Con la fase 2 cadono alcuni divieti: sì agli spostamenti in regione e agli incontri tra familiari. Via libera all’apertura dei parchi e passeggiate senza limiti di allontanamento dalla casa.

Fonte “Il Corriere”

Coronavirus Fase 2, verso l'addio alle autocertificazioni. E i musei e le biblioteche riaprono il 18 maggio
Le aziende

Il 27 aprile riapriranno le grandi aziende strategiche nei settori automotive, moda e produzione di macchine agricole industriali: si sta studiando un decreto ad hoc firmato dai ministri Speranza, Gualtieri, Patuanelli e De Micheli. Quel giorno scatterà il via libera per le imprese manufatturiere, le costruzioni e i servizi funzionali a queste filiere. Molto si è discusso anche della possibilità di riaprire i portoni delle scuole, almeno per colloqui e riunioni, ma al momento l’unica conferma è che partiranno i lavori di ristrutturazione degli edifici scolastici.

Le passeggiate saranno consentite e non sarà più obbligatorio restare nei pressi della propria abitazione. Si potrà uscire massimo in due adulti e con i figli. Bisognerà evitare di stazionare in un luogo, a meno che non si riesca a mantenere la distanza di sicurezza. La riapertura di parchi, ville e giardini pubblici è un altro tema che divide scienziati ed esponenti del governo. Il ministro Speranza è favorevole a consentire che i bambini possano tornare all’aperto, purché gli spazi verdi siano bene organizzati. Ma il Comitato tecnico scientifico frena e nelle ultime riunioni più d’uno, anche tra i ministri, ha suggerito di consentire piuttosto passeggiate al mare, in campagna o comunque in spazi più aperti: questo perché non tutti i giardini pubblici consentono di evitare assembramenti.

Lo sport

Gli sport all’aperto saranno consentititi anche lontano dalle proprie abitazioni, purché da soli oppure mantenendo la distanza di sicurezza di due metri. Si potrà correre e andare in bici. Saranno permessi gli allenamenti individuali e quindi si potrà andare anche nei centri sportivi delle società. La task force guidata da Vittorio Colao suggeriva di tenere gli anziani in casa ancora per qualche mese, ma questa linea non è passata anche per l’esplicita contrarietà di Conte. Nel dpcm ci saranno però forti raccomandazioni per tutelare le persone più a rischio, per l’età o per patologie.

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