COMUNICATO STANLEYBET A TUTTI I CTD, LORO SEDI

Stanleybet

Oggetto: 1. Stanley si aggiudica una nuova licenza online ADM per il gioco a
distanza. 2. Il fenomeno criminoso scoperto dalle DDA di Reggio Calabria,
Catania, Palermo, Bari: una nuova chiave di lettura. 3. Inasprimento delle pene
per gli operatori che svolgono attività illecita. 4. Accesso al
sistema Concessorio nel segmento retail. Imposta Unica e Corte di Giustizia. 5.
Stanley ad Enada Rimini. 6. Nuove frontiere: Stanley sbarca in Perù.
Liverpool, 18/02/2019
Gentili Ricevitori Stanley di scommesse sportive,
È venuto il momento di un aggiornamento sulla posizione della compagnia in relazione ai più importanti eventi del momento e per informarVi sul percorso che vede Stanley impegnata per il ripristino della legalità nel settore del betting and gaming.
1. Stanley si aggiudica una nuova licenza online ADM per il gioco a distanza.
Abbiamo il piacere di comunicarVi che TGS, una compagnia dell’universo Stanleybet si è aggiudicata una nuova licenza ADM per l’esercizio del gioco a distanza.
Già dovreste essere a conoscenza che la Stanley è un operatore ADM per il gioco a
distanza, perché da oltre 6 anni è titolare di una concessione italiana.
Malgrado sia stata approvata una legge che statuisce il divieto assoluto di pubblicità, la Stanley ha deciso per l’acquisizione della nuova licenza online. Un chiaro indizio per tutti della importanza che Stanley dà al mercato Italiano e al suo rapporto con il
Regolatore.
Sono tempi difficili per l’Italia, alla ricerca di nuove vie per lo sviluppo e in cui ognuno deve fare la sua parte, compresa Stanley. La prima licenza online fu assegnata nel 2012 a seguito di colloqui chiarificatori con l’allora Direttore ADM (AAMS a quel tempo) dottor Antonio Tagliaferri.
2. Il fenomeno criminoso scoperto dalle DDA di Reggio Calabria, Catania,
Palermo, Bari. Perché tutto questo? Ne proponiamo una nuova chiave di lettura.
Riprendiamo il racconto. Perché è da questo racconto che si capiscono i motivi per i
quali si rafforzano e/o nascono nuove realtà che poi diventano preda della criminalità organizzata.

Il dott. Tagliaferri, come già detto, ha il merito di aver convinto la Stanley ad entrare, in occasione della gara per l’online, nel sistema concessorio per il gioco a distanza. Ma non solo.
Riuscì quasi nel colpaccio di concordare l’entrata di Stanley nel sistema concessorio,
anche per il segmento retail, proponendo la partecipazione della Compagnia ad una
gara per 9 anni, quella che poi sarebbe stata la gara Monti.
Colloqui in questo senso andarono avanti per alcuni mesi ma all’ultimo momento il
periodo di durata delle concessioni fu accorciato a meno di 4 anni per decisione del
Ministro dell’Economia dell’epoca.
La Stanley, trovando impossibile la partecipazione, data la cessione gratuita della rete alla fine di un troppo breve esercizio della concessione, impugnò la gara e presentò un esposto alla Commissione Europea.
La Guardia di Finanza investì la Stanley, colpevole di non aver partecipato ad una gara che sarebbe poi stata considerata illegittima, con la chiusura di centinaia di CTD, poi tutti riaperti dalla Magistratura, anche a seguito della sentenza Laezza della Corte di Giustizia.
Il danno provocato dalla gara Monti e dalla susseguente operazione della Guardia di
Finanza

Lo schema è il seguente: la Gara Monti viene emessa nel luglio del 2012, malgrado gli
allarmi della Stanley al Regolatore AAMS. Tutto ciò può essere provato con documenti ufficiali dell’epoca.
La Stanley viene investita ingiustamente e reagisce con competenza e risolutezza nel pieno convincimento di essere dalla parte della ragione.
Ma per difendersi è costretta a chiedere al Giudice italiano il rinvio degli atti alla Corte di Giustizia, mentre comunque i magistrati confermano ovunque in Italia la
discriminazione subita da Stanley e dai suoi CTD, per effetto delle gare precedenti. La non regolarità della gara Monti sarà poi confermata dalla Corte Europea con la sentenza Laezza.
Nel frattempo però iniziano ad operare nel territorio del Sud Italia soggetti di ogni tipo che affermano di essere ‘come la Stanley’. Esattamente quello che Stanley aveva previsto. Ovviamente così non è ma la magistratura applica anche a quegli operatori le sentenze ottenute da Stanley e dai suoi CTD. Parliamo di art. 4 della legge 401, cioè scommesse abusive. Il fenomeno si espande senza controllo ed evidentemente arriva
all’occhio della criminalità organizzata che se ne impadronisce.
Ma non si tratta più, ovviamente, di art. 4 e la competenza, dalla Procura ordinaria,
passa alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Che non si lascia incantare dalle
suggestioni art. 4 o non art. 4, ‘discriminazione sì’ o ‘discriminazione no’, ma va a
scoprire le caratteristiche del sodalizio criminale che si era radicato nel territorio.
Il resto, a cominciare da Reggio Calabria, lo sappiamo ed è cronaca degli ultimi tempi.
Lo schema non è nuovo. L’incapacità di comprensione del fenomeno Stanley da parte
delle Autorità Italiane in generale, e del Regolatore in particolare, ha generato guai fin dalla sentenza Gambelli della Corte di Giustizia del 2003, che aveva censurato la gara CONI del 2000.
A seguito di tale sentenza era diventato di moda per Italiani di ogni provenienza costituire società all’estero e pretendere di essere operatori comunitari discriminati invocando i principi stabiliti dalle sentenze che invece riguardavano la Stanley. Alcuni di questi operatori partecipando alle sanatorie varie, hanno poi, di fatto, ammesso la illegittimità delle loro attività, in relazione all’art. 4 della legge 401/1989.
Il danno provocato però dalla gara Monti a tutti i cittadini italiani è enorme e non facilmente quantificabile. Il danno provocato alla Stanley, parimenti ingente, è invece quantificabile, come pure sono perfettamente identificabili i responsabili.
Siamo ora in grado di annunciarvi che il lavoro del gruppo di professionisti incaricati di ricostruire il danno subito per quegli eventi e i funzionari che ne sono stati responsabili, si è concluso. La Stanley sta quindi per lanciare un’azione di risarcimento del danno, per tutte le vicende successive alle gare Bersani e Monti. Ricordiamo che una analoga
richiesta di danno, riguardante il periodo pre-Bersani è attualmente pendente e in attesa di definizione dinanzi alla Corte d’Appello di Roma.
3. Inasprimento delle pene per gli operatori che svolgono attività illecita.
Ma che ben venga! Era ora. Perché in Italia le attività illecite nel settore delle scommesse non sono più una questione di ordinaria amministrazione ma un fenomeno su cui ha messo gli occhi il crimine organizzato.
Se ci sono, con le nuove norme, pene più severe e strumenti di indagine più penetranti a disposizione della Magistratura, staremo tutti meglio.
Noi vediamo in questo inasprimento delle pene una grande opportunità: infatti, premesso che l’attività dei CTD Stanley è stata ed è una attività pienamente lecita, sarà invece costretta a cessare qualsiasi altra attività alternativa al sistema concessorio.
Diviene quindi più facile l’inserimento della Stanley e dei suoi CTD nel sistema stesso.
Stanley è sempre stata chiara: non parteciperà mai a nessuna sanatoria o condono.
Chi sa di essere innocente non ha bisogno di nessun patteggiamento ma può e deve
pretendere giustizia. Alla fine, la nostra posizione si è sempre dimostrata corretta, da
oltre 20 anni, come dimostrato dalle migliaia di sentenze della Magistratura.
Insomma il messaggio è sempre lo stesso: abbiate fiducia nella Giustizia. Ecco spiegato il nostro grande investimento e impegno istituzionale, tecnico, giuridico, economico nella preparazione delle due richieste di risarcimento dei danni subiti.
4. Accesso al sistema Concessorio nel segmento retail. L’assoggettamento dei CTD all’Imposta Unica e, ancora una volta, la parola alla Corte di Giustizia. La posizione dei funzionari di ADM.
Esiste oggi la possibilità per Stanley di accedere al sistema concessorio? La risposta è sì, nel senso che c’è, e c’è sempre stata, la volontà della società in questo senso.
Ma oggi c’è anche il contesto giuridico istituzionale che lo potrebbe rendere possibile.
Avete già avuto notizia che un processo del genere è in corso, e ci sembra giusto darvi alcune notizie su di esso.
Come sapete il sistema concessorio, sanzionato da ben 3 sentenze della Corte di Giustizia (Gambelli, Costa Cifone e Laezza) corrispondenti alle 3 gare bandite dal Regolatore italiano (Gara CONI del 2000, gara Bersani, Gara Monti), si è concluso il 30 Giugno 2016.
In quel momento ADM dava disposizioni a tutto il settore di mandare una lettera di impegno “alla partecipazione alla prossima gara” sul presupposto che ciò avrebbe consentito “la prosecuzione dell’attività fino alla pubblicazione del bando di gara”. E così fu. Ma della gara… nessuna traccia.

Anche Stanley mandò ad ADM la stessa lettera di impegno, in data 30 giugno 2016, come tutti gli altri, aggiungendo anche la sua disponibilità a collegarsi al totalizzatore nazionale e, ancora più importante, chiedendo istruzioni per iniziare a pagare l’imposta
unica per le scommesse al pari di tutti gli altri operatori.
Dato che ADM non rispondeva, la questione è stata portata all’attenzione del Ministero dell’Economia. Ci sono voluti 2 anni e mezzo e due solleciti del Ministero. Il 27 novembre 2018 ADM, dopo quasi 2 anni e mezzo, ha finalmente risposto.
Non è opportuno rendere noto, in questa fase, il contenuto della corrispondenza tra Stanley e ADM, per non comprometterne l’esito.
Abbiamo comunque confermato ad ADM, da ultimo in data 18 gennaio 2019 il nostro pieno impegno agli adempimenti che avevamo già offerto fin dalla fine dell’attuale sistema concessorio.
Badate bene: deve essere chiaro per tutti che: 1) al 30 Giugno 2019 saranno 3 anni che il sistema Concessorio è scaduto e che 2) dal 30 giugno 2016 (3 anni tra le due date) Stanley sta proponendo di esservi inserita impegnandosi esattamente alle stesse regole dei concessionari.
Siamo certi che la partecipazione di Stanley al sistema è interesse sia di Stanley che dello Stato.
Il motivo per cui ciò non sia già avvenuto nel corso delle 3 gare precedenti (gara del
2000, gara Bersani, Gara Monti) e comunque prima del 30 giugno 2016, data di
scadenza del sistema, è stato ben chiarito dalla Corte di Giustizia e dalla Magistratura
italiana di merito, anche apicale. Oggi è materia di competenza dei Giudici del
risarcimento.
Resta da chiarire quale sia il motivo per cui ciò non è accaduto dopo il 30 giugno 2016. A tutti gli operatori è stato consentito di operare, a concessione scaduta, con una semplice lettera di impegno. Alla Stanley, no. Malgrado avesse comunicato ad ADM la formale accettazione degli stessi impegni di tutti gli altri, compreso il pagamento in Italia dell’imposta unica.
Ora, è ben possibile che questo problema possa trovare soluzione nell’ambito della conversazione epistolare ancora aperta con ADM e che il Ministero competente segue, essendo ora in copia in tutta la corrispondenza.
C’è però ora una variabile esterna.
La Corte di Giustizia ha aperto la fase scritta dei rinvio pregiudiziale della Commissione Tributaria Provinciale (CTP) di Parma in relazione alla richiesta da parte di ADM dell’imposta unica formulata nei confronti dei CTD Stanley. Il Giudice di Parma ipotizza che si sia trattato di un proseguimento, per la via fiscale, delle discriminazioni subite da Stanley. La Corte Europea valuterà.

Ora: la Stanley, di nuovo a nostro parere attaccata ingiustamente, ha dovuto difendersi. Ecco perché si arriva alla Corte di Giustizia. Ed ecco perché non potrà che proseguire il confronto giudiziario anche con i funzionari di ADM che, a nostro avviso a torto, continuano ad attivare la pretesa tributaria nei confronti dei CTD, consapevolmente trasformando la discriminazione di Stanley a monte, in altrettante condotte a valle idonee a pregiudicare gravemente ed ingiustamente la loro sopravvivenza come imprese. Ma certo non prima di averli avvertiti e resi consapevoli dei profili di contrasto con il diritto dell’Unione che sono connessi alla richiesta del pagamento di qualcosa che appare, anche secondo il Giudice di Parma, più una sanzione che una tassa.
Perché comunque la tassa caratteristica sull’attività di scommessa la Stanley già la paga a Malta.
Ma una sanzione per chi svolge una attività che migliaia di tribunali hanno già considerato come ‘lecita’, come è giustificabile se la legge che la prevede espressamente dichiara nelle sue premesse che è promulgata al fine di scoraggiare le
‘attività illecite’?
Per altro verso, i Giudici civili di primo grado stanno apparentemente dando ragione ai funzionari ADM nel senso che giudicano che il comportamento degli stessi non integra gli estremi della ‘colpa grave’, che sarebbe, se riconosciuto, il comportamento che permette di accedere al risarcimento del danno.
Insomma un funzionario italiano, anche ammesso che sbagli, non ha il dovere di risarcire il danno a meno che non si tratti di ‘colpa grave’. E’ inutile entrare nel merito giuridico di questo termine. Basti dire che al dipartimento legale Stanley pensano che la materia, dopo il giudizio della Corte di Giustizia, potrà trovare definitivo chiarimento solo di fronte alla Corte Suprema di Cassazione.
Auspichiamo che, all’esito della corrispondenza in corso, sia possibile trovare una soluzione equa che superi la contrapposizione in corso e che renda la futura sentenza della Corte di Giustizia solo una questione tecnica di interpretazione del diritto.
A tal fine, nella lettera del 19 gennaio 2019, la Stanley ha chiesto ad ADM un incontro
in tempi brevi. Speriamo che la ragionevolezza e la saggezza prevalgano da parte di
tutti.
5. Stanley ad Enada Rimini.
La Stanley sarà presente con un suo stand alla tradizionale fiera di primavera Enada Rimini nei giorni 13,14,15 Marzo 2019, padiglione A7/C7.
Gli argomenti principali possono così riassumersi:
Come sfruttare la prossima gara ADM per le scommesse sportive (legge 27 dicembre 2017, n. 205 cosiddetta legge di bilancio 2018) l’apertura di un corner o negozio di gioco con la Stanley.

L’offerta di VLT per la preparazione di sale slot (ma non per i CTD: come sapete questo non è al momento consentito ai CTD per mancanza della licenza di polizia).
L’offerta Magellan Robotech (gruppo Stanley) per i Self Service Terminal: un argomento di grande interesse per operatori Italiani ed Esteri che sono stati invitati a visitare lo stand Stanley ad Enada. È previsto l’arrivo di operatori Sud Americani, Canadesi e dagli Stati Uniti, dove cominciano a vedere la luce i primi Enti Regolatori per il settore.
6. Nuove frontiere: Stanley sbarca in Perù.

La Stanley ha già da tempo iniziato a guardare verso altri continenti, iniziando attività in Africa e in America Latina. Lo scorso settembre ha partecipato in Argentina al SAGSE, la grande fiera del settore di Buenos Aires.
È nata recentemente Stanleybet Perù e l’inizio delle operazioni di accettazione di scommesse sportive è imminente, alla conclusione degli iter burocratici amministrativi ed autorizzatori necessari.
La Stanley è comunque interessata anche alle altre nazioni del continente Latino Americano.
Segnalateci operatori Italiani o di origine Italiana, residenti nei paesi Latino Americani, che sono disposti ad impegnarsi sia come gestori di sale che ad investire come imprenditori.

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Tassazione ctd, avv. Agnello (legale Stanleybet) ad Agimeg: “Procedibili quesiti pregiudiziali sollevati da Commissione Tributaria Parma. Notificata domanda di rinvio pregiudiziale”

“I quesiti pregiudiziali sollevato dalla Commissione tributaria di Parma sulla tassazione di ctd e bookmaker esteri hanno superato il vaglio di procedibilità”. Lo anticipa a Agimeg l’avvocato Daniela Agnello, legale di Stanleybet, che ha sottolineato: “il Cancelliere della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha notificato a tutti gli Stati membri, alla Commissione, al Parlamento Europeo, al Consiglio e alla Banca Centrale Europea la domanda di rinvio pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria di Parma, assegnando alle parti il termine per le osservazioni scritte. Il procedimento è stato avviato e le parti del giudizio nazionale hanno diritto ad intervenire”. gr/AGIMEG

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Stanleybet, notificata domanda di rinvio pregiudiziale proposta da Commissione Tributaria Parma. L’avv. Agnello: “Giudizi pendenti richiedono principio di diritto certo e unico”

Il Cancelliere della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha notificato a tutti gli Stati membri, alla Commissione, al Parlamento Europeo, al Consiglio e alla Banca Centrale europea la domanda di rinvio pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria di Parma assegnando alle parti il termine per le osservazioni scritte.

L’avv. Agnello in difesa di Stanleybet Malta e Stanley Parma è stata informata dalla Cancelleria della Corte che il procedimento è stato avviato e le parti del giudizio nazionale hanno diritto ad intervenire. “Nel frattempo, dopo l’ordinanza della Corte di Cassazione che ha ritenuto i dubbi interpretativi sollevati dalla Commissione Tributaria di Parte incidenti sui giudizi pendenti e ha rinviato a nuovo ruolo tutte le cause in attesa della risoluzione della domanda di quesiti pregiudiziali, le Commissioni tributarie provinciali e regionali sospendono i procedimenti.

Le Commissioni di Milano, Roma, Varese, Padova, Palermo, Bari e tante altre hanno ritenuto rilevante la questione interpretativa e hanno sospeso i procedimenti a carico della Stanley e dei centri affiliati. Attendiamo l’esito della domanda di quesiti pregiudiziali sollevata dai giudici di Parma con la consapevolezza che i giudizi pendenti richiedono un principio di diritto certo e unico fondato sul diritto eurounitario e sui principi di parità di trattamento e non discriminazione”.

Fonte Jamma

Agipronews.it | Operazione “Galassia”, Antimafia di Catania chiude le indagini: coinvolte 61 persone, c’è anche il “superpentito”

Attualità e Politica

13/02/2019 | 12:00

 

OPERAZIONE GALASSIA GIOCO ONLINE

ROMA – La Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ha notificato a 61 persone l’avviso di chiusura indagini nell’ambito dell’operazione “Galassia” contro le infiltrazioni mafiose nelle scommesse online. Il blitz degli investigatori, condotto a metà novembre insieme alle Procure di Reggio Calabria e Bari, aveva portato in Sicilia a 28 arresti, molti dei quali riferiti ad appartenenti ai clan Cappello e Santapaola-Ercolano, e al sequestro di beni per circa 70 milioni di euro, in Italia e all’estero, oltre a 46 agenzie di scommesse e internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa. I reati contestati ai 61 indagati dai Pm Antonella Barrera e Barbara Laudani vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al riciclaggio e all’autoriciclaggio. Tra le accuse, anche l’intestazione fittizia di beni attraverso l’illecito esercizio dell’attività di giochi e scommesse a distanza, riconducibili a società operanti all’estero (Albania,Romania e Malta) in violazione della normativa fiscale e di settore, attraverso la creazione di diverse reti di gioco “on line” finalizzate alla raccolta abusiva di scommesse su eventi sportivi ed al gioco d’azzardo, con la creazione di siti con estensione “.com”.

Tra le persone raggiunte dall’avviso – che Agipronews ha potuto visionare – anche il collaboratore di giustizia Fabio Lanzafame, attualmente assistito dal Servizio Centrale di protezione di Roma: proprio grazie alle dettagliate dichiarazioni rese agli investigatori, la Procura ha potuto ricostruire l’intero business criminale. Il manager – scrivono i Pm antimafia di Catania – «ideava e forniva l’apparato tecnico ed informatico necessario per organizzare e gestire il lucroso settore delle “scommesse online”, mettendo a disposizione dei clan i suoi collaboratori e riconoscendo alle organizzazioni una percentuale fissa pari al 5% sugli introiti connessi alle scommesse online». Nelle prossime settimane, la procura Antimafia catanese procederà con le richieste di rinvio a giudizio indirizzate al Giudice per le indagini preliminari.
NT/Agipro

DIA: ‘ECCO LA MAPPA DEL GIOCO ILLEGALE IN ITALIA’

  • Scritto da Roberta Falasca
Octavian Intext

Pubblicata dalla Direzione investigativa antimafia la mappa del gioco illegale in Italia, riferita al primo semestre 2018.

 

È stata pubblicata la relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia Dia, riferita al primo semestre 2018 e viene analizzato anche settore del gioco nell’attività investigativa.

In questa relazione semestrale, dopo aver analizzato il modus operandi, i profili evolutivi e le regioni di elezione della criminalità organizzata calabrese, siciliana, campana e pugliese – lucana sono affrontate, per la prima volta in maniera sistematica, le proiezioni ultraregionali delle mafie.
“La criminalità organizzata calabrese – si legge nella relazione – sul fronte imprenditoriale è proiettata verso ambiti delinquenziali che contaminano pericolosamente l’economia legale con il monopolio di interi settori come le concessioni dei giochi, così come chiaramente emerso dall’inchiesta ‘Monopoli’ conclusa nel mese di aprile 2018 con il sequestro di società, unità immobiliari e terreni, per un valore complessivo pari a circa 50 milioni di euro, dislocati tra Reggio Calabria, Roma, Milano e Messina”.
Per quanto riguarda la criminalità organizzata siciliana “altro lucroso settore d’investimento – si legge sempre nella relazione – si conferma quello dei giochi e delle scommesse, come emerso, anche in questo caso, nella più volte menzionata operazione Game Over. L’attività investigativa ha fatto emergere come un importante imprenditore del settore, originario di Partinico, fosse riuscito, con l’appoggio delle famiglie mafiose della provincia, ad imporre il brand di raccolta scommesse della società a lui riconducibile, con sede a Malta. Contestualmente, sono state sottoposte a sequestro numerose agenzie e punti di raccolta delle scommesse che, dislocati sul territorio nazionale, utilizzavano però un network di diritto maltese, facente sempre capo al citato imprenditore.
Sul piano generale, tutti i mandamenti mafiosi sembrano interessati al settore, favorendo l’apertura di nuove agenzie di gioco. È quanto si rileva, ad esempio, dall’esecuzione, nel mese di giugno, di un decreto 175 di confisca nei confronti di esponenti di punta della famiglia di Brancaccio, che ha colpito un patrimonio di oltre 10 milioni di euro, composto da aziende e società, alcune delle quali operanti proprio nel settore delle scommesse.
Dagli esiti delle recenti attività d’indagine, è emerso che Cosa nostra trapanese, oltre che nei tradizionali comparti economici si è significativamente infiltrata nel settore delle scommesse e dei giochi online, nonché nel business delle aste giudiziarie legate a procedure esecutive e fallimentari, potendo far leva sul capillare controllo del territorio con il tradizionale e sistematico ricorso all’intimidazione e all’assoggettamento.
Anche l‘indagine Anno Zero ha documentato l’interesse di Cosa nostra per il remunerativo settore dei giochi e delle scommesse online. Il settore delle scommesse e del gioco continua a porsi, con sempre maggiore frequenza, come un terreno di investimento per le consorterie mafiose, che operano attraverso l’imposizione e la gestione di slot-machine all’interno di esercizi commerciali, spesso intestati a prestanome”.
Per la criminalità organizzata campana “diverse indagini testimoniano l’interesse di alcune organizzazioni camorristiche, casertane e napoletane, nella gestione delle slot machine e delle scommesse sportive online. Si tratta di attività dalle quali i clan traggono ingenti profitti sia direttamente, riuscendo a gestire tutta la filiera delle operazioni che attengono ai giochi, sia indirettamente, attraverso prestiti a tassi usurari a giocatori affetti da ludopatia. Quello del gioco è solo uno dei tanti settori dai quali si evince che le organizzazioni camorristiche non si limitano, in una logica parassitaria, a consumare reati vessando imprenditori, commercianti e comuni cittadini, ma si sono direttamente inserite nella gestione di attività economiche, interagendo anche con l’economia legale e attraverso circuiti ufficiali.
Come evidenziato nell’ambito dell’operazione Golden Game della Guardia di Finanza di Marcianise, un’ingegnosa e fruttuosa attività estorsiva d parte di alcune famiglie imponevano le slot machine ad oltre un terzo dei bar e locali commerciali del territorio comunale. Dalle indagini è emerso, peraltro, il reinvestimento dei proventi derivanti dai traffici di droga e dall’usura proprio nel fruttuoso mercato delle new slot, nel tentativo di monopolizzare in talmodo il settore del gioco sul territorio”.
Nel caso della criminalità organizzata pugliese e lucana, “con l’operazione ‘Doppio Gioco’ – continua il testo – si è avuto contezza dell’altalenante predominio nella gestione della piazza di spaccio del quartiere Libertà tra le consorterie storicamente avverse, che ha portato, tra il 2014 ed il 2016, a fatti di sangue, defezioni e cambiamenti di schieramento. Gioco d’azzardo, business delle macchinette da gioco e delle scommesse online al centro delle indagini della Dia.
La criminalità organizzata pugliese e lucana, seppur in assenza di evidenti segnali di infiltrazione criminale, viene alla luce nell’ambito della complessa indagine ‘Ndrangames’individuandone le connessioni operative con la ‘ndrangheta del crotonese nel settore del gioco illegale. A seguito dell’attività investigativa è stato disposto il sequestro preventivo di macchinette elettroniche installate da società riconducibili agli indagati, tra l’altro, presso alcuni esercizi commerciali in provincia di Perugia.
Le importanti operazioni eseguite nel semestre hanno, in definitiva, evidenziato i delicati profili evolutivi delle dinamiche criminali: oltre a condizionare l’economia locale attraverso le pressanti condotte estorsive ed usurarie, i sodalizi più strutturati mirano all’infiltrazione dei circuiti legali dell’economia e della finanza con il reinvestimento dei capitali illeciti in attività imprenditoriali mafiose, con propensione particolare al gioco online.
Come ulteriore business, la criminalità brindisina è orientata al controllo del settore dei giochi, mediante il noleggio e la fornitura di slot machine e videolottery, nonché alla gestione dei servizi connessi alle scommesse, con notevoli flussi di cassa.
Non da ultimo, l’interesse della criminalità organizzata salentina si manifesta anche nella gestione delle attività commerciali di giochi e scommesse anche clandestine. Emblematico, in proposito, il sequestro di beni mobili e immobili e di quote societarie del valore complessivo stimato in 15 milioni di euro, eseguito nei confronti di  un’organizzazione con base a Racale, dedita al controllo del gioco d’azzardo mediante la manomissione delle slot machine”.
In Piemonte è emerso che “gli stessi gruppi delinquenziali hanno affinato le loro capacità operative specializzandosi nella gestione delle sale da gioco illegali e degli apparati videopoker”.
In Emilia Romagna, “l’operazione denominata ‘Scramble’ ha per oggetto anche il settore del gioco illegale”.
Anche nel Lazio la Dia ha rilevato azioni illegali riguardo al settore del gioco. “Un ruolo di rilievo è stato giocato, nel tempo, da elementi di spicco della ex ‘Banda della Magliana’, della camorra e della mafia siciliana, dediti al traffico internazionale di stupefacenti, alle estorsioni, all’usura, al controllo del gioco d’azzardo ed al conseguente riciclaggio dei profitti illeciti nell’acquisizione di molteplici attività imprenditoriali e commerciali del litorale romano”.
Per quanto riguarda la criminalità straniera, nello specifico quella cinese, “va evidenziato che, se per porre in essere azioni tese al riciclaggio ed al reimpiego di capitali essa usa proiettarsi al suo esterno cercando relazioni anche con ambienti professionali collusi –
nel caso del traffico di stupefacenti, della prostituzione, dell’usura e del gioco d’azzardo, la gestione si svolge secondo modalità rivolte essenzialmente all’interno della comunità”.
Con un’altra operazione, denominata Doppio Jack e conclusa sempre nel 2017, “è stato possibile disarticolare un’associazione che, attraverso l’utilizzo di una società e di un server ubicato a Malta, controllava il gioco online in Toscana, Lazio, Veneto, Marche e Emilia Romagna“.

Esclusiva Agimeg – Cardani (pres. Agcom): “Le linee guida sul divieto di pubblicità sui giochi pronte tra inizio e metà marzo. Previsto periodo transitorio per l’applicazione”

“Il ciclo di audizioni è finito, adesso i Servizi sono al lavoro per redigere le linee guida sul divieto di pubblicità sui giochi. Una volta pronte dovranno essere sottoposte al Consiglio per essere approvate. Tendenzialmente dovrebbero essere pronte tra l’inizio e la metà di marzo”. E’ quanto spiega a Agimeg il presidente dell’AGCOM Angelo Marcello Cardani. L’Autorità Garante per le Telecomunicazioni ha avviato a dicembre un ciclo di audizioni, sia per acquisire elementi utili a definire il perimetro del divieto, sia per delimitare – tra cui quello di erogare le sanzioni – i compiti affidati alla stessa AGCOM. E sul fatto che le linee guida tracceranno il confine tra diritto di informazione e pubblicità, Cardani spiega che “non ci nascondiamo mai dietro le cose, se c’è un problema lo affrontiamo per risolverlo. Su questo aspetto però non posso dare anticipazioni”. Sull’iter successivo all’approvazione: “Non credo che le linee guida saranno immediatamente operative” conclude il Presidente. “In genere viene riconosciuto un po’ di tempo per studiarle, comprenderle e cominciare a applicarle. Ci sarà un periodo transitorio ragionevole”.

Ricordiamo che il Decreto Dignità, varato a luglio dello scorso anno, ha vietato “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse”, “comunque effettuata e su qualunque mezzo”. Temporaneamente sono stati fatti salvi i contratti già in corso, fino alla scadenza o comunque non oltre un anno dalla conversione del decreto in legge. gr/AGIMEG

Scommesse sportive online, spesa in calo a gennaio (-4,4%). Quote di mercato in crescita per Sks365, Snaitech, Eurobet, Sisal. Ottimi risultati anche per Betflag, Unibet e ScommesseItalia

Sono stati 58,1 i milioni di euro spesi a gennaio nelle scommesse sportive online. Rispetto ai 60,8 milioni di euro di gennaio 2018, il mercato è risultato in calo del 4,4%. Leader di mercato Bet365, con una quota sulla spesa del 17,9%. Quote di mercato in crescita per Sks365, con il 12,8%, Snaitech (11,1%), Eurobet (9,1%), Sisal (8,6%) e Lottomatica (6%). Ottime performance anche per Betflag, Unibet e ScommesseItalia. Ecco come si sono divisi il mercato delle scommesse sportive online a gennaio i principali operatori:

OPERATORE QUOTE DI MERCATO SPESA
BET365 17,94%
SKS365 12,83%
SNAITECH 11,05%
EUROBET 9,11%
SISAL 8,60%
INTRALOT/GOLDBET 7,46%
LOTTOMATICA 5,95%
BWIN 3,15%
WILLIAM HILL 2,93%
POKERSTARS 2,11%
E-PLAY 24 1,78%
GRUPPO VINCITU’ 1,72%
BETFAIR 1,60%
888 1,29%
STANLEYBET 1,25%
BETALAND 1,20%
MULTIGIOCO 0,85%
BETPOINT 0,83%
BGAME 0,79%
NEXIGAMES 0,79%
REPLATZ 0,73%
SCOMMESSEITALIA 0,70%
MICROGAME 0,69%
UNIBET 0,65%
GI.LU.PI. 0,62%
DOMUS BET 0,50%
BETFLAG 0,45%
SCOMMETTENDO 0,41%
VITTORIA BET 2009 0,38%
BETCLIC 0,26%

– elaborazioni Agimeg su dati Adm

es/AGIMEG

Scommesse sportive in agenzia, a gennaio spesa in calo del 25,9%. Leader di mercato Intralot/Goldbet. Quote in crescita per Snaitech, Eurobet, Lottomatica e Sisal

A gennaio la spesa delle scommesse sportive in agenzia ha registrato un calo del 25,9%. Nel mese da poco concluso infatti la spesa è stata di 66,5 milioni di euro, contro gli 89,7 milioni spesi a gennaio dello scorso anno. Sul podio il gruppo Intralot/Goldbet, con una quota di mercato del 20,4%. In crescita le quote di mercato di Snaitech, con il 17,1%, Eurobet, 14,3%, Lottomatica (13,7%) e Sisal (13,1%). Da evidenziare anche le ottime performance di ScommesseItalia (0,6%) e Hbg (0,5%), entrambe in crescita. Ecco come si sono divisi il mercato delle scommesse sportive in agenzia a gennaio i principali operatori:

OPERATORE QUOTA DI MERCATO SPESA
INTRALOT/GOLDBET 20,42%
SNAITECH 17,07%
EUROBET 14,27%
LOTTOMATICA 13,66%
SISAL 13,08%
SKS365 9,31%
BETALAND 1,32%
SUN BET 1,07%
ADMIRAL SPORT 0,87%
SCOMMESSEITALIA 0,64%
F.LLI SIMONE 0,58%
HBG ON LINE GAMING 0,53%
TOTALBET 0,53%
GI.LU.PI. 0,49%
AGENZIA M3 0,45%
ROMAR 0,44%
AGENZIA IPPICA LUCIANO GIOVE 0,40%
VITTORIA BET 2009 0,34%
DOMUS BET 0,32%
SASCOM 0,31%
TIERRE GAME 0,29%
REPLATZ 0,27%
TOTOPARTNERS 0,26%
SCOMMETTENDO 0,25%
ROYALBET 0,20%

– elaborazioni Agimeg su dati Adm

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Decretone, Governo: con la nuova aliquota la raccolta delle slot calerà dell’1,5%

IL giro di vite sulle slot determinerà un calo della raccolta dell’1,5%, a conti fatti “Il maggior gettito stimato è quindi pari a circa 154 milioni di euro su base annua”. E’ la stima che il Governo avanza nella Relazione Tecnica al Decreto su reddito di cittadinanza e quota 100, e che adesso viene riportata nella Nota di Lettura. Nel testo si ricorda che il decreto aumento l’aliquota sulle AWP dello 0,65% che – tenuto conto dell’incremento dell’1,35% che era stato disposto dall’ultima Legge di Bilancio – “porta al 2% l’incremento complessivo, quindi da 19,25% a 21,25%. Considera quindi la raccolta per il 2018 pari a 24,1 mld di euro che corregge in diminuzione, per effetto della riduzione del pay out, con una percentuale dell’1,5%; pertanto la base di calcolo è pari a 23,7 mld di euro”. rg/AGIMEG