzazione con la creazione di un ambiente che favorisca il benessere, il merito, la valorizzazione delle persone e la loro employability, in coerenza con i valori aziendali e al fine di rafforzare il capitale umano di Sisal, parte imprescindibile del capitale sociale.

Il desk di Sisal sarà presente per tutta la durata dell’evento Codemotion il 24 e 25 ottobre dalle 09.00 alle 19.00. A tutti i giovani presenti a Codemotion, Sisal proporrà, inoltre, di mettersi alla prova attraverso un enigma da risolvere presso il proprio desk, con in palio diversi premi: un test tecnico di inserimento codice sulle tecnologie Frontend e Backend. Durante la manifestazione, inoltre, interverranno:

· Claudia Foglieni, Mobile Lead Architect, e Lorenzo Boaro, Mobile Architect , entrambi giovani della Digital Factory, venerdì 25 alle ore 12.30 presso la room 7 nel panel “Static Code Analysis and Certificate Pinning: Meet Your New Best Friends”.

Fonte originale Jamma

Decreto Fiscale, dall’emersione del gioco illegale dal settore degli apparecchi maggiore gettito per almeno 25 milioni di euro l’anno

Non solo verificare il gioco minorile, ma anche sperimentare le nuove frontiere criminali del gioco clandestino. E’ quanto previsto dal Decreto Fiscale collegato alla Manovra di Bilancio 2020 per la nuova figura degli agenti sotto copertura nell’ambito dei giochi. Secondo quanto scritto nella relazione del Decreto, sono diversi gli aspetti del gioco illegale che gli agenti dovranno controllare: dalla verifica degli apparecchi che, apparentemente erogano servizi, mentre in realtà sono convertiti da remoto in videopoker o slot machine illegali, alle sale scommesse collegate sia a concessionari con regolare licenza sia a bookmaker illegali. Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, riporta Il Sole24 Ore, dal solo comparto degli apparecchi l’emersione dal gioco illegale dovrebbero arrivare 25 milioni di euro. lp/AGIMEG

Legge Regione Campania sul gioco: distanziometro a 250 metri per le nuove aperture, limiti orari differenziati, divieto di pubblicità e sanzioni fino a 5mila euro per i trasgressori. Ecco il testo integrale

Il Testo Unificato “Disposizioni per la prevenzione e la cura del disturbo da gioco d’azzardo e per la tutela sanitaria, sociale ed economica delle persone affette e dei loro familiari” è stato discusso nella quinta commissione Sanità e Sicurezza sociale in Regione Campania presieduta da Stefano Graziano e dovrebbe arrivare in Consiglio nella prossima seduta. Secondo quanto previsto dalla normativa, la Regione “disciplina e monitora le attività degli esercizi che offrono gioco in concessione statale attraverso la regolamentazione delle distanze da luoghi sensibili, delle modalità di controllo del consumo di gioco e degli orari di esercizio, con particolare attenzione alla tutela dei minori e delle fasce vulnerabili della popolazione. Cura il funzionamento dell’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco di Azzardo. Istituisce, mediante la creazione di un apposito capitolo di bilancio, uno specifico fondo, denominato “Fondo per il Contrasto e la Prevenzione alla diffusione dei Disturbi da Gioco d’Azzardo (DGA)” finalizzato al finanziamento di azioni di prevenzione e contrasto al DGA, nel quale confluiscono le somme delle sanzioni irrogate. Istituisce, entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge, uno specifico numero verde regionale per le segnalazioni e le richieste di aiuto, i cui riferimenti devono essere affissi su ogni apparecchio per il gioco e nei locali con offerta del gioco in concessione. Cura la realizzazione, sulla base dei dati forniti dai Comuni, di una mappa geo-referenziata dei luoghi sensibili nell’ambito del Geo-portale Sistema informativo territoriale della Campania (ITER)”. Tra i compiti dei Comuni invece: “hanno facoltà di regolamentare le distanze dai luoghi sensibili. Hanno facoltà di individuare Luoghi Sensibili ulteriori rispetto a quelli individuati all’art. 3, anche per periodi di tempo determinati”. E’ “vietata la Nuova Apertura di attività site ad una distanza da Luoghi Sensibili inferiore a 250 metri misurati dagli ingressi principali degli edifici. La distanza sarà calcolata secondo criteri che tengano conto degli assi viari e, pertanto, sulla base delle distanze pedonali più brevi. Le disposizioni regolanti la localizzazione delle attività non sono applicabili alle attività già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge a condizione che le stesse siano dotate o si dotino, entro 240 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, di: possibilità di accesso selettivo all’offerta di gioco, con identificazione della maggiore età secondo le modalità previste dalla legge; videosorveglianza dell’area con Apparecchi per il Gioco, nel rispetto della normativa vigente sulla tutela dei dati personali; modalità di comunicazione al pubblico esclusivamente informativa dei prodotti di gioco e priva di messaggi di induzione al consumo di gioco; certificazione della partecipazione dei titolari delle attività regolate dalla presente legge e del personale ai corsi di formazione. Detta certificazione, ove non già disponibile, è necessaria a partire dal primo anno successivo dalla loro attivazione delle attività formative regionali”. “I Comuni – specifica la normativa – prevedono la sospensione oraria dell’attività di gioco con apparecchi da intrattenimento: per gli esercizi aventi attività esclusiva o prevalente differente dal gioco regolamentato e nei quali non è vietato l’accesso ai minori, per 12 ore giornaliere complessive, di cui 10 ore consecutive nella fascia notturna e di ingresso scolastico dalle 23 alle 9 e 2 ore nella fascia diurna di uscita dalle scuole, dalle 12.30 alle 14.30; per gli esercizi aventi il gioco regolamentato quale attività esclusiva o prevalente e nei quali è vietato l’accesso ai minori, per 8 ore giornaliere complessive e consecutive, dalle 2 alle 10”. Ecco il testo completo della normativa:

Disposizioni per la prevenzione e la cura del disturbo da gioco d’azzardo e per la tutela sanitaria, sociale ed economica delle persone affette e dei loro familiari”

TESTO UNIFICATO

REG. GEN. NN. 254 – 292 – 304 – 689 – 698 – 707 – 709

AD INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: Graziano – Ciaramella – Casillo M. – Marrazzo – Daniele – Chianese – Amabile – Iannace – Alaia-Ricchiuti — De Pascale – Petracca – Longobardi – Di Scala-Beneduce – Cesaro – Russo – Paolino –  Ciarambino – Viglione – Cirillo – Cammarano – Malerba – Muscarà – Saiello –

 APPROVATO

 NELLA SEDUTA DEL 

 RELATORE

Art. 1

(Finalità)

  1. La presente legge contiene disposizioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto di forme di dipendenza dal gioco con vincite in denaro, alla prevenzione ed al contrasto all’usura, al trattamento e al recupero delle persone che ne sono affette e al supporto delle loro famiglie, nonché alla tutela dei minori. Regolamenta, inoltre, misure volte ad impedire un crescente impatto delle attività connesse alla pratica legale del gioco con vincite in denaro in concessione sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sul governo del territorio. Disciplina infine le forme di collaborazione istituzionale e con le iniziative del terzo settore e la partecipazione degli operatori di gioco regolamentato alle sedi di confronto sulle disposizioni in materia di gioco con vincite in denaro.
  2. La presente legge, ai sensi dell’art. 1, c. 936, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 e dell’art. 1, comma 1049 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, attua per il territorio della Campania gli indirizzi contenuti nelle Intese intervenute in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano il 7 settembre 2017 ed il 6 dicembre 2017. Reca, pertanto, disposizioni che:
  3. contrastano l’esercizio abusivo dell’attività di raccolta di gioco;
  4. favoriscono forme adeguate di prevenzione del Disturbo da Gioco d’azzardo (DGA) attraverso gli enti istituzionalmente preposti e, in attuazione del principio di sussidiarietà, sostenendo apposite iniziative delle associazioni del terzo settore e di privati;
  5. garantiscono a tutti i consumatori, ai giocatori e ai minori un elevato livello di tutela, inteso a salvaguardare la salute e a contrastare i danni economici che possono derivare dal gioco compulsivo o eccessivo;
  6. favoriscono l’organizzazione territoriale dell’attività dei punti di raccolta del gioco pubblico anche attraverso l’armonizzazione dei regolamenti comunali relativi.

Art. 2

(Soggetti Attuatori)

  1. Concorrono alla realizzazione delle finalità della presente Legge secondo gli indirizzi definiti dalla Regione:
  2. gli Enti locali, singoli e associati;
  3. le aziende sanitarie locali (AA.SS.LL.);
  4. gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado;
  5. i soggetti del terzo settore di cui agli artt. 13 e successivi della Legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11 (“Legge per la dignità e la cittadinanza sociale. Attuazione della legge 8 novembre 2000, n. 328”) e gli enti accreditati per i servizi nell’area delle dipendenze;
  6. le associazioni di tutela dei diritti di consumatori e utenti;
  7. le associazioni di categoria dei concessionari e degli esercenti autorizzati alla raccolta dei giochi regolamentati;
  8. comunità e servizi territoriali di accoglienza per persone con problemi di dipendenza patologica;
  9. gli altri soggetti che, a qualsiasi titolo, operano negli ambiti e per le finalità di cui all’art. 1, comma 1.

Art. 3

(Definizioni)

  1. Ai sensi e per gli effetti della presente legge e per la sua applicazione nel territorio regionale, si intende per:
  2. “Disturbo da Gioco d’Azzardo” o DGA, la patologia in cui incorrono i soggetti affetti da dipendenza da gioco con vincita in denaro, come definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità;
  3. “Apparecchi per il Gioco”: tutti gli apparecchi ed i congegni di cui all’art. 110, commi 6 e 7, del R.D. n. 773/1931 (TULPS);
  4. “Negozio Dedicato”: tutti gli esercizi, dotati di autorizzazione ai sensi dell’art. 88 del R.D. n. 773/1931 (TULPS) aventi quale attività prevalente l’offerta di Apparecchi per il Gioco;
  5. “Sale da gioco”: i locali nei quali si svolgono giochi leciti ai sensi dell’art. 86 del Regio Decreto 18 giugno 31, n.773;
  6. “Bingo”: i locali, dotati di autorizzazione ai sensi dell’art. 88 del R.D. n. 773/1931 (TULPS), dedicati all’esercizio della concessione per il gioco del Bingo:
  7. “Negozi di Scommesse”: gli esercizi, dotati di autorizzazione ai sensi dell’art. 88 del R.D. n. 773/1931 (TULPS), aventi quale attività prevalente la raccolta e commercializzazione di scommesse sportive e ippiche in concessione;
  8. “Corner”: gli esercizi nei quali sono insediate attività commerciali non disciplinate dalla presente legge aventi carattere prevalente e, quale attività accessoria, la raccolta e commercializzazione di scommesse sportive e ippiche in concessione;
  9. “Spazi per il gioco”: gli esercizi pubblici o commerciali, i circoli privati o gli altri spazi aperti al pubblico nei quali sono insediate attività commerciali non disciplinate dalla presente legge aventi carattere prevalente e, quale attività accessoria, l’offerta di Apparecchi per il Gioco;
  10. “Nuova Apertura”: l’avvio con rilascio di una prima autorizzazione amministrativa ex artt. 86 od 88 TULPS di una delle attività di cui ai punti c), d), e) f), g) ed h) in locali precedentemente destinati ad attività prevalenti diverse da quelle disciplinate dalla presente legge. Non costituisce Nuova Apertura il semplice trasferimento di titolarità delle attività regolate dalla presente Legge già legittimamente autorizzate alla data di entrata in vigore della stessa;
  11. “Soggetti vulnerabili”: le persone che, per particolari tratti di personalità, per fragilità socioculturale od economica o per condizioni di pregresse patologie hanno maggiori probabilità, se stimolate, di sviluppare una dipendenza da gioco d’azzardo;
  12. “Giocatori problematici”: quei soggetti che, pur non manifestando i sintomi della dipendenza, mostrano un comportamento di gioco compulsivo, tale da far prevedere il rischio di una sua evoluzione verso la patologia;
  13. “Soggetti affetti da dipendenza da gioco d’azzardo patologico”: in conformità a quanto definito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i soggetti che presentano sintomi clinicamente rilevanti legati alla perdita di controllo sul proprio comportamento di gioco, con evidente coazione a ripetere e con condotte compulsive tali da arrecare grave deterioramento alla loro personalità ed alla qualità della vita personale e familiare, assimilabile ad altre dipendenze;
  14. “Regolamento Comunale”: i regolamenti comunali, approvati anche prima dell’entrata in vigore della presente legge, disciplinanti le attività regolamentate dalla presente legge per i profili di competenza;
  15. “Luoghi Sensibili”: gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, gli ospedali, i luoghi di culto ed i luoghi eventualmente individuati dai Comuni ai sensi del successivo art. 7. Ai fini dell’applicazione della presente legge si intendono:
    1. per luoghi di culto, gli immobili e loro pertinenze all’interno dei quali sono svolte funzioni religiose in senso proprio;
    2. per ospedali, le strutture sanitarie e loro pertinenze destinati all’assistenza sanitaria dei cittadini, adeguatamente attrezzati per il ricovero, il mantenimento e le cure, cliniche e chirurgiche.
    3. Le definizioni di cui alla presente legge prevalgono su quelle dei regolamenti comunali.

Art. 4

 (Competenze della Regione)

  1. La Regione per il perseguimento delle finalità di cui all’art. 1 disciplina e monitora le attività degli esercizi che offrono gioco in concessione statale attraverso la regolamentazione delle distanze da luoghi sensibili, delle modalità di controllo del consumo di gioco e degli orari di esercizio, con particolare attenzione alla tutela dei minori e delle fasce vulnerabili della popolazione. Inoltre, nell’ambito delle competenze attribuite dall’art. 117 della Costituzione:
  2. cura il funzionamento dell’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco di Azzardo, secondo la disciplina contenuta al successivo art. 5;
  3. realizza l’attività di programmazione per la prevenzione e la cura della dipendenza da DGA e cura l’analisi di dati e informazioni rilevanti in ordine alle attività di gioco con vincite in denaro ed alla elaborazione di proposte di aggiornamento normativo;
  4. istituisce, mediante la creazione di un apposito capitolo di bilancio, uno specifico fondo, denominato “Fondo per il Contrasto e la Prevenzione alla diffusione dei Disturbi da Gioco d’Azzardo (DGA)” finalizzato al finanziamento di azioni di prevenzione e contrasto al DGA, nel quale confluiscono le somme delle sanzioni irrogate ai sensi del successivo art.15;
  5. promuove azioni di prevenzione, di assistenza e cura dei soggetti affetti da patologie connesse al gioco d’azzardo e dei relativi nuclei familiari coinvolti, quali il supporto psicologico, economico, la mediazione familiare, l’amministrazione di sostegno e la consulenza legale, anche per contrastare il rischio dell’usura;
  6. assicura mediante le strutture del Servizio Sanitario Regionale la conoscenza e il monitoraggio dei fenomeni di dipendenza dal gioco con vincite in denaro;
  7. istituisce, entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge, uno specifico numero verde regionale per le segnalazioni e le richieste di aiuto, i cui riferimenti devono essere affissi su ogni apparecchio per il gioco e nei locali con offerta del gioco in concessione;
  8. in conformità all’art. 7, comma 5, del D.L. 158 del 13 settembre 2012, convertita con modificazioni in Legge 8 novembre 2012 n. 189 rende disponibile tramite le AA.SS.LL., ai soggetti di cui all’artt. 2 ed agli esercenti di cui all’art. 3 il materiale informativo prodotto sui rischi connessi al gioco con vincite in denaro e sui servizi di assistenza alle persone con patologie connesse al DGA;
  9. promuove con riguardo al DGA, per il tramite del Servizio Sanitario Regionale anche in collaborazione con i soggetti di cui all’art. 2 e il CORECOM, la conoscenza, l’informazione, la formazione e l’aggiornamento degli esercenti – anche favorendo il riconoscimento di crediti formativi in ragione della loro formazione e preparazione -, degli operatori di polizia locale, degli operatori sociali, sociosanitari e sanitari, nonché degli operatori delle associazioni di consumatori e utenti e degli sportelli welfare;
  10. favorisce ed incentiva la formazione e l’educazione ad una corretta concezione della cultura ludica, l’informazione sull’uso responsabile del danaro e sulle conseguenze indotte dal gioco con vincite in denaro;
  11. collabora con i competenti organi dello Stato e con le Forze di Polizia nella lotta al gioco d’azzardo illegale;
  12. collabora con gli osservatori istituiti a livello nazionale, per sviluppare e promuovere metodiche di intervento e prevenzione a tutela dei cittadini più esposti al rischio di DGA;
  13. istituisce un Registro dei soggetti che intendono essere inibiti dal gioco con vincite in denaro, la cui disciplina è contenuta al successivo art.10;
  14. sostiene i soggetti del terzo settore che costituiscono gruppi di mutuo auto-aiuto, consulenza, orientamento e sostegno ai singoli e alle famiglie colpiti dal fenomeno del DGA;
  15. favorisce le iniziative delle associazioni di categoria dei concessionari e degli esercenti i giochi pubblici che si dotano di un codice etico di autoregolamentazione che li responsabilizzi e li obblighi alla sorveglianza delle condizioni e delle caratteristiche di fragilità dei giocatori secondo specifici protocolli definiti dalle AA.SS.LL. e dai Comuni.
  16. cura la realizzazione, sulla base dei dati forniti dai Comuni, di una mappa geo-referenziata dei luoghi sensibili nell’ambito del Geo-portale Sistema informativo territoriale della Campania (ITER).

 

  1. La Regione, in attuazione degli artt. 28 e 35 del D.P.C.M. 12 gennaio 2017 recante “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”, può istituire, in accordo con il SSN, appositi servizi di assistenza territoriale, domiciliare e ad accesso diretto volti alla realizzazione di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative dei soggetti affetti da DGA.
  2. La Regione, anche per il tramite del CORECOM, svolge attività di monitoraggio dei mezzi di comunicazione al fine di tutelare i minori ed i soggetti vulnerabili.
  3. Con Deliberazioni della Giunta Regionale sono definite le modalità applicative delle disposizioni di cui ai commi precedenti.

Art. 5

 (Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo)

  1. L’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo ha sede presso la sede della Direzione generale per la Tutela della Salute, ed è composto:
  2. da un esperto delegato del Presidente della Commissione consiliare competente, con funzioni di Presidente;
  3. da un rappresentante per ogni Azienda Sanitaria Locale, tra i quali si elegge il Vice Presidente;
  4. da un delegato dell’Assessore regionale alla Sanità;
  5. da un delegato dell’Assessore regionale alle Politiche Sociali
  6. dal dirigente della Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale della Regione o suo delegato, con funzioni di coordinatore;
  7. da un rappresentante dell’ANCI;
  8. da un rappresentante del CORECOM;
  9. da tre rappresentanti di cui uno esperto delle problematiche di usura del terzo settore, individuati fra esponenti di organizzazioni operanti a livello provinciale o regionale che prevedono nel proprio atto costitutivo o nel proprio statuto finalità prettamente connesse alle attività dell’Osservatorio;
  10. da tre rappresentanti dei concessionari e degli operatori del gioco pubblico, individuati fra esponenti di organizzazioni aderenti ad associazioni di imprese operanti a livello regionale o nazionale e parti contraenti di contratti nazionali di lavoro nel settore del gioco regolamentato.
  11. L’Osservatorio Regionale svolge le seguenti funzioni:
  12. monitora il fenomeno del DGA e l’efficacia delle politiche di prevenzione e contrasto dello stesso;
  13. formula proposte e pareri alla Giunta e al Consiglio regionale per il perseguimento dei fini della presente legge;
  14. collabora con la Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario per la redazione e l’aggiornamento del Piano di azione regionale di cui all’art. 6;
  15. collabora con l’Osservatorio per il contrasto e la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave istituito presso il Ministero della Salute;
  16. trasmette alla Giunta regionale e alla Commissione consiliare competente una relazione annuale sull’attività svolta.
  17. Nello svolgimento dei compiti ad esso attribuiti e in relazione ai temi trattati, l’Osservatorio può essere integrato da esperti del settore, su proposta approvata da almeno la metà più uno dei componenti l’Osservatorio.
  18. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente della Giunta regionale nomina, con decreto, i componenti dell’Osservatorio sulla base delle proposte ricevute dalle organizzazioni demandate a farne parte.
  19. Le modalità di funzionamento dell’Osservatorio sono regolamentate entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge con provvedimento della Giunta regionale, adottato previo parere della Commissione Consiliare competente in materia di Sanità.
  20. L’Osservatorio è rinnovato ogni tre anni e resta in carica fino alla nomina del successivo.
  21. La partecipazione all’Osservatorio è svolta a titolo gratuito.

Art. 6

 (Piano di azione regionale per la prevenzione ed il contrasto del DGA)

  1. La Giunta regionale, su proposta della Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario di concerto con l’Osservatorio di cui all’art. 5, approva il Piano di azione regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del DGA.
  2. La mancata o tardiva predisposizione della proposta o dell’aggiornamento del Piano è elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente competente.
  3. Il Piano, di durata biennale, assicura effettività agli interventi in materia e rende omogeneo su tutto il territorio regionale il sistema di offerta sanitaria e sociosanitaria integrata, sistematizzando le procedure ed i protocolli di prevenzione universale e selettiva e di presa in carico globale dei cittadini, con le seguenti finalità:
  4. garantire i livelli essenziali di assistenza attraverso l’omogeneità su tutto il territorio regionale degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione ambulatoriale, semiresidenziale e residenziale di cui agli artt. 28 e 35 del DPCM del 12 gennaio 2017, anche attraverso linee guida per l’utilizzo dei fondi disponibili;
  5. migliorare il livello di informazione e sensibilizzazione sui rischi del gioco con vincite in denaro per la promozione di livelli consapevoli di comportamento, che possano prevenire atteggiamenti patologici;
  6. migliorare la rilevazione del fenomeno attraverso il dialogo costante sia all’interno delle strutture operative delle AA.SS.LL. che all’esterno tra i soggetti di cui all’art. 2;
  7. avviare indagini epidemiologiche mirate sulla caratterizzazione del fenomeno nella Regione e nei singoli comuni;
  8. favorire ed ottimizzare i protocolli di diagnosi e di presa in carico con la promozione di trattamenti personalizzati, anche attraverso l’organizzazione di gruppi di mutuo-aiuto e la previsione di percorsi brevi di residenzialità e semiresidenzialità;
  9. attivare obbligatoriamente corsi di formazione specialistici sul tema in favore di operatori sanitari, educativi, sociali ed operatori del gioco regolamentato, per migliorare l’approccio di individuazione del problema e di relativa presa in carico;
  10. sistematizzare percorsi specifici di supervisione clinica per gli operatori dei servizi;
  11. promuovere azioni di reinserimento sociale e lavorativo di cittadini sovraindebitati a causa del gioco compulsivo.

Art. 7

 (Competenze dei Comuni)

  1. I Comuni, nel dare attuazione alla presente legge:
  2. garantiscono la coerenza con gli indirizzi normativi richiamati nella presente legge;
  3. hanno facoltà di regolamentare le distanze dai luoghi sensibili garantendo gli standard previsti al successivo art. 9 e gli orari di chiusura delle attività indicate all’art. 3 nel rispetto dei limiti posti dal medesimo art. 8, comma 7, per garantire esigenze di uniformità nel territorio regionale;
  4. valutano la tutela dei livelli occupazionali esistenti nel settore del gioco regolamentato e la salvaguardia degli investimenti organizzativi già posti in essere dagli operatori autorizzati all’entrata in vigore della presente legge.
  5. I Comuni, anche sulla base di analisi epidemiologiche specifiche per ciascun territorio comunale, e di apposita istruttoria svolta dalle AA.SS.LL. competenti, con proprie disposizioni hanno facoltà di individuare Luoghi Sensibili ulteriori rispetto a quelli individuati all’art. 3, anche per periodi di tempo determinati. La eventuale regolamentazione comunale integrativa non potrà, in ogni caso, determinare effetti espulsivi dal territorio comunale delle attività di gioco regolamentato.
  6. I Regolamenti Comunali possono stabilire caratteristiche degli Spazi per il Gioco, nel rispetto delle vigenti normative poste dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, regolanti i requisiti igienico-sanitari dei locali aperti al pubblico e con l’obiettivo di garantire condizioni di fruizione dei prodotti di gioco che, in particolare, consentano a giocatori di percepire lo scorrere del tempo durante il consumo di gioco.
  7. È competenza delle amministrazioni comunali l’attività di promozione di iniziative e manifestazioni culturali specifiche per il territorio comunale aventi ad oggetto la prevenzione e la cura del DGA, anche in collaborazione con le AA.SS.LL., le associazioni aventi finalità di prevenzione e cura del DGA e le associazioni dei concessionari dei giochi regolamentati e degli esercenti.
  8. I sindaci ed i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica collaborano alla pianificazione di interventi rimessi alle Forze dell’ordine ed ai Corpi di polizia municipale per garantire il contrasto all’esercizio illegale od abusivo delle attività di gioco con vincite in denaro.
  9. I Comuni adeguano e/o integrano i Regolamenti Comunali esistenti alle previsioni contenute nella presente legge entro e non oltre i 90 giorni decorrenti dalla pubblicazione della stessa sul BURC. Decorsi 90 giorni in assenza di attività di adeguamento comunale, le disposizioni della presente legge, le stesse trovano immediata applicazione nell’intero territorio regionale.

Art. 8

 (Competenze delle Aziende sanitarie locali)

  1. Ciascuna Azienda Sanitaria Locale promuove gli interventi di prevenzione, contrasto e cura del Disturbo da gioco d’azzardo, mediante l’adozione di un programma annuale per l’attuazione del Piano regionale integrato ai sensi dell’art. 6. Il programma è trasmesso alla struttura amministrativa competente per l’approvazione e per gli adempimenti necessari all’attuazione.
  2. I Servizi delle dipendenze patologiche delle AASSLL, anche in raccordo con gli enti e le organizzazioni territoriali accreditate, assicurano:
  3. l’attività di accoglienza;
  4. la valutazione diagnostica, anche di tipo multidisciplinare mediante la costituzione di appositi gruppi;
  5. la presa in carico e cura con la predisposizione di un progetto di assistenza individualizzato;
  6. il reinserimento sociale della persona affetta da DGA;
  7. il sostegno ai familiari, anche in collaborazione con i gruppi di auto mutuo aiuto (AMA) e le associazioni che si occupano di Disturbo da gioco d’azzardo.
  8. Le attività di cui ai commi 1 e 2 sono realizzate nell’ambito delle risorse del Fondo sanitario regionale destinate al contrasto del Disturbo da gioco d’azzardo, inserito nei livelli essenziali di assistenza (LEA) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da DGA e della quota del Fondo nazionale per il gioco d’azzardo patologico, in attuazione del Piano regionale di cui all’art. 6.

Art. 9

 (Limitazioni all’esercizio del gioco per la prevenzione del DGA)

  1. In attuazione degli indirizzi normativi richiamati all’art. 1, comma 2, è vietata la Nuova Apertura di attività previste all’art. 3 site ad una distanza da Luoghi Sensibili inferiore a 250 metri misurati dagli ingressi principali degli edifici. La distanza sarà calcolata secondo criteri che tengano conto degli assi viari e, pertanto, sulla base delle distanze pedonali più brevi.
  2. Le disposizioni regolanti la localizzazione delle attività di cui all’art. 3 non sono applicabili alle attività già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge a condizione che le stesse siano dotate o si dotino, entro 240 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, di:
  3. possibilità di accesso selettivo all’offerta di gioco, con identificazione della maggiore età secondo le modalità previste dalla legge;
  4. videosorveglianza dell’area con Apparecchi per il Gioco, nel rispetto della normativa vigente sulla tutela dei dati personali;
  5. modalità di comunicazione al pubblico esclusivamente informativa dei prodotti di gioco e priva di messaggi di induzione al consumo di gioco;
  6. certificazione della partecipazione dei titolari delle attività regolate dalla presente legge e del personale ai corsi di formazione di cui all’art. 14. Detta certificazione, ove non già disponibile, è necessaria a partire dal primo anno successivo dalla loro attivazione delle attività formative regionali.
  7. Le disposizioni regolanti la localizzazione delle attività non si applicano altresì agli esercizi già titolari di concessioni statali ai sensi della legge n. 1293 del 1957 e s.m.i., a condizione che gli Apparecchi per il Gioco siano collocati nell’area di vendita in posizione sottoposta al controllo visivo del titolare o di personale adeguatamente formato e non in aree materialmente o visivamente separate.
  8. Il trasferimento di sede delle attività regolate dalla presente legge è sottoposto alla disciplina delle distanze di cui al comma 1.
  9. È consentita la modifica o la sostituzione degli Apparecchi per il Gioco nei soli casi di obsolescenza e di guasti tecnici. È in ogni caso vietato, senza specifica autorizzazione dell’Amministrazione Comunale, incrementare il numero degli Apparecchi per il Gioco all’interno degli Spazi per il Gioco o dei Corner.
  10. Su ogni Apparecchio per il Gioco deve essere indicata, in modo chiaro, la data del collegamento alle reti telematiche.
  11. Per le attività di cui all’art. 3 della presente legge i Comuni prevedono la sospensione oraria dell’attività di gioco con apparecchi da intrattenimento:
  12. per gli esercizi aventi attività esclusiva o prevalente differente dal gioco regolamentato e nei quali non è vietato l’accesso ai minori, per 12 ore giornaliere complessive, di cui 10 ore consecutive nella fascia notturna e di ingresso scolastico dalle 23 alle 9 e 2 ore nella fascia diurna di uscita dalle scuole, dalle 12.30 alle 14.30;
  13. per gli esercizi aventi il gioco regolamentato quale attività esclusiva o prevalente e nei quali è vietato l’accesso ai minori, per 8 ore giornaliere complessive e consecutive, dalle 2 alle 10.

Art. 10

 (Divieto di pubblicità)

  1. Ai fini della tutela della salute e della prevenzione del DGA è vietata ogni forma di pubblicità delle attività di cui all’art. 3 della presente legge in contrasto con il divieto introdotto dall’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2018, n. 96 e con le relative disposizioni attuative.
  2. Nei mezzi destinati al trasporto pubblico locale è vietata la concessione di spazi pubblicitari destinati ad ogni forma di gioco con vincite in denaro.
  3. Il CORECOM, nell’ambito delle competenze attribuite dagli artt. 12 e 13 della L.R. n. 9/2002, vigila sul rispetto delle previsioni di cui al presente articolo, segnalando eventuali violazioni agli enti competenti per l’irrogazione delle relative sanzioni.

Art. 11

 (Registro dei soggetti esclusi dal gioco)

  1. La Regione Campania, con proprio regolamento, sentite l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed il Garante per la protezione dei dati personali per le rispettive competenze definisce, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, le modalità di organizzazione e di gestione del Registro regionale dei soggetti che intendono essere inibiti dal gioco con vincite in denaro.
  2. L’iscrizione al Registro si realizza su base volontaria e può essere effettuata per un periodo definito, almeno semestrale, o a tempo indeterminato.

Art. 12

 (Divieto di utilizzo da parte dei minori)

  1. Ai sensi dell’art. 7, comma 8, del D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189, è vietato ai minori di anni diciotto l’ingresso dei Negozi di Scommesse, dei Negozi Dedicati, nei Bingo e l’esercizio di qualsiasi attività connessa al gioco con vincite in denaro negli Spazi per il Gioco e nei Corner.

Art. 13

 (Logo Regionale “NoSlot Campania”)

  1. La Giunta regionale, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, predispone i contenuti grafici ed il manuale di utilizzo, che individua i criteri e le procedure per la concessione in uso e i casi di sospensione, decadenza e revoca della concessione dello stesso, del Logo Regionale “No Slot Campania” rilasciato dai comuni agli esercenti di esercizi pubblici e commerciali, ai gestori di circoli privati e di altri luoghi pubblici o aperti al pubblico che scelgono di non installare o di disinstallare Apparecchi per il gioco.
  2. Il provvedimento istituisce un Albo per individuare e aggiornare annualmente l’elenco degli esercenti aderenti di cui al comma 1. L’iscrizione nell’Albo è titolo di preferenza per l’ottenimento di eventuali finanziamenti previsti da disposizioni regionali o comunali, da adottarsi anche nelle forme di misure di fiscalità di vantaggio.
  3. L’Albo di cui al comma 2 è reso pubblico con cadenza annuale sul sito della Regione Campania.

Art. 14

 (Disposizioni relative alla formazione)

  1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, sentiti la commissione consiliare competente, l’Osservatorio regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo, l’Associazione nazionale comuni italiani, i soggetti del terzo settore di cui agli artt. 13 e successivi della Legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11, gli enti accreditati per i servizi nell’area delle dipendenze e le associazioni di categoria dei concessionari e degli esercenti autorizzati alla raccolta dei giochi regolamentati disciplina l’attività di formazione obbligatoria attraverso specifici corsi per i gestori di attività di offerta di giochi con vincite in denaro indicate all’art. 3, definendone i tempi, i soggetti attuatori, i relativi costi e le modalità di organizzazione, ivi compreso il riconoscimento dei corsi di formazione svolti presso altra Regione. I costi dei corsi di formazione sono a carico dei soggetti gestori.
  2. I corsi di formazione sono finalizzati:
  3. alla prevenzione e riduzione del disturbo da gioco d’azzardo, attraverso il riconoscimento delle situazioni di rischio;
  4. all’attivazione della rete di sostegno;
  5. alla conoscenza generale della normativa vigente in materia di gioco lecito, con particolare riguardo alla disciplina sanzionatoria.
  6. La Regione, nel riconoscere il ruolo centrale che l’istituzione scolastica può svolgere nel contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, promuove la stipula di accordi e protocolli di intesa con l’Ufficio scolastico regionale al fine di introdurre nelle scuole secondarie campagne di informazione e di sensibilizzazione e ulteriori iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti i potenziali rischi connessi al gioco d’azzardo, anche on line.
  7. Nel predisporre le iniziative di cui al comma 3, la Regione tiene conto della metodologia di “peer education”, anche stimolando gli stessi coetanei-studenti a partecipare a concorsi di idee per realizzare progetti di comunicazione e prevenzione da divulgare nelle scuole.
  8. Nel riconoscere l’importanza della formazione ai fini di una più incisiva sensibilizzazione degli studenti sui rischi correlati al gioco d’azzardo, le intese di cui al comma 3 possono prevedere anche specifiche iniziative formative per il personale scolastico.

Art. 15

 (Sanzioni Amministrative)

  1. L’installazione di Apparecchi per il Gioco in contrasto con l’art. 9 comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di euro 1.000 per ogni apparecchio di gioco e l’interdizione del medesimo al funzionamento mediante il blocco telematico. A tal fine l’irrogazione della sanzione è tempestivamente comunicata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed al concessionario alla cui rete è collegato l’apparecchio.
  2. La Nuova Apertura di Negozi di Scommesse, Sale Dedicate, Bingo o Corner in violazione delle distanze determinate ai sensi dell’art. 9, comma 1, della presente legge comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di euro 5.000 e l’apposizione di sigilli ai locali interessati.
  3. L’inosservanza delle disposizioni in materia di divieto di pubblicità di cui all’art. 9 è sanzionata con una sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 3.000, ferma restando la segnalazione alle autorità nazionali competenti.
  4. L’inosservanza delle disposizioni contenute all’art. 10 comporta l’applicazione all’esercente di sanzioni amministrative equivalenti a quelle previste dall’art. 24, commi 21 e 22, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
  5. In caso di mancata partecipazione alle iniziative di formazione disciplinate dall’art. 14 il Comune diffida il gestore e il personale soggetto all’obbligo ad adempiere entro 60 giorni, con la partecipazione alla prima offerta formativa disponibile a far data dall’accertamento della violazione. A seguito dell’accertamento si procede comunque all’applicazione ai titolari degli esercizi inadempienti di una sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 3.000, ferme restando le ulteriori conseguenze amministrative previste dall’art. 9.
  6. I Comuni accertano le violazioni ed irrogano le sanzioni previste dal presente articolo. Quota parte della sanzione irrogata, fino alla concorrenza del 30 per cento è riconosciuta ai Comuni.
  7. Decorso il termine di 90 giorni di cui all’art. 7, comma 6, le sanzioni indicate al presente articolo trovano diretta applicazione nel quadro delle previsioni localizzative e delle disposizioni orarie omogenee a livello regionale.
  8. La sanzione prevista al comma 3 del presente articolo trova diretta applicazione dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 16

(Clausola valutativa)

  1. La Giunta regionale informa entro il 30 settembre di ogni anno il Consiglio Regionale riguardo alle modalità di attuazione della legge ed ai risultati ottenuti nell’attività di prevenzione del DGA, di tutela delle categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e di contenimento dei costi sociali del gioco.
  2. Decorsi due anni dall’entrata in vigore della legge e ai fini di cui al comma 1, la Giunta regionale, avvalendosi anche dei dati e delle informazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, delle AA.SS.LL., dei Comuni e dagli altri soggetti coinvolti nell’attuazione della presente legge presenta al Consiglio Regionale apposita relazione sulla prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal DGA, contenente le seguenti informazioni:
  3. il quadro generale dell’andamento del fenomeno del DGA in Campania, alimentato eventualmente dalle specifiche indagini epidemiologiche realizzate;
  4. il quadro delle modalità di realizzazione e di svolgimento delle iniziative e degli interventi di cui agli artt. 5, 6, 9, 11, 13 e 14, con evidenza dei criteri e delle motivazioni di distribuzione delle risorse nel territorio regionale;
  5. il quadro dei finanziamenti, dei benefici e dei vantaggi economici erogati dalla Regione Campania ai sensi della presente legge, in particolare di quelli a valere sulle risorse di cui al Fondo per il gioco d’azzardo patologico assegnate alla Regione in attuazione delle previsioni della Legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, comma 946;
  6. una relazione sugli atti adottati dai comuni, ai sensi dell’art. 7 della presente legge.
  7. La relazione prevista al comma 2 è pubblicata sul sito web istituzionale della Regione Campania in apposita sezione, unitamente agli eventuali documenti che ne concludono l’esame e ad ogni contenuto inerente alla materia del contrasto del Disturbo da Gioco d’azzardo.
  8. I soggetti coinvolti nell’attuazione della presente legge, pubblici e privati, forniscono le informazioni necessarie all’espletamento delle attività previste dal presente articolo nell’ambito delle specifiche attività.

Art. 17

(Abrogazioni)

  1. Sono abrogati gli artt. da 38 a 40 della L.R. n. 5/2013 e gli artt. da 197 a 202 della L.R. n. 16/2014.

Art. 18

(Norma finanziaria)

  1. La copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla presente legge viene assicurata mediante le risorse assegnate annualmente alla Regione Campania a valere sul Fondo nazionale per il gioco d’azzardo patologico e le risorse finanziarie attribuite alla Regione per la gestione del Servizio sanitario regionale allocate nel bilancio regionale alla Missione 13 (Tutela della salute), Programma l (Servizio sanitario regionale Finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA), Titolo l dello stato di previsione delle spese del bilancio regionale per l’esercizio 2019-2021, nonché dall’introduzione nel bilancio di previsione della Regione di un capitolo di spesa denominato “Fondo per il Contrasto e la Prevenzione alla diffusione dei Disturbi da Gioco d’Azzardo (DGA)” cui confluiscono le somme derivanti dalle misure sanzionatorie.
  2. La dotazione finanziaria per l’anno in corso è quantificata in Euro 300.000,00 in termini di competenza e cassa, dal fondo denominato 5.3 (obiettivo operativo – Sanità) – missione 13 (Tutela della Salute) – Programma 08 (Politica Regionale Unitaria per la Tutela della Salute).
  3. Per gli esercizi finanziari successivi la dotazione annuale sarà stabilita con la Legge di bilancio annuale e pluriennale anche in funzione delle necessità evidenziate dall’Osservatorio Regionale relativamente all’andamento del fenomeno del DGA e della dotazione del fondo.

Art. 19

 (Entrata in vigore)

La presente legge entra in vigore il giorno successivo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Campania (BURC).

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

cdn/AGIMEG

Legge Regione Campania sul gioco: distanziometro a 250 metri per le nuove aperture, limiti orari differenziati, divieto di pubblicità e sanzioni fino a 5mila euro per i trasgressori. Ecco il testo integrale

Il Testo Unificato “Disposizioni per la prevenzione e la cura del disturbo da gioco d’azzardo e per la tutela sanitaria, sociale ed economica delle persone affette e dei loro familiari” è stato discusso nella quinta commissione Sanità e Sicurezza sociale in Regione Campania presieduta da Stefano Graziano e dovrebbe arrivare in Consiglio nella prossima seduta. Secondo quanto previsto dalla normativa, la Regione “disciplina e monitora le attività degli esercizi che offrono gioco in concessione statale attraverso la regolamentazione delle distanze da luoghi sensibili, delle modalità di controllo del consumo di gioco e degli orari di esercizio, con particolare attenzione alla tutela dei minori e delle fasce vulnerabili della popolazione. Cura il funzionamento dell’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco di Azzardo. Istituisce, mediante la creazione di un apposito capitolo di bilancio, uno specifico fondo, denominato “Fondo per il Contrasto e la Prevenzione alla diffusione dei Disturbi da Gioco d’Azzardo (DGA)” finalizzato al finanziamento di azioni di prevenzione e contrasto al DGA, nel quale confluiscono le somme delle sanzioni irrogate. Istituisce, entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge, uno specifico numero verde regionale per le segnalazioni e le richieste di aiuto, i cui riferimenti devono essere affissi su ogni apparecchio per il gioco e nei locali con offerta del gioco in concessione. Cura la realizzazione, sulla base dei dati forniti dai Comuni, di una mappa geo-referenziata dei luoghi sensibili nell’ambito del Geo-portale Sistema informativo territoriale della Campania (ITER)”. Tra i compiti dei Comuni invece: “hanno facoltà di regolamentare le distanze dai luoghi sensibili. Hanno facoltà di individuare Luoghi Sensibili ulteriori rispetto a quelli individuati all’art. 3, anche per periodi di tempo determinati”. E’ “vietata la Nuova Apertura di attività site ad una distanza da Luoghi Sensibili inferiore a 250 metri misurati dagli ingressi principali degli edifici. La distanza sarà calcolata secondo criteri che tengano conto degli assi viari e, pertanto, sulla base delle distanze pedonali più brevi. Le disposizioni regolanti la localizzazione delle attività non sono applicabili alle attività già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge a condizione che le stesse siano dotate o si dotino, entro 240 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, di: possibilità di accesso selettivo all’offerta di gioco, con identificazione della maggiore età secondo le modalità previste dalla legge; videosorveglianza dell’area con Apparecchi per il Gioco, nel rispetto della normativa vigente sulla tutela dei dati personali; modalità di comunicazione al pubblico esclusivamente informativa dei prodotti di gioco e priva di messaggi di induzione al consumo di gioco; certificazione della partecipazione dei titolari delle attività regolate dalla presente legge e del personale ai corsi di formazione. Detta certificazione, ove non già disponibile, è necessaria a partire dal primo anno successivo dalla loro attivazione delle attività formative regionali”. “I Comuni – specifica la normativa – prevedono la sospensione oraria dell’attività di gioco con apparecchi da intrattenimento: per gli esercizi aventi attività esclusiva o prevalente differente dal gioco regolamentato e nei quali non è vietato l’accesso ai minori, per 12 ore giornaliere complessive, di cui 10 ore consecutive nella fascia notturna e di ingresso scolastico dalle 23 alle 9 e 2 ore nella fascia diurna di uscita dalle scuole, dalle 12.30 alle 14.30; per gli esercizi aventi il gioco regolamentato quale attività esclusiva o prevalente e nei quali è vietato l’accesso ai minori, per 8 ore giornaliere complessive e consecutive, dalle 2 alle 10”. Ecco il testo completo della normativa:

Disposizioni per la prevenzione e la cura del disturbo da gioco d’azzardo e per la tutela sanitaria, sociale ed economica delle persone affette e dei loro familiari”

TESTO UNIFICATO

REG. GEN. NN. 254 – 292 – 304 – 689 – 698 – 707 – 709

AD INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: Graziano – Ciaramella – Casillo M. – Marrazzo – Daniele – Chianese – Amabile – Iannace – Alaia-Ricchiuti — De Pascale – Petracca – Longobardi – Di Scala-Beneduce – Cesaro – Russo – Paolino –  Ciarambino – Viglione – Cirillo – Cammarano – Malerba – Muscarà – Saiello –

 APPROVATO

 NELLA SEDUTA DEL 

 RELATORE

Art. 1

(Finalità)

  1. La presente legge contiene disposizioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto di forme di dipendenza dal gioco con vincite in denaro, alla prevenzione ed al contrasto all’usura, al trattamento e al recupero delle persone che ne sono affette e al supporto delle loro famiglie, nonché alla tutela dei minori. Regolamenta, inoltre, misure volte ad impedire un crescente impatto delle attività connesse alla pratica legale del gioco con vincite in denaro in concessione sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sul governo del territorio. Disciplina infine le forme di collaborazione istituzionale e con le iniziative del terzo settore e la partecipazione degli operatori di gioco regolamentato alle sedi di confronto sulle disposizioni in materia di gioco con vincite in denaro.
  2. La presente legge, ai sensi dell’art. 1, c. 936, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 e dell’art. 1, comma 1049 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, attua per il territorio della Campania gli indirizzi contenuti nelle Intese intervenute in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano il 7 settembre 2017 ed il 6 dicembre 2017. Reca, pertanto, disposizioni che:
  3. contrastano l’esercizio abusivo dell’attività di raccolta di gioco;
  4. favoriscono forme adeguate di prevenzione del Disturbo da Gioco d’azzardo (DGA) attraverso gli enti istituzionalmente preposti e, in attuazione del principio di sussidiarietà, sostenendo apposite iniziative delle associazioni del terzo settore e di privati;
  5. garantiscono a tutti i consumatori, ai giocatori e ai minori un elevato livello di tutela, inteso a salvaguardare la salute e a contrastare i danni economici che possono derivare dal gioco compulsivo o eccessivo;
  6. favoriscono l’organizzazione territoriale dell’attività dei punti di raccolta del gioco pubblico anche attraverso l’armonizzazione dei regolamenti comunali relativi.

Art. 2

(Soggetti Attuatori)

  1. Concorrono alla realizzazione delle finalità della presente Legge secondo gli indirizzi definiti dalla Regione:
  2. gli Enti locali, singoli e associati;
  3. le aziende sanitarie locali (AA.SS.LL.);
  4. gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado;
  5. i soggetti del terzo settore di cui agli artt. 13 e successivi della Legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11 (“Legge per la dignità e la cittadinanza sociale. Attuazione della legge 8 novembre 2000, n. 328”) e gli enti accreditati per i servizi nell’area delle dipendenze;
  6. le associazioni di tutela dei diritti di consumatori e utenti;
  7. le associazioni di categoria dei concessionari e degli esercenti autorizzati alla raccolta dei giochi regolamentati;
  8. comunità e servizi territoriali di accoglienza per persone con problemi di dipendenza patologica;
  9. gli altri soggetti che, a qualsiasi titolo, operano negli ambiti e per le finalità di cui all’art. 1, comma 1.

Art. 3

(Definizioni)

  1. Ai sensi e per gli effetti della presente legge e per la sua applicazione nel territorio regionale, si intende per:
  2. “Disturbo da Gioco d’Azzardo” o DGA, la patologia in cui incorrono i soggetti affetti da dipendenza da gioco con vincita in denaro, come definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità;
  3. “Apparecchi per il Gioco”: tutti gli apparecchi ed i congegni di cui all’art. 110, commi 6 e 7, del R.D. n. 773/1931 (TULPS);
  4. “Negozio Dedicato”: tutti gli esercizi, dotati di autorizzazione ai sensi dell’art. 88 del R.D. n. 773/1931 (TULPS) aventi quale attività prevalente l’offerta di Apparecchi per il Gioco;
  5. “Sale da gioco”: i locali nei quali si svolgono giochi leciti ai sensi dell’art. 86 del Regio Decreto 18 giugno 31, n.773;
  6. “Bingo”: i locali, dotati di autorizzazione ai sensi dell’art. 88 del R.D. n. 773/1931 (TULPS), dedicati all’esercizio della concessione per il gioco del Bingo:
  7. “Negozi di Scommesse”: gli esercizi, dotati di autorizzazione ai sensi dell’art. 88 del R.D. n. 773/1931 (TULPS), aventi quale attività prevalente la raccolta e commercializzazione di scommesse sportive e ippiche in concessione;
  8. “Corner”: gli esercizi nei quali sono insediate attività commerciali non disciplinate dalla presente legge aventi carattere prevalente e, quale attività accessoria, la raccolta e commercializzazione di scommesse sportive e ippiche in concessione;
  9. “Spazi per il gioco”: gli esercizi pubblici o commerciali, i circoli privati o gli altri spazi aperti al pubblico nei quali sono insediate attività commerciali non disciplinate dalla presente legge aventi carattere prevalente e, quale attività accessoria, l’offerta di Apparecchi per il Gioco;
  10. “Nuova Apertura”: l’avvio con rilascio di una prima autorizzazione amministrativa ex artt. 86 od 88 TULPS di una delle attività di cui ai punti c), d), e) f), g) ed h) in locali precedentemente destinati ad attività prevalenti diverse da quelle disciplinate dalla presente legge. Non costituisce Nuova Apertura il semplice trasferimento di titolarità delle attività regolate dalla presente Legge già legittimamente autorizzate alla data di entrata in vigore della stessa;
  11. “Soggetti vulnerabili”: le persone che, per particolari tratti di personalità, per fragilità socioculturale od economica o per condizioni di pregresse patologie hanno maggiori probabilità, se stimolate, di sviluppare una dipendenza da gioco d’azzardo;
  12. “Giocatori problematici”: quei soggetti che, pur non manifestando i sintomi della dipendenza, mostrano un comportamento di gioco compulsivo, tale da far prevedere il rischio di una sua evoluzione verso la patologia;
  13. “Soggetti affetti da dipendenza da gioco d’azzardo patologico”: in conformità a quanto definito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i soggetti che presentano sintomi clinicamente rilevanti legati alla perdita di controllo sul proprio comportamento di gioco, con evidente coazione a ripetere e con condotte compulsive tali da arrecare grave deterioramento alla loro personalità ed alla qualità della vita personale e familiare, assimilabile ad altre dipendenze;
  14. “Regolamento Comunale”: i regolamenti comunali, approvati anche prima dell’entrata in vigore della presente legge, disciplinanti le attività regolamentate dalla presente legge per i profili di competenza;
  15. “Luoghi Sensibili”: gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, gli ospedali, i luoghi di culto ed i luoghi eventualmente individuati dai Comuni ai sensi del successivo art. 7. Ai fini dell’applicazione della presente legge si intendono:
    1. per luoghi di culto, gli immobili e loro pertinenze all’interno dei quali sono svolte funzioni religiose in senso proprio;
    2. per ospedali, le strutture sanitarie e loro pertinenze destinati all’assistenza sanitaria dei cittadini, adeguatamente attrezzati per il ricovero, il mantenimento e le cure, cliniche e chirurgiche.
    3. Le definizioni di cui alla presente legge prevalgono su quelle dei regolamenti comunali.

Art. 4

 (Competenze della Regione)

  1. La Regione per il perseguimento delle finalità di cui all’art. 1 disciplina e monitora le attività degli esercizi che offrono gioco in concessione statale attraverso la regolamentazione delle distanze da luoghi sensibili, delle modalità di controllo del consumo di gioco e degli orari di esercizio, con particolare attenzione alla tutela dei minori e delle fasce vulnerabili della popolazione. Inoltre, nell’ambito delle competenze attribuite dall’art. 117 della Costituzione:
  2. cura il funzionamento dell’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco di Azzardo, secondo la disciplina contenuta al successivo art. 5;
  3. realizza l’attività di programmazione per la prevenzione e la cura della dipendenza da DGA e cura l’analisi di dati e informazioni rilevanti in ordine alle attività di gioco con vincite in denaro ed alla elaborazione di proposte di aggiornamento normativo;
  4. istituisce, mediante la creazione di un apposito capitolo di bilancio, uno specifico fondo, denominato “Fondo per il Contrasto e la Prevenzione alla diffusione dei Disturbi da Gioco d’Azzardo (DGA)” finalizzato al finanziamento di azioni di prevenzione e contrasto al DGA, nel quale confluiscono le somme delle sanzioni irrogate ai sensi del successivo art.15;
  5. promuove azioni di prevenzione, di assistenza e cura dei soggetti affetti da patologie connesse al gioco d’azzardo e dei relativi nuclei familiari coinvolti, quali il supporto psicologico, economico, la mediazione familiare, l’amministrazione di sostegno e la consulenza legale, anche per contrastare il rischio dell’usura;
  6. assicura mediante le strutture del Servizio Sanitario Regionale la conoscenza e il monitoraggio dei fenomeni di dipendenza dal gioco con vincite in denaro;
  7. istituisce, entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge, uno specifico numero verde regionale per le segnalazioni e le richieste di aiuto, i cui riferimenti devono essere affissi su ogni apparecchio per il gioco e nei locali con offerta del gioco in concessione;
  8. in conformità all’art. 7, comma 5, del D.L. 158 del 13 settembre 2012, convertita con modificazioni in Legge 8 novembre 2012 n. 189 rende disponibile tramite le AA.SS.LL., ai soggetti di cui all’artt. 2 ed agli esercenti di cui all’art. 3 il materiale informativo prodotto sui rischi connessi al gioco con vincite in denaro e sui servizi di assistenza alle persone con patologie connesse al DGA;
  9. promuove con riguardo al DGA, per il tramite del Servizio Sanitario Regionale anche in collaborazione con i soggetti di cui all’art. 2 e il CORECOM, la conoscenza, l’informazione, la formazione e l’aggiornamento degli esercenti – anche favorendo il riconoscimento di crediti formativi in ragione della loro formazione e preparazione -, degli operatori di polizia locale, degli operatori sociali, sociosanitari e sanitari, nonché degli operatori delle associazioni di consumatori e utenti e degli sportelli welfare;
  10. favorisce ed incentiva la formazione e l’educazione ad una corretta concezione della cultura ludica, l’informazione sull’uso responsabile del danaro e sulle conseguenze indotte dal gioco con vincite in denaro;
  11. collabora con i competenti organi dello Stato e con le Forze di Polizia nella lotta al gioco d’azzardo illegale;
  12. collabora con gli osservatori istituiti a livello nazionale, per sviluppare e promuovere metodiche di intervento e prevenzione a tutela dei cittadini più esposti al rischio di DGA;
  13. istituisce un Registro dei soggetti che intendono essere inibiti dal gioco con vincite in denaro, la cui disciplina è contenuta al successivo art.10;
  14. sostiene i soggetti del terzo settore che costituiscono gruppi di mutuo auto-aiuto, consulenza, orientamento e sostegno ai singoli e alle famiglie colpiti dal fenomeno del DGA;
  15. favorisce le iniziative delle associazioni di categoria dei concessionari e degli esercenti i giochi pubblici che si dotano di un codice etico di autoregolamentazione che li responsabilizzi e li obblighi alla sorveglianza delle condizioni e delle caratteristiche di fragilità dei giocatori secondo specifici protocolli definiti dalle AA.SS.LL. e dai Comuni.
  16. cura la realizzazione, sulla base dei dati forniti dai Comuni, di una mappa geo-referenziata dei luoghi sensibili nell’ambito del Geo-portale Sistema informativo territoriale della Campania (ITER).

 

  1. La Regione, in attuazione degli artt. 28 e 35 del D.P.C.M. 12 gennaio 2017 recante “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”, può istituire, in accordo con il SSN, appositi servizi di assistenza territoriale, domiciliare e ad accesso diretto volti alla realizzazione di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative dei soggetti affetti da DGA.
  2. La Regione, anche per il tramite del CORECOM, svolge attività di monitoraggio dei mezzi di comunicazione al fine di tutelare i minori ed i soggetti vulnerabili.
  3. Con Deliberazioni della Giunta Regionale sono definite le modalità applicative delle disposizioni di cui ai commi precedenti.

Art. 5

 (Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo)

  1. L’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo ha sede presso la sede della Direzione generale per la Tutela della Salute, ed è composto:
  2. da un esperto delegato del Presidente della Commissione consiliare competente, con funzioni di Presidente;
  3. da un rappresentante per ogni Azienda Sanitaria Locale, tra i quali si elegge il Vice Presidente;
  4. da un delegato dell’Assessore regionale alla Sanità;
  5. da un delegato dell’Assessore regionale alle Politiche Sociali
  6. dal dirigente della Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale della Regione o suo delegato, con funzioni di coordinatore;
  7. da un rappresentante dell’ANCI;
  8. da un rappresentante del CORECOM;
  9. da tre rappresentanti di cui uno esperto delle problematiche di usura del terzo settore, individuati fra esponenti di organizzazioni operanti a livello provinciale o regionale che prevedono nel proprio atto costitutivo o nel proprio statuto finalità prettamente connesse alle attività dell’Osservatorio;
  10. da tre rappresentanti dei concessionari e degli operatori del gioco pubblico, individuati fra esponenti di organizzazioni aderenti ad associazioni di imprese operanti a livello regionale o nazionale e parti contraenti di contratti nazionali di lavoro nel settore del gioco regolamentato.
  11. L’Osservatorio Regionale svolge le seguenti funzioni:
  12. monitora il fenomeno del DGA e l’efficacia delle politiche di prevenzione e contrasto dello stesso;
  13. formula proposte e pareri alla Giunta e al Consiglio regionale per il perseguimento dei fini della presente legge;
  14. collabora con la Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario per la redazione e l’aggiornamento del Piano di azione regionale di cui all’art. 6;
  15. collabora con l’Osservatorio per il contrasto e la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave istituito presso il Ministero della Salute;
  16. trasmette alla Giunta regionale e alla Commissione consiliare competente una relazione annuale sull’attività svolta.
  17. Nello svolgimento dei compiti ad esso attribuiti e in relazione ai temi trattati, l’Osservatorio può essere integrato da esperti del settore, su proposta approvata da almeno la metà più uno dei componenti l’Osservatorio.
  18. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente della Giunta regionale nomina, con decreto, i componenti dell’Osservatorio sulla base delle proposte ricevute dalle organizzazioni demandate a farne parte.
  19. Le modalità di funzionamento dell’Osservatorio sono regolamentate entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge con provvedimento della Giunta regionale, adottato previo parere della Commissione Consiliare competente in materia di Sanità.
  20. L’Osservatorio è rinnovato ogni tre anni e resta in carica fino alla nomina del successivo.
  21. La partecipazione all’Osservatorio è svolta a titolo gratuito.

Art. 6

 (Piano di azione regionale per la prevenzione ed il contrasto del DGA)

  1. La Giunta regionale, su proposta della Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario di concerto con l’Osservatorio di cui all’art. 5, approva il Piano di azione regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del DGA.
  2. La mancata o tardiva predisposizione della proposta o dell’aggiornamento del Piano è elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente competente.
  3. Il Piano, di durata biennale, assicura effettività agli interventi in materia e rende omogeneo su tutto il territorio regionale il sistema di offerta sanitaria e sociosanitaria integrata, sistematizzando le procedure ed i protocolli di prevenzione universale e selettiva e di presa in carico globale dei cittadini, con le seguenti finalità:
  4. garantire i livelli essenziali di assistenza attraverso l’omogeneità su tutto il territorio regionale degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione ambulatoriale, semiresidenziale e residenziale di cui agli artt. 28 e 35 del DPCM del 12 gennaio 2017, anche attraverso linee guida per l’utilizzo dei fondi disponibili;
  5. migliorare il livello di informazione e sensibilizzazione sui rischi del gioco con vincite in denaro per la promozione di livelli consapevoli di comportamento, che possano prevenire atteggiamenti patologici;
  6. migliorare la rilevazione del fenomeno attraverso il dialogo costante sia all’interno delle strutture operative delle AA.SS.LL. che all’esterno tra i soggetti di cui all’art. 2;
  7. avviare indagini epidemiologiche mirate sulla caratterizzazione del fenomeno nella Regione e nei singoli comuni;
  8. favorire ed ottimizzare i protocolli di diagnosi e di presa in carico con la promozione di trattamenti personalizzati, anche attraverso l’organizzazione di gruppi di mutuo-aiuto e la previsione di percorsi brevi di residenzialità e semiresidenzialità;
  9. attivare obbligatoriamente corsi di formazione specialistici sul tema in favore di operatori sanitari, educativi, sociali ed operatori del gioco regolamentato, per migliorare l’approccio di individuazione del problema e di relativa presa in carico;
  10. sistematizzare percorsi specifici di supervisione clinica per gli operatori dei servizi;
  11. promuovere azioni di reinserimento sociale e lavorativo di cittadini sovraindebitati a causa del gioco compulsivo.

Art. 7

 (Competenze dei Comuni)

  1. I Comuni, nel dare attuazione alla presente legge:
  2. garantiscono la coerenza con gli indirizzi normativi richiamati nella presente legge;
  3. hanno facoltà di regolamentare le distanze dai luoghi sensibili garantendo gli standard previsti al successivo art. 9 e gli orari di chiusura delle attività indicate all’art. 3 nel rispetto dei limiti posti dal medesimo art. 8, comma 7, per garantire esigenze di uniformità nel territorio regionale;
  4. valutano la tutela dei livelli occupazionali esistenti nel settore del gioco regolamentato e la salvaguardia degli investimenti organizzativi già posti in essere dagli operatori autorizzati all’entrata in vigore della presente legge.
  5. I Comuni, anche sulla base di analisi epidemiologiche specifiche per ciascun territorio comunale, e di apposita istruttoria svolta dalle AA.SS.LL. competenti, con proprie disposizioni hanno facoltà di individuare Luoghi Sensibili ulteriori rispetto a quelli individuati all’art. 3, anche per periodi di tempo determinati. La eventuale regolamentazione comunale integrativa non potrà, in ogni caso, determinare effetti espulsivi dal territorio comunale delle attività di gioco regolamentato.
  6. I Regolamenti Comunali possono stabilire caratteristiche degli Spazi per il Gioco, nel rispetto delle vigenti normative poste dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, regolanti i requisiti igienico-sanitari dei locali aperti al pubblico e con l’obiettivo di garantire condizioni di fruizione dei prodotti di gioco che, in particolare, consentano a giocatori di percepire lo scorrere del tempo durante il consumo di gioco.
  7. È competenza delle amministrazioni comunali l’attività di promozione di iniziative e manifestazioni culturali specifiche per il territorio comunale aventi ad oggetto la prevenzione e la cura del DGA, anche in collaborazione con le AA.SS.LL., le associazioni aventi finalità di prevenzione e cura del DGA e le associazioni dei concessionari dei giochi regolamentati e degli esercenti.
  8. I sindaci ed i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica collaborano alla pianificazione di interventi rimessi alle Forze dell’ordine ed ai Corpi di polizia municipale per garantire il contrasto all’esercizio illegale od abusivo delle attività di gioco con vincite in denaro.
  9. I Comuni adeguano e/o integrano i Regolamenti Comunali esistenti alle previsioni contenute nella presente legge entro e non oltre i 90 giorni decorrenti dalla pubblicazione della stessa sul BURC. Decorsi 90 giorni in assenza di attività di adeguamento comunale, le disposizioni della presente legge, le stesse trovano immediata applicazione nell’intero territorio regionale.

Art. 8

 (Competenze delle Aziende sanitarie locali)

  1. Ciascuna Azienda Sanitaria Locale promuove gli interventi di prevenzione, contrasto e cura del Disturbo da gioco d’azzardo, mediante l’adozione di un programma annuale per l’attuazione del Piano regionale integrato ai sensi dell’art. 6. Il programma è trasmesso alla struttura amministrativa competente per l’approvazione e per gli adempimenti necessari all’attuazione.
  2. I Servizi delle dipendenze patologiche delle AASSLL, anche in raccordo con gli enti e le organizzazioni territoriali accreditate, assicurano:
  3. l’attività di accoglienza;
  4. la valutazione diagnostica, anche di tipo multidisciplinare mediante la costituzione di appositi gruppi;
  5. la presa in carico e cura con la predisposizione di un progetto di assistenza individualizzato;
  6. il reinserimento sociale della persona affetta da DGA;
  7. il sostegno ai familiari, anche in collaborazione con i gruppi di auto mutuo aiuto (AMA) e le associazioni che si occupano di Disturbo da gioco d’azzardo.
  8. Le attività di cui ai commi 1 e 2 sono realizzate nell’ambito delle risorse del Fondo sanitario regionale destinate al contrasto del Disturbo da gioco d’azzardo, inserito nei livelli essenziali di assistenza (LEA) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da DGA e della quota del Fondo nazionale per il gioco d’azzardo patologico, in attuazione del Piano regionale di cui all’art. 6.

Art. 9

 (Limitazioni all’esercizio del gioco per la prevenzione del DGA)

  1. In attuazione degli indirizzi normativi richiamati all’art. 1, comma 2, è vietata la Nuova Apertura di attività previste all’art. 3 site ad una distanza da Luoghi Sensibili inferiore a 250 metri misurati dagli ingressi principali degli edifici. La distanza sarà calcolata secondo criteri che tengano conto degli assi viari e, pertanto, sulla base delle distanze pedonali più brevi.
  2. Le disposizioni regolanti la localizzazione delle attività di cui all’art. 3 non sono applicabili alle attività già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge a condizione che le stesse siano dotate o si dotino, entro 240 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, di:
  3. possibilità di accesso selettivo all’offerta di gioco, con identificazione della maggiore età secondo le modalità previste dalla legge;
  4. videosorveglianza dell’area con Apparecchi per il Gioco, nel rispetto della normativa vigente sulla tutela dei dati personali;
  5. modalità di comunicazione al pubblico esclusivamente informativa dei prodotti di gioco e priva di messaggi di induzione al consumo di gioco;
  6. certificazione della partecipazione dei titolari delle attività regolate dalla presente legge e del personale ai corsi di formazione di cui all’art. 14. Detta certificazione, ove non già disponibile, è necessaria a partire dal primo anno successivo dalla loro attivazione delle attività formative regionali.
  7. Le disposizioni regolanti la localizzazione delle attività non si applicano altresì agli esercizi già titolari di concessioni statali ai sensi della legge n. 1293 del 1957 e s.m.i., a condizione che gli Apparecchi per il Gioco siano collocati nell’area di vendita in posizione sottoposta al controllo visivo del titolare o di personale adeguatamente formato e non in aree materialmente o visivamente separate.
  8. Il trasferimento di sede delle attività regolate dalla presente legge è sottoposto alla disciplina delle distanze di cui al comma 1.
  9. È consentita la modifica o la sostituzione degli Apparecchi per il Gioco nei soli casi di obsolescenza e di guasti tecnici. È in ogni caso vietato, senza specifica autorizzazione dell’Amministrazione Comunale, incrementare il numero degli Apparecchi per il Gioco all’interno degli Spazi per il Gioco o dei Corner.
  10. Su ogni Apparecchio per il Gioco deve essere indicata, in modo chiaro, la data del collegamento alle reti telematiche.
  11. Per le attività di cui all’art. 3 della presente legge i Comuni prevedono la sospensione oraria dell’attività di gioco con apparecchi da intrattenimento:
  12. per gli esercizi aventi attività esclusiva o prevalente differente dal gioco regolamentato e nei quali non è vietato l’accesso ai minori, per 12 ore giornaliere complessive, di cui 10 ore consecutive nella fascia notturna e di ingresso scolastico dalle 23 alle 9 e 2 ore nella fascia diurna di uscita dalle scuole, dalle 12.30 alle 14.30;
  13. per gli esercizi aventi il gioco regolamentato quale attività esclusiva o prevalente e nei quali è vietato l’accesso ai minori, per 8 ore giornaliere complessive e consecutive, dalle 2 alle 10.

Art. 10

 (Divieto di pubblicità)

  1. Ai fini della tutela della salute e della prevenzione del DGA è vietata ogni forma di pubblicità delle attività di cui all’art. 3 della presente legge in contrasto con il divieto introdotto dall’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2018, n. 96 e con le relative disposizioni attuative.
  2. Nei mezzi destinati al trasporto pubblico locale è vietata la concessione di spazi pubblicitari destinati ad ogni forma di gioco con vincite in denaro.
  3. Il CORECOM, nell’ambito delle competenze attribuite dagli artt. 12 e 13 della L.R. n. 9/2002, vigila sul rispetto delle previsioni di cui al presente articolo, segnalando eventuali violazioni agli enti competenti per l’irrogazione delle relative sanzioni.

Art. 11

 (Registro dei soggetti esclusi dal gioco)

  1. La Regione Campania, con proprio regolamento, sentite l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed il Garante per la protezione dei dati personali per le rispettive competenze definisce, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, le modalità di organizzazione e di gestione del Registro regionale dei soggetti che intendono essere inibiti dal gioco con vincite in denaro.
  2. L’iscrizione al Registro si realizza su base volontaria e può essere effettuata per un periodo definito, almeno semestrale, o a tempo indeterminato.

Art. 12

 (Divieto di utilizzo da parte dei minori)

  1. Ai sensi dell’art. 7, comma 8, del D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189, è vietato ai minori di anni diciotto l’ingresso dei Negozi di Scommesse, dei Negozi Dedicati, nei Bingo e l’esercizio di qualsiasi attività connessa al gioco con vincite in denaro negli Spazi per il Gioco e nei Corner.

Art. 13

 (Logo Regionale “NoSlot Campania”)

  1. La Giunta regionale, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, predispone i contenuti grafici ed il manuale di utilizzo, che individua i criteri e le procedure per la concessione in uso e i casi di sospensione, decadenza e revoca della concessione dello stesso, del Logo Regionale “No Slot Campania” rilasciato dai comuni agli esercenti di esercizi pubblici e commerciali, ai gestori di circoli privati e di altri luoghi pubblici o aperti al pubblico che scelgono di non installare o di disinstallare Apparecchi per il gioco.
  2. Il provvedimento istituisce un Albo per individuare e aggiornare annualmente l’elenco degli esercenti aderenti di cui al comma 1. L’iscrizione nell’Albo è titolo di preferenza per l’ottenimento di eventuali finanziamenti previsti da disposizioni regionali o comunali, da adottarsi anche nelle forme di misure di fiscalità di vantaggio.
  3. L’Albo di cui al comma 2 è reso pubblico con cadenza annuale sul sito della Regione Campania.

Art. 14

 (Disposizioni relative alla formazione)

  1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, sentiti la commissione consiliare competente, l’Osservatorio regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo, l’Associazione nazionale comuni italiani, i soggetti del terzo settore di cui agli artt. 13 e successivi della Legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11, gli enti accreditati per i servizi nell’area delle dipendenze e le associazioni di categoria dei concessionari e degli esercenti autorizzati alla raccolta dei giochi regolamentati disciplina l’attività di formazione obbligatoria attraverso specifici corsi per i gestori di attività di offerta di giochi con vincite in denaro indicate all’art. 3, definendone i tempi, i soggetti attuatori, i relativi costi e le modalità di organizzazione, ivi compreso il riconoscimento dei corsi di formazione svolti presso altra Regione. I costi dei corsi di formazione sono a carico dei soggetti gestori.
  2. I corsi di formazione sono finalizzati:
  3. alla prevenzione e riduzione del disturbo da gioco d’azzardo, attraverso il riconoscimento delle situazioni di rischio;
  4. all’attivazione della rete di sostegno;
  5. alla conoscenza generale della normativa vigente in materia di gioco lecito, con particolare riguardo alla disciplina sanzionatoria.
  6. La Regione, nel riconoscere il ruolo centrale che l’istituzione scolastica può svolgere nel contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, promuove la stipula di accordi e protocolli di intesa con l’Ufficio scolastico regionale al fine di introdurre nelle scuole secondarie campagne di informazione e di sensibilizzazione e ulteriori iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti i potenziali rischi connessi al gioco d’azzardo, anche on line.
  7. Nel predisporre le iniziative di cui al comma 3, la Regione tiene conto della metodologia di “peer education”, anche stimolando gli stessi coetanei-studenti a partecipare a concorsi di idee per realizzare progetti di comunicazione e prevenzione da divulgare nelle scuole.
  8. Nel riconoscere l’importanza della formazione ai fini di una più incisiva sensibilizzazione degli studenti sui rischi correlati al gioco d’azzardo, le intese di cui al comma 3 possono prevedere anche specifiche iniziative formative per il personale scolastico.

Art. 15

 (Sanzioni Amministrative)

  1. L’installazione di Apparecchi per il Gioco in contrasto con l’art. 9 comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di euro 1.000 per ogni apparecchio di gioco e l’interdizione del medesimo al funzionamento mediante il blocco telematico. A tal fine l’irrogazione della sanzione è tempestivamente comunicata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed al concessionario alla cui rete è collegato l’apparecchio.
  2. La Nuova Apertura di Negozi di Scommesse, Sale Dedicate, Bingo o Corner in violazione delle distanze determinate ai sensi dell’art. 9, comma 1, della presente legge comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di euro 5.000 e l’apposizione di sigilli ai locali interessati.
  3. L’inosservanza delle disposizioni in materia di divieto di pubblicità di cui all’art. 9 è sanzionata con una sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 3.000, ferma restando la segnalazione alle autorità nazionali competenti.
  4. L’inosservanza delle disposizioni contenute all’art. 10 comporta l’applicazione all’esercente di sanzioni amministrative equivalenti a quelle previste dall’art. 24, commi 21 e 22, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
  5. In caso di mancata partecipazione alle iniziative di formazione disciplinate dall’art. 14 il Comune diffida il gestore e il personale soggetto all’obbligo ad adempiere entro 60 giorni, con la partecipazione alla prima offerta formativa disponibile a far data dall’accertamento della violazione. A seguito dell’accertamento si procede comunque all’applicazione ai titolari degli esercizi inadempienti di una sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 3.000, ferme restando le ulteriori conseguenze amministrative previste dall’art. 9.
  6. I Comuni accertano le violazioni ed irrogano le sanzioni previste dal presente articolo. Quota parte della sanzione irrogata, fino alla concorrenza del 30 per cento è riconosciuta ai Comuni.
  7. Decorso il termine di 90 giorni di cui all’art. 7, comma 6, le sanzioni indicate al presente articolo trovano diretta applicazione nel quadro delle previsioni localizzative e delle disposizioni orarie omogenee a livello regionale.
  8. La sanzione prevista al comma 3 del presente articolo trova diretta applicazione dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 16

(Clausola valutativa)

  1. La Giunta regionale informa entro il 30 settembre di ogni anno il Consiglio Regionale riguardo alle modalità di attuazione della legge ed ai risultati ottenuti nell’attività di prevenzione del DGA, di tutela delle categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e di contenimento dei costi sociali del gioco.
  2. Decorsi due anni dall’entrata in vigore della legge e ai fini di cui al comma 1, la Giunta regionale, avvalendosi anche dei dati e delle informazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, delle AA.SS.LL., dei Comuni e dagli altri soggetti coinvolti nell’attuazione della presente legge presenta al Consiglio Regionale apposita relazione sulla prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal DGA, contenente le seguenti informazioni:
  3. il quadro generale dell’andamento del fenomeno del DGA in Campania, alimentato eventualmente dalle specifiche indagini epidemiologiche realizzate;
  4. il quadro delle modalità di realizzazione e di svolgimento delle iniziative e degli interventi di cui agli artt. 5, 6, 9, 11, 13 e 14, con evidenza dei criteri e delle motivazioni di distribuzione delle risorse nel territorio regionale;
  5. il quadro dei finanziamenti, dei benefici e dei vantaggi economici erogati dalla Regione Campania ai sensi della presente legge, in particolare di quelli a valere sulle risorse di cui al Fondo per il gioco d’azzardo patologico assegnate alla Regione in attuazione delle previsioni della Legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, comma 946;
  6. una relazione sugli atti adottati dai comuni, ai sensi dell’art. 7 della presente legge.
  7. La relazione prevista al comma 2 è pubblicata sul sito web istituzionale della Regione Campania in apposita sezione, unitamente agli eventuali documenti che ne concludono l’esame e ad ogni contenuto inerente alla materia del contrasto del Disturbo da Gioco d’azzardo.
  8. I soggetti coinvolti nell’attuazione della presente legge, pubblici e privati, forniscono le informazioni necessarie all’espletamento delle attività previste dal presente articolo nell’ambito delle specifiche attività.

Art. 17

(Abrogazioni)

  1. Sono abrogati gli artt. da 38 a 40 della L.R. n. 5/2013 e gli artt. da 197 a 202 della L.R. n. 16/2014.

Art. 18

(Norma finanziaria)

  1. La copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla presente legge viene assicurata mediante le risorse assegnate annualmente alla Regione Campania a valere sul Fondo nazionale per il gioco d’azzardo patologico e le risorse finanziarie attribuite alla Regione per la gestione del Servizio sanitario regionale allocate nel bilancio regionale alla Missione 13 (Tutela della salute), Programma l (Servizio sanitario regionale Finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA), Titolo l dello stato di previsione delle spese del bilancio regionale per l’esercizio 2019-2021, nonché dall’introduzione nel bilancio di previsione della Regione di un capitolo di spesa denominato “Fondo per il Contrasto e la Prevenzione alla diffusione dei Disturbi da Gioco d’Azzardo (DGA)” cui confluiscono le somme derivanti dalle misure sanzionatorie.
  2. La dotazione finanziaria per l’anno in corso è quantificata in Euro 300.000,00 in termini di competenza e cassa, dal fondo denominato 5.3 (obiettivo operativo – Sanità) – missione 13 (Tutela della Salute) – Programma 08 (Politica Regionale Unitaria per la Tutela della Salute).
  3. Per gli esercizi finanziari successivi la dotazione annuale sarà stabilita con la Legge di bilancio annuale e pluriennale anche in funzione delle necessità evidenziate dall’Osservatorio Regionale relativamente all’andamento del fenomeno del DGA e della dotazione del fondo.

Art. 19

 (Entrata in vigore)

La presente legge entra in vigore il giorno successivo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Campania (BURC).

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

cdn/AGIMEG

Manovra. Decreto Fiscale, testo definitivo con blocco dei pagamenti a soggetti senza concessione

Blocco dei pagamenti a soggetti senza concessione, agente ADM sotto copertura e omesso versamento imposta unica sono alcune delle disposizioni in materia di giochi contenute nel decreto fiscale allegato alla Manovra 2020. Di seguito il testo delle disposizioni

Blocco dei pagamenti a soggetti senza concessione

1. Al fine di rendere maggiormente tracciabili i flussi di pagamento, di contrastare l’evasione fiscale e le infiltrazioni della criminalità organizzata, le società emittenti carte di credito, gli operatori bancari, finanziari e postali non possono procedere al trasferimento di denaro a favore di soggetti che offrono nel territorio dello Stato, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni definite dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. L’inosservanza dell’obbligo di cui al presente articolo comporta l’irrogazione, alle società emittenti carte di credito, agli operatori bancari, finanziari e postali, di sanzioni amministrative pecuniarie da trecentomila ad un milione e trecentomila euro per ciascuna violazione accertata. La competenza all’applicazione della sanzione prevista nel presente articolo è dell’ufficio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli dove ha sede il domicilio fiscale del trasgressore. Con uno o più provvedimenti interdirigenziali del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento del tesoro e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sono stabilite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo e la relativa decorrenza. I commi da 29 a 31 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono abrogati.

Relazione illustrativa L’articolo introduce il divieto, per gli operatori bancari, per i soggetti emittenti carte di credito e per gli operatori finanziari e postali, di procedere alle operazioni di trasferimento di denaro a favore di soggetti che raccolgono gioco in Italia, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, in mancanza di concessione o, comunque, di qualsiasi altro titolo abilitativo richiesto all’esercizio di tale attività. La sanzione amministrativa pecuniaria prevista dalla norma a carico degli operatori finanziari in caso di violazione dell’obbligo di trasferimento di denaro varia da trecentomila a un milione e trecentomila euro, per ogni singola violazione accertata. Le modalità attuative della norma sono rinviate a un provvedimento inter dirigenziale del Dipartimento del tesoro e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. La disposizione sostituisce i commi 29, 30 e 31 dell’articolo 24 del decretolegge 6 luglio 2011, n. 98, che prevedono in capo agli operatori finanziari un semplice onere di segnalazione all’Agenzia degli elementi identificativi di coloro che dispongono trasferimenti di denaro a favore di soggetti, che offrono nel territorio dello Stato, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni definite dall’Agenzia per l’esercizio delle attività di gioco pubblico.

Relazione tecnica La norma in esame, impedendo il trasferimento di somme verso operatori che offrono gioco in Italia senza concessione e, comunque, in violazione delle norme del nostro ordinamento e, quindi, in completa evasione d’imposta, comporterà che il gioco venga canalizzato verso operatori legali, le cui operazioni sono tutte tracciate dall’Agenzia, con fedele dichiarazione delle relative basi imponibili. Ipotizzando prudenzialmente un incremento della base imponibile relativa al gioco a distanza (pari ad oltre 900 ML€ per il 2019) del 5%, scaturirebbe una maggiore base imponibile di 45 Ml€ (900 x 5%), per una maggiore imposta stimata di almeno 10 Ml€. Considerando che dovranno essere adottati provvedimenti attuativi, è ragionevole ritenere che per il 2020 il maggior gettito stimato sia pari a 2,5 Ml€, cioè un quarto di quello annualmente previsto.

2020 e ss.: 2,5 Ml€

La norma in esame non comporta oneri aggiuntivi rispetto alle ordinarie spese di funzionamento dell’Agenzia, in quanto le attività previste verranno svolte con le risorse umane e materiali esistenti.

Agente sotto copertura

1. Al fine di prevenire il gioco da parte dei minori ed impedire l’esercizio abusivo del gioco con vincita in denaro, contrastare l’evasione fiscale e l’uso di pratiche illegali in elusione del monopolio pubblico del gioco, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli è autorizzata a costituire, avvalendosi di risorse proprie, un fondo destinato alle operazioni di gioco a fini di controllo, di importo non superiore a 100.000 euro annui. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli è costituito il fondo e disciplinato il relativo utilizzo. Il personale appartenente all’Agenzia delle dogane e dei monopoli è autorizzato ad effettuare operazioni di gioco presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a) e b), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine alle eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, ivi comprese quelle relative al divieto di gioco dei minori. Per effettuare le medesime operazioni di gioco, la disposizione del precedente periodo si applica altresì alla Polizia di Stato, al Corpo della Guardia di finanza e all’Arma del carabinieri, ciascuna delle quali, ai fini dell’utilizzo del fondo previsto dal presente comma, agisce previo concerto con le competenti strutture dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sono previste le disposizioni attuative e contabili per l’utilizzo del fondo di cui al primo periodo, stabilendo che le eventuali vincite conseguite dal predetto personale nell’esercizio delle attività di cui al presente articolo siano riversate al fondo medesimo. Conseguentemente, l’articolo 10, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, è abrogato.

Relazione illustrativa Sulla base delle indagini svolte dalla magistratura e dalla forze di polizia si è appurato che molte violazioni in materia di gioco, ivi comprese quelle che riguardano la violazione del divieto di gioco per i minori di anni 18, avvengono utilizzando procedure ed accorgimenti tecnici, di cui è difficoltoso l’accertamento o molto complesse le procedure tecniche per risalire alle modalità illecite con cui le violazioni cono perpetrate. Ad esempio, sono diffusi sul territorio apparecchi illegali posti in pubblici esercizi che, apparentemente, servono per erogare servizi come ricariche telefoniche ed altro, ma che, mediante comandi elettronici, vengono “convertiti” in videopoker o slot machine illegali. Oppure, è stato appurato che talune agenzie di scommesse, anche se collegate a bookmaker in possesso di concessione, offrono “in nero” scommesse mediante collegamento telematico con altri bookmaker illegali, situati al di fuori del territorio dello Stato. Violazioni di questo tipo possono essere meglio accertate mediante la possibilità, per gli appartenenti all’Agenzia delle entrate e alle forze di polizia, di effettuare giocate celando la propria identità. La disposizione, quindi, autorizza l’Agenzia delle dogane e dei monopoli a istituire, un fondo di 100.000 euro da utilizzare per effettuare operazioni di gioco, al fine di acquisire elementi di prova in ordine alle eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, ivi comprese quelle relative al divieto di gioco dei minori. All’utilizzo del fondo le cui modalità di utilizzo saranno individuate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sono autorizzati oltre al personale della medesima Agenzia, anche quello della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza. Ogni operazione di gioco dovrà essere effettuata previo concerto con le competenti strutture dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli. Le eventuali vincite conseguenti tali attività di controllo dovranno essere riversate nel medesimo fondo. La disposizione non ha costi per il bilancio dello Stato, atteso che il fondo grava sulle risorse proprie dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. La norma riprende quella già contenuta nell’art. 10, comma 1, del D.L. n. 16/2012, riformulandola stante l’avvenuto accorpamento dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato con l’Agenzia delle dogane. La norma potrà essere utilizzata anche per appurare i reali soggetti titolari di piattaforme di gioco che offrono illecitamente scommesse o altri giochi on line in Italia, andandosi quindi a coordinare con la disposizione che introduce il divieto, per gli operatori bancari, per i soggetti emittenti carte di credito e per gli operatori finanziari e postali, di procedere alle operazioni di trasferimento di denaro a favore di soggetti che raccolgono gioco in Italia, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, in mancanza di concessione o, comunque, di qualsiasi altro titolo abilitativo richiesto all’esercizio di tale attività.

Relazione tecnica La norma in esame costituisce un presidio per il contrasto ad una serie di illeciti il cui accertamento è estremamente complesso e difficoltoso e, al tempo stesso, ha un effetto “deterrente” che contribuisce a indirizzare il gioco sui circuiti legali. I settori in cui la possibilità di effettuare giocate da parte dell’Agenzia e delle forze dell’ordine presenterà il più alto tasso di efficacia sono quelli delle scommesse e degli apparecchi illegali situati in pubblici esercizi. A tal proposito, in relazione al solo comparto delle scommesse, in occasione delle misure adottate in relazione al D.L. n. 4/2019 è stato stimato un aumento del volume d’affari del 10% rispetto a quello del 2018 (circa 1,8 Md€), con un incremento stimato del gettito di almeno 35.000.000 di euro annui, a partire dal 2019. A oggi, il trend registrato nel corso del 2019 ha confermato tale previsione, per cui, essendo la norma in esame destinata ad avere effetti di efficacia sia nel settore dello scommesse sia in quello degli apparecchi, i cui volumi sono di gran lunga superiori rispetto a quello delle scommesse (circa 25 Md€ di raccolta nel corso del 2018), può stimarsi un recupero di gioco illegale al comparto legale degli apparecchi nella ragionevole misura dello 0,5%, che darebbe un totale di base imponibile emersa pari a 125 Ml€ che, applicando il PREU del 20% fa stimare un maggior introito erariale di 25 Ml€ dal 2020.

2020 e ss.: 25 Ml€

La norma in esame non comporta oneri aggiuntivi rispetto alle ordinarie spese di funzionamento dell’Agenzia, in quanto le attività previste verranno svolte con le risorse umane e materiali esistenti.

Disposizioni relative all’articolo 24 del decreto-legge n. 98 del 2011

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 24, comma 28, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, non possono essere titolari o condurre esercizi commerciali, locali o altri spazi all’interno dei quali sia offerto gioco pubblico, operatori economici che hanno commesso violazioni definitivamente accertate, agli obblighi di pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali secondo quanto previsto dall’articolo 80, comma 4, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. 2. All’articolo 24, comma 25, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole “ovvero l’imputazione o la condizione di indagato sia riferita al coniuge non separato” sono sostituite dalle seguenti: “ovvero l’imputazione sia riferita al coniuge non separato o, per le società partecipate da fondi di investimento o assimilati, al titolare o al rappresentante legale o negoziale ovvero al direttore generale della società di gestione del fondo”.

Relazione illustrativa La norma di cui al comma 1 in commento rafforza i divieti già esistenti per l’esercizio di attività commerciali, locali o altri spazi all’interno dei quali sia offerto gioco pubblico, da parte di persone fisiche nei cui confronti sussistono le situazioni ostative previste dalle disposizioni antimafia, nonché nei casi in cui sia stata riscontrata la sussistenza di elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa sull’attività. In particolare, la norma de qua aggiunge a tali divieti, anche il caso in cui il titolare dell’attività di raccolta di gioco pubblico abbia commesso gravi violazioni relative agli obblighi di pagamento di imposte e tasse, nonché di contributi assistenziali e previdenziali; sempre che tali violazioni siano state definitivamente accertate. La norma di cui al comma 2 integra il dettato dell’articolo 24, comma 25 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98. Tale comma prevede infatti che non può partecipare a gare o a procedure ad evidenza pubblica nè ottenere il rilascio o rinnovo o il mantenimento di concessioni in materia di giochi pubblici il soggetto il cui titolare o il rappresentante legale o negoziale ovvero il direttore generale o il soggetto responsabile di sede secondaria o di stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e dagli articoli 314, 316, 317, 318, 319, 319-ter, 320, 321, 322, 323, 416, 416-bis, 644, 648, 648-bis e 648-ter del codice penale ovvero, se commesso all’estero, per un delitto di criminalità organizzata o di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. Il medesimo divieto è applico anche al soggetto partecipato, anche indirettamente, in misura superiore al 2 per cento del capitale o patrimonio da persone fisiche che risultino condannate, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputate, per uno dei predetti delitti. Con la norma, il divieto di partecipazione a gare o di rilascio o di rinnovo o di mantenimento delle concessioni viene esteso anche al caso in cui la condanna riguardi, per le società partecipate da fondi di investimento o assimilati, il titolare o il rappresentante legale o negoziale ovvero il direttore generale della società di gestione del fondo; con l’occasione, il periodo viene allineato con i precedenti capi della norma che non prevedono tra le ipotesi di esclusione la condizione di indagato.

Relazione tecnica

La disposizione non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli provvede agli adempimenti connessi all’attuazione con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Omesso versamento dell’imposta unica

1. Al fine di contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, l’evasione, l’elusione fiscale e il riciclaggio nel settore del gioco, nonché di assicurare l’ordine pubblico e la tutela del giocatore ed evitare fenomeni di alterazione della concorrenza, fermi restando i divieti di offerta al pubblico di gioco in assenza di concessione statale o di autorizzazione di pubblica sicurezza e le relative sanzioni penali ed amministrative previste, è disposta, con provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la chiusura dei punti vendita nei quali si offrono al pubblico scommesse e concorsi pronostici qualora il soggetto che gestisce il punto di vendita risulti debitore d’imposta unica di cui alla legge 23 dicembre 1998 n. 504, in base ad una sentenza, anche non definitiva, la cui esecutività non sia sospesa. La presente disposizione si applica altresì ai punti vendita dei soggetti per conto dei quali l’attività è esercitata, che risultino debitori d’imposta unica di cui alla legge 23 dicembre 1998 n. 504, anche in via solidale con il soggetto gestore del punto vendita. Il provvedimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli contiene l’invito al pagamento, entro trenta giorni dalla notifica, di quanto dovuto per effetto della sentenza di condanna e l’intimazione alla chiusura se, decorso il periodo previsto, non sia fornita prova dell’avvenuto pagamento. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli avvisa senza ritardo il competente Comando della Guardia di Finanza o della Polizia di Stato per procedere all’esecuzione della chiusura. In caso di violazione della chiusura dell’esercizio, il soggetto sanzionato è punito con la sanzione amministrativa da euro diecimila a euro trentamila, oltre alla chiusura dell’esercizio in forma coattiva. In caso di sentenza favorevole al contribuente successiva al versamento del tributo, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli dispone il rimborso delle somme dovute, come risultanti dalla sentenza, entro novanta giorni dal deposito. 2. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nell’ambito dell’attività ordinaria di controllo dei pagamenti da parte dei soggetti obbligati, procede a diffidare coloro che risultino inadempienti, in tutto o in parte, al versamento di quanto dovuto a titolo di imposta unica oltre a sanzioni ed interessi entro trenta giorni. In caso di mancato versamento nei termini di cui al primo periodo, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli procede all’escussione delle garanzie prestate in base ai regimi convenzionali previsti. Il soggetto obbligato è tenuto a reintegrare la garanzia entro novanta giorni dall’escussione, a pena di decadenza della concessione.

Relazione illustrativa Nel settore delle scommesse sono numerosi i casi di mancato versamento dell’imposta unica, sovente oggetto di un contenzioso tributario alimentato talvolta in maniera dilatoria, a fronte del quale le disposizioni attuali consentono all’operatore di continuare ad offrire gioco, senza versare il tributo dovuto. Con la norma in esame si prevede che in caso di accertamento dell’imposta dovuta, il soggetto che intende continuare ad offrire gioco, deve procedere al pagamento di quanto risultante dalla sentenza del giudice tributario, anche non definitiva. Tale disposizione si rende opportuna da un lato per non far venir meno il rapporto fiduciario con il concessionario e, dall’altro, per evitare situazioni di “concorrenza sleale” nei confronti di operatori regolari. Il comma 2 della norma consente all’Amministrazione di poter utilizzare mezzi più efficaci per ottenere il versamento dell’imposta unica, a fronte dell’esistenza di una garanzia fideiussoria in quanto, allo stato, la norma prevede la possibilità di escussione delle garanzie soltanto dopo la liquidazione automatizzata e l’iscrizione a ruolo, in caso di inadempimento (art. 24 del D.L. n. 98/2011).

Relazione tecnica

Il contenzioso in materia di imposta unica, che vede vittoriosa l’Amministrazione, relativo alle sentenze pronunciate nel 2018, è pari ad un importo di circa 74 Ml€ di imposta. L’ammontare complessivo degli accertamenti effettuati nel 2018 è stato pari a 120 Ml€, che, sulla base dell’andamento delle pregresse annualità, fa stimare al 70% l’indice di positività del contenzioso. Le pronunce favorevoli del 2018 confermano tale dato. La norma proposta può consentire un più immediato recupero dell’evasione pregressa oppure, in caso di chiusura dei punti vendita, di veicolare la raccolta delle scommesse verso operatori in regola con gli obblighi fiscali. Al fine di rendere la previsione più prudenziale, tenendo anche conto del fatto che le sentenze favorevoli non definitive possono essere riformate in secondo grado o in Cassazione, si stima che i maggiori importi annui per l’Erario sono pari a 30 Ml€.

2020 e ss.: 30 Ml€ La disposizione non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato. L’Agenzia provvede agli adempimenti connessi all’attuazione con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

da Jamma

Nadef: “Nel settore del gioco legale non si riscontrano fenomeni di evasione fiscale”. Il mercato illegale “evade” invece 20 miliardi di euro

“Nel comparto dei giochi l’Agenzia ha messo in atto iniziative utili ad elevare la qualità dell’offerta, soprattutto sotto il profilo della tutela dei soggetti vulnerabili e per combattere il gioco illegale, anche quando è veicolato su reti telematiche da parte di soggetti in difetto di titolo autorizzativo o abilitativo. Per tale finalità, particolare attenzione è riservata al costante adeguamento e sviluppo tecnologico dei sistemi di sicurezza e monitoraggio e al rafforzamento delle attività di controllo, soprattutto per prevenire e reprimere il gioco minorile, anche attraverso una proficua collaborazione con le Autorità di polizia giudiziaria (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale)”. E’ quanto sottolineato riguardo all’attività svolta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nella Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva – anno 2019, che ha accompagnato la Nota di aggiornamento del Def approvata dal Consiglio dei Ministri. “Le attività dell’Agenzia sono dirette alla verifica e al controllo degli scambi, della produzione e del consumo dei prodotti e delle risorse naturali soggetti ad accisa; alla regolazione e al controllo dell’intero comparto dei giochi e alla gestione delle tradizionali competenze sui prodotti derivanti dalla lavorazione del tabacco. In particolare, nel comparto dei giochi l’Agenzia è fortemente impegnata nell’azione costante di verifica della regolarità del comportamento degli operatori con l’obiettivo di assicurare un ambiente di gioco rispettoso della legalità e responsabile, il tutto in un contesto ampiamente monitorato e tecnologicamente avanzato”, aggiunge. Per quanto concerne il controllo nel settore dei giochi: “Nel settore legale dei giochi non si riscontrano fenomeni di evasione fiscale correlati, giacché il necessario collegamento al “Totalizzatore nazionale” (per l’esercizio delle scommesse), ovvero alla “Rete telematica” (per la gestione degli apparecchi con vincita in denaro), consentono il riscontro – pressoché in tempo reale – dei volumi di gioco/scommesse praticati nelle singole tipologie esercitate dai concessionari e, quindi, della base imponibile soggetta a tassazione nonché dei versamenti dovuti ed eseguiti dai singoli soggetti d’imposta. Tuttavia, tenendo separate le questioni afferenti al riciclaggio e alla possibile infiltrazione criminale nel circuito dei “Giochi pubblici” (fenomeni tenuti sotto controllo da tutti i soggetti istituzionalmente deputati), nel circuito permangono aree di evasione connesse all’esercizio illegale delle diverse attività di gioco. Il gioco che si realizza attraverso gli apparecchi da gioco con vincita in denaro contribuisce in modo consistente alle entrate erariali nel settore dei giochi”, continua. Nel 2018 i giochi legali hanno garantito allo Stato entrate per oltre 10.099 milioni di euro. Per il 2018, viene confermato il trend di crescita per gli apparecchi da gioco con vincite in denaro che rappresentano circa il 47,2% del totale delle entrate per il settore ed una diminuzione della spesa da parte dei giocatori. Sul piano dei controlli, nel 2018 l’Agenzia ha effettuato 47.860 controlli. In gran parte, si è trattato di controlli sugli apparecchi da intrattenimento (31.051), a seguire Lotto, Lotterie, Enalotto, Bingo (12.902), scommesse (3.790), gioco online (117). Per quanto concerne, inoltre, il divieto di gioco ai minori, nel 2018 sono stati effettuati 24.170 controlli. Tali controlli hanno condotto all’accertamento di 54 violazioni e all’irrogazione di 46 sanzioni per un importo complessivo di 328.966 euro e sono stati sospesi 20 esercizi. “Nella pianificazione del numero dei controlli nel settore dei giochi da svolgere sul territorio nazionale, si è tenuto conto della concentrazione degli esercizi, del diverso grado di pericolosità rilevato dagli esiti delle verifiche effettuate nell’anno precedente e delle risorse disponibili presso ciascun Ufficio. Nel corso dell’anno, sono stati monitorati costantemente gli esiti dei controlli e definite le priorità di intervento. Nell’ambito dell’attività di controllo, sono state svolte le attività preparatorie delle operazioni interforze definite dal “Comitato per la prevenzione e repressione del gioco illegale”. Sono state altresì effettuate due operazioni, rispettivamente nel mese di luglio e nel mese di dicembre, mirate principalmente alla tutela dei minori”, aggiunge il testo. Per quanto riguarda, invece, l’attività della Guardia di Finanza: “Oltre alle 10.845 indagini concluse, nel 2018 sono state assegnate ai Reparti del Corpo altre 11.971 deleghe d’indagine in materia di reati tributari, giochi e scommesse, accise e contrabbando. Nel complesso, sono stati denunciati 13.957 soggetti e accertati 12.213 reati tributari, di cui il 62% riguardante fattispecie di dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento di documentazione contabile e indebita compensazione. Delle 11.971 deleghe di indagine di polizia giudiziaria in materia di reati tributari, giochi e scommesse, accise e contrabbando pervenute ai Reparti del Corpo nella scorsa annualità, 329 hanno avuto riflessi di carattere internazionale. Tra le indagini concluse (10.845), analoghi risvolti sono emersi in 349 casi”. Infine, la Relazione aggiunge sui Piani operativi a contrasto del gioco e delle scommesse abusive: “Al fine di garantire un’adeguata presenza ispettiva nel settore dei giochi e delle scommesse, è stata confermata, anche per l’anno 2018, l’esecuzione di due piani operativi denominati: – “giochi illegali”, per il contrasto dei fenomeni d’illegalità e abusivismo nei settori dei giochi, compresi quelli on line, delle manifestazioni a premio e di sorte locali; – “scommesse illegali”, mirato a prevenire e reprimere gli illeciti che interessano le scommesse e i concorsi pronostici, inclusi quelli on line. L’attività della Guardia di Finanza a tutela del monopolio statale del gioco è volta a reprimere tutte le forme di illegalità che interessano il settore – dal mancato pagamento dei tributi, ai fenomeni di abusivismo, alla presenza di organizzazioni criminali nella gestione delle attività lecite e illecite – allo scopo di tutelare: – il gettito fiscale connesso al prelievo erariale unico, all’imposta unica sulle scommesse e all’imposta sugli intrattenimenti, oltre che alle imposte dirette e indirette; – il corretto funzionamento del mercato dalle distorsioni provocate da operatori privi delle concessioni e delle autorizzazioni previste dalla legge; – i consumatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di alcuna garanzia, avuto particolare riguardo alle fasce più deboli. L’impegno operativo dei Reparti si sviluppa, in primo luogo, attraverso controlli di natura amministrativa, svolti in forma autonoma o in maniera congiunta nel più ampio quadro dei “Piani coordinati di intervento”, eseguiti a livello nazionale, in sinergia con le altre Forze di Polizia e con la collaborazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Questi piani coordinati di intervento vengono effettuati nell’ambito: – del “Comitato di Alta Vigilanza per la prevenzione e repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori”, previsto dall’art.15-ter del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102; – del c.d. “Piano Balduzzi”, previsto dall’art. 7, comma 9, del Decreto Legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189, il quale prevede la pianificazione annuale, da parte di Agenzia delle dogane e dei monopoli e Guardia di Finanza, di controlli specificamente destinati al contrasto del gioco minorile, presso gli esercizi dove sono installate newslot ovvero vengono accettate scommesse, in prossimità di istituti scolastici, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto. Per la scoperta e la repressione delle più gravi e complesse forme di frode e di illecito, invece, le unità operative svolgono indagini di polizia giudiziaria, sotto la direzione della magistratura inquirente, avvalendosi degli incisivi strumenti investigativi previsti dal codice di procedura penale. La Guardia di Finanza, inoltre, fornisce il proprio contributo per arginare la diffusione del gioco abusivo via internet: a tal fine viene effettuato un continuo monitoraggio del web, volto all’individuazione di condotte illecite e alla verifica dell’avvenuta inibizione dei siti di gioco non autorizzati. Nel settore dei giochi e delle scommesse, il Corpo, anche attraverso l’esecuzione di cinque piani coordinati di intervento, di cui tre svolti in forma autonoma, ha complessivamente effettuato 7.922 interventi, di cui 1.341 irregolari, riscontrando 2.056 violazioni e procedendo alla verbalizzazione di 15.322 soggetti. Sono state, altresì, concluse n. 204 indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria. A seguito di tali attività ispettive sono stati sottoposti a sequestro 1.394 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento irregolari, in cui vengono ricompresi anche gli apparecchi terminali “Totem” nonché 1.263 punti clandestini di raccolta scommesse. Particolare attenzione è stata rivolta anche al fenomeno della diffusione dei Centri di Trasmissione Dati (C.T.D.), canale privilegiato utilizzato dagli allibratori esteri sprovvisti di concessione statale e di licenza di Pubblica Sicurezza, per la promozione della raccolta in Italia di scommesse. Si tratta, in sostanza, di agenzie attive sul territorio nazionale che si pongono quali intermediari tra lo scommettitore e il bookmaker, con il compito di raccogliere le puntate del singolo giocatore, trasmettendo i dati, per via telematica, all’organizzatore estero privo di concessione. In relazione a tale fenomeno, va ricordato che l’art. 1, commi 927 e ss., della Legge 28 dicembre 2015, n. 208, ha introdotto una presunzione iuris tantum sull’esistenza di una stabile organizzazione in capo all’impresa non residente che si avvalga, ai fini della raccolta delle scommesse, di uno o più soggetti residenti, operanti nell’ambito di un’unica rete di vendita, anche sotto forma di centro trasmissione dati, cui sono attribuite le attività tipiche del gestore, quando i flussi finanziari intercorrenti tra i gestori e il soggetto non residente superino, nell’arco di sei mesi, l’importo di 500.000 euro”, conclude la Relazione. Ricordiamo che qualche giorno fa Benedetto Mineo, Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso di un convegno aveva dichiarato che: “E’ necessario segnalare il dato del gioco illegale che ha un fatturato stimato di circa 20 miliardi”. cdn/AGIMEG