Garrisi (ceo Stanleybet) ad Agimeg: “Gara scommesse impossibile se lo Stato non si riappropria del territorio”

Da poco tornato dall’Argentina, Giovanni Garrisi non ha voluto mancare al consueto appuntamento dell’Enada. Il ceo di Stanleybet, intervistato da Agimeg, è intervenuto sul momento critico che sta vivendo il settore del gioco in Italia: “sull’ipotesi della gara per il rinnovo delle concessioni di scommesse sportive, di cui si parla anche in fiera, voglio far notare che c’è un importante problema di fondo. L’attuale governo ha infatti ereditato, dal precedente esecutivo, una situazione critica visto che non è stato capace di predisporre un accordo Stato-Regioni con caratteristiche di uniformità. I risultati di questo disastro sono stati due: il primo è che ogni regione ha legiferato come una scheggia impazzita sui luoghi sensibili, il secondo è che diventa impossibile una nuova gara senza che lo Stato si riappropri del territorio e che gli operatori abbiano di conseguenza un ambito certo nel quale muoversi. Una patata bollente che il Governo del cambiamento si ritrova addosso come eredità del precedente. Mi auguro che il Governo attuale protegga il settore che dà lavoro a tanti esseri umani e provveda ad uniformare a livello nazionale le norme che riguardano i luoghi sensibili. Il tempo – ha concluso Garrisi – ci sarebbe perché le concessioni più importanti scadono nel 2022 e per quelle esistenti una proroga triennale, ragionevolmente onerosa, sarebbe la soluzione più saggia”. lp/AGIMEG

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Scommesse, Tar Lazio respinge ricorso Easy World relativo a decadenza concessione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato da Easy World Ltd, uno dei bookmaker che hanno aderito alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità 2015 al quale era stata sospesa dai Monopoli la titolarità per la raccolta delle scommesse a causa del mancato invio dei dati di raccolta effettuati dopo la regolarizzazione.
Easy World Ltd ha inoltre “impugnato la nota dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli del 26 aprile 2018, con la quale, secondo quanto allegato dalla ricorrente, sarebbe stata implicitamente rigettata la richiesta di autotutela proposta nei confronti del provvedimento di decadenza della società dalla titolarità dell’attività di raccolta delle scommesse mediante rete fisica. Ha, inoltre, impugnato il predetto provvedimento di decadenza, adottato con decreto direttoriale prot. n. 11295 del 26 gennaio 2018, nonché gli ulteriori atti connessi specificati in epigrafe”.
Secondo i giudici laziali “la ricorrente non ha alcun interesse a impugnare la suddetta nota, né le altre sopra richiamate, perché l’eliminazione di tali atti non varrebbe in alcun modo a scalfire la portata del provvedimento di decadenza, non impugnato tempestivamente, e sorretto, peraltro, da una pluralità di ragioni, che non sono minimamente attinte né tanto meno superate dalle interlocuzioni svolte dall’Amministrazione dopo la presentazione dell’istanza di autotutela”. lp/AGIMEG

Sagse a Buenos Aires, Garrisi (CEO Stanleybet): “Nessuna azione contro decreto Dignità, attendiamo strategia del Governo”

13/09/2018 | 16:38

 

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ROMA  – Nel corso dell’intervista ad Agipronews, il CEO di Stanleybet Giovanni Garrisi ha parlato anche dell’Italia e delle recenti limitazioni introdotte con il decreto Dignità. 

In attesa di una legge di bilancio che si prospetta complessa per l’industria, avete già avviato un’azione in sede europea contro l’Italia per le limitazioni alla pubblicità contenute nel decreto dignità? Quali saranno i vostri prossimi passi formali per opporvi alla norma?

Assolutamente no. Abbiamo deciso di non opporci. Era necessario dare un freno al business essenzialmente monopolistico di operatori italiani dominanti grazie all’acquiescenza dei governi precedenti. Abbiamo già espresso le nostre riserve sul carattere eccessivo delle norme di divieto di pubblicità approvate dal governo. Ma bisogna considerare che da 20 anni la Stanley viene sistematicamente discriminata dai precedenti governi “dell’inciucio”. Non approviamo il divieto assoluto di pubblicità, ma la ventata di cambiamento che viene ora proposta dal nuovo governo non può essere bocciata a priori senza un’ attenta analisi e le opportune valutazioni dei pro e dei contro. Ci auguriamo che la ragionevolezza prevalga e che l’impatto delle nuove norme in materia di scommesse sportive venga riconsiderata. Abbiamo deciso di non opporci alle nuove regole. La Stanley reagirà, se provocata, com’è suo stile, ma non si opporrà proattivamente alle decisioni del governo del cambiamento.

Fonte originale Agipronews

 

Consiglio di Stato su distanziometro Bolzano: “La norma sulle distanze minime rischia di non avere effetto sui giocatori più problematici”

FINALMENTE QUALCUNO CHE HA BUON SENSO

La riduzione degli spazi disponibili per le sale gioco rischia di portare a una «modifica della struttura dell’offerta» molto rischiosa per i giocatori problematici e patologici. È quanto si legge nella relazione del consulente tecnico d’ufficio nominato dal Consiglio di Stato, Cesare Pozzi, docente di Economia dell’impresa presso l’Università LUISS di Roma, in merito all’applicazione del distanziometro di Bolzano e provincia, che dispone almeno 300 metri di distanza fra sale gioco e luoghi considerati sensibili come scuole o chiese. Nella relazione, che Agimeg ha potuto visionare, si sottolinea che la distanza minima di 300 metri non determina di per sé un “effetto espulsivo” di tutte le attività di gioco, visto che per ogni Comune sono presenti aree disponibili sufficienti a collocare le sale gioco, ma è tuttavia necessario tenere conto della possibile contrazione di mercato dovuta allo spostamento delle aree accessibili, in considerazione del fatto che non tutte tali aree «saranno disponibili per limiti tecnici ed economici». La misura avrebbe effetti rilevanti in particolare a Bolzano, il comune più grande della Provincia, in cui le sale sarebbero costrette a spostarsi a più di due chilometri: nel breve periodo la distanza non comporterebbe un rischio economico rilevante per i gestori delle sale, ma a lungo andare causerebbe un forte calo di affluenza soprattutto tra i “giocatori sociali”, ovvero quelli caratterizzati dall’assenza o da un basso rischio di dipendenza patologica. Per tale categoria di consumatori «la bassa propensione allo spostamento costituisce un fattore in grado di ridurre l’affluenza alle sale e di indirizzarli verso altre forme di gioco». Sarà diverso invece l’atteggiamento dei giocatori a rischio moderato o alto: in questo caso l’affluenza non dovrebbe subire variazioni significative, in quanto questo tipo di giocatore è maggiormente disposto a spostarsi per soddisfare il bisogno del gioco. In altre parole, il distanziometro paradossalmente non avrebbe alcun effetto su quei giocatori che invece si vorrebbe tutelare.
Il cambiamento della clientela, secondo la perizia, potrebbe portare anche ad altre conseguenze, come un «incremento dei processi di concentrazione» da parte delle società di gioco, in particolare attraverso l’acquisto e la gestione diretta delle sale da parte dei concessionari, oppure attraverso la creazione di catene brandizzate dedicate al gaming. Servirebbero tuttavia «capacità strategiche adeguate», la cui mancanza penalizzerebbe i piccoli operatori locali, cosa che «impone alcune considerazioni» sulla proporzionalità della norma rispetto agli obiettivi per i quali è nata. L’analisi inoltre prende in considerazione anche la valutazione del nuovo segmento di mercato a cui si rivolgerebbero le sale dislocate, che andrebbero a focalizzazione su servizi per attirare giocatori problematici e patologici, arrivando nel lungo periodo ad avere effetti totalmente contrastanti con le finalità che si vorrebbero invece perseguire. lp/AGIMEG

SEQUESTRO PUNTO SCOMMESSE, CASSAZIONE: ‘CARENZA DI MOTIVAZIONE’

  • Scritto da Fm

Cassazione rinvia a tribunale ordinario per nuovo giudizio ordinanza su sequestro punto scommesse operante per bookmaker estero per mancato esame documentazione.

“Vi è una carenza di motivazione che dovrà essere colmata con un nuovo giudizio, che abbia per oggetto la reale situazione di fatto nella quale si trova l’indagato, in considerazione dei suoi rapporti con il bookmaker straniero per cui opera e della posizione di quest’ultimo rispetto al regime concessorio in essere. All’esito di tale giudizio, si valuterà, se necessario, il profilo autorizzatorio, con riferimento alle ragioni del diniego della licenza all’indagato”.

Questa la motivazione con cui la Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio al Tribunale di Foggia, l’ordinanza del 2017 con cui lo stesso tribunale ha rigettato la richiesta di riesame proposta dal titolare di un punto scommesse avverso il provvedimento di sequestro probatorio emesso dal pubblico ministero avente ad oggetto
attrezzature informatiche e locali, in relazione all’esercizio dell’attività di raccolta di scommesse sportive per conto di un bookmaker estero, in mancanza di licenza e concessione, per violazione dell’art. 4 della legge n. 401 del 1989.
“Il mancato esame della documentazione presentata in sede di riesame, deducibile quale profilo di omessa motivazione ai sensi dell’art. 325, comma 1, cod. proc. pen., assume rilevanza decisiva, perché ha comportato un travisamento del fatto da parte del Tribunale. La difesa ha, in particolare, evidenziato che la società estera,
operante in Austria, con cui l’indagato aveva sottoscritto un contratto di prestazione di
servizi, avrebbe subito discriminazioni in conseguenza del regime transitorio confermato
dalla circolare dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli del 9 giugno 2016, che consentiva di continuare ad operare ai titolari di concessioni scadute, senza invece consentire l’ingresso di nuovi operatori. Secondo quanto affermato dal Tribunale, le discriminazioni prospettate sarebbero, invece, legate al ‘Bando di gara Monti’, di cui all’art. 10 del d.lgs. n. 16 del 2012, che avrebbe posto condizioni tali da non rendere conveniente l’ottenimento della concessione, in contrasto con i principi comunitari della libera prestazione dei servizi e del diritto di stabilimento. Secondo il tribunale, l’oggetto della censura era la durata limitata delle concessioni in corso, con acquisizione coattiva e gratuita dal concessionario dei beni della rete di gestione e raccolta del gioco, sia in caso di cessazione dell’attività per scadenza del termine finale, sia in caso di provvedimenti di decadenza; censura resa sostanzialmente irrilevante, per la mancata partecipazione della società a tale bando.
Deve invece rilevarsi che la ricorrente ha evidenziato che la vicenda in esame è del tutto estranea rispetto al ‘Bando Monti’ del 2012, al quale la società non ha partecipato, perché ancora non costituita. L’oggetto dell’accertamento da effettuarsi da parte del Tribunaleavrebbe dovuto essere, dunque, la diversa questione della proroga delle concessioni in essere, conseguente alla mancata concreta adozione di un nuovo bando e, in particolare, il contenzioso aperto dalla società allo scopo di accedere al regime di proroga delle concessioni già in essere, in modo da non dover attendere le nuove assegnazioni e poter incominciare a operare”, conclude la sentenza della Cassazione.

Sole24Ore, nel giro di vite del Governo sulle concessioni potrebbero finire anche quelle di Bingo, scommesse e slot

Il Governo è pronto a rivedere tutte le concessioni. Non solo Autostrade, telecomunicazioni e acque, ma in generale l’obiettivo è quello di una revisione delle concessioni pubbliche.
“Incassare risorse e difendere gli interessi dei cittadini”, è quanto sintetizzano dal Governo per un’impresa che coinvolgerebbe 35mila concessioni. Secondo l’esecutivo, riporta oggi Il Sole24 Ore, c’è un rapporto squilibrato tra i canoni ed i profitti, a vantaggio dei privati. Si partirà quindi con una ricognizione delle concessioni in scadenza o scadute nei settori indicati da Giorgetti, quali acque minerali, idrocarburi, frequenze per tv e telefonia. Ma poi si andrà avanti e si deciderà caso per caso se aggiornare canoni e condizioni o non rinnovare alla scadenza. Senza escludere il rientro al pubblico quando ci siano competenze e strutture. E tra le 35mila concessioni attuali ci sono anche quelle del Bingo, slot e scommesse. lp/AGIMEG

Spero che non siano così FOLLI da pensare di nazionalizzare anche le Concessioni di Scommesse Sportive. Potrei capire quelle del BINGO, dove la probabilità è STOCASTICA come nel lotto e lotterie; ma non penso che in nessuna nazione occidentale le concessioni delle scommesse sportive siano nazionalizzate. :mz: …... Chi gestisce le scommesse illegali, potrebbe brindare per decenni, per l’inaspettato regalo dallo stato. :party:

SIRACUSA: STRETTA AL GIOCO, SINDACO FIRMA PROVVEDIMENTO

  • Scritto da Redazione

Stretta al gioco a Siracusa, dove l’amministrazione ha adottato un provvedimento con limiti orari e distanze dai luoghi sensibili.

Divieto per il rilascio delle autorizzazioni per le sale giochi e scommesse situate a una distanza inferiore ai 500 metri dai luoghi sensibili. Lo ha deciso il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, firmando un provvedimento restrittivo per i locali di gioco. Oltre alle distanze, sono stati stabiliti anche dei limiti orari per l’apertura delle attività di gioco: dal 15 settembre al 15 giugno, durante il periodo scolastico, potranno aprire dal lunedì al sabato solo nel pomeriggio, dalle 13 alle 3, mentre la domenica e festivi l’orario  è dalle 10 alle 3.

Dal 16 giugno al 14 settembre, l’apertura può essere fissata tutti i giorni dalle 10 alle 3. Gli orari valgono anche per i centri scommesse e le sale bingo e per i trasgressori sono previste sia sanzioni da 100 a 500 euro che il blocco degli apparecchi fino a sette giorni, si legge su alcuni quotidiani locali.