Napoli, il Prefetto incontra le associazioni del gioco. Chiodo (CNI): “Servono richieste condivise da tutto il settore”

Napoli, il Prefetto incontra le associazioni del gioco. Chiodo (CNI): “Servono richieste condivise da tutto il settore”

Grazie alla manifestazione pacifica organizzata questa mattina a Napoli in Piazza Plebiscito dalle associazioni AGSI e CNI che riuniscono gli operatori del settore dei giochi e  delle scommesse, il Prefetto ha ricevuto una delegazione di rappresentanti e le richieste avanzate dalla categoria.

I lavoratori hanno chiesto al Prefetto di Napoli:

– la possibilità di conoscere la data di riapertura delle attività;

– la richiesta di apertura di un tavolo di confronto tra associazioni di categoria, Governo e Ministero delle Finanze.

Il prefetto dopo aver preso atto delle richieste fatte ha confermato che invierà la propria comunicazione al Ministero dell’Interno.

“Quello che vorrei si realizzasse – spiega GianMaria Chiodo del CNI a PressGiochi – è la redazione di un testo condiviso tra tutte le sigle di settore per poter creare un decalogo di richieste da poter presentare al Tavolo con le Istituzioni”.

“Le categorie di lavoratori devono essere riconosciute e rispettate per il ruolo che svolgono” ha concluso Chiodo.

Per i lavoratori, l’appuntamento si sposta a Torino dove dommattina i lavoratori del gioco legale torneranno in piazza. “Domani mattina – scrivono – ci sarà una manifestazione alle ore 11 in Piazza Castello. Dobbiamo partecipare numerosi, lo Stato si sta dimenticando di noi. La maggior parte di noi non ha neanche ancora percepito la cassa integrazione in deroga che tra l’altro scadrà a metà giugno. Vediamo se riusciamo ad essere bravi come i colleghi di Napoli”.

*****

Lodevole iniziativa, ma a questo punto sorgono delle domande, che non si possono eludere:

  1. Sono stati preparati dei protocolli per aprire sale gioco e sale scommesse, nel dettaglio, e in analogia a quelli già approvati, ad esempio per bar, ristoranti, barbieri e parrucchieri?

  2. E’ stata aperta una qualunque attività, in Italia, senza che siano stati stabiliti dei protocolli.

  3. Se, come viene riportato dalla stampa, in Belgio e a Malta, le sale scommesse sono aperte, ma i clienti non possono stazionare, perché in Italia dovrebbe essere permesso senza dei protocolli simili a quelli dei ristoranti, con la compilazione di appositi elenchi dei clienti che stazionano, da conservare per almeno 14 gg a disposizione delle Autorità Sanitarie?

  4. Risponde a verità che per i codici Ateco per sale e scommesse, c’è un rischio alto per assembramento; e quindi se non si propongono protocolli sostitutivi adeguati, lo stato non è tenuto a proporli, se non in analogia con bar e ristoranti?

In questa situazione trovo illogiche le richieste qualunquistiche di aperture, senza la presentazione, preventiva, di realistici protocolli. 

 

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