Scommesse: Commissioni tributarie regionali di Bari, Napoli e Milano su imposta unica

http://www.agimeg.it/?p=65239

Una delle prime sentenze di una Commissione Tributaria di Secondo Grado

In: In Evidenza, Scommesse Sportive

20 aprile 2015 – 19:07

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E’ obbligatorio il versamento dell’imposta unica relativa alla raccolta sulle scommesse, per i centri  collegati a bookmaker esteri senza concessione. Lo ha stabilito la Commissione tributaria regionale a Bari, che si è espressa così nei confronti del titolare di una sala che faceva da tramite con un bookmaker austriaco. L’ accertamento fiscale è di 22mila euro,  con  sanzioni e interessi per  9mila euro  tutti relatvi al 2008. Devono infatti “considerarsi soggetti di imposta – si legge nelle motivazioni –  coloro i quali gestiscono – in assenza di titolo abilitativo – concorsi o scommesse di ogni tipo sia in via diretta che per conto di terzi e con qualsiasi mezzo”.  Decisivo quindi il ruolo di chi “accoglie le proposte di gioco, incassa le somme e consegna al fruitore il ticket per la riscossione”.  E’ quindi legittima “l’applicazione della tassa nel territorio dello Stato in cui viene effettuata la puntata e ricevuta l’accettazione della stessa, anche quando la raccolta sia effettuata su incarico di terzi”. lp/AGIMEG

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http://www.gioconews.it/scommesse/66-generale/44516-ctd-ctr-campania-conferma-imposta-unica-dovuta-e-chiusura-dell-esercizio

Ctd: Ctr Campania conferma imposta unica dovuta e chiusura dell’esercizio

Con sentenza depositata il 19 maggio 2015, la Commissione tributaria regionale Campania ha respinto l’appello proposto dal gestore di un centro collegato alla Stanleybet Malta Ltd, unitamente alla medesima società, così confermando la sentenza della Commissione Provinciale di Napoli.

 

Sono stati ritenuti sussistenti tutti i presupposti impositivi che conducono alla conferma del dovuto versamento dell’imposta unica sulle scommesse, relativamente agli anni 2010 e 2011, nonché all’irrogazione della sanzione amministrativa della chiusura dell’esercizio commerciale per la durata di un mese.

 

PRESUPPOSTO TERRITORIALE – Il contratto si perfeziona in Italia laddove lo scommettitore ha conoscenza dell’accettazione della proposta e cioè quando,  effettuata la puntata, riceve nei locali aperti al pubblico la ricevuta di gioco. La legge fa riferimento alle “scommesse accettate nel territorio italiano”. Ne consegue l’applicazione della disciplina italiana.

 

PRESUPPOSTI SOGGETTIVO E OGGETTIVO – La normativa assoggetta a responsabilità colui che gestisce con qualunque mezzo, anche telematico, per conto proprio o di terzo, anche ubicato all’estero, concorsi pronostici o scommesse di qualunque genere. Il riferimento alla gestione “per conto terzi” appare specificamente descrittivo dell’attività dei Ctd in ragione delle loro essenziali attività. L’imposta è comunque dovuta ancorché la raccolta del gioco, compresa quella a distanza, avvenga in assenza ovvero in caso di inefficacia della concessione rilasciata dal Mef (art. 1 co. 66 L. 220/10). Si configura responsabilità solidale tributaria della Stanleybet Malta Ltd che si assume il rischio delle giocate ed opera nel territorio italiano tramite soggetti contrattualmente legati. La Commissione Regionale ha ritenuto inesistente la lamentata discriminazione introdotta dalla norma interna in danno dei bookmaker stabiliti in altri paesi dell’Unione in ragione della doppia imposizione. Fintantoché l’Unione Europea non detterà specifiche disposizioni atte ad armonizzare la normativa dei diversi stati membri, le problematiche che da questa scaturiscono non possono condurre ad affermare la contrarietà al diritto comunitario di una delle legislazioni nazionali impositive.

 

IL COMMENTO DI SAMBALDI – L’avvocato Chiara Sambaldi commenta così, a Gioconews.it, il provvedimento: “Significativo il chiarimento in merito alla ratio sottesa all’art. 1 co. 66 della L. 220/10 da rinvenirsi nell’esigenza di tutela della lealtà della concorrenza e della par condicio tra gli operatori economici del comparto attraverso una presa d’atto da parte del Legislatore dell’esistenza di un’unica filiera nella quale sono avvinti operatori legali, illegali, irregolari, in concorrenza tra loro, per la quale è necessaria una uniformità di disciplina ancorché ai soli fini tributari. Vi è, quindi, la consapevolezza di un mercato nel quale gli operatori in concorrenza sono soggetti a discipline non uniformi (a fini non tributari) che ha evidentemente ispirato i più recenti interventi normativi (legge stabilità 2015) finalizzati ad assoggettare anche gli operatori non autorizzati alle medesime prescrizioni di natura amministrativa ed operativa, direttamente incidenti sulle condizioni del prodotto offerto agli scommettitori”.

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Vedi anche la più recente:

  • Ctd: la Commissione Tributaria Regionale di Milano conferma imposta unica dovuta
  • Ctd: la Commissione Tributaria Regionale di Milano conferma imposta unica dovuta

    Creato Giovedì, 03 Settembre 2015 11:11

    Importante sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano sull’imposta unica dovuta dai bookmaker esteri operanti in Italia attraverso i centri trasmissioni dati.

    Nessuna doppia imposizione fiscale per i bookmaker esteri che operano in Italia attraverso Ctd pur avendo sede legale in un altro Paese dell’Unione. Questo perché il presupposto oggettivo su cui calcolare l’imposta è l’importo della giocata e non al reddito collegato a questa attività. A stabilire il principio è la Commissione Tributaria Regionale di Milano che attraverso una sentenza depositata a luglio scorso ha respinto l’appello proposto dal gestore di un centro collegato alla Stanleybet Malta Ltd, insieme alla stessa società, confermando la sentenza della Commissione Provinciale di Sondrio.

    NORMA ITALIANA NON IN CONFLITTO CON NORME UE – Il Collegio ritiene che, con riferimento al configurarsi di una doppia imposizione in capo all’operatore comunitario, alcun elemento di prova è stato esibito dalla parte privata per provare che la repubblica di Malta in cui risiede Stanleybet Malta Ltd preveda la tassazione dell’importo delle scommesse giocate e che un’imposta sia effettivamente applicata alla fattispecie di cui è causa. In mancanza di un regime specifico di armonizzazione non può darsi luogo al sindacato inerente al configurarsi di doppia imposizione per il quale è necessario individuare le fattispecie impositive produttive del fenomeno.

    INCOSTITUZIONALE L’ART. 1 CO. 66 LETT. B) LEGGE STABILITA’ 2011 – La Commissione respinge la richiesta di rinvio dagli atti alla Corte Costituzionale osservando che l’assoggettamento all’imposta di quei soggetti che, non essendo concessionari o titolari di autorizzazione alla raccolta delle scommesse, non sono collegati al totalizzatore nazionale, non esclude che il volume della raccolta sia determinato, come nella fattispecie, con l’esercizio dei poteri di controllo dell’amministrazione finanziaria e che l’imposta sia applicata con le aliquote previste.
    PRESUPPOSTI DI LEGGE PER L’ASSOGGETTAMENTO ALL’IMPOSTA – La raccolta delle scommesse costituisce il presupposto oggettivo per l’applicazione dell’imposta. Il soggetto passivo è il Ctd che consente la scommessa e l’accordo si conclude in Italia. Le concrete modalità di svolgimento dell’attività da parte dell’esercente italiano prevedono il rilascio della ricevuta a fronte dell’introito dell’importo della giocata quale titolo atto a certificare l’accettazione della scommessa ad opera dell’operatore interno, in base al quale lo scommettitore potrà avere successivamente diritto all’incasso della giocata.
    PRESUPPOSTO SOGGETTIVO – Osserva il Collegio che l’imposta unica si applica all’importo delle giocate e non al reddito ritratto dall’operatore comunitario in relazione al rischio di impresa che si assume. L’esercente è tenuto a selezionare gli scommettitori applicando i divieti di legge e agendo in proprio per accertare e valutare la sussistenza delle condizioni che consentono la giocata. Il Ctd trattiene, inoltre, costantemente parte delle somme raccolte ed agisce discrezionalmente nello stabilire le modalità di presidio del banco a cui affluiscono le scommesse, individuando il personale da impiegare allo scopo, sia in qualità che in quantità.Respinto quindi l’appello e confermata la sentenza di primo grado.
    “APPROFONDIMENTO SU NATURA ATTIVITA’ CTD” – Secondo il legale Chiara Sambaldi, a cui GiocoNews.it ha chiesto un commento rispetto alla sentenza della Commissione: “Le pronunce rese in sede tributaria che confermano il carattere dovuto dell’imposta unica da parte dei Ctd, si appuntano sempre più sulla reale e concreta natura dell’attività esercitata da parte dei centri che, nello svolgere una funzione intermediatrice con connotati gestori, rappresentano anello essenziale ed imprescindibile del meccanismo di effettuazione della scommessa”.

 

 

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Ecco, invece, una sentenza di una commissione tributaria provinciale del 2014, ben motivata nel dettaglio.

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